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giovedì 24 maggio 2018

The Times They Are A-Changin': governo, basket e rock'n'roll



In queste ore sta nascendo un nuovo governo, inaspettato, innovativo e decisamente alternativo per questa nostra italietta conservatrice, bigotta, ancora afflitta da antiche ideologie anacronistiche, rachitica e arrugginita. Forse si tratta di un'unione un po' forzata tra un movimento nuovo e atipico e un partito più tradizionale, anche se in fase di mutazione, ma in questo momento è quanto di meglio si possa pretendere dal panorama politico italiano.
In attesa che l'embrione cresca e si sviluppi in tanti si stanno divorando i coglioni: innanzitutto il PDiRenzi (prossimo all'estinzione, a tal proposito Piero Angela sta già preparando una puntata speciale di SuperQuark) i soliti giornaloni e giornalistoni - che proprio non riescono a mettersi in sintonia con i cittadini italiani - e i lobbisti e i burocrati di Bruxelles. Il fatto stesso che tutti i programmi tv, i giornali, i cosiddetti volti noti e i padroni delle tv, e soprattutto quelli della UE, stiano traboccando bile e ruggendo come iene, fa ben sperare che questo governo possa essere veramente una buona cosa per il nostro paese.
Comunque anche se il governo guidato da Conte non riuscisse nell'impresa e si andasse a votare a breve, i risultati non potranno essere molto diversi a quelli dell'ultima consultazione elettorale. Se non per un'ulteriore crescita dei Cinquestelle e della Lega (vedi risultati in Valle D'Aosta) e un'altra batosta per la gang di Renzi (vedi ancora la Valle D'Aosta, con il PD e i suoi amici di Forza Italia fuori dalla porta, senza seggi). 
Non c'è niente da fare il PD e la sinistra ormai si sono completamente distaccati dalle esigenze del popolo e ancora di più da quelle dei lavoratori e della classe operaia. Per il maggior partito della cosiddetta "sinistra" gli operai ormai sono diventati i "nemici", gli amici sono la Merkel, Confindustria e i manager. Il PD è diventato un partito snob per gente snob e siccome di snob, vip e benestanti in Italia ce n'è sempre meno, non penso che Renzi e i suoi tirapiedi possano avere grandi speranze per il futuro. Il resto della sinistra non è che faccia molto meglio: ha perso completamente di vista gli italiani e il lavoro; l'unico argomento che li tiene ancora uniti in qualche modo è il business dell'immigrazione con "l'accoglienza" a tutti i costi, senza se senza ma, prima di ogni altra cosa. Così facendo anche loro rischiano l'estinzione o il confinamento in qualche area protetta (centri sociali, centri d'accoglienza, salotti radical-chic e affini).
Intanto che scrivo Conte ha accettato l'incarico del Presidente della Repubblica, ha fatto il suo discorso pubblico mettendo l'accento sul suo servizio per il popolo (e questa è già una notizia) e ha preso un taxi, per giunta pagandolo di tasca propria (e anche questa è una notizia). I tempi stanno cambiando...Finalmente.

Viva il Populismo

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TUTTO quello che c'è qui sotto, ovviamente, non ha alcuna attinenza con quanto c'è scritto sopra

Music:












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Vincenzo Esposito:




Mentre proseguono i playoff degli altri, per soli nordici, alla corte di Sardara arriva "El Diablo", Vincenzo Esposito. Il tecnico casertano arriva a Sassari dopo 3 stagioni a Pistoia, due molto buone e una, l'ultima, così così. Ancora una volta l'acquisto pare molto azzeccato perché il nuovo coach oltre a essere stato un grande (uno dei pochi veri campioni) del basket italiano si è dimostrato anche un ottimo allenatore. A lui il compito di assemblare la formazione per l'annata 2018-2019. Per il momento avrà a che fare con i confermati Bamforth, Pierre e Stipcevic per quanto riguarda gli stranieri e gli italiani Spissu, Polonara, Devecchi, Bucarelli, Rullo e Tavernari. Per quanto riguarda il mercato si sta parlando in questi giorni di Alessandro Gentile, ma mi sembra improbabile, e anche dell'arrivo da Pistoia di Roland Moore e Mian. Ma sono solo voci; è ancora presto per parlare seriamente di nuovi giocatori, anche perché Esposito dovrà valutare il "parco macchine" a disposizione prima di far aprire il portafoglio al presidente Sardara.
Per quanto riguarda i play off devo dire che non mi dispiace affatto che Varese e Cantù, forse i maggiori artefici della nostra esclusione, siano usciti con due secchi 3 a zero. D'altro canto invece mi dispiace per la Cremona di Meo Sacchetti, i Diener e Johnson Odom, e anche per l'uscita di Avellino, che ritengo avesse un gioco migliore rispetto alla squadra di rugby di Trento. A questo punto non mi resta da fare altro che tifare Brescia, non solo per la presenza tra le sue fila di Brian Sacchetti ma anche perché è una squadra simpatica e ottimamente gestita.

