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mercoledì 12 febbraio 2014

Les Lesbiennes - Giorni Felici


I Les Lesbiennes giungono al traguardo del secondo album con il nuovissimo "Giorni Felici." Anche questo, come il primo disco omonimo, è un'autoproduzione, disponibile in versione digitale assolutamente gratuita presso il loro spazio bandcamp (più sotto troverete il link).
La band è composta da MM alla chitarra, programmi e basso e AB ai testi e voce; proviene dalla Sardegna (Marceddì, frazione di Terralba, in provincia di Oristano).
Il genere musicale plasmato dal duo deriva da influenze stoner, noise, indie e alternative rock in salsa italica. Ma in questi "Giorni Felici" le fonti d'ispirazione che comparivano qua e là nel precedente, ottimo, disco omonimo (Kyuss, QOTSA, Jesus Lizard) sono difficili da trovare. I Les Lesbiennes hanno affinato i loro suoni e li hanno resi ancora più personali e avvincenti.
Nel disco si alternano momenti più malinconici e riflessivi, nei quali aleggia un'ombra d'ispirazione post punk, a brani con una decisa impronta rock, potente e rumoroso.
La scelta coraggiosa di utilizzare la lingua italiana è ancora una volta riuscita, grazie alle corde vocali di AB e a testi mai banali.

La partenza è affidata all'ottima "All'occhio Alieno" (agli occhi del quale appariamo come blatte) ed è caratterizzata da ottimi riff di chitarra hard-stoner sopra un ritmo molto interessante.
La successiva "Baal" inizia in modo soffuso, virato post punk. Poi, nel suo incedere, le chitarre s'incattiviscono e l'acido scorre a fiumi.
"Caffè Arabica" possiede un ritmo più sostenuto ed è trascinata da un bel riff hard-stoner-rock.
Con la bellissima "Qualcosa da Fare" la tensione si attenua, grazie a un basso morbido e caldo e un'atmosfera malinconica, fascinosa e sognante, che pervade ogni singola nota. Sono qui presenti tracce di post punk ed eccellenti chitarre.
La seguente "Tempo per Cambiare" è psichedelica, lenta e quasi dolorosa nel suo cammino. Questa canzone satura di elettricità sprigiona un forte aroma anni 60-70, rivisto in chiave moderna e futurista.
In "Carne" il ritmo è lento e i suoni sono leggermente velati di oscurità. È sorretta da un basso fantasioso e, nel finale, offre un'accelerazione entusiasmante.
La grintosa "Cani Grandi" è aperta da schitarrate minacciose e si poggia su una sezione ritmica potente e granitica. Uno dei brani migliori del disco.
L'ottima title track prosegue sull'onda di un rock potente e aggressivo con un bel chitarrone metal e un bel carico di tensione ed elettricità. "Qui le parole non contano più niente."
La successiva "Adesso" si apre all'insegna del miglior post punk, con un'atmosfera oscura e un'intensa linea di basso sopra alle chitarre liquide d'ordinanza, sino all'esplosione di un potente riff hard e una solista acida che l'accompagnano verso il finale.
La chiusura è affidata al "Barelliere Romantico" e alle sue fantasie. Un ottimo brano che conclude degnamente un ottimo disco.

Gran bel lavoro ragazzi.

Tracklist:

01.All'occhio Alieno
02.Baal
03.Caffè Arabica
04.Qualcosa da Fare
05.Tempo per Cambiare
06.Carne
07.Cani Grandi
08.Giorni Felici
09.Adesso
10.Barelliere Romantico.

autoproduzione - 2014




Il primo disco:


Les Lesbiennes - 2013



mercoledì 20 giugno 2012

Les Lesbiennes

Les Lesbiennes è un duo alternative rock sardo composto da MM alle chitarre, basso e programmi, e AB che si occupa delle voci e dei testi. Il disco omonimo uscito nel marzo di quest'anno è un'autoproduzione, ma bisogna sottolineare il fatto che è prodotto con grande cura e i suoni sono ottimi.  La musica proposta dal gruppo è un originale, ed estremamente interessante, sintesi di quello che ha prodotto il panorama indie rock negli ultimi decenni, con un'anima post punk ben radicata dentro il corpo del sound. La scelta di utilizzare la lingua italiana è quantomai azzeccata (nonché coraggiosa) e dona ai brani un carattere ben definito, sfuggendo completamente dal rischio di riportare alla mente i gruppi storici del panorama musicale alternativo italico. 
I riferimenti, casomai, sono da ricercare all'estero (ad esempio l'attacco di"17" ricorda un po' i Kyuss o i Queens of the Stone Age per poi divenire un'altra cosa, in qualche altro brano si coglie qualche accenno ai Jesus Lizard o ai Franz Ferdinad) ma si tratta solo di sensazioni.
L'uso dell'elettronica in Les Lesbiennes è molto intelligente e mai troppo invadente (in questo senso ne sono un ottimo esempio le tracce Mercurio e Ragno).
L'album si apre nel migliore dei modi con la nervosa Pietro Lo Storpio e la punkeggiante Muffin, caratterizzate da suoni molto anni 80, ottime chitarre e un basso che non fa prigionieri. Con la terza traccia, l'ottima Bianco e Nero, il ritmo cala e i suoni e la voce si velano di malinconia e creano un'atmosfera densa di emotività. Altri brani molto interessanti sono Acaro, Mercurio, Vanity Fear, Ragno, Chiama e Ieri Era Estate che chiude il lavoro. Il resto scopritelo da soli: qui sotto ci sono i link della band e su soundcloud si può ascoltare tutto l'album.
Gran bel disco...


01.Pietro Lo Storpio
02.Muffin
03.Bianco e Nero
04.Sara Si Sveglia a Mezzanotte
05.Gomez
06.Acaro
07.15 Giorni
08.Mercurio
09.Vanity Fear
10.Giuda
11.Amore Antifrastico
12.Sensibile
13.17
14.Ragno
15.Chiama
16.Ieri Era Estate