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Bochesmalas
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martedì 9 giugno 2020

Rumori dal sottosuolo 2020, prima parte












giovedì 27 febbraio 2020

Stolen Apple - Wagon Songs


Si, lo so, avevo promesso di non fare più recensioni su questo blog. Tuttavia ogni tanto qualche eccezione si può fare e poi questa non è che sia proprio una vera recensione, ammesso che ne abbia mai fatto una. Comunque sia "Wagon Songs" è il terzo album della band fiorentina Stolen Apple; segue "When We Rise" pubblicato nel 2015 e l'eccezionale "Trenches" del 2017 (il link della recensione lo trovate più in basso). Che dire, gli Stolen Apple suonano un rock potente e inebriante come ne se ne udiva da tempo, molto personale e variegato. Il disco è intriso di suoni dell'America alternativa degli anni '90, richiami al proto-punk, indie-rock, psychedelic rock e garage. Lungo i solchi di questo disco si avverte un certo aroma non troppo distante da alcune cose dei Radio Birdman, come anche di altre grandi band del passato (se avete una lente di ingrandimento adatta potete trovarvele da soli) ma l'approccio alla materia della band fiorentina è, come dicevo, assolutamente personale e originale, al di là delle innegabili influenze. Soprattutto di questi tempi dove impera la musica di plastica, il grande rock degli Stolen Apple non può lasciare indifferenti. Nel fiume elettrico che scorre tra i solchi c'è spazio anche per un'eccellente ballata ricamata da un'armonica, A Looking Behind Kid, che ha fatto emozionare anche il mio gatto. In conclusione si tratta di un disco da non perdere assolutamente, una delle migliori produzioni musicali di questo travagliato inizio del 2020.
Il disco è disponibile per il pre-order nello spazio bandcamp della band (link più sotto). Sarà presentato il prossimo 29 febbraio a Firenze al "Progresso".

Tracklist:

01.Suicide
02.Renegade Sun (Brexit)
03.It's Up Your Mind
04.Masturbation
05.Out Of Fashion
06.A Looking Behind Kind
07.Tattoo
08.Passion
09.Easier

autoproduzione - 2020



Formazione:

Luca Petrarchi - voce, chitarra, mellotron, organo, synth
Riccardo Dugini - voce, chitarra
Alessandro Pagani - voce, batteria, percussioni, piano
Massimiliano Zatini - voce, basso, armonica


mercoledì 15 maggio 2019

Alessandro Pagani "500 Chicche di Riso"


Esce oggi, 15 Maggio 2019, il nuovo libro di Alessandro Pagani, scrittore, musicista e umorista. Dopo "Perché Non Cento?", pubblicato nel 2016 e "Io Mi Libro" del 2018 (già citato su queste pagine), "500 Chicche di Riso" esce in versione cartacea per la collana "Juste pour rire" dell'editore 99, Rue De La Fontaine, come il precedente.

Il nuovo lavoro di Alessandro Pagani, batterista della rock band fiorentina Stolen Apple, contiene come suggerisce il nome: "Cinquecento chicche che esplorano, tramite giochi di parole, fatti, personaggi e situazioni per descrivere (con velata amenità) circostanze paradossali, inspiegabili coincidenze, incongruenze non previste e i comportamenti più comici e grotteschi del nostro modo di vivere."
La Prefazione è curata da Cristiano Militello. 116 pagine che scorrono via piacevolmente tra freddure, fiumi di ironia e vorticosi intrecci di parole. Consigliatissimo per qualche ora di relax sul divano, senza spremere troppo le meningi e senza prendersi troppo sul serio.






giovedì 24 maggio 2018

The Times They Are A-Changin': governo, basket e rock'n'roll



In queste ore sta nascendo un nuovo governo, inaspettato, innovativo e decisamente alternativo per questa nostra italietta conservatrice, bigotta, ancora afflitta da antiche ideologie anacronistiche, rachitica e arrugginita. Forse si tratta di un'unione un po' forzata tra un movimento nuovo e atipico e un partito più tradizionale, anche se in fase di mutazione, ma in questo momento è quanto di meglio si possa pretendere dal panorama politico italiano.
In attesa che l'embrione cresca e si sviluppi in tanti si stanno divorando i coglioni: innanzitutto il PDiRenzi (prossimo all'estinzione, a tal proposito Piero Angela sta già preparando una puntata speciale di SuperQuark) i soliti giornaloni e giornalistoni - che proprio non riescono a mettersi in sintonia con i cittadini italiani - e i lobbisti e i burocrati di Bruxelles. Il fatto stesso che tutti i programmi tv, i giornali, i cosiddetti volti noti e i padroni delle tv, e soprattutto quelli della UE, stiano traboccando bile e ruggendo come iene, fa ben sperare che questo governo possa essere veramente una buona cosa per il nostro paese.
Comunque anche se il governo guidato da Conte non riuscisse nell'impresa e si andasse a votare a breve, i risultati non potranno essere molto diversi a quelli dell'ultima consultazione elettorale. Se non per un'ulteriore crescita dei Cinquestelle e della Lega (vedi risultati in Valle D'Aosta) e un'altra batosta per la gang di Renzi (vedi ancora la Valle D'Aosta, con il PD e i suoi amici di Forza Italia fuori dalla porta, senza seggi). 
Non c'è niente da fare il PD e la sinistra ormai si sono completamente distaccati dalle esigenze del popolo e ancora di più da quelle dei lavoratori e della classe operaia. Per il maggior partito della cosiddetta "sinistra" gli operai ormai sono diventati i "nemici", gli amici sono la Merkel, Confindustria e i manager. Il PD è diventato un partito snob per gente snob e siccome di snob, vip e benestanti in Italia ce n'è sempre meno, non penso che Renzi e i suoi tirapiedi possano avere grandi speranze per il futuro. Il resto della sinistra non è che faccia molto meglio: ha perso completamente di vista gli italiani e il lavoro; l'unico argomento che li tiene ancora uniti in qualche modo è il business dell'immigrazione con "l'accoglienza" a tutti i costi, senza se senza ma, prima di ogni altra cosa. Così facendo anche loro rischiano l'estinzione o il confinamento in qualche area protetta (centri sociali, centri d'accoglienza, salotti radical-chic e affini).
Intanto che scrivo Conte ha accettato l'incarico del Presidente della Repubblica, ha fatto il suo discorso pubblico mettendo l'accento sul suo servizio per il popolo (e questa è già una notizia) e ha preso un taxi, per giunta pagandolo di tasca propria (e anche questa è una notizia). I tempi stanno cambiando...Finalmente.

Viva il Populismo

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TUTTO quello che c'è qui sotto, ovviamente, non ha alcuna attinenza con quanto c'è scritto sopra

Music:












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Vincenzo Esposito:




Mentre proseguono i playoff degli altri, per soli nordici, alla corte di Sardara arriva "El Diablo", Vincenzo Esposito. Il tecnico casertano arriva a Sassari dopo 3 stagioni a Pistoia, due molto buone e una, l'ultima, così così. Ancora una volta l'acquisto pare molto azzeccato perché il nuovo coach oltre a essere stato un grande (uno dei pochi veri campioni) del basket italiano si è dimostrato anche un ottimo allenatore. A lui il compito di assemblare la formazione per l'annata 2018-2019. Per il momento avrà a che fare con i confermati Bamforth, Pierre e Stipcevic per quanto riguarda gli stranieri e gli italiani Spissu, Polonara, Devecchi, Bucarelli, Rullo e Tavernari. Per quanto riguarda il mercato si sta parlando in questi giorni di Alessandro Gentile, ma mi sembra improbabile, e anche dell'arrivo da Pistoia di Roland Moore e Mian. Ma sono solo voci; è ancora presto per parlare seriamente di nuovi giocatori, anche perché Esposito dovrà valutare il "parco macchine" a disposizione prima di far aprire il portafoglio al presidente Sardara.
Per quanto riguarda i play off devo dire che non mi dispiace affatto che Varese e Cantù, forse i maggiori artefici della nostra esclusione, siano usciti con due secchi 3 a zero. D'altro canto invece mi dispiace per la Cremona di Meo Sacchetti, i Diener e Johnson Odom, e anche per l'uscita di Avellino, che ritengo avesse un gioco migliore rispetto alla squadra di rugby di Trento. A questo punto non mi resta da fare altro che tifare Brescia, non solo per la presenza tra le sue fila di Brian Sacchetti ma anche perché è una squadra simpatica e ottimamente gestita.

