Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

lunedì 13 aprile 2026

La Dinamo appesa a un filo...



 Purtroppo il moto astrale sfavorevole (leggi: sfiga) condito da errori e teste vuote, ma anche da tutta una serie di errori e orrori arbitrali, sta conducendo la Dinamo-Banco di Sardegna in serie A2. Dopo i disastri casalinghi, tanto inaspettati quanto dolorosi, con Reggio Emilia e Treviso è arrivata prima la terza sconfitta negli ultimi decimi di secondo (82-80) in casa dell'altra diretta concorrente Cantù, poi la quarta sconfitta, ancora una volta negli ultimi decimi di secondo, in casa di Varese. A questo punto sono cascate le braccia - e le altre possibili appendici - a tutti, a tutto l'ambiente. Questa volta la Dinamo Sassari non ha condotto la partita dall'inizio sino agli ultimi secondi per poi perderla clamorosamente, come con Reggio Emilia, Treviso e Cantù. Stavolta la Dinamo è partita male, contratta e timorosa, forse proprio a causa delle recenti e sanguinose sconfitte nei finali. Poi si è ripresa ancora una volta, con le unghie e con i denti, il proprio destino e dal terzo quarto sino a un 1" dalla fine è sempre stata davanti a Varese, ma in quell'ultimo secondo c'è stato un fischio per un fallo assolutamente inesistente di Ceron e i lombardi si portano a casa 2 punti e lo scalpo di una Dinamo ancora una volta incredula. Varese vince 91 a 90 e forse condanna definitivamente i sassaresi alla retrocessione. L'ultima speranza è legata al filo di cui sopra, grazie al Napoli che ha sconfitto Treviso, lasciando quest'ultima 2 punti sotto alla Dinamo. Tuttavia non bisogna farsi troppe illusioni: Treviso deve disputare ancora quattro gare (la Dinamo solo 3) ha la differenza canestri a proprio favore e per giunta un calendario molto più abbordabile in questo finale. Sassari invece deve affrontare domenica prossima Venezia in casa, poi ha il turno di riposo a causa dell'esclusione di Trapani dal campionato, e per finire il 3 maggio arriva Bologna e il 10 si chiude in casa di Brescia. Praticamente una mission impossible. Eppure i ragazzi di Mrsic in questo finale di campionato, pur non mancando gli errori e le palle perse in quantità, giocano bene, tirano giù rimbalzi come non si è mai visto in questa stagione, e hanno sempre tenuto il vantaggio quasi sino all'ultima sirena in questa infinita serie di finali terrificanti. Nelle ultime due gare si è rivista anche l'energia di Thomas, un pò spento nelle ultime uscite, ma anche la grinta di un pò tutti, compreso il faro Buie, un pò appannato recentemente. Forse il solo Vincini non è in questo momento sul pezzo, ma dopo tante prestazioni importanti ci può stare anche un momento di calo, anche se purtroppo è avvenuto nel momento peggiore.

Comunque, arbitri permettendo, c'è ancora una piccolissima speranza nonostante le ultime tre partite siano contro tre delle migliori squadre del nostro campionato, nonostante il pubblico di Sassari non sia più quello di una volta, non sia più il sesto uomo in campo, almeno sino ad oggi, ma si gioca sempre 5 contro 5 e bisogna vedere chi scenderà in campo con maggiore cattiveria ed energia, al di là della qualità del roster e della consistenza del budget. La speranza è l'ultima a morire.

Comunque vada a finire...sempre Forza Dinamo!

martedì 31 marzo 2026

Si salvi chi può: la Dinamo a un passo dal purgatorio

 


Nessuno l’avrebbe mai detto ma la Dinamo Sassari, per la prima volta nella sua storia, rischia davvero  grosso. Questa volta lo spettro della retrocessione, purtroppo, già aleggia sinistramente sulla testa dei Giganti dopo la sconfitta clamorosa subita contro Treviso in casa (con annesso sorpasso nella differenza canestri negli scontri diretti). Adesso, con Treviso a - 4 e Cantù (prossima avversaria tra l’altro) a pari punti, la situazione si è aggravata tremendamente e con essa è precipitato anche il morale, ammesso che sia mai stato alto quest’anno. C’è da dire che anche le ultime annate non sono state particolarmente entusiasmanti, anzi tutt’altro: fuori dai playoff e dalla Final Eight per due anni consecutivi - tre con questo - ma almeno non si è mai rischiato la A2 come adesso. Eppure la squadra in alcune occasioni ha dimostrato di essere veramente forte e ricca di talento, in quelle rare volte in cui tutti hanno girato bene e sono stati sulla stessa pagina, nonostante il via vai dalle sliding doors: Macon e Visconti dentro, Pullen prima dentro e poi fuori e purtroppo Nate Johnson fuori. Di certo non ha aiutato la lunga serie di infortuni ma da qualche partita la squadra è stata al completo e per giunta si è anche rinforzata con l’innesto di un gran giocatore come Macon. Purtroppo in questa fase la Dinamo ha sempre condotto le partite sino agli ultimi secondi anche con vantaggi importanti - con Reggio Emilia e Treviso e in parte anche con Milano, ma in questo caso solo nel primo tempo - per poi perdere clamorosamente e tristemente negli ultimi secondi. Oltretutto in quest’ultimo periodo si è perso capitan Thomas che è passato in poco tempo da uno status di condottiero impavido e insostituibile a quello di pedina inutile e dannosa. Domenica scorsa al PalaSerradimigni la gara si è chiusa tra i fischi del pubblico, un evento molto raro a Sassari, ma bisogna ammettere che questa volta sono stati ampiamente meritati. Anche se bisogna dire che questa stagione lunga e tormentata è stata caratterizzata anche da un palazzetto spesso semi vuoto (e non solo per le partite di coppa europea, da sempre misteriosamente ignorate dal pubblico sassarese) e abbastanza silenzioso e dimesso. Il pubblico del PalaSerradimigni non è più quello di una volta, probabilmente negli ultimi anni è stato abituato male da coppe, vittorie e giocatori di altissimo livello. Purtroppo sono soli ricordi del passato sia il muro di rumore della tifoseria sassarese sia la caccia al biglietto con lunghissime file e l'entusiasmo contagioso che si respirava in città e in tutta l'isola. Adesso, incredibilmente, il palazzetto di Sassari è il meno affollato e il meno rumoroso di tutta la serie A, compresa l’ultima in classifica Treviso. Comunque, in questa situazione intricata, l’unica speranza è che nelle restanti 5 partite venga fuori un pizzico di orgoglio, da sempre caratteristica peculiare di chi indossa la maglia Dinamo, anche se il calendario non aiuta e gli scontri con le dirette concorrenti quest’anno sono stati sempre un disastro. Si dovrebbe programmare un ritiro a Lourdes ma non c’è più tempo: sabato si va a combattere contro Cantù in uno scontro da do or die…Speriamo bene