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Bochesmalas

mercoledì 18 marzo 2026

La musica è finita, andate in pace...



Dopo tanti anni vissuti a pane e rock'n'roll la puntina sul mio giradischi si è fermata definitivamente, senza un perché. Probabilmente gli ultimi decenni di indigestione digitale e relativo accumulo di files nei meandri più oscuri degli hard disk mi ha mandato in overdose di musica. Anni di frenesia di ascolto, di acquisti compulsivi, alla scoperta di qualche genio nascosto nel più profondo dell'underground, mi hanno fatto esaurire lo spazio dedicato ai suoni nel magazzino del mio cervello.
Ho sentito il bisogno di scrivere in questo post perché ancora oggi mi arrivano numerose mail con richieste di recensioni, interviste o semplici segnalazioni di nuove uscite discografiche in ambito underground ma, come dicevo, ho smesso con le 7 note e mi sto disintossicando. Negli ultimi anni in questo blog si è ridotto gradualmente ma inesorabilmente lo spazio dedicato alla musica, un tempo molecola principale di queste pagine. Al contempo in questo luogo angusto è scomparsa ogni forma d'arte, dai pittori surrealisti alla letteratura (o presunta tale) nonostante questo blog sia nato proprio per diffondere arte e musica alternativa, oltre ai miei "terribili" racconti.
Comunque, ammesso che possa interessare a qualcuno, io ho iniziato ad ascoltare (e accumulare) musica underground negli anni 80 da molto giovane, Cominciai con qualcosa di alcuni anni prima, dato che sono arrivato ad avere l'età per capirla un pò in ritardo: il punk rock del 77 (Clash, Ramones, Sex Pistols e Damned) in doppia via con l'hard rock dei Deep Purple, Black Sabbath e Led Zeppelin e poi Bowie, Lou Reed e Iggy Pop. Quasi allo stesso tempo mi sono sincronizzato con il presente di allora con il nascente post punk inglese dei Bauhaus e Joy Division, i Cramps e la new wave e l'hardcore punk sia americano (Dead Kennedys, Black Flag, Bad Religion) sia inglese (il trio delle meraviglie: GBH, Discharge, Exploited). Poi è arrivato il thrash metal di Slayer, Megadeth, Metallica e compagnia bella e ancora il Black metal dei Mayhem, Immortal e affini, o il death dei Behemoth, passando per tutte le declinazioni dell'indie e suoni alternativi in genere, senza disdegnare l'elettronica (i Kirlian Camera e i Bestial Mouth sono sempre stati due dei miei gruppi preferiti). Poi con il passare degli anni e dei decenni i miei gusti si sono ulteriormente dilatati andando ad abbracciare anche certo pop non troppo banale, il neo-folk, l'electro pop, la musica classica e il country, soprattutto nelle forme più alternative e moderne. Quindi dopo oltre 40 anni di accumulo di vinili, cassette, cd, files e cartelle virtuali qualcosa si è rotto, forse definitivamente.
Negli ultimi due, tre anni ho ascoltato pochissime novità e in effetti dell'ultimo lustro di musica mi vengono in mente solo i fenomenali Idles e pochi altri. Nello stesso lasso di tempo questo blog ha cambiato completamente faccia: via chitarre e pennelli, via libri, carta, penna e calamaio, ed è cresciuto lo spazio per il basket e soprattutto la fotografia e i viaggi.
Nonostante il cambiamento drastico si sopravvive senza troppi patemi d'animo nel vasto oceano del web, seppur senza colonna sonora.































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Un omaggio al primo album su vinile che acquistai nel lontano 1980, "Damned Damned Damned" del 1977 dei Damned, appunto: