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Bochesmalas
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mercoledì 25 marzo 2015

Moonspell - Extinct


Con questo sono dieci gli album a firma Moonspell, dal lontano 1992 a oggi. "Extinct" arriva dopo l'ottimo doppio album "Alpha Noir/ Omega White" del 2012 e ne segue la scia, soprattutto per quanto proposto dalla seconda parte di quel disco (quella denominata Omega White), quella più tendente al gothic rock che al metal, per intenderci. Quel disco aveva fatto molto discutere, principalmente tra le frange dei metalheads duri e puri; a me invece era piaciuto molto, come anche - presumo - a chi si ciba di rock gotico, darkwave e terre di confine tra i generi.
Del resto i Moonspell non hanno mai fatto un disco uguale all'altro, a partire dagli esordi black, al gothic metal da antologia di "Irreligious" alle tendenze simil darkwave-synth pop che tinteggiavano di fresco il gothic-dark-metal del capolavoro "Sin/ Pecado" o alle contaminazioni elettroniche di "The Butterly Effect".  Nel primo decennio degli anni 2000 si erano ripresi in qualche modo il loro posto tra i grandi del dark metal con tutta una serie di album di alto livello che vanno da "Darkness and Hope" a "Night Eternal."
"Extinct", come dicevo, prosegue il discorso del disco precedente, unendo in qualche modo l'anima gothic rock al metal estremo che è pur sempre presente, seppur in percentuale meno significativa rispetto a una volta.
In ogni caso la band di Fernando Ribeiro ha sempre le sue frecce al suo arco: la grande capacità di costruire melodie vincenti, il gusto mediterraneo che impreziosisce il loro sound e li fa distinguere dalla massa. E anche questo disco non fa eccezione; forse non c'è una nuova Opium e fors'anche c'è qualche debole cedimento alle tentazioni commerciali, ma niente di preoccupante.
Già l'iniziale "Breathe" dispiega tutto il potenziale melodico dei portoghesi con un buon ritmo a sostenerne l'andamento e alcune ottime accelerazioni metal in grado di soddisfare tutti i gusti; contiene anche una coda strumentale che chissà perché mi ricorda qualcosa della dance anni '70, non so se una porzione di un brano di Gloria Gaynor o Donna Summer. Ma non spaventatevi: non c'è disco music in questi solchi.
Un'altra bella botta è garantita dalla granitica titletrack, vero e proprio schiaccia sassi che non fa prigionieri, anche grazie a un ottima melodia gothic rock - che più di così non si può - che alleggerisce il carico di watt. In questa come in altre canzoni in scaletta c'è un gran dispiego di tastiere che scorrono a fiumi per garantire un adeguato apporto dark-gothic alla struttura dei brani.
Il terzo tassello è affidato alle atmosfere mediorientali di "Medusalem" che procede con un'andatura in classico gothic non lontano da quanto propongono da un bel pezzo i finlandesi 69 Eyes, i Mono Inc. o altre bande teutoniche come ASP o Eisheilig. Qui però c'è il tocco in più della grande voce di Ribeiro e anche un livello di rifiniture decisamente superiore.
Decisamente azzeccata anche la seguente "Domina", più pacata e atmosferica, che si avvale ancora una volta di un'eccellente melodia.
Proseguendo nell'ascolto ci si imbatte nei Sisters of Mercy meno cupi in "The Last of Us", con una melodia più leggera e impalpabile sostenuta da tastiere anni '80; ma non è affatto male come invece sembra a un primo impatto.
Fortunatamente però la successiva "Malignia" presenta ben altro spessore, pur non essendo (forse) cattiva come avrebbe dovuto.
Il disco prosegue su buoni livelli, con ottime trovate strumentali e una serie di refrain sempre a fuoco, con poco metal e molte effusioni gothic dark, sino alla conclusiva, atipica,"La Baphomette", puro dark cabaret degno dei pezzi migliori del catalogo Projekt. Sicuramente un buon modo per chiudere un buon album; forse non il migliore dell'eccellente discografia dei Moonspell, ma decisamente un disco ben al di sopra della media. Una sicurezza.

