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Bochesmalas
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lunedì 10 agosto 2015

Due dischi: Funerary e Abaton & VIscera



I due dischi in questione sono due nuove interessantissime uscite a cura dell'etichetta della Bay Area di San Francisco Sentient Ruin: l'album "Starless Aeon" dei Funerary e il 7 pollici di Abaton & Viscera/// "Diade(ms)". 






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Funerary - "Starless Aeon"


Tracklist:

01.Coarced Creation
02.Atonement
03.Beneath The Black Veil
04.Starless Aeon
05.Depressor

2015 - Sentient Ruin

I Funerary sono un quintetto di Phoenix, in Arizona, dedito a sonorità doom metal oscure, pesantissime e opprimenti. "Starless Aeon" è il loro disco di debutto, contiene 5 tracce in trentacinque minuti, disponibile in versione digitale e in edizione limitata su cassetta. Loro definiscono il loro suono cosmic funeral doom-unholy atmospheric sorrow-depressive ultra bleakness e devo dire che, al di là del valore che può essere dato a una definizione, rende abbastanza bene l'idea di cosa ci sia in questi solchi nerissimi.
I paesaggi sonori che si formano e si trasformano lungo questo cammino doloroso e terrificante sono perfetti per un viaggio sottoterra (o nello spazio profondo) nel buio più assoluto, come anche per accompagnare al meglio in una serata all'insegna dell'orrore o a destabilizzare le menti più fragili. Il doom metal estremo dei Funerary con i suoi passaggi più lenti e atmosferici al limite del dark ambient (vedi la splendida title track o Atonement) o in quelli più pesanti e a più alta concentrazione metal (come Coarced Creation) è un ascolto faticoso, difficile, duro e inquietante che però garantisce ottime vibrazioni. A patto che si possegga la giusta quota di follia. Perché soprattutto le tracce più lunghe, gli undici minuti e mezzo di "Beneath The Black Veil" e gli oltre dieci di "Depressor" rischiano di far piombare i vostri fragili cervelli nelle tenebre più fitte e pericolose, senza alcuna via di uscita, se non si è abbastanza folli per resistere e assecondare le possenti e tenebrose trame sonore.
Senza dubbio Starless Aeon è uno dei migliori album doom ascoltati quest'anno.






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Abaton & Viscera - "Diade(ms)" EP


Tracklist:

01.Special Needs
02.Pandemic

2015 - Sentient Ruin - Hypershape Records - Insomnia Isterica - Bare Teeth Records - Drown Within Records - Dio Drone - Unquiet Records

Questo eccellente dischetto in formato 7 pollici nasce dalla collaborazione tra due band italiane sludge-doom-post metal: gli Abaton di Forlì e i Viscera/// di Cremona. I primi dovrebbero essere già conosciuti ai lettori più attenti di questo blog perché alcuni componenti di questa band militano anche tra le fila dell'eccellente band hardcore Carnero, una delle sorprese di questo 2015. Anche i Viscera/// hanno all'attivo una discografia di tutto rispetto e, a tal proposito, vi invito a fare una visita nei rispettivi spazi bandcamp dei quali potete trovare i relativi link più in basso.
Negli ultimi tempi queste due band hanno collaborato attivamente e hanno condiviso lo stesso sentiero sonico sino ad arrivare al culmine con questo lavoro. La coesione tra le due anime è perfetta e questo disco è semplicemente mostruoso. Due tracce, dodici minuti, di potentissimo e devastante sludge-death-doom-noise-metal che non lascia possibilità di riprendere fiato. Da non perdere.







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martedì 17 marzo 2015

Rise Above Dead - Heavy Gravity



I Rise Above Dead sono una band di Milano, attiva dal 2009 con un EP (Human Disintegration del 2010) e un album (Stellar Filth, pubblicato nel 2012) alle spalle, oltre a un'intensissima attività live che li ha portati in giro per i palchi di mezza Europa.
"Heavy Gravity" è il terzo disco, pubblicato dall'etichetta italiana Shove e dalla tedesca Moment of Collapse, che porta a compimento l'evoluzione del loro sludge-alternative-post metal, ora divenuto completamente strumentale dopo la l'abbandono del cantante Andrea Rondanini nel 2014.
Immagino che la scelta di lasciare vuoto il posto dietro al microfono non sia stata una cosa semplice; anche perché la musica strumentale non è adatta a tutte le tipologie di ascoltatori. Spesso, però, si tratta solo di un problema di pregiudizi e/o pigrizia mentale perché l'assenza della voce non significa affatto che una band non abbia cose interessanti da dire o atmosfere magnifiche da descrivere con le sette note. Anzi, spesso l'assenza delle corde vocali lascia più spazio all'inventiva e apre un'autostrada a varie possibilità di esplorazione e, inoltre, libera dai soliti cliché.
L'alternative metal, il post metal e, in genere, tutto quello che è post - che va oltre - si presta davvero bene alla creazione di immagini magnifiche ed evocative e all'aggiunta di ingredienti unici e personali. Questo è proprio il caso di "Heavy Gravity" che liberato dalla gabbia della forma canzone sviluppa le sue eleganti e fascinose trame intrise di metal evoluto, suoni rocciosi e potenti, ma anche delicate e atmosferiche digressioni, tracce psichedeliche e viaggi nello spazio profondo.
I Rise Above Dead si hanno lasciato alle spalle l'hardcore e il crust, anche se nella bellissima traccia iniziale, The Last Migration, c'è ancora qualche riff hardcore punk a garantire il giusto apporto di adrenalina. In linea di massima, però, il disco svolge il suo compito senza spingere troppo sull'acceleratore e senza utilizzare troppo l'arsenale di violenza sonica a disposizione dei quattro, che resta quasi sempre latente. Infatti se ne avverte la presenza irrequieta ma non esplode mai completamente. Anche questo aspetto, però, non è affatto sgradito in quanto, così facendo, la band può dare grande spazio alle linee melodiche e agli splendidi scenari che scaturiscono da questi solchi con assoluta naturalezza.

Grande musica.


Tracklist:

01.The Last Migration
02.Mountain of the Divine
03.By the Lights
04.Heavy Gravity
05.The Lone Tower
06.March of the Locusts

2015 Shove Records/ Moment of Collapse




Formazione:

Stefano Bigoni - chitarre
Matteo Sala - chitarre
Luca Riommi - batteria
Diego Leone - basso


Discografia:

Human Disintegration - EP - 2010

Stellar Filth - LP - 2012

Heavy Gravity - LP - 2015




sabato 14 marzo 2015

Abstracter - Wound Empire


Gli Abstracter giungono al secondo full lenght, dopo l'eccellente "Tomb of Feathers" che aveva impressionato favorevolmente molti appassionati di sonorità estreme (compreso il sottoscritto) qualche anno fa.
Wound Empire, la nuova creatura partorita dalla band di californiana di Oakland, contiene quattro tracce lunghe, oscure, potenti e affascinanti che si sviluppano in circa 10 minuti ognuna. Perciò ci vuole tempo e pazienza per godersi appieno "l'impero ferito" che ci si ritrova nei timpani, ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena.

La formazione ha subito un rimaneggiamento con una nuova sezione ritmica a garantire un apporto fondamentale alla nuova svolta, con i soli due membri fondatori, Mattia Alagna alla voce e Robin Kahn alla chitarra, superstiti della formazione originale.
Rispetto all'album precedente qui l'atmosfera si fa ancora più inquietante,  pesante e oscura, il blackened crust-doom-sludge dei quattro, con le sue innumerevoli sfaccettature, perde buona parte dei piacevoli "fronzoli" psychedelic-prog-noise che caratterizzavano il predecessore. Infatti il nuovo nato si presenta più potente e heavy, c'è più crust e black metal in questi solchi e il risultato finale è a dir poco devastante, impressionante e a tratti magnifico.
Un album che non dovrebbe avere difficoltà a farsi apprezzare da chi si ciba di Hexis, Celeste, Coffinworm, Neurosis, Eyehatedgod, ma anche di Amebix e del crust più crudo e puro, grazie a tracce come l'eccellente "Lightless" che apre le danze con una colata di pece bollente sugli ascoltatori...il resto non è da meno.

Un disco monumentale.


Tracklist:

01.Lightless 10:56
02.Open Veins 09:45
03.Cruciform 10:21
04.Glowing Wounds 11:10

durata: 42 min.

Sentient Ruin - 2015

An Out Recordings
Fragile Branch Recordings
Vendetta Records
7Degrees Records
Shove Records
C.O.F. Records






domenica 4 maggio 2014

I suoni della foresta...



L'esplorazione della foresta vergine è appena iniziata. Grazie alla mente vulcanica di Mr. Evil Monkeys (aka 79deadman) e a una manciata di ricercatori di suoni sommersi, remoti, prossimi e venturi.

"Mari orientali in dissonante bonaccia, amplessi scimmieschi, tamburi tribali, poesie a bocconi; finché Crabtree non mette ordine con una struggente melodia." (The Fugs) Evil Monkeys per Virgin Forest.

La musica, contrariamente a quello che ne possono pensare molti ascoltatori distratti, non si trova solo negli scaffali dei centri commerciali, nei palinsesti di radio e tv o nelle classifiche di vendita ufficiali.
Una buona parte della musica vive nell'oscurità più assoluta, lontana da orecchie e occhi indiscreti, lontano dai riflettori e dalle riviste patinate; si nutre di passione, coraggio ed entusiasmo e non di solo vil denaro (anche perché quest'ultimo non c'è proprio).
La musica nascosta, rintanata in grotte, nicchie o ghetti più o meno raggiungibili, non è per forza di cosa la migliore del mondo per tutti, ma spesso (molto spesso) è più interessante, eccitante ed entusiasmante di quella che dilaga nei canali ufficiali. Per quanto mi riguarda non c'è niente di meglio di un vinile stampato in poche copie numerate o di una cassetta artigianale assemblata in pochi giorni in una cantina. Ancora adesso, a distanza di tanti anni dall'inizio del mio rapporto con la musica indipendente, mi lascio entusiasmare dalle autoproduzioni, dalle copertine fatte a mano, fotocopiate o poco più, dagli inserti stampati in ciclostile e dalla vendita per corrispondenza.
Il D.I.Y. è sempre stato di casa in queste pagine come nella mia collezione di dischi.
Ora, nel 2014, oltre ai colpi di coda del P2P agonizzante, si possono trovare altri luoghi virtuali per l'ascolto, il download o l'acquisto di copie fisiche di album, ep o singoli in edizioni limitate o speciali, venduti dalle band stesse o da piccole etichette discografiche indipendenti.
Penso a Bandcamp (prossimamente ci sarà un post dedicato a questo servizio su questo blog e su Virgin Forest) ma anche a Discogs, Bigcartel, SoundCloud o ReverbNation.
Questo post bislacco vuole essere un'anteprima, una presentazione, del lavoro su Virgin Forest che, ormai, ha rotto le acque e si sta affacciando sul web.
Un saluto al mitico Evil Monkeys, agli incredibili Bartolo Federico, Jen D, Massimiliano Manocchia, Mr. Hyde, Vlad e agli altri grandi blogger che partecipano al progetto.


Work in progress...