Forza Dinamo!









domenica 13 maggio 2018

Italian Sounds: Christine Plays Viola, The Twinkles, Eradius, Devil Within, Zeffjack, Stolen Apple, Ginevra


Piovono suoni dal pianeta Italia, un mondo molto più ricco e variegato di quello che si possa pensare, soprattutto per quanto riguarda il versante underground. Probabilmente non ho più i neuroni omologati per stare dietro a questa pioggia fitta e incessante, ma comunque di tanto in tanto provo ugualmente a restare sintonizzato in diretta con gli eventi della scena musicale italica. Questo è un one-man-blog, non ci sono collaboratori né tantomeno una redazione; praticamente questo blog non esiste neanche, è virtuale in tutti i sensi. Tuttavia, come sempre, non mi dispiace affatto accogliere i nuovi suoni a orecchie spalancate, quando posso.
Cazzate a parte, oggi colgo l'occasione per presentare velocemente un bel mucchietto di nuove uscite discografiche fresche fresche o, in qualche caso, con solo qualche mese sulle spalle.

In quest'occasione vorrei dare spazio a 7 band, tre vecchie conoscenze dei lettori di questo blog (Christine Plays  Viola, Stolen Apple e Ginevra) e 4 band mai apparse su queste pagine: Eradius, Zeffjack, Twinkles e Devil Within.

Cominciamo con il nuovo singolo dei magnifici Christine Plays Viola, da sempre graditissimi ospiti di queste pagine. Il video di "Sentenced To Fall" fa da apripista al nuovo EP "The Bonds Should Be Only Silver Threads" che uscirà a breve. Il disco in questione celebra il decennale di attività della band e promette di farlo nel migliore dei modi con 7 tracce marchiate a fuoco con il loro stile costruito sapientemente nel tempo a base di dark wave-post punk. Nel disco spicca un rifacimento  di "Four Steps in Your Hole" un brano tratto dal disco d'esordio "Innocent Awareness" e la presenza come special guest di Miro Sassolini, ex Diaframma, nella traccia "Solitary Abuse." Come sempre, imperdibile.

Un'altra grande band che aveva trovato spazio nel blog, in questo caso in occasione della recensione del loro strepitoso secondo album "Trenches", sono gli Stolen Apple, formazione fiorentina dedita a un'eccellente, personale e grandioso indie rock-alternative con lussuriosi richiami al nuovo rock americano degli anni 90, al paisley undergorund e altre delizie pysch-indie-rock. L'occasione per parlare nuovamente degli Stolen Apple è la pubblicazione del nuovo video-singolo "Daydream", brano ispirato da una poesia di Daniela Pagani, cantante e poetessa fiorentina morta giovanissima a soli 22 anni.

Il terzo disco in scaletta è l'album d'esordio di un'altra vecchia conoscenza di questo blog: il progetto Ginevra, duo elettronico torinese con marcate influenze post punk-dark wave, composto da Loris Brunello e Lorenzo Albera.
Il disco s'intitola "Death By Strobe" contiene 8 nuove eccellenti tracce e rappresenta il punto più alto toccato da questa band in crescita clamorosa, dopo numerosi singoli e EP. 
"Death By Strobe" è disponibile in versione digitale (vedi player bandcamp più sotto) e anche in una appetitosa versione in vinile limitata a sole 100 copie.

Dopo l'incontro con questi tre "vecchi amici", cosa che fa sempre il suo effetto, vorrei spendere un altro paio di parole per quattro dischi di artisti che non conoscevo quasi per niente (Twinkles a parte) e che, devo dire, mi hanno sorpreso piacevolmente al di là di ogni aspettativa.
Ma, cominciamo dall'inizio: tra le quattro band (relativamente) nuove per i lettori di questo blog la prima che mi è capitata nei timpani, giusto perché avevo già sentito qualcosa prima, è quella dei Twinkles, storica formazione veneta in attività dal '96. Il disco in questione è il nuovo album "We Come Along", pubblicato in questi giorni dalla Rocketman Records. Devo dire subito che quest'album è una vera e propria bomba a base di punk 77, power pop, adrenalina, cori, melodie irresistibili, energia a volontà e ricordi commoventi. I punti di riferimento sono quelli che cita la stessa band: Boys, Ramones, Undertones, Vibrators e Skids. Io aggiungerei anche i più recenti nostalgici The Briefs (purtroppo sciolti qualche anno fa) o The Love Triangle. 

La seconda band mia vista da queste parti sono gli Eradius, autori di un album omonimo fresco di stampa. E anche questa è stata una gran bella sorpresa: il duo anglo-veronese propone una personale visione di sonorità indie-stoner-hard-alternative rock decisamente  irresistibile. I punti di riferimento del duo (Richard Dylan Ponte voce e basso, Edoardo Gomiero alla batteria) son i Tool, i Muse, i Royal Blood (fantastico il loro album d'esordio di qualche anno fa) i Rage Against The Machine e lo stoner rock. L'effetto finale è assolutamente incredibile.

Un'altra piacevole sorpresa mi è stata gentilmente offerta dall'Ep d'esordio dei Devil Within, "Not Yet", pubblicato l'anno scorso. 5 tracce di heavy metal eccezionale che ti fanno roteare la testa senza tregua. Il suono della band bergamasca rilascia certe sensazioni che si ritrovavano negli albori della NWOBHM assolutamente immersi nell'underground del genere. Il che è un piacere assoluto per le orecchie e fa resuscitare emozioni e ricordi mai totalmente sopiti. Oltre questo aspetto c'è da dire che i Devil Within sono comunque moderni e al passo con i tempi. Infatti da queste parti non si vive di soli Iron Maiden, ci sono riferimenti anche ai Metallica dei tempi d'oro e anche ai più recenti, grandiosi, Avenged Sevenfold (da sempre uno dei miei gruppi preferiti). Sorprendenti.

Ultimi, ma non ultimi, gli Zeffjack con il disco "Friendless". Un'opera estremamente affascinante quanto coraggiosa. Il trio infatti propone un sound strumentale, materia non facile da gestire, e lo fa maledettamente bene con un muro di suoni per niente scontato né tantomeno noioso. Riescono a creare atmosfere potenti ed evocative partendo da sonorità corpose a base di punk, new wave e rock.










 


Links:














giovedì 9 febbraio 2017

Stolen Apple - Trenches


Questo disco risale all'anno scorso e fa parte di una lunga serie di ottimi album che sono sfuggiti ai miei recettori, nonostante gli ascolti intensivi e l'esplorazione perpetua dell'underground a tutte le latitudini. Evidentemente, le mie capacità di "esploratore" non sono più quelle di una volta e sicuramente necessitano di una revisione profonda, perché i dischi persi iniziano a essere un po' troppi. 
Ma veniamo al dunque, "Trenches" è l'album di debutto degli Stolen Apple, pubblicato a settembre del 2016 in collaborazione con la Rock Bottom Records e distribuito da Audioglobe.
La band fiorentina (eh si, in questo primo scorcio del 2017 qui stanno passando solo dischi italiani) è in pista dal 2008 e vanta una lunga esperienza sulla scena indipendente italiana: Riccardo Dugini, voce e chitarra, e Luca Petrarchi, voce e chitarra, facevano parte dei Nest; Alessandro Pagani, batteria, suonava nei Subterraneans e si occupava dell'etichetta Valvola - Shado Records; il bassista Massimiliano Zatini aveva già collaborato in veste di percussionista con gli stessi Nest.

I suoni che compongono il disco sono intrisi di anni 90, indie-alternative rock, garage, post rock, le atmosfere del vecchio, caro e indimenticabile, paisley underground e tutte le sfumature di colore della psichedelia. Gli umori e le sensazioni che scaturiscono dall'ascolto di questa musica non possono non aprire il cuore di chi è cresciuto a pane e Screaming Trees, Thin White Rope o Sonic Youth.
La band riesce a costruire architetture sonore complesse e stratificate eppure dirette e piacevolissime da sentire, grazie a un eccellente lavoro su suoni e arrangiamenti. Le chitarre si rincorrono, s'intrecciano, tessono delicati ricami, urlano e piangono, sostenute da un'ottima sezione ritmica e accompagnate da melodie decisamente riuscite. 
In questo ambiente quantomai vario e ricco di sfaccettature gli Stolen Apple si muovono alla grande donando una mano di vernice fresca a sonorità prese in prestito dal passato. Infatti quest'album non difