Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

sabato 28 settembre 2019

Play It Loud!



Prendete una pentola abbastanza capiente, buttateci dentro un po' di nuovi album (Zeitgeist, Dark Blue, Christian Fitness, Del Judas, Human Rites, Miscalculations, Deleter, Lambs) un po' di dischi di qualche anno o qualche mese fa (Cursed Moon, Document, Atriarch, A Place To Bury Strangers, No Sister, Egrets On Ergot, Terminal Gods, None, Uniform) una raccolta benefica per dare di che vivere ai gatti di NYC e qualche disco che verrà (il nuovo EP dei Bestial Mouths e il nuovo LP dei Frustration). Mescolate gli ingredienti, aggiungete acqua (meglio ancora della birra o un buon vino), sale e spezie quanto basta, cuocete a fuoco lento e otterrete questo post.
A questo punto si può premere il tasto Play e si può girare la manopola del volume in senso orario, al massimo consentito dalla legge (e dai vicini). Per digerire ci sono sempre i Fukpig. Play it Loud!



Coming Soon:


Bestial Mouths - INSHROUDSS - EP


Frustration - So Cold Stream













giovedì 26 settembre 2019

La Dinamo Sassari, la prima di campionato LBA 2019-2020 e i primi fuochi d'artificio...


La decima stagione in Serie A della Dinamo-Banco di Sardegna non poteva iniziare meglio: 74 a 52 nell'ostico campo di Masnago, casa della Pallacanestro Varese nonché culla di Pozzecco giocatore  e allenatore, mica un posto qualsiasi. Una Dinamo sicura, divertente, autoritaria e spettacolare, con la Supercoppa in tasca, conquista in trasferta i primi 2 punti del campionato LBA in una partita praticamente chiusa nel primo tempo con un secondo quarto da 25 a 9. Quattro giocatori in doppia cifra guidati dal MVP Dyshawn Pierre (18 punti, 8 rimbalzi e 6 assist) con a seguire gli strepitosi Vitali e Gentile a quota 11 punti ed Evans a 10. Ma è tutta la squadra a girare a meraviglia come se la straordinaria cavalcata della scorsa stagione non si fosse mai fermata, un po' sospinti dall'onda lunga della conquista della Supercoppa di pochi giorni fa, e un po' trascinati dall'alto tasso tecnico dei nuovi arrivati (Jerrels, McLean, Bilan, Evans, Vitali) tutti guidati da un grande Marco Spissu che al di là dei 6 punti e dei 7 rimbalzi ha condotto la banda a meraviglia. Assolutamente impossibile chiedere di più.
Di certo è presto per fare previsioni e il campionato di quest'anno è sicuramente difficile e complicato anche più della passata stagione, ma la Dinamo di mr.Poz versione 2.0 è indubbiamente una gran bella squadra, a prescindere dal primo pesante trofeo già messo in bacheca. Tra le concorrenti ai primi 4-8 posti hanno vinto anche Milano, le due bolognesi, Venezia, Trento e Cantù. Ripeto è presto per esaltarsi e anche per abbattersi (per quanto riguarda chi ha perso, Varese compresa) però questa squadra non cederà facilmente punti agli avversari, a tutti gli avversari, quotati o meno. Di sicuro fa un po' impressione il risultato quasi gemello in trasferta di Sassari e della Milano di Ettore Messina e Sergio Rodriguez (Varese-Dinamo 52-74, Treviso-Milano 53-75). È molto presto però fa maledettamente piacere...

Grazie ragazzi, Grazie Poz. Forza Dinamo!

mercoledì 25 settembre 2019

The Cramps - Psychedelic Jungle

  



Era il lontano 1981 quando questo disco vide la luce. Il parto avvenne dopo un album monumentale come il magnifico debutto “Songs The Lord Taught Us,” non un primogenito qualunque. Da quel momento in poi tutto quello che venne prodotto dai Cramps ha sempre dovuto fare i conti con l’ingombrante ombra di quel disco. Un po’ come avvenne con il primo lavoro dei Ramones e in una moltitudine di altri casi. Del resto il pubblico underground era ed è tuttora molto esigente, ben di più di quello che possa sembrare a chi vive e si nutre più su nello skyline del rock.
Il primo album, e prima di esso gli strepitosi singoli “The Way I Walk” e “Human Fly,” avevano aperto a spallate una porta ancora chiusa. I Cramps avevano dato vita a una nuova forma musicale che sfruttava la nuova onda del punk, la sua urgenza e la sua carica di violenza, ma al contempo riesumava tutta una serie di brani e suoni oscuri e dimenticati risalenti agli anni 50 e 60, rockabilly, rock’n’roll e country. Nasceva così lo psychobilly per mano di due folli collezionisti di vinile raro di band ancora più rare. Erick Purkhiser in arte Lux Interior e Kristy Wallace (Poison Ivy Rorschach) si incontrarono in California, a Sacramento, dove si formò l’embrione dei Cramps, ma è tra i vicoli fumosi di New York nel 1975 che il pargolo emise i primi vagiti. In quei tempi la città viveva nel pieno il fervore della scena punk rock che si stava diffondendo come un’infezione incontrollabile a partire da un piccolo locale in Bowery Street, nel Lower East Side di Manhattan: il mitico CBGB’s. 
Per intenderci da quelle parti stavano venendo fuori entità come Patty Smith, Television, Suicide e Ramones e l’elettricità saturava l’aria.
Ma la band di Lux Interior si muoveva su territori più oscuri e malsani con un pericoloso cocktail a base di B movies, erotismo, voodoo e horror.
Erano talmente avanti rispetto ai tempi che in molti, anche all’interno della stessa scena, non li capirono. Vennero rivalutati e inseriti nel grande libro della storia del rock solo molti anni dopo, quando la rincorsa del calendario incontrò e riconobbe finalmente la genialità della band americana. Erano soprattutto le devastanti esibizioni live a sconvolgere il pubblico, come avvenne in Italia in occasione del tour di spalla ai Police nel 1980, quando suonarono sotto una pioggia di sputi e bottiglie. Lux Interior era un animale da palcoscenico come pochi altri, forse solo il maestro Iggy Pop in passato poteva avere una carica simile.
Con la morte del frontman, il 4 febbraio del 2009, si è chiusa una delle pagine più avvincenti del rock indipendente. I Cramps hanno lasciato alla storia una serie di dischi fenomenali e indimenticabili come la già citata opera prima del 1980, “A Date With Elvis” del 1986, la raccolta dei primi singoli “Gravest Hits” del ’79, “Big Beat From Badsville” del ’97, l’ultimo sigillo “Fiends of Dope Island”, pubblicato nel 2003, e appunto “Psychedelic Jungle.”
In questo album, proseguendo sulla scia del primo capitolo, si alternano brani autografi e cover senza che l’atmosfera che si respira tra i solchi ne risenta in alcun modo. Le canzoni originali convivono a meraviglia con i rifacimenti di piccoli-grandi classici sotterranei come se provenissero dalla stessa penna. Il vibrante rock’n’roll sporco, polveroso e a tratti lugubre della band scorre come un fiume in piena in tutta la scaletta senza lasciare un attimo di tregua.
Nella formazione del 1981 non c’è più il misterioso Bryan Gregory che abbandona la band per dedicarsi anima e corpo alle sue torbide passioni quali l’occultismo, il satanismo e l’eroina. Il suo posto alla chitarra venne affidato all’ex Gun Club Kid Congo Powers. Completano la formazione la batteria minimale di Nick Knox e, ovviamente, la voce di Lux Interior e la chitarra sensuale di Poison Ivy.
Questi solchi sono intrisi di un’atmosfera che sa di muffa, polvere, ruggine e muschio. I fantasmi del passato aleggiano su ogni nota, ma lo fanno con rumore di catene e urla belluine.
Il sipario si apre con il ritmo giusto e la melodia malsana di Greenfuz e il disco decolla tra i vapori acidi liberati da Goo Goo Muck e lo scarno e irresistibile rockabilly di Rockin’ Bones. In questo trittico d’apertura c’è l’essenza stessa del suono dei Cramps: tamburi tribali, ritmi peccaminosi, una chitarra fuzz che ruggisce sullo sfondo, e gli arpeggi della solista che dettano la melodia all’ugola immensa del compianto Lux. La materia sonora è in perenne movimento, raccogliendo nel suo sinuoso cammino scorie psichedeliche, rumore, vapori alcolici, punk e rockabilly.
Dopo il terzo bicchierino d’assenzio arrivano le tenebrose Voodoo Idol e Primitive a incrementare la sensazione di pericolosa oscurità del disco e subito prende vita l’immagine del retro copertina con candelabri accesi, odore d’incenso e sostanze stupefacenti, e bambole voodoo trafitte da lunghi spilloni. Chiudono la magnifica prima facciata le urla di Caveman e il tiro schiaccia ossa di The Crusher. Per quanto mi riguarda questa serie di sette canzoni è quanto di meglio sia mai stato assemblato nel campo del nuovo rock o new wave che dir si voglia. Il manifesto psychobilly definitivo, pur essendo molto più vario e ricco di sfumature rispetto a quello che questo genere è diventato in seguito. D’altronde dall’immenso e impagabile lavoro svolto dalla premiata ditta Lux Interior-Poison Ivy sono venuti fuori altri mostri oltre allo psycho più “puro.” Dall’enciclopedia assemblata dalla band newyorkese è derivato anche certo rock indipendente legato alla tradizione musicale americana con l’attitudine punk, una fetta della grande torta Horror punk e alcune frange di tessuto post punk più legate al rock’n’roll primitivo. Ma è tutto il rock in generale ad aver attinto alla fonte dei Cramps e tuttora la materia è ancora viva.
La seconda facciata (scusate ma sono affezionato al caro vecchio vinile) pur tenendo altissimo il tasso di qualità, a mio parere non raggiunge le stesse vette della prima parte. Ma ci sono comunque una serie di gemme che brillano di luce propria come l’oscura e martellante Under The Wires, la scarna Don’t Eat Stuff Off The Sidewalk, l’irresistibile Can’t Find My Mind o la suadente melodia del classico - rivisto e corretto - Green Door che chiude il lavoro nel miglior modo possibile e lascia quel non so che, un’acquolina in bocca, un retrogusto dolce-amaro, che spinge, come se si fosse sotto ipnosi, a riposizionare la puntina sul primo solco.
Da ascoltare al massimo volume possibile, vicini permettendo…


lunedì 23 settembre 2019

Una SuperDinamo conquista la SuperCoppa 2019


That's incredible la Dinamo-Banco di Sardegna condotta da mr.Poz si aggiudica la SuperCoppa Italiana 2019, la seconda della sua storia dopo quella mitica del Triplete. La cosa clamorosa è che i Giganti hanno vinto questa Zurich Connet SuperCoppa sfatando la "maledizione" degli overtime, dopo averne disputato e vinti due in due giorni consecutivi, per giunta uno (quello della Finale) contro la bestia nera Venezia.
Tutto ebbe inizio sabato 21 settembre 2019 con la Semifinale contro Cremona, finita 101-94 dopo 45 minuti tostissimi. In quel caso la Dinamo aveva rincorso la Vanoli per 3/4 di gara riuscendo a riacciuffarla e a mettere la freccia per il sorpasso nell'ultimo quarto, ma il grande Travis Diener e il nuovo Tiby avevano deciso di prolungare l'incontro di altri 5 minuti. L'overtime della Semifinale non ha avuto storia: il Banco l'ha chiuso subito e si è preparato la strada per la Finale.
Nella gara di sabato, dopo un inizio freddino e timoroso, avevano brillato Evans (18 punti, 9 rimblazi e 9 falli subiti, MVP delle Semifinali), Spissu 16 punti, McLean 16 punti, Vitali 12 punti, Jerrels 13 punti, e Pierre e Bilan a quota 11. Ben 7 giocatori in doppia cifra, nonostante la forma fisica e l'alchemia ancora imperfette.
La Finale di ieri, domenica 22 settembre 2019, contro i mostri di Venezia, che già ci avevano fregato uno scudetto pochi mesi fa, non prometteva niente di buono. Invece la Dinamo è partita benissimo e al contrario della Semifinale è stata sempre in vantaggio per 3/4 di gara. Nel terzo quarto è venuta fuori l'esperienza e la tecnica della Reyer e si è giunti all'ultima sirena del tempo regolamentare 69-69. Qui sono iniziati a salire la tensione, il sudore e le palpitazioni: la Dinamo di qualche tempo fa non aveva grande feeling con i tempi supplementari e quindi tutti noi abbiamo cominciato a stringere le natiche e a toccare tutto quello che era possibile e disponibile. Del resto dopo la fatica del giorno prima non si poteva pretendere troppo, e invece no: la banda del Poz (fresco di contratto sino al 2022 con la Dinamo e chiamato a condurre la Nazionale Italiana Sperimentale) ci ha sorpreso ancora una volta. Per il secondo giorno consecutivo i supplementari sono suoi e dei suoi uomini. That's incredibile...
La Dinamo-Banco di Sardegna vince 83-80 per la gioia di grandi e piccini e anche di tutto il movimento del basket italiano.
Curtis Jerrels (19 punti in Finale) è eletto MVP della competizione, Michele Vitali (8 punti con una tripla pesantissima sul finire dell'overtime) viene premiato come miglior difensore e capitan Jack Devecchi può sollevare la sua seconda SuperCoppa, questa volta sotto il cielo di Bari.
In questa finale oltre ai succitati Jerrels e Vitali, hanno brillato McLean con 13 punti, Pierre con 14, Bilan e soprattutto Evans con 9. Di certo contro questa Venezia che picchia duro, fa giocare poco e segnare ancora meno il risultato non è affatto male..

Grazie Ragazzi!

Standing Ovation.

giovedì 19 settembre 2019

Dinamo Sassari: finiti gli antipasti è già tempo di SuperCoppa


Dopo una campagna acquisti roboante (Curtis Jerrels, Miro Bilan, Michele Vitali, Dwayne Evans, Jamel McLean) e la riconferma di Pierre, Spissu e Gentile (anche di Polonara a dir il vero, anche se poi è volato via verso la Spagna) ci si aspettava un pre-campionato da fuochi d'artificio, invece sono arrivate 5 sconfitte e tre sole vittorie, per giunta due delle quali contro squadre non troppo impegnative (la Reale Mutua Torino di A2 e gli svizzeri del Massagno). Alla fine l'unica vittoria pesante è stata quella di Olbia contro la corazzata Anadolu Efes, squadra che poi si è rifatta con gli interessi qualche giorno dopo a Padru.

Questo il quadro completo del pre campionato della Dinamo-Banco di Sardegna 2019-2020:

Olbia - 2nd Basketball Tournament Air Italy, Semifinale: DINAMO - Torino 89-79
Olbia - 2nd Basketball Tournament Air Italy, Finale: DINAMO - Efes 90-82

Padru: DINAMO - Efes 72-91

Oristano - Torneo Città di Oristano, Semifinale: DINAMO - Massagno 88-66
Oristano - Torneo Città di Oristano, Finale: DINAMO - Brindisi 87-90

Nuoro - II Trofeo Città di Nuoro: DINAMO - Hapoel Jerusalem 97-105

Cagliari - 9° City of Cagliari, Semifinale: DINAMO - Olimpia Milano 60-73
Cagliari - 9° City of Cagliari, Finale 3° posto: DINAMO - Hapoel Jerusalem 77-87

Fin qui gli antipasti gentilmente offerti dalla premiata ditta Sardara-Pasquini e preparati dal master chef Pozzecco. Ora si passa alle portate principali, a cominciare dalla SuperCoppa Italiana in programma a Bari il 21 e 22 settembre 2019, con la partecipazione oltre che della Dinamo Sassari di Cremona, Brindisi e Venezia. Poi sarà subito tempo di campionato di Serie A con la sfida contro Varese in trasferta il 26 Settembre alle 20.30.

Finora, al di là delle sconfitte si sono visti sprazzi di gran bel gioco sia in difesa sia in attacco, con Bilan, Evans, Jerrels, Vitali, Gentile e Spissu in gran spolvero in alcuni frangenti ma ancora incapaci di tenere ritmo e concentrazione per 40 minuti. Mancano ancora le gambe e la Dinamo è senza dubbio indietro nella preparazione rispetto a molte delle sue concorrenti a cominciare da Milano e Brindisi già viste all'opera da queste parti in ottime condizioni.
Di certo è ancora troppo presto per emettere giudizi e sentenze (come purtroppo si è già visto e sentito in giro) bisognerebbe dare tempo alla squadra di amalgamarsi a dovere e di assimilare gli schemi e le idee di Poz. Del resto McLean è appena arrivato e Vitali, Pierre e Gentile sono stati fermi diversi giorni nel bel mezzo del pre campionato a causa di infortuni vari. Poi è assolutamente normale che giocatori dal fisico possente come Bilan viaggino ancora a corrente alternata o che un grande come Jerrels ci metta un po' a carburare. Non bisogna avere fretta, né essere ingordi come quelli che stanno spargendo critiche e accuse più o meno velate a questo o quello (neanche San Poz è stato risparmiato! un'autentica eresia!). Mi pare di rivivere un po' lo stesso clima del post Triplete: alcuni presunti tifosi che perdono il contatto con il loro piedi e con la terra che dovrebbero aver sotto di essi. È vero, l'anno scorso la Dinamo ha vinto una Coppa europea ed è arrivata in Finale Scudetto sino a Gara 7 rischiando di vincere anche quello, ma non c'è mica scritto da nessuna parte che ogni volta ci si deve ripetere. Siamo seri, per quanto la Dinamo sia una società solida e in perfetta salute non è mica Milano. Ecchecazzo!
Comunque sia è al di fuori di ogni dubbio che anche quest'anno sia una squadra competitiva e forte, magari non sorprendente e imprevedibile come quella dell'anno scorso, ma sicuramente si tratta di una formazione eccellente che può giocarsela contro chiunque. Però questo non vuol dire che bisogna vincere subito contro tutti e tutto. Ci sono stati degli infortuni, dei colpi di scena (la perdita di Polonara e l'arrivo di McLean) e qualche problema di gambe e testa, ma siamo ancora a metà settembre. È un po' presto per le polemiche.

C'è anche un'altra buona notizia - almeno per quanto mi riguarda - ovvero Paulius Sorokas, aggregato alla Dinamo per la preparazione pre-campionato, è stato scritturato per la stagione che sta per iniziare. Dovrebbe essere a disposizione per l'imminente Basketball Champions League, dato che in campionato avendo la Dinamo adottato la formula 5+5 (cinque italiani + cinque stranieri) non avrà spazio. Mi fa piacere perché l'ala lituana ha dimostrato in queste amichevoli estive di essere un ottimo giocatore e di essersi ben integrato con il resto della truppa.

Questo il Roster della Dinamo-Banco di Sardegna 2019-2020:

#0 MARCO SPISSU
#1 JAMEL McLEAN
#2 MIRO BILAN
#7 LORENZO BUCARELLI
#8 GIACOMO DEVECCHI
#9 PAULIUS SOROKAS *
#11 DWAYNE EARL EVANS
#15 DANIELE MAGRO
#21 DYSHAWN PIERRE
#22 STEFANO GENTILE
#27 MARCO MAGANZA *
#31 MICHELE VITALI
#55 CURTIS JERRELS

* Sorokas solo per la Champions, per Maganza non si sa ancora quale sia il suo futuro.

Ora c'è in palio il primo trofeo della stagione, e sono sicuro che il Banco darà qualcosa in più rispetto a quanto visto sino a oggi. L'appuntamento è per Sabato 21 Settembre 2019 alle ore 18 per la Semifinale di SuperCoppa contro la Vanoli Cremona. Il luogo del delitto è il PalaFlorio di Bari; la gara si potrà vedere, oltre che nel suddetto palazzetto, su Eurosport 2 e Eurosport Player.
L'altra Semifinale, in programma lo stesso giorno alle ore 20.30, è Venezia-Brindisi.
Le Finali, quella per il primo posto e la Coppa e quella per il 3° posto, sono in programma Domenica 22 Settembre.





Buon Divertimento.






Forza Dinamo!

lunedì 16 settembre 2019

Let's Rock



Ogni tanto, dopo tante chiacchiere, caldo e stranezze assortite, è necessario sturarsi le orecchie con del buon rock in tutte le sue declinazioni. Durante l'estate c'è il clima ideale e le testa vuota per inebetirsi e imbruttirsi con i tormentoni tipici della stagione, con musica talmente leggera che vola via al primo soffio di vento. Purtroppo la musica semplice per le tante menti semplici che popolano il nostro paese è difficile da estirpare. Quindi non conviene neanche provarci e anzi è decisamente meglio rinunciare e chiudersi nella propria nicchia e spararsi il rock in vena, lontano dalla plastica che dilaga non solo nei nostri mari e oceani ma anche nelle nostre orecchie. Del resto, soprattutto qui in Italia, è una vita che ci dobbiamo sorbire musica di plastica usa e getta, melodie melense e cacofonie per baldi giovani discotecomani. Ultimamente alle puttanate in Sanremo style, al terrificante hip hop-rap in salsa italica è sopraggiunta anche l'immonda Trap, anche questa importata dagli USA ma nella versione da discoteca italiota è diventata decisamente molto più indigesta e pericolosa. Ci sono tane piccole star esaltate che stanno infestando il panorama musicale italiano con tanto di seguito di ragazzini infoiati (muniti di bombolette alla spray urticante o no). Quando sento i nomi di questi nuovi divi rimango basito ancor più che ascoltando la loro musichetta, il che è tutto dire. D'altronde è un po' lo stesso concetto dei cosiddetti Vip dei vari reality: non li conosce nessuno, ma sono famosi...e magari anche ricchi.
In questo paese non si può pretendere di più di tutto ciò, ognuno ha ciò che si merita. In Inghilterra hanno i Rolling Stones e noi Albano; ci sarà pur un motivo? Il problema penso sia intrinseco al nostro DNA: è una questione di genetica. Se poi teniamo conto che per musica colta e impegnata s'intende Jovanotti (icona intoccabile della sinistra radical-chic) si ha un quadro completo di quale sia il nostro livello di competenza musicale e di come stiamo crescendo e abbiamo tirato su le nuove generazioni.
Comunque qui il rock non è mai stato di casa, anche sa abbiamo avuto e abbiamo tuttora tante, tantissime, eccellenti rock band. Quindi dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento (o il Vaticano?).
Vabbè è inutile stare qui a rimescolarsi lo scroto e il suo contenuto. Questo post nasce dopo aver subito ore di musica di plastica proveniente dalla radio del vicino di casa adolescente, per non parlare dei programmi tv alla X Factor e dei suoni che fanno da sottofondo nei negozi del circondario. Quindi è ovvio che si parta da un'orchite di base e da uno sconvolgimento dell'apparato digerente.
Per rifarmi il palato e cacciare indietro la nausea ho messo un po' di video e alcuni album recenti con i loro bei player Bandcamp. Anche le orecchie vogliono la loro parte. 
Vi troverete un po' di punk, crust e hardcore, post punk, metal e black metal. I nuovi album dei Bad Religion, Halshug, Ceremony, Martyrdöd, Diät, The Black Keys, Uniform & The Body etc. Oltre al clamoroso ritorno dei redivivi The Briefs dopo ben 13 anni di silenzio. In chiusura c'è lo spazio per qualche reliquia: i mai dimenticati Motorhead, i Dishammer e gli Ancient Emblem. Play it Loud!

Rispondo al fuoco del vicino...Fuck off and die!




























venerdì 13 settembre 2019

La Dinamo a Nuoro, PalaDonBosco 10.09.2019


Prosegue il pre-campionato della Dinamo-Banco di Sardegna. Pochi giorni fa, il 10 settembre, si è presentata al pubblico nuorese del PalaDonBosco per il II Trofeo Città di Nuoro. Dopo Olbia, Padru e Oristano è finalmente arrivato il momento del classico appuntamento nel cuore della Barbagia, pur con una squadra ridotta all'osso (Pierre, Vitali e Gentile fermi ai box, Magro in trasferta a Pistoia per i funerali dell'ex presidente della squadra toscana e McLean arrivato solo il giorno dopo del match) e qualche sconfitta sulle spalle (quella con l'Efes a Padru e la finale di Oristano persa contro Brindisi). Di certo in questo momento della preparazione e con le rotazioni così corte non si poteva pretendere di più; nonostante questo però lo spettacolo non è mancato affatto con sorpassi e contro sorpassi, con tanto di pareggio clamoroso nei secondi finali del quarto periodo e la palla della possibile vittoria nelle mani di Jerrels sfumata per un pelo e quindi il conseguente overtime. Si è visto a tratti un gran bel basket grazie soprattutto a un ottimo Evans (MVP del match), Bilan, Spissu, Jerrels ma anche Devecchi e Lucarelli, utilizzati per tantissimi minuti, hanno fatto vedere gran belle cose, per non parlare del sempre più bravo Sorokas, che in certi frangenti è sembrato il più in forma del gruppo. Il resto lo ha fatto l'Hapoel Jeruslaem, decisamente una gran bella squadra. Nonostante la sconfitta, quindi, Nuoro ha potuto godere di una bella serata di grande basket in un palazzetto gremito forse oltre il limite (era sold out già da parecchi giorni prima della gara) anche se, come sempre, il pubblico nuorese è stato in generale un po' freddino e distratto. C'era chi era concentrato sulla partita (gli appassionati di basket e i fans della Dinamo non mancano neanche da queste parti), chi applaudiva e chi urlava, ma c'erano anche molte persone che sembravano lì per sbaglio. C'era chi si girava o passeggiava durante le azioni, chi chiacchierava del più e del meno, chi giocava al telefonino per tutti i quarantacinque minuti e anche chi non ha capito praticamente nulla di quello che stava accadendo sul parquet. Ma si sa, questo non è un paese per cestisti e di certo non ci si può lamentare: va bene così. Tuttavia mi è sembrato che tutti - ognuno a suo modo - abbiano apprezzato le gesta di Spissu, Evans, Bilan e alla fine penso che siano tutti tornati a casa soddisfatti, nonostante la sconfitta e le distrazioni.
Comunque, a prescindere da queste considerazioni che lasciano il tempo che trovano, Nuoro avrebbe bisogno di un palazzetto come si deve. Quello nuovissimo di Sa Rodia di Oristano potrebbe essere un buon esempio da seguire: 3000 posti a sedere (più o meno come quello dei campioni d'Italia di Venezia, per intenderci) per giunta riempito quasi completamente in occasione dell'inaugurazione con il Torneo città di Oristano, con la prima volta della Dinamo da quelle parti.
Per la cronaca è finita 97-105 per l'Hapoel Jerusalem  dopo un overtime, con ben 5 uomini in doppia cifra: Evans 28 punti, Bilan 16 punti (ma anche 10 rimbalzi e 10 falli subiti), Spissu 22 punti, Sorokas 10 e Jerrels 13.
In ogni caso non resta che ringraziare Sardara, la Dinamo, DonBosco, i salesiani, Ichnos e la città di Nuoro. Ora gli uomini del Poz con l'arrivo di McLean e - si spera - il recupero di Vitali, Pierre e Gentile devono affrontare il City of Cagliari con Milano, Hapoel Jerusalem e il Khimki Moscow il 14 e il 15 settembre. Poi il 22 e 23 è già tempo di Supercoppa in compagnia di Brindisi, Cremona e Venezia e il 26 a Varese c'è già la prima di campionato di Serie A.

Forza Dinamo!










































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