Qui ci sono i Links e gli straordinari e temerari blogger coinvolti sino a questo momento:


Il link della community G Plus (io non ho un profilo G+ perché sono allergico a tutto (o quasi) quello che è social, ma la pagina è interessantissima):



I colpevoli:



















I disegni ufficiali di Virgin Forest a cura di Mr Hyde:



Versione modificata della cover per le esigenze grafiche di questo blog:





"Bochesmalas Greatest Hits" una compilation con alcune delle cose migliori dei primi mesi del 2014 e qualcosa del 2013:

Fukpig - "Nuclear Apocalypse"



Barren Hope - "Anaffa"



Dephosporus - "Ravenous Solemnity"



Hexis - "Abalam"



Carnist - "Unlearn"



Crutches - "Lurad"



Doom - "Corrupt Fucking System"



Arctic Flowers - "Weaver"



Swine - "Swine"



Parasight - "Munden Fuld Af Løgn, Lommen Fuld Af Profit"



Crop Circles - "Citizens of Fear"



Multinational Corporations - "Jamat-al-Maut"



Cripple Bastards - "Nero in Metastasi"



Abstracter - "Tomb of Feathers"



Host - "Death Will Claim These Tired Bones"



Svffer - "Lies We Live"



Extreme Music for Extreme People




☩☩☩☩☩☩☩

Virgin Forest by Dumharianz:






Nell sottosuolo alla ricerca della musica che vive al di fuori dei soliti canali...




martedì 29 aprile 2014

Abstracter - Tomb of Feathers


"Tomb of Feathers" è il titolo dell'album di debutto della band californiana Abstracter, già uscito in versione limitata di 200 copie su cassetta ad opera della Sentient Ruin Laboratories e su cd per la The Path Less Traveled Records un paio di anni fa. Ora è stato finalmente stampato in versione vinile 12" con una nuova, splendida veste grafica, grazie alla collaborazione di tre etichette indipendenti europee (la francese Trendkill, la tedesca 7 Degrees e l'italiana Shove) che hanno ridato vita all'album nella sua nuova veste con 500 copie, 400 in nero e 100 in vinile trasparente.
In scaletta ci sono soli tre brani, cosa abbastanza inconsueta ma non troppo (penso, per non andare troppo lontano ai Fall of Efrafa, agli Atriarch o al recente disco omonimo dei cechi Avvika), per un album della durata di 40 minuti, ma che durante l'ascolto non pesano affatto, anzi scorrono che è una meraviglia. 
Il suono mostruoso e imponente che si erge da questi solchi attinge da elementi post metal, post hardcore, crust, sludge, black, doom, metal e indie. L'atmosfera muta con il trascorrere dei minuti, grazie a tutta una serie di ottime trovate strumentali e all'alternanza di voci pulite e screaming-growl feroce e malvagio, a opera della versatile ugola dell'italiano Mattia Alagna, autore anche delle liriche e dell'artwork (in collaborazione con Kevin Gan Yuen per quanto riguarda design e layout). C'è molta carne al fuoco e la potente registrazione analogica riesce a tenere la temperatura alta dall'inizio alla fine. Dal temporale con il quale inizia il viaggio, tra deviazioni psichedeliche e atmosferiche e potenti esplosioni soniche, passando per il riff trita ossa di To Vomit Crows sino all'epico finale di Ash non c'è il tempo di tirare il fiato.
Intendiamoci, l'esperienza di ascolto di un disco del genere non è affatto semplice, non tanto per il mostruoso ibrido sonoro che vi si infilerà violentemente nei timpani ma, piuttosto, per la durata della tracce.
Tomb of Feathers ha bisogno di tempo, della giusta atmosfera, del giusto stato d'animo, ma se si riesce a incastrare bene tutti questi elementi sarà difficile separarsene per un bel pezzo.
Del resto in queste tre tracce malate, oscure e pericolose, sguazzano tante diverse molecole in grado di aggregarsi magicamente se trovano i recettori giusti.
Un disco tanto affascinante quanto impegnativo. Un ottimo disco.

Tracklist:

01.Walls That Breathe 11:00
02.To Vomit Crows      12:33
03.Ash                         16.19

2014
Sentient Ruin Laboratories - USA - (sentientruin.com)
Trendkill Recordings - France - (trendkill)
7 Degrees Records - Germany -(7degrees)
Shove Records - Italy - (shove)
The Path Less Traveled Records - USA - (thepathlesstraveledrecords.com)

Formazione:

Emad Dajani - batteria
Donovan Kelly - basso
Mattia Alagna - voce
Robin Kahn - chitarra





venerdì 4 aprile 2014

Doom - Corrupt Fucking System


I Doom sono tornati con un grande disco, il nuovo "Corrupt Fucking System," autoprodotto e pubblicato dall'etichetta della stessa band (la Black Cloud Records) in puro stile DIY, come si conviene a una delle più grandi leggende del crust punk mondiale. Da oltre vent'anni sulla scena, sono morti e risorti più volte, ma la decisione di appendere chitarre e piercing al chiodo nel 2005 sembrava essere definitiva, dato che la scissione era stata causata dal decesso del cantante Wayne Southworth, stroncato da una crisi epilettica. Invece ritornarono in pista nel 2010 con Denis Boardman alla voce, già presente nella formazione in veste di secondo chitarrista in una delle tante reincarnazioni dei Doom, dal 1995 sino al secondo scioglimento.
"Corrupt Fucking System" arriva a distanza di 12 anni dal precedente LP "World of Shit," anche se in mezzo sono usciti innumerevoli split ed EP dalla rinascita sino a oggi.
Ma l'attesa non è stata vana: i Doom sono ancora qui, con il loro arsenale crust-hardcore-D-beat-anarcho-punk senza compromessi, sempre fedele alle origini, con solo piccole variazioni sul tema e, soprattutto, con 14 grandi canzoni. 
L'ottavo album della band di Birmingham suona potente, rabbioso, grezzo e destabilizzante come sempre. I Doom ci tengono a riprendersi il loro posto tra i capisaldi del punk politico e militante e ci riescono benissimo. Il mondo ne ha bisogno e loro ne sono consapevoli.
L'apertura è affidata all'esplosiva "Stripped, Whipped & Crucified," crustcore - d-beat assolutamente devastante.
Nella seconda traccia, Prey for our Souls, si respira l'atmosfera dell'anarcho-punk di Crassiana memoria grazie alla presenza dietro al microfono del poeta punk Andy T, che declama i suoi versi sul riff al vetriolo ripreso da "Stripped"

"The Vatican protects the paedophile priests Immune form prosecution...The Imam teaching using fear & violence Behind locked mosque doors..."

Il resto è un violentissimo assalto sonoro che si presenta con la grazia e la delicatezza di un martello pneumatico in una cristalleria. Tra le tracce meritano una menzione particolare il potente d-beat di "Yes, They Still Tests on Dogs," la più sperimentale "Corrupt Fucking System," con la voce femminile di Fag Ash Lil, le violentissime "Suffering in Silence," "Apostasy" e "Better Off Dead" tirate su con sostanze a base di crustcore-punk-metal e Motorhead.
La chiusura del disco è affidata al bulldozer intitolato "Cults of Human Sacrifice" con le voci campionate da "The God debate II: Harris vs. Graig."

Da non perdere per nessuna ragione al mondo...

Tracklist:

01.Stripped, Whipped & Crucified
02.Prey For Our Souls
03.Human Meat
04.Yes, They Still Tests on Dogs
05.Suffering in Silence
06.Eat Shit & Buy
07.Corrupt Fucking System
08.Apostasy
09.Own Worst Enemy
10.Final Hour (for Golden Shower)
11.Con Dem Nation
12.Better Off Dead
13.Thatchercide
14.Cults of Human Sacrifice

Black Cloud Records - 2014

Formazione:

Denis Boardman- voce
Brian "Bri" Talbot - chitarra
Scoot - basso
Tony "Stick" Dickens - batteria