Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas
Visualizzazione post con etichetta Motorhead. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Motorhead. Mostra tutti i post

martedì 29 dicembre 2015

LEMMY is Dead


Ian Fraser Kilmister "Lemmy" - Stoke-on-Trent 24.12.1945 - Los Angeles 28.12.2105

R.I.P.





Il primo album, "Motorhead" del 1977


L'ultimo (strepitoso) disco: "Bad Magic" del 2015


I Motorhead 2015:
Lemmy, Phil Campbell, Mikey Dee


La formazione storica, dal 1976 al 1982:
Lemmy, Eddie "Fast" Clarke, Phil "Philthy Animal" Taylor

Di questa formazione è rimasto in vita solo il chitarrista Eddie Fast Clark



Poco tempo fa è scomparso anche Phil Taylor, grande batterista della prima formazione dei Motorhead:


Phil "Philthy Animal" Taylor - Chesterfield 21.09.1954 - 11.11.2015

R.I.P.







Play Loud!

mercoledì 28 ottobre 2015

Motorhead - Bad Magic


Quarant'anni di carriera, 22 album con ben pochi cali di tensione significativi (forse solo un piccolo accenno di stanchezza verso fine anni 90) e un leader inossidabile, il mitico Lemmy (Ian Fraser Kilmister)  che, a dispetto degli anni sul groppone, di qualche acciacco e delle gufate di una parte della stampa, continua a urlare con la sua voce catarrosa ottimamente assistito dai fidi Phil Campbell e Mickey Dee.
I Motorhead interpretano ancora - meglio di qualunque altro - lo spirito più puro del rock'n'roll. In questi ultimi anni, anzi, pare che i tre inglesi abbiano trovato la giusta alchimia per campare in eterno e continuare a sfornare il miglior rock come se fossero degli esuberanti e vigorosi ventenni. "We are Motorhead and we're gonna kick your ass!"
Negli anni 2000 si sono scrollati di dosso anche quel leggerissimo intorpidimento che aveva caratterizzato in qualche modo alcuni dischi leggermente appannati, che comunque avrebbero nobilitato le discografie di tante, troppe, band. In ogni caso da "We are Motorhead" in poi non hanno più sbagliato un colpo e sono andati in crescendo come un treno in corsa sino all'ottimo "Aftershock" del 2013.
Il nuovo disco farà la gioia dei numerosi fans della band e lascerà indifferenti tutti gli altri, come sempre. Perché è assolutamente indiscutibile che la banda di Lemmy suona lo stesso disco da quarant'anni, più o meno, con piccole variazioni sul tema e, come dicevo, qualche lieve oscillazione per quanto riguarda la qualità dell'insieme. Come è anche vero che se uno deve scegliere solo uno o due album tra i ventidue dischi messi in fila da Lemmy e soci, sicuramente non sbaglierà se andrà a pescare tra i primi lavori. Per chi invece non può fare a meno dell'inimitabile, sporco, grezzo, torbido, alcolico, eccitante e trascinante hard-metal-punk-rock'n'roll dei Motorhead, "Bad Magic" è una goduria senza pari. Basterebbero solo le prime due tracce, le strepitose mazzate di "Victory or Die" e "Thunder & Lightning" per togliere dal cassetto la vecchia maglietta dei Motorhead (anche se l'estate è finita) e correre a comprare due o tre copie del disco, una per sé e le altre da piazzare come regali ad amici, parenti o fidanzate, volenti o nolenti.
Tutto il resto non ha importanza, come non ne ha neanche questa specie di pseudo recensione, assolutamente priva di contenuti e sostanza. Perché il disco farà andare fuori di testa chi i Motorhead ce li ha dentro le vene, per gli altri (che non sanno cosa si perdono) può andare bene anche un ascolto saltuario di "Ace of Spades".
Per quanto mi riguarda "Bad Magic" non smette di girare nel mio lettore cd da diverse settimane ed è soprattutto a causa sua se mi ritrovo con un buon numero di recensioni di altri album ferme al semaforo in attesa del verde che non arriva mai. 

"..Pleased to meet you, Hope you guessed my name..."


Tracklist:

01.Victory or Die
02.Thunder & Lightning
03.Fire Storm Hotel
04.Shoot Out All of Your Lights
05.The Devil
06.Electricity
07.Evil Eye
08.Teach Them How to Bleed
09.Till The End
10.Tell Me Who to Kill
11.Chocking on Your Screams
12.When The Sky Comes Looking at You
13.Sympathy For The Devil

2015 - UDR

Formazione:
Lemmy - voce, basso
Phil "Wizzo" Campbell - chitarra
Mickey Dee - batteria


martedì 13 ottobre 2015

Music News: The Devil & The Universe, Diät, Dystopian Society, Sievehead...


Come già accennavo in qualche post precedente le novità musicali di questi ultimi mesi (e dei prossimi) sono decisamente interessanti, a dir poco. Nonostante siano molte le voci che bollano la musica di questi tempi come poco significativa se non addirittura labile, impalpabile ed evanescente. Io, invece, sono convinto che c'è sempre qualcosa che resterà nel tempo, magari ci vorranno mesi o anni ma sono molti i dischi che crescono sul terreno indipendente, o giù di lì, che potranno lasciare le loro note anche ai posteri. Be' forse bisogna scavare un po' nel sottosuolo, tra le innumerevoli uscite (decisamente troppe) per pescare il jolly, ma la storia del rock non finisce con London Calling, Unknown Pleasures o Led Zeppelin IV, se si preferisce. Il panorama musicale del 2015 è vivo e vegeto, almeno per quanto riguarda la musica indipendente, su (quasi) tutto ciò che è mainstream non mi esprimo, dato che non è il mio habitat naturale.
Di certo, però, la grandissima quantità di offerta e il modo di consumare musica di questi ultimi anni non aiutano affatto a far spiccare il balzo alle nuove band di buona qualità: c'è troppa carne al fuoco e poco tempo a disposizione per gli ascoltatori. Ora la musica è diventata un prodotto usa-e-getta nell'immenso fast food di internet; si scarica (a volte illegalmente, ancora?), si accumulano enormi quantità di file solo per bulimia e spesso (molto spesso) a un disco vengono concessi solo pochi secondi di ascolto veloce e distratto. Io adesso preferisco dedicare più tempo (per quanto possibile) a pochi dischi selezionati  e magari tralasciare la quantità. L'accatastamento di immense pile di file grigi e anonimi negli hard disc non serve assolutamente a nulla, se non a occupare spazio, appunto.
Se un disco è valido non resta da fare altro che acquistarlo, se non da le "giuste vibrazioni" è meglio invece lasciarlo li e non premere il tasto download anche se è gratis.

Qui sotto c'è una piccola lista di novità musicali, alcune già disponibili negli scaffali dei negozi reali e virtuali, per altri c'è da attendere qualche mese. Tra questi, probabilmente, ci potrà essere il disco dell'anno 2015 o, perlomeno, dell'ottima musica in grado di allietare gli ultimi mesi di quest'anno disgraziato.

The Devil & The Universe - Benedicere


Il primo in lista è sicuramente "Benedicere", il terzo disco della band austriaca The Devil & The Universe in uscita per la Rustblade Records il prossimo dicembre. A mio modesto parere si tratta di uno dei progetti più interessanti partoriti nella vecchia Europa negli ultimi tempi e il nuovo album è per me uno degli "oggetti" più attesi dell'anno.
Ne riparleremo presto. Intanto se qualcuno vuole approfondire la conoscenza di questo misterioso e affascinante progetto qui ci sono dei link utili:




Un video tratto dal precedente disco:


***

Diät - Positive Energy


Un disco già disponibile sul mercato è "Positive Energy", opera prima dei berlinesi Diät, pubblicato dopo alcuni interessantissimi EP. In questi solchi è contenuto quanto di meglio può offrire il post punk in chiave 2015.




***

Dystopian Society - Overturned Reality


Assolutamente da non perdere è anche il nuovo album dei Dystopian Society, vecchia conoscenza dei lettori più attenti di questo blog. Anche (e soprattutto) su questo "Overtuned Reality" la band di Firenze riesce a dare il meglio di sé, grazie a una scaletta perfetta. Il miglior dark punk-death rock che si può trovare oggi sulla piazza.




***

Sievehead - Into The Blue


Questo, invece, è un disco ancora non disponibile in formato fisico (lo sarà a breve: http://evilhoodoo.bigcartel.com/product/sievehead-into-the-blue-vinyl) ma vi assicuro che "Into The Blue" dei Sievehead merita tutta l'attenzione possibile in quanto la band di Sheffield riesce a coinvolgere alla grande con la sua miscela esplosiva di post punk, garage e punk rock.




***

Algiers - Algiers


Un  disco più accessibile (e facile da trovare) è l'omonimo esordio degli Algiers pubblicato dalla Matador, un'incredibile cocktail a base di post punk e soul come non si era mai udito prima d'ora. Se ancora non vi hanno stregato consiglio di prestargli per qualche minuto i vostri padiglioni auricolari, bastano solo pochi secondi per capire se ne potete fare a meno oppure no.



***

Black Egg - Melencolia



Il nuovo lavoro di Michel Lecamp (Ushersan) con il marchio Black Egg è un'affascinante viaggio tra le lande gelide della minimal wave più oscura, ma abbastanza varia e ricca di spunti estremamente interessanti in grado di conquistare anche chi non si ciba di sola dark wave. Il disco è disponibile presso l'etichetta Aufhname + Wiedergabe.




***

Black Tower - The Secret Fire



Con i Black Tower si cambia completamente genere, questo trio di Ottawa infatti suona un "classico" Heavy Metal in stile NWOBHM (al passo con tempi odierni, però) ma lo fanno dannatamente bene. Il loro disco di debutto "The Secret Fire" è in grado di infiammare gli animi di chi ha vissuto quella stagione musicale.




***

Grave Pleasures - Dreamcrash


Dopo l'eccellente album "Climax" i finlandesi Beastmilk hanno deciso di cambiare nome in Grave Pleasures, hanno perso qualche pezzo per strada (il chitarrista Johann Snell) e hanno firmato clamorosamente per la Sony- Columbia. Il primo frutto della trasformazione è l'album "Dreamcrash" fresco di stampa. La qualità della musica però è rimasta pressoché intatta con un ottimo sound derivato dal post punk e dal gothic rock, condito da un pizzico di pop, ma irrobustito da tracce rock, metal e punk.




***

La Misma - Kanizadi



Con la band tutta al femminile de La Misma arriviamo a New York, anche se la lingua utilizzata per le liriche è il portoghese. In queste nove tracce si trova il più genuino punk, ruvido, grezzo e assolutamente DIY, come si ascoltava negli 80's. Una goduria. Il disco è pubblicato in europa dall'ottima etichetta inglese La Vida Es Un Mus.




***

Motorhead - Bad Magic


I vecchi leoni dell'inossidabile Lemmy sono ancora qui e quando ci si mettono davvero non ce n'é per nessuno. Dopo oltre quarant'anni sono ancora in grado di dare lezioni a tutti, perché "Bad Magic" è un signor album, il migliore della band da un bel pezzo. Eppure gli ultimi dischi erano di ottimo livello con punte di assoluta eccellenza ma con questo qui il rock'n'roll al fulmicotone dei Motorhead raggiunge picchi incredibili.




***

Red Dons - The Dead Hand of Tradition



I Red Dons giungono a questo nuovo album dopo svariati dischi e una lunga carriera ma con "The Dead Hand of Tradition" riescono a tirare fuori dal cilindro il coniglio più succulento della loro carriera. Il nuovo disco dalle band di Portland è un eccellente concentrato di punk rock, power pop, garage e post punk in grado di dare parecchie soddisfazioni.




***

Royal Headache - High 



Gli australiani Royal Headache arrivano al traguardo del secondo disco con un vero e proprio gioiello  tra le mani. "High" infatti è un ottimo disco davvero, grazie a una lunga serie di grandi canzoni che si muovono tra pulsioni punk d'annata, indie rock, garage, scorie anni 60 e qualche umore soul. Una sorpresa.



***

Ruins - Within



Cambiamo ancora genere con i tedeschi Ruins e il loro (ottimo) nuovo disco "Within", contenente un potentissimo concentrato Crust-Metal-Hardcore-Doom-Punk delicato come un bulldozer che ti cammina sui piedi.



***

Slayer - Repentless



In questi giorni sono tornati anche i maestri del Thrash e, anche se non c'è più purtroppo il compianto Jeff Hanneman, la macchina da guerra degli Slayer è ancora in grado di mettere al tappeto buona parte delle nuove leve. A me, a dirla tutta, "Repentless" mi è piaciuto molto, anche se pare ci sia del malcontento tra i saggi recensori di spazi web ben più prestigiosi e influenti del mio piccolo blog.




***

Tau Cross - Tau Cross



Per concludere queste breve (e incompleta) carrellata tra le nuove uscite di questi giorni non posso fare a meno di proporre il disco omonimo dei Tau Cross. Questa band vede la luce grazie all'incontro di Michel "Away" Langevin dei Voivod con Rob "The Baron" Miller degli Amebix. Per me è stato sufficiente sapere questo per acquistare a scatola chiusa questo vinile, non potevo fare altrimenti dato che si tratta di due tra le mie band preferite di sempre. Invece l'album è meglio di quanto mi potessi aspettare: Crust, Post punk, Metal anni 80, Punk, rock e svariate soluzioni sonore originali e apparentemente azzardate arricchiscono il piatto alla grande.




***

Questo è quanto. Forse questi che ho presentato non saranno dischi per tutti ma, probabilmente, non esiste un disco per tutti. Perciò consiglio sempre di ascoltare prima di effettuare un qualsiasi acquisto e Bandcamp, SoundCloud, iTunes o anche YouTube vanno benissimo allo scopo.
In ogni caso, in questo elenco ci sono sicuramente i titolari delle prime posizioni della classifica dei migliori dischi dell'anno, e infatti molti di questi avranno più avanti uno spazio adeguato in solitario. A questi vanno aggiunti però alcuni dischi già recensiti su queste pagine quali Apathetics, Ceremony, Institute, Then Comes Silence, Terrible Feelings, Haust, FFS, Gattopardo e qualcun altro che ora mi sfugge (ma non per molto).

A presto

Stay tuned...




mercoledì 18 giugno 2014

Oltre il muro del suono: chitarre da corsa e montagne russe


C'è gente che ha fretta.
Anche nel rock c'è chi ha la necessità di andare veloce, di correre più degli altri. Anzi, soprattutto nel rock, in certo rock indipendente, si ha sempre avuto la necessità di accorciare i tempi, di fare in fretta e arrivare subito al nocciolo della questione. Con l'avvento del punk, in tutte le sue forme, devianze e mutazioni, la canzoni si sono accorciate e i ritmi si sono fatti più veloci: riff, strofa, ritornello, riff, strofa, ritornello e...Fine. Tutto in un paio di minuti, a volte solo una manciata di secondi.
Dopo i tempi lunghi, dilatatati sino allo spasimo, del rock progressivo e psichedelico e dell'hard rock dei 70's, era inevitabile che si tornasse alla concisione del rock'n'roll delle origini dei 50's e 60's e si andasse anche oltre (molto oltre).
A partire dalla fine degli anni 70, in contrapposizione al rock ufficiale, l'underground si è popolato di numerosi baldi giovani armati di chitarre e dediti al ritorno allo spirito primordiale del rock: canzoni brevi e veloci, spirito selvaggio, violento e pericoloso; nessun fronzolo, imbelletto o orpello; la "giusta" attitudine e quintali di decibel e suoni distorti (o rumori?). 
Tutto questo rumore serve per la causa, per "lanciare" adeguatamente i propri pensieri e/o idee politiche, le proprie frustrazioni e descrivere i mali della società moderna, per stupire, scoccare e destabilizzare il sistema e il quieto vivere. 
Il messaggio va veicolato in modo chiaro e diretto e i tempi sono molto stretti. È fondamentale la necessità di farsi capire e arrivare al dunque in fretta. Bisogna correre veloce e morire giovani.
Arriva l'hardcore e subito dopo il d-beat, il grindcore, powerviolence, fastcore e il raw punk.
La batteria diventa un frullatore, il polso si sloga e le melodie si trasformano in urla, growl e rumori indefinibili. Il sudore gronda a fiumi.
La necessità di spingere il piede sull'acceleratore è un morbo contagioso, oltre al punk e ai punks, arriva a diffondersi anche in campo metal con i truci Motorhead prima di tutti, poi con il thrash, lo speed metal, il death metal e i blast beats fuori controllo del black metal. Poi arrivò il grindcore con i maestri Napalm Death del grandioso "Scum", i Brujeira, i Carcass e altri soggetti poco raccomandabili.
Nei tempi moderni non si può aspettare: bisogna avere tutto e subito...non si sa mai cosa può capitare nella vita.

In questo post veloce, assemblato in fretta e rifinito peggio, ho inserito alcune band hardcore, punk e metal che di solito viaggiano oltre i limiti di velocità, incuranti degli autovelox e della strage di punti della patente. Probabilmente non sono i più veloci in assoluto; ci sono tantissime giovani band che corrono più in fretta, ma queste qui (Dead Kennedys, Bad Brains, Negazione, New Bomb Turks, Os Estudantes e i grandi Motorhead) rappresentano al meglio il concetto di rock a 300 chilometri all'ora.
Forse non infrangeranno il muro del suono, ma bisogna accontentarsi...per ora.


Non si può non iniziare dai Motörhead, anche se forse non sono tra i violentatori di timpani più veloci in assoluto. Ma nel 75-77 erano sicuramente irraggiungibili.

Il grande Eddie "Fast" Clarke risponde all'esigenza di avere qualcuno che si contrapponesse alla "slow hand" di Eric Clapton e dei suoi simili, con un polso ipercinetico, riff veloci e tempi pazzeschi. Senza freni, senza perdere tempo. Un suono duro, grezzo e...veloce.

I Motorhead sono il gruppo heavy metal (o meglio hard-metal-rock'n'roll-punk) più amato dai punks di tutto il mondo. Già dai tempi di "Motorhead" (la canzone) "White Line Fever" e "Living Here" venivano spesso inseriti nel gran calderone del punk rock. Nel 77 incidevano per la Stiff e la Chiswick Records, piccole-grandi etichette PUNK, e la loro formazione classica a tre (Lemmy Kilmister, Eddie "Fast" Clarke e Phil "Animal" Taylor) del primo periodo della loro gloriosa storia (1975 - 1982) è quanto di più punk, grezzo, veloce e rock'n'roll abbiano mai prodotto.
Motorhead, Overkill, Ace of Spades, Iron Fist...













I Dead Kennedys dopo il capolavoro "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" del 1980, pubblicarono l'EP in formato 12" "In God We Trust, Inc." nell'anno successivo: 8 tracce di violentissimo e velocissimo hardcore punk, tra le quali spicca una lunga e dilatata versione di California Über Alles, con una serie di furiose bordate hardcore inserite in una (apparentemente) quieta atmosfera da jazz club in modo sublime.
Oltre a questo classico del punk, rivisto e corretto, nel disco sono presenti alcune schegge impazzite sparate a folle velocità come Religious Vomit, Nazi Punks Fuck Off, Kepone Factory o Hyperactive Child.
I Kennedys stessi non hanno mai più composto niente di così veloce e urticante.









I Zeke sono sicuramente meno noti alle masse, ma in quanto a piede pesante non sono secondi a nessuno. Provengono da Seattle e anche loro, come (quasi) tutte le band trattate in questa pagina (ad eccezione dei Negazione, ovviamente) sono ancora in attività e in splendida forma.
Hanno all'attivo 6 album, qualche live e una manciata di EP e split, ma sono i primi due dischi (Super Sound Racing del 1995 e Flat Tracker del 1996) a farli entrare di diritto nell'olimpo della velocità.
In questi due dischi il loro infuocato hardcore-punk-rock'n'roll sorpassa un po' tutti. Nonostante la velocità folle i Zeke riescono ad infilare influenze rock, blues e rock'n'roll in un contesto ad alta gradazione punk.
Più che rock da Formula Uno questa musica può essere più adatta per fare da colonna sonora a corse clandestine con vecchie auto truccate e manomesse da meccanici malati di mente.
Allacciate le cinture di sicurezza (se ci sono).










In un post del genere non possono mancare i Bad Brains e i loro primi dischi del periodo hardcore punk in salsa rasta (1982 - 1985). Successivamente hanno mutato pelle più volte inserendo elementi metal, dub, funk, hard rock, alternative e crossover e pubblicando altri buoni dischi, ma molto diversi dai primi.
Le cartucce migliori le hanno sparate ad inizio carriera con la cassetta per la Roir "Bad Brains" del 1982, successivamente ristampata su cd, e lo spettacolare "Rock For Light" del 1983, prodotto da Rick Ocasek dei Cars.
I Bad Brains si erano formati ancora prima, in origine come band jazz-fusion-prog e, in seguito, con la denominazione attuale (nel 1977) si sono convertiti all'hardcore, mettendo a disposizione il loro notevole bagaglio tecnico per la causa punk.
La loro caratteristica più interessante, infatti, è sempre stata la straordinaria capacità agli strumenti, ma anche l'inserimento di brani di puro reggae giamaicano in una scaletta di velocissimo e furioso hardcore. Con la straordinaria voce di H.R. e le spettacolari montagne russe che si creano dalle sue corde vocali; con la chitarra funambolica di Dr. Know e l'eccellente sezione ritmica composta da Darryl Jenifer al basso ed Earl Hudson alla batteria, hanno costruito una creatura mostruosa e unica.
Pura goduria per orecchie fameliche...










I fantastici New Bomb Turks, soprattutto quelli del travolgente disco d'esordio "!!Destroy-Oh-Boy!!," sono una vera forza della natura, un qualcosa di irresistibile e, allo stesso tempo, di difficile da resistere per lungo tempo. Alla fine del disco, se lo si ascolta tutto d'un fiato, è necessario prendere qualche integratore di sali minerali o farsi fare una fleboclisi.

Loro hanno imbrattato gli spartiti con il rock'n'roll più rumoroso e devastante mai concepito da mente umana (sana). Destroy aggredisce i timpani con mitragliate di decibel che vanno ben oltre alla capacità di resistenza del fisico di un uomo medio. I suoni sono sporchi, lo-fi, distorti e violenti; la lancetta è bloccata sul rosso e i giri non calano sino all'ultima nota del disco.
Una bomba punk-garage-hardcore-rock'n'roll come non se ne trovano più. 
In seguito la band del folle Eric Davidson lasciò la Crypt per accasarsi dai tipi della Epitaph, smussò qualche angolo e ridusse leggermente la velocità, ma sempre con risultati eccellenti e una sfilza di grandi album.
Di sicuro era impossibile reggere quei ritmi a lungo e la logica conseguenza è stata una graduale "normalizzazione" del loro punk rock profondamente americano.








In pieno mondiale di calcio non poteva mancare una band brasiliana. Loro sono gli Os Estudantes di Rio de Janeiro, ma non suonano samba né música popular brasileira, bensì un veloce e riuscitissimo hardcore punk accompagnato da interessanti liriche in portoghese.
Sino a oggi hanno pubblicato due album ("Album" del 2007, stampato in sole 100 copie, e "Pedras Portuguesas Na Sua Cabeça" del 2013, in 300 copie) e un EP in formato 7 pollici ("Perdão" del 2010).
Tutti i dischi sono stati pubblicati solo in vinile, ma sono molto difficili da trovare eccetto l'ep. In ogni caso non è un problema scovare la versione digitale in qualche blog o nel loro piccolo spazio bandcamp.

Mentre i mondiali continuano a svolgersi in orari assurdi e a temperature ancora più improponibili, nonostante le proteste dei cittadini brasiliani e il grande sperpero di denaro pubblico, Os Estudantes possono garantire l'atmosfera giusta prima di gustarsi una partita... Ammesso che si riesca a vederne qualcuna, dato che il nostro benamato servizio pubblico, la Rai, trasmette una sola partita al giorno al contrario di tutte le altre nazioni europee dove si possono vedere in chiaro TUTTE le partite.
Qui invece, nella "tv del fare," i soldi ci sono solo per sfamare le famiglie di Conti, Clerici, Fazio e Frizzi e per tutti i vari programmi di merda che infestano il palinsesto della tv di stato.
Se qualcuno vuole vedersi le partite dei mondiali, la champions league, la moto GP, qualche film, documentari o la formula uno, deve cacciare soldi a Sky. Come se non bastasse il salasso del canone tv...
È anche vero che questi sport sono diventati ormai dei grandi carrozzoni miliardari perfetti per inebetire le masse. Sono un calcio in faccia per chi muore di fame o ha perso il lavoro, per chi viene stuprato tutti i giorni da questa crisi, progettata e messa in atto (intenzionalmente) dai soliti manovratori con precisione chirurgica.
Ma i programmi tv della Rai, i vari Fazio, Vespa o gli innumerevoli apprendisti intrattenitori del piccolo schermo non è che costino di meno alla collettività o fagocitano meno soldi dall'amatissimo canone.
E poi l'umano frustrato, fustigato e sodomizzato, cassaintegrato e liofilizzato, deve pur avere il diritto di qualche ora di distrazione e di sano (o malsano?) intrattenimento, senza sborsare cifre esorbitanti per vedere 22 individui che rincorrono una palla. Non si vive di soli pacchi, veline, quiz, tele novelas e via cazzeggiando.
E allora viva l'Italia (no, Paletta no! Per favore!) il calcio e il Brasile.
E che vinca il migliore...o anche no.











Dal Brasile all'Italia (sarà così anche la finale del mondiale?).
Da noi, in questo paese di neo melodici, canzonette e cantautori, c'è sempre stata una scena hardcore punk di assoluta rilevanza mondiale. Può sembrare strano ma, in questo paese che cammina lento, lento come un bradipo, dove si fa un passo avanti e tre indietro, abbiamo avuto una marea hardcore che ha travolto l'underground mondiale con la forza di uno tsunami. Erano gli anni 80 e nei palchi di mezza Europa e degli USA lasciavano un'impronta indelebile band come Raw Power, CCM, Indigesti, I Refuse it!, Wretched, Declino, Impact, Kina, Negazione e tantissimi altri.
Anche in seguito e anche adesso abbiamo avuto e abbiamo tuttora band eccezionali come Cripple Bastards, Holy, Anti You, Coloss, Komplott, Death On/Off e numerosi altri terroristi sonori.
In Italia non c'è solo il catenaccio ad oltranza: c'è anche chi attacca e chi corre veloce.

La leggenda dei Negazione è stata scritta con inchiostro indelebile nella storia del rock grazie ad infuocate esibizioni live, due mitici EP ("Tutti Pazzi" e "Condannati a Morte nel Vostro Quieto Vivere" del 1985) un album monumentale (Lo Spirito Continua, 1986) e altri ottimi dischi come il più vario e contaminato "Little Dreamer" del 1988.
Ma è soprattuto con i primi EP e in particolare con il velocissimo "Condannati a Morte" che hanno dato il meglio delle loro "prestazioni velocistiche": Noi, Cannibale, Tutto Dentro, Ancora Qui, Incubo di Morte, sono delle mazzate hardcore punk incredibili. Senza nessuna tentazione metal, senza un attimo di respiro.







chiù hardcore pe' tutti...





















Forrest Gump:



In coda:

Virgin Forest, alla scoperta della musica sommersa.