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Bochesmalas

mercoledì 2 aprile 2014

Arctic Flowers - Weaver



Dalla ricchissima scena di Portland (Oregon, USA) provengono numerose nuove strepitose band, tra le quali fanno la loro porca figura anche gli ottimi Arctic Flowers, già apparsi in queste pagine in più di un'occasione. Questa volta si conquistano lo spazio in solitario grazie alla pubblicazione del nuovo album dal titolo "Weaver," disponibile in versione digitale nel loro bandcamp da metà Febbraio e presto (ad Aprile) anche su vinile presso l'etichetta Sabotage Records.
Gli Arctic Flowers hanno all'attivo un altro album (l'eccellente "Reveries" del 2011), un EP omonimo (del 2010), uno split da 7 pollici con un'altra grande band (gli Spectres) e un 12" ("Procession" del 2012). Tutto materiale di altissima qualità, da non lasciarsi sfuggire senza esitazioni.
Ma con "Weaver" riescono a fare ancora meglio; il disco, o meglio il suo alter ego digitale, è decisamente riuscito dalla prima all'ultima nota. 
Per chi non li conoscesse, gli Arctic Flowers propongono un robusto dark punk, debitore del death rock di scuola americana, del post punk come dell'anarcho punk di una volta. Il suono è oscuro come la materia richiede, ma è irrobustito da ritmi, velocità e distorsioni di chiaro stampo punk. La bella voce di Alex, poi, è la ciliegina sulla torta che riesce a donare ancora più gusto al già di per sé ottimo impasto.
Già dall'iniziale "Magdalene," con i suoi tamburi martellanti e le ottime chitarre, si può capire se la torta fa per voi (vedi, anzi senti più sotto, basta un clic sul pulsante di streaming di bandcamp). "Tell My Horse" è ancora più ruvida e interessante, mentre "Ex Oblivone" è arricchita da una buona melodia e un ottimo giro di basso che, come in tutte le band che si ispirano in qualche modo a sonorità post punk, riveste un ruolo da protagonista assoluto.
Con "Anamnesis" spingono il piede sull'acceleratore con ottimi risultati. La traccia successiva, un brevissimo strumentale intitolato "Cold Hair Dead End," crea un'atmosfera oscura degna dei migliori Joy Division e funge da ponte di collegamento con la seconda parte del disco.
Questa si apre nel modo migliore possibile, infatti "Byzantine" è un gioiellino grezzo e oscuro attraversato in lungo e in largo da chitarre nervose. Proseguendo nell'ascolto s'incontrano l'ottima title track e l'altrettanto riuscita "Digress Dwell," più pacata e morbida, ma che forse sarebbe stata ancora migliore se privata di qualche secondo di durata.
Chiude l'album uno dei pezzi forti della scaletta: "Impasse," il giusto compromesso tra i temi sonori del post punk e l'urgenza del punk rock.
Un ottimo disco.

Tracklist:

01.Magdalene
02.Tell My Horse
03.Ex Oblivione
04.Anamnesis
05.Cold Hair Dead End
06.Byzantine
07.Weaver
08.Dirges Dwell
09.Impasse

2014 - Sabotage Records

Formazione:

Alex - voce
Lee - basso
Cliff - Batteria
Stan - chitarre











Images form CVLT Nation:




4 commenti:

  1. da quel che ho sentito, davvero niente male!
    fossi in loro però cambierei il nome che rimanda agli arctic monkeys e depista un po'...

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  2. In effetti con quel nome subentra qualche problema soprattutto se si fa qualche ricerca su google...i fiori vengono mangiati dalle scimmie, è inevitabile.

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