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venerdì 10 gennaio 2014

I migliori dischi del 2013: le preferenze dei lettori

Visto il grande successo della prima puntata, il grande clamore suscitato, le numerose segnalazioni e articoli sparsi in lungo e in largo nelle riviste internazionali di settore e nel web, ho deciso di ripetere l'esperimento Music Cellar. 
Nella prima puntata Ridge, il protagonista...no, ehm...quella è un'altra vicenda. Nella prima puntata, dicevo, 30 giovani appassionati di musica, lettori più o meno fedeli, più o meno esperti, di questo blog, si erano cimentati in un tour de force di ascolto intensivo con 30 album indipendenti italiani pubblicati nel corso del 2013. L'esperimento, al limite della vivisezione e della resistenza umana, consisteva nello stare 3 giorni 3, rinchiusi in una cantina per decidere quale fosse il disco italiano più bello dell'anno tra i trenta proposti dal blog. I "giurati" avevano a disposizione tre preferenze da spendere e al termine della "reclusione" il mio compito è stato solo quello di stilare la classifica definitiva. In  quel caso vinse a mani basse "Occult You" dei Vanity, seguito dai Soviet Soviet e dai Kirlian Camera.
Il secondo round allarga il campo a livello internazionale: ho proposto 50 album pubblicati nel 2013 (47 dischi provenienti da tutto il mondo più i primi 3 della classifica nazionale).
Anche la squadra di "esperti forzati" è leggermente cambiata con la sostituzione di alcuni elementi resisi irreperibili e l'inserimento di forze fresche, per un totale di 40 partecipanti. Ma, a causa, del notevole incremento della forza lavoro ho dovuto ridurre i giorni di permanenza nella cantina a due. Quindi il lavoro delle cavie, ehm, dei lettori selezionati, è stato ancora più gravoso e intensivo rispetto alla prima puntata della serie. In ogni caso sono sopravvissuti tutti e nessuno di loro ha riportato conseguenze irreparabili.
Passiamo all'analisi dei risultati: il disco che avevo scelto a suo tempo come album dell'anno (True North dei Bad Religion) ha preso due soli voti ed è rimasto clamorosamente fuori dalla Top 30; invece sono stati esclusi per un soffio gli album dei Deicide, Bestial Mouths, Disappears, Nightfall, Manegarm, Blue Cross, Amon Amarth, Bellicose Minds e Wire.
Per quanto riguarda il vincitore c'è stato un nuovo plebiscito in favore dei Vanity, eletto quasi all'unanimità come disco dell'anno del 2013. A questo punto è necessaria fare una considerazione, perché oltre a ritrovarmi assolutamente d'accordo con i lettori, mi sorge il dubbio che io possa aver sbagliato la classifica ufficiale di fine anno, pubblicata lo scorso 2 gennaio. Forse quel giorno sono stato troppo precipitoso nell'elezione dei Bad Religion a disco dell'anno, o forse no, ma in tutti i casi c'è sempre tempo per rimediare e, come si suol dire, il cliente (in questo caso il lettore) ha sempre ragione.
I risultati...

Disco dell'anno del 2013 secondo i lettori del blog:



1.VANITY - OCCULT YOU






☩☩☩☩☩☩


2.FRANZ FERDINAND - Right Thoughts Right Words Right Action




3.GARY NUMAN - Splinter




4.ARCTIC MONKEYS - AM




5.BEASTMILK - Climax




6.SOVIET SOVIET - Fate




7.ARCADE FIRE - Reflektor




8.KVELERTAK - Meir




9.DELETER - Deleter A/B Series




10.SAVAGES - Silence Yourself




11.KIRLIAN CAMERA - Black Summer Choirs




12.VIRGINMARYS - Conflict




13.CARCASS - Surgical Steel




14.THE CEMETARY GIRLZ - Opus Vitae




15.LAKES - Blood of the grove




16.THE BLACK ANGELS - Indigo Meadow




17.UK DECAY - New Hope For The Dead




18.NIGHT SINS - To London or the Lake




19.EDITORS - The Weight of Your Love




20.FALKENBACH - Asa




21.DARKTHRONE - The Underground Resistance




22.ALL PIGS MUST DIE - Nothing Violates This Nature




23.ICEAGE - You're Nothing 




24.IN SOLITUDE - Sister




25.GHOST B.C. - Infestissumam




26.HAUST - No




27.POP. 1280 - Imps of Perversion




28.WHITE LIES - Big TV




29.UNKIND - Pelon Juuret




30.MOTORHEAD - Aftershock




Questa Top 30 chiude definitivamente l'esperimento, almeno per quest'anno. L'anno prossimo, se non prendo il Nobel, vedrò di affinare ulteriormente il sistema.
Buon ascolto.


sabato 21 settembre 2013

Arctic Monkeys - AM


Sono passati ben sette anni dal folgorante debutto Whatever People Say I Am, That's What I'm Not, e altri tre ottimi album, prima di arrivare a questo AM, uno dei dischi più attesi (e venduti) dell'anno. 
Anche in questo caso gli Arctic Monkeys sono riusciti a piazzare il nuovo album al primo posto della classifica britannica dopo solo pochi giorni ed è la quinta volta che accade; unico caso di band indipendente ad aver piazzato la cinquina nella storia della musica inglese.
L'album è stato registrato in California e un po' si sente; ci ha messo mano anche Josh Homme e anche questo si sente. Sono soprattutto le chitarre a farsi sentire, come anche il falsetto che accompagna buona parte dei brani sin dall'ottima traccia d'apertura Do I Wanna Know?: un brano che con il suo ritmo indolente e la sua melodia pacata si insinua come un tarlo nella mente ed è difficile da estirpare.
Già con la seconda tappa di questo viaggio: R U Mine? si avvertono alcune tracce di stoner rock nel giro di chitarra e un po' di polvere del deserto, con il falsetto funk-negroide a dare un tocco ancora più americano e garage rock al disco nero degli Arctic Monkeys.
AM è molto diverso dal suo predecessore Suck It and See, soprattutto nella prima parte. Ci sono riff hard rock come in Arabella, l'ombra dei Queens of the Stone Age in I Want it All e generosi dosi di R&B, soul, rock psichedelico e blues rock.
Nella seconda parte del disco si ritorna nello Yorkshire, in Inghilterra, nei suoni e nello spirito. Anche se, in questo caso, era preferibile una permanenza più prolungata nel deserto americano, ma è solo questione di gusti, perché gli Arctic Monkeys ci sanno fare con la materia musicale e non sbagliano assolutamente nulla. Non manca la dolce ballata d'ordinanza come No.1 Party Anthem o il soffice pop di Mad Sounds. 
Dopo il brit pop di Fireside si trova la dance-funk di Why'd You Only Call Me When You're High e il rimato soul bianco di Snap Out of It, due buoni brani che sollevano la media della seconda facciata.
Il sipario si abbassa con la quieta e notturna I Wanna Be Yours, elegante e piacevole, ma non fondamentale per la riuscita del disco che parte alla grande, poi, gradualmente, perde un po' di mordente per strada ma, ripeto, si tratta di un parere personale e, anzi, proprio i brani dalla traccia numero 6 in poi faranno la fortuna di AM.
In conclusione un buon album con buone canzoni, ma anche qualche leggero calo di tensione, soprattutto nella seconda parte.
Un album che durerà nel tempo e sbancherà parecchie classifiche.

Tracklist:

01.Do I Wanna Know?
02.R U Mine?
03.One For The Road
04.Arabella
05.I Want It All
06.No.1 Party Anthem
07.Mad Sounds
08.Fireside
09.Why'd You Only Call Me When You're High
10.Snap Out Of It
11.Knee Socks
12.I Wanna Be Yours

Domino - 2013