Forza Dinamo!









giovedì 22 gennaio 2015

Italian Top Ten 2014: le preferenze dei lettori

L'anno scorso avevo dato vita al progetto Music Cellar per cercare una via diversa al classico sondaggio di fine anno (o meglio: di inizio del nuovo anno) dedicato alle preferenze dei lettori come facevano le riviste musicali di una volta. Questo nuovo sistema "sperimentale" consentiva, e consente, di avere un'idea sui gusti di una cerchia (ristretta) di fedeli lettori di antblog, senza caricare le pagine del blog del più tradizionale widget con le caselline da sbarrare per scegliere i dischi preferiti. Non sono sicuro che questo nuovo sistema sia effettivamente la soluzione migliore ma, prima di decidere di cambiare metodo o mandare definitivamente in pensione l'idea, ho voluto riprovare anche quest'anno.
Di certo rispetto al widget con le sue belle caselline in questo modo si nega la possibilità ai lettori non residenti nella mia città di esprimere le loro preferenze. Perché il sondaggio si svolge in una location fisica e non virtuale, difficilmente raggiungibile da chi risiede al di fuori della Sardegna.
Un altro fattore negativo dell'esperimento è dato dall'esiguo numero di partecipanti (30 o 40 al massimo) in quanto la cantina è piccola ed è impossibile infilarci dentro molte persone senza rischi per la salute o, anche peggio, con la possibilità di un intervento della forza pubblica per radunata sediziosa.
Tuttavia la buona riuscita del widget richiede tempi lunghi e un buon numero di partecipanti tra gli amici del web e i passanti occasionali, altrimenti non si ottengono risultati interessanti. Poi, c'è da dire che le visite da queste parti non sono così numerose ultimamente, quindi non so se una soluzione del genere porti dei risultati accettabili. Ma forse l'anno prossimo potrei utilizzarlo o anche abbinare le due cose.
Comunque sia, il poll è andato a buon fine anche questa volta, nonostante l'abbia dovuto spostare di qualche settimana a causa dei tragici fatti di Parigi. Non era proprio il caso di riunirsi a cazzeggiare con tutti quei morti...

Al cum clave di quest'anno hanno partecipato 30 cavie...ehm...persone come l'anno scoro; e come l'anno scorso la giuria è stata selezionata a caso, in base agli impegni dei singoli partecipanti, e non ha comportato alcuno spreco di danaro pubblico né privato. Anche stavolta non è intervenuto nessun sponsor e nessuna casa discografica né nessuna band è stata coinvolta o informata dell'evento. 
I dischi (in formato digitale o fisico) li ho scelti e acquistati io; quindi i partecipanti a questi due giorni di 41bis non hanno fatto altro che metterci le orecchie e attribuire un voto ai propri preferiti.
I partecipanti muniti di apparato uditivo sono e resteranno segreti per evitare ritorsioni o tentativi di corruzione da parte delle etichette discografiche o delle band...
I partecipanti inconsapevoli (o forzati) invece sono un discreto gruppo di dischi italiani indipendenti usciti nel corso del 2014. La maggior parte sono presenti nella classifica di fine anno di questo blog, alcuni invece in quella lista non ci sono rientrati perché non gli avevo ancora ascoltati: "Butterly Effect" dei A Toys Orchestra, "My Dear No Fear" dei Bad Apple Sons, "Evil Moods" dei Movie Star Junkies, "Ostinate Sermons" di Johnny Mox e "Silence" dei Cadaveria.
Alcuni di loro sono rimasti fuori da questa nuova classifica per un soffio, per qualche voto (con mio grande dispiacere): "Giorni Felici" de Les Lesbiennes, "Oltre l'abisso" dei Folksotne, "Slanting Ray" delle Winter Severity Index e "Evil Moods" dei Movie Star Junkies. Ma, per quanto mi riguarda, sono tutti e quattro degli ottimi album; da ascoltare e acquistare senza indugi.

Vince a sorpresa - ma non troppo - l'eccellente "Return of the Empire" degli Horror Vacui che già si era posizionato benissimo nella classifica generale dei migliori dischi del 2014 (era giunto ottavo assoluto su 350 finalisti). Non so se nella votazione finale abbiano influito quella classifica e il mio giudizio, ma in ogni caso è andata così.
La seconda piazza è dei grandi Cripple Bastards con il devastante "Nero in Metastasi," mentre il terzo posto se lo dividono a pari punti due dischi sorprendenti: "Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso" degli Storm (o), crust post-hardcore screamo di sublime fattura, e il gospel-spirtual-electro-punk del reverendo Johnny Mox con "Ostinate Sermons."
Seguono gli ottimi (come sempre) A Toys Orchestra, la strepitosa new wave di Havah  con "Durante un Assedio," il micidiale deathpunk degli Hierophant, il post-punk-noise-new wave dei bravissimi Bad Apple Sons e ancora l'eccellente hardcore punk dei Council of Rats, il post-punk degli ottimi Two Moons; chiudono la classifica Tying Tiffany e Cadaveria.
A proposito di questi ultimi io li avrei piazzati ben più in alto, sia Tying Tiffany sia Cadaveria, perché "Silence" e "Drop" sono due grandi album. Per quanto riguarda Cadaveria il suo è forse il migliore disco della sua interessantissima carriera. Era anche l'unico album strettamente metal presente nel lotto dei papabili, ma forse la giuria di quest'anno il metal non ce l'aveva proprio nelle corde, a giudicare anche dall'esclusione dell'ottimo disco dei Folkstone, seppur per un soffio.


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Il vincitore:



HORROR VACUI - "Return of the Empire"

Disco italiano dell'anno 2014

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2.Cripple Bastards - "Nero in Metastasi"



3.Storm (O) - "Sospesi Nel Vuoto Bruceremo in un Attimo e il Cerchio Sarà Chiuso"



3.Johnny Mox - "Ostinate Sermons"



4.A Toys Orchestra - "Butterfly Effect"



5.Havah - "Durante un Assedio"



6.Hierophant - "Peste"



7.Bad Apple Sons - "My Dear No Fear"



8.Council of Rats - "Ill Weathers"



9.Two Moons - "Elements"



10.Tying Tiffany - "Drop"





10.Cadaveria - "Silence"



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Link:

I migliori dischi del 2014:

Il disco dell'anno 2014: "Final Days" dei Cult of Youth

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I poll dell'anno scorso 

I dischi italiani:


Aveva vinto "Occult You" dei Vanity


Aveva vinto anche qui "Occult Yoy" dei Vanity

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Seguirà nei prossimi giorni il poll dei lettori sui migliori dischi internazionali del 2014.

Stay tuned.

venerdì 12 dicembre 2014

Horror Vacui - The Return of the Empire


Continuando sulla stessa scia nera dell'ottimo primo album (In Darkness You Will Fell Alright del 2012) i vampire punks bolognesi Horror Vacui pubblicano in questi giorni "Return of the Empire," il secondo lavoro a lunga durata.
Il nuovo album, come dicevo, riparte da dove il precedente si era fermato, usando le sue stesse armi (il death rock, il punk, il post punk e tutte le sfumature dell'universo gothic) ma, in questo caso, riescono a fare ancora meglio. Le tracce appaiono ancora più a fuoco rispetto al più che ottimo lavoro svolto nel disco di debutto, sia per quanto riguarda la qualità della composizione sia per quanto concerne la rifinitura.
L'equilibrio tra la velocità e la potenza punk e le tinte scure d'impronta dark raggiunge un livello notevole; forse addirittura l'apice del genere. Mi piacerebbe dire la perfezione, ma il punk è per sua natura imperfetto, altrimenti sarebbe un'altra cosa. A maggior ragione un prodotto come questo che nasce in puro stile DIY e lo afferma con fierezza.
"Punker than dark. Darker than punk" come scrivono loro nelle note che accompagnano la presentazione del disco.
"Return of the Empire" è tutto un susseguirsi di riff potenti e riuscitissime melodie di chitarre, interessanti soluzioni ritmiche trainate da un basso corposo e da tamburi potenti che sostengono alla perfezione la struttura dei brani. Al di sopra di tutto questo fuoco si staglia la voce di Koppa che raggiunge ottimi livelli di espressività e si cuce alla perfezione sopra al campionario di azzeccatissime melodie oscure che scorrazzano in lungo e largo per la tracklist.
Basterebbe la sequenza di apertura (la titletrack, 5000, The Right Care e Time) per collocare "The Return of the Empire" tra le migliori uscite del genere di questi ultimi decenni, ma il disco offre molto altro, come la splendida accoppiata Opus Tenebris - Desperate Adelia o ancora, la fantastica rivisitazione in chiave Horror Vacui del super classico dei Discharge "Decontrol" che qui diventa "Lortnoced."
Grandissimo album.

Tracklist:

01.Return of the Empire
02.5000
03.The Right Cure
04.Time
05.'Til the Last Drop
06.Light of Darkness
07.Screen of Infamy
08.Opus Tenebris
09.Desperate Adelia
10.Lortnoced
11.Underworld
12.The Fall of the Empire

Black Water Records - Legion of the Dead Records - Horror Pain Gore Death Productions
2014







domenica 30 novembre 2014

L'ultimo post...



Ebbene si: tutte le cose della vita, belle o brutte che siano, hanno un inizio e una fine. È inevitabile.
Con oltre tra anni (quasi quattro) di vita sul groppone questo blog è stato (ed è tutt’ora) per me una piacevole valvola di sfogo dalla quale è fuoriuscito un po’ di tutto: pensieri, musica e recensioni, arte, video, storie e cazzate, stranezze di ogni sorta, libri e pseudo racconti, niente di troppo serio né particolarmente impegnativo, ma qualche soddisfazione me la sono anche presa. È inutile stare lì a negare l’evidenza.
Ora ci potrebbe essere il rischio (o la fortuna) che io debba appendere blog e tastiera al chiodo da un giorno all’altro, senza alcun preavviso. Perciò ho deciso di scrivere oggi l’ultimo dei post per portarmi avanti con il lavoro. Probabilmente, infatti, a questo ne seguiranno altri; tuttavia la corrente potrebbe mancare all’improvviso, magari mentre sto buttando giù una recensione di un album o qualche ultra-cazzata senza senso.
Come avrete capito leggendo queste prime righe la (probabile) chiusura della bottega non dipende da me. I problemi sono da ascrivere al padrone di casa blogspot (mr. Google in persona) e alle beghe inerenti alla faticosa e travagliata gestazione del dominio bochesmalas.com. La malsana idea di creare un dominio mi era venuta tempo fa leggendo un paio di  interessanti articoli da qualche parte nel web. Il costo irrisorio e la facilità dell’operazione hanno dato la spinta per fare l’ultimo passo, quello decisivo. Purtroppo però un insieme di fattori concomitanti e una lunga sequela di errori in fase di registrazione del dominio hanno causato un mezzo disastro. Cioè: tutto questo casino l'ho causato IO, in un momento di totale disconessione con la poltiglia grigia ubicata dentro al mio cranio. Ma non è il caso di tediarvi oltre con i particolari di questa ennesima puntata della serie come complicarsi la vita senza un perché.
In buona sostanza quello che voglio dire è che questo blog potrebbe cambiare casa, nome o indirizzo, o svanire nella nebbia, a seconda di come evolve la vicenda. In un futuro non troppo lontano potrebbe divenire boches.blogspot.com o hgare.blogspot.com o chissà cos’altro. Oppure potrei passare alla concorrenza (leggi Wordpress) e tagliare la testa al toro. Mah…vedremo.
Intanto, per non correre il rischio di parlare da solo e di scrivere nulla sul nulla, mi prenderò qualche giorno di pausa da tasti e testi, in attesa di notizie dall’amministratore del condominio blogspot.


Dopo questa indigesta (e inutile) cascata di cazzi-miei, un po’ di musica per allietare i tempi morti nella sala d’attesa di mr. Google.

Qualche nuovo disco che reputo interessante e degno di attenzione (che non ho ancora trattato sul blog):


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Anaal Nathrakh - Desideratum


Niente di meglio per cominciare del nuovo album dei mitici Anaal Nathrakh, l'ottavo piccolo-grande gioiello di musica estrema per palati fini. Mick Kenney e David Hunt in quest'occasione riescono a fare ancora meglio rispetto al (pur buono) predecessore "Vanitas" del 2012 e sfoderano il miglior concentrato di black-death-industrial-grindcore post apocalittico che si possa gustare di questi tempi.


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Ass To Mouth - Degenerate


Gli Ass To Mouth provengono dalla Polonia e propongono un'incandescente miscela grindcore-death-punk in 20 tracce veloci e feroci assemblate con grande maestria. Grande musica e sensazioni forti che non possono lasciare indifferenti... O ci si esalta sino a camminare sul soffitto a testa in giù o si scappa.




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Baptists - Bloodmines


I canadesi Baptists ritornano sulla scena con il secondo album "Bloodmines," anche questo come l'ottimo predecessore (Bushcraft del 2013) pubblicato dalla Southern Lord e anche questo prodotto dal grande Kurt Ballou leader dei magnifici Converge. In queste nuove 11 tracce ritroviamo il granitico, oscuro, violento e brutale, hardcore metallico dei quattro di Vancouver condensato in 25 minuti mozzafiato.





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Boston Strangler - Fire



"Fire" è il titolo del secondo album dei Boston Strangler (di Boston, ovviamente). In questi 13 brani si può ascoltare quanto di meglio può proporre l'hardcore nel 2014. Micidiale, trascinante,  potente e violento. Senza compromessi.






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Cuello - Modo Eterno


I Cuello sono di Valencia (Spagna) e hanno all'attivo due ottimi album: "Mi Brazo Que Te Sobre" del 2013 e questo nuovissimo "Modo Eterno." Suonano un'interessante ibrido punk-indie corposo e rumoroso, ma non privo di originali e avvincenti soluzioni melodiche. Una piacevolissima sorpresa...



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Doctor Livingstone - Contempus Saeculi



Un'altra sorpresa niente affatto male è stato questo disco "Contempus Saeculi" dei francesi Doctor Livingstone: Black-death-hardcore-punk con qualche ricamo sperimentale e alcune soluzioni sonore originali e affascinanti. Un disco eccellente che troverà adeguato spazio tra le migliori uscite dell'anno.




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Enthroned - Sovereigns



Nuovo disco per i veterani Enthroned (il decimo) e ancora una volta una bella botta di violento e oscuro Black Metal, composto e assemblato con gran classe. La band belga stavolta ha fatto le cose in grande con "Sovereigns" andando ben oltre al risultato ottenuto con il precedente Obsidium del 2012 che non mi aveva entusiasmato più di tanto. Questo, invece, è un ottimo disco...se vi garba il genere.


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Erebus Enthroned - Temple Under Hell



Restando in ambito Black Metal, mi ha colpito anche il secondo album degli Erebus Enthroned, Temple Under Hell: 7 tracce e un disco che coglie bene lo spirito black delle origini, magari senza aggiungere niente di nuovo e originale, ma l'effetto finale è assicurato; le atmosfere create dalla band australiana sono malsane, cupe e pericolose, e i suoni sono feroci, ruvidi e violenti. Un ottimo album.




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I.Witness - Youth



Si cambia completamente con gli I.Witness... innanzitutto la regione di provenienza (in questo caso è la Russia) e anche il genere: hardcore punk sapientemente condito con scorie emo, nient'affatto scontate,  e soluzioni melodiche e sonore molto interessanti. Il cantato in lingua madre aggiunge un tocco esotico che non guasta affatto. 





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Pig Eyes - Pig Eyes



La tappa di questo viaggio ci conduce in Svezia per conoscere i Pig Eyes e il loro nuovissimo mini album omonimo. Vale la pena soffermarsi un attimo anche da queste parti perché i dischetto in questione è veramente interessante: la band di Stoccolma offre un'ottima sintesi di musica alternativa composta da varie influenze plasmate con cura; in queste sei canzoni c'è punk, post punk, noise e anche qualcosa che richiama il vecchio grunge di una volta...



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Sex Snobs - Lonely



I Sex Snobs sono di Oklahoma City e sono dediti a suoni di scuola noise-alternative come si faceva nei 90's (Jesus Lizard, Drive Like Jehu...) ma con un approccio al passo con i tempi... Punk-indie-noise ben suonato e decisamente avvincente.






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The Flex - Wild Stabs in the Dark



Gli Stabs sono di Leeds, Inghilterra, e suonano un'eccellente hardcore punk come non si sentiva da parecchio tempo: potente, violento e veloce. Detto così, lo so, non sembrerebbe niente di nuovo o diverso da un qualsiasi onesto disco hardcore ma, vi assicuro, The Flex hanno una marcia in più.
Consigliatissimo.




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Underpass - Assimilation



Gli Underpass sono di Olympia, Washington, USA. "Assimilation" è il loro secondo disco e segue "About Violence", pubblicato nel 2013. Qui siamo in territorio post punk e zone limitrofe (new wave, no wave, punk) in chiave moderna e assolutamente attuale. Sei canzoni eccellenti...




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Wood Spider - Decadence



Si cambia completamente scenario con i Wood Spider di New York: geniale band che propone un irresistibile cocktail a base di folk, musica da camera, punk, indie, un tocco sperimentale, un po' di spezie balcaniche e sonorità lo-fi... Chamber Punk. Grandioso.




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Iceage - Plowing into the Field of Love



Gli Iceage sono di casa da queste parti, anche se adesso non sembrano più la stessa band che ha composto gli eccellenti "New Brigade" e "You're Nothing". Il nuovo disco è molto diverso dalle sfuriate post punk cariche di elettricità, violenza e furore che dilagavano nei primi dischi. Probabilmente anche "Plowing Into The Filed of Love" rientra ancora in ambito post punk (revival), anche se ha perso quasi completamente la grinta punk dei tempi migliori. Con questa musica siamo più nei pressi di quanto ha fatto in passato il miglior Nick Cave che ai Joy Division.
In ogni caso si tratta di un buon disco.


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Per concludere due album che potrebbero avere maggior spazio con dei post dedicati nei prossimi giorni (se non mi estinguo prima):


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Horror Vacui - The Return of the Empire


È finalmente uscito il secondo album degli Horror Vacui dopo l'eccellente "In Darkness You Will Feel Alright". Il nuovo "Return of the Empire" prosegue il cammino intrapreso sin dalla nascita della band italiana, da sempre coinvolta nella scena goth-death rock con il migliore dark punk disponibile in questi tempi cupi.
Se sopravvivo alle intemperie del web presto pubblicherò una recensione più ampia e dettagliata.





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Cult of Youth - Final Days


Un altro disco attesissimo, per quanto mi riguarda, è senza dubbio "Final Days" dei newyorkesi Cult of Youth (per intenderci: uno dei pochi album che potrebbero ambire alla vetta della classifica dei migliori dischi dell'anno). 
Il meglio del (neo) folk-punk gotico che si può trovare in circolazione nel pianeta Terra.
Anche questo, come ho scritto prima, avrà un suo spazio in solitario in un post dedicato...se esisterò ancora.


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Questo è quanto.

Chiedo umilmente scusa a chi mi ha inviato richieste di recensioni, articoli, segnalazioni o altro, che non ho potuto ancora prendere in considerazione. Non ho ancora risposto perché non so ancora come andrà a finire, solo per questo, non perché io sia improvvisamente diventato preda delle tossine dell'infezione da "bloggosi schizofrenica onanista." Questo male affligge alcuni poveri disgraziati tra noi che hanno la tendenza ad esaltarsi per qualche numero insignificante e/o qualche commento sin troppo benevolo. In questi casi il passaggio da scribacchino de periferia a "grande giornalista" spocchioso è sin troppo facile (ed estremamente pericoloso). Fortunatamente non siamo tutti così deboli di reni da pisciarci addosso al contatto con qualche piccola molecola di (relativa) notorietà.
In fin dei conti, la verità è che (salvo rarissime eccezioni) noi miseri blogger contiamo nella società allo stesso modo della cacca del mio cane, né più né meno. Siamo di passaggio...

Se tutto va bene ci si legge tra qualche giorno, altrimenti spero almeno di avere il tempo di salutare gli amici blogger, i lettori e i grandi artisti che hanno reso possibile l'esistenza di questo blog.
Per ora apro l'ombrello e aspetto che passi la tempesta.

GRAZIE a tutti.