Tracklist:

01.Breathe (Until We Are No More)
02.Extinct
03.Medusalem
04.Domina
05.The Last Of Us
06.Malignia
07.Funeral Bloom
08.A Dying Breed
09.The Future Is Dark
10.La Baphomette

2015 - Napalm Records









domenica 3 giugno 2012

Moonspell: Alpha Noir-Omega White



Con il nuovo album i Moonspell hanno eseguito una sorta di scissione nucleare a freddo nel proprio sound. Il loro malvagio e fascinoso gothic metal in salsa mediterranea è stato adeguatamente trattato nel laboratorio chimico di Fernando Ribeiro e soci, portando a una quasi perfetta suddivisione delle componenti che caratterizzano la loro musica: da una parte il feroce e nerissimo heavy-thrash-black che infesta Alpha Noir con pochissime (ma riuscitissime) concessioni alla melodia, e dall’altra il classico, decadente, gothic rock (anni 80 e dintorni) che aleggia sinistramente sul secondo cd, Omega White (sarebbe stato più corretto chiamarlo Omega Blanc, ma non stiamo li a sottilizzare).
Purtroppo per il portafoglio, per godersi al meglio il nuovo parto dei portoghesi non resta altro da fare che acquistare la versione speciale contenente anche il secondo disco. Solo in questo modo tutte le molecole che compongono il corpo e l’anima dei Moonspell riprendono il loro posto e ristabiliscono il giusto equilibrio.
Ritornando alla metà nera, ad Alpha Noir, (ovvero al cd standard che acquisterà la maggior parte della gente) bisogna dire che si regge bene anche da solo, è potente, aggressivo e diretto come forse non capitava di udire dai tempi del mitico Wolfheart. Ci sono pochi orpelli, pochissime tastiere ed elettronica, mentre le chitarre fanno un grande lavoro e scorrazzano in lungo e in largo come orde di famelici orchi in cerca di prede. La voce è quasi sempre aggressiva, urlata, al limite del growl. Le atmosfere crude e crudeli che si formano nella caligine e nel buio di questi solchi riescono a conquistare i neuroni come sempre accade con le uscite discografiche dei Moonspell, anche quelle più sperimentali (il bellissimo Sin/Pecado e The Butterfly Effect ad esempio). Probabilmente non è il loro disco migliore e, sicuramente è un gradino al di sotto rispetto al suo magnifico predecessore (Night Eternal del 2008) ma il suo valore cresce, e non di poco, tenendo conto di Omega White.
I brani sono quasi tutti di buon livello: l’infernale Axis Mundi, feroce e inaspettata, seguita dalla tremenda Lickanthrope, aprono le danze e non fanno prigionieri; l’ottima Versus riporta alla mente certe cose dei Voivod nella parte iniziale, come del resto anche l’intro di basso distorto di Em Nome do Medo, cantata in portoghese. Da segnalare anche la titletrack, Love is Blasphemy, Grandstand e la strumentale e conclusiva Sine Missione, evocativa e atmosferica. 
In Omega White domina la stupenda voce baritonale di Riberio e la violenza del primo disco si dissolve in un cupo, malinconico e seducente gothic rock con vaghi sentori di dark wave d’annata, qualche richiamo al capolavoro Sin/Pecado, molta melodia e tantissima classe. in questo disco spiccano White Skies, New Tears Eve, Incantatrix, Whiteomega, Herodisiac e soprattutto la magnifica A Greater Darkness che chiude il lavoro come meglio non si poteva.
Forse questo secondo disco (è molto riduttivo e ingiusto parlare di bonus disc) non piacerà a tutti, ma è assolutamente fondamentale nel completare l’opera. Alpha Noir senza di esso, senza la sua controparte “bianca” probabilmente non andrebbe troppo lontano.
In conclusione l’ennesimo ottimo lavoro dei Moonspell...




Alpha Noir:
01.Axis Mundi
02.Lickanthrope
03.Versus
04.Alpha Noir
05.Em Nome do Medo
06.Opera Carne
07.Love is Blasphemy
08.Grandstand
09.Sine Missione
Omega White:
01.Whiteomega
02.White Skies
03.Fireseason
04.New Tears Eve
05.Herodisiac
06.Incantatrix
07.Sacrifical
08.A Greater Darkness
Napalm records - 2012
voto: 8,5
Formazione:
Fernando Ribeiro - voce
Pedro Paixao - tastiere, chitarre
Mike Gaspar - batteria
Ricardo Amorim - chitarre
Aires Pereira - basso















In appendice "Opium" dal capolavoro "Irreligious" del 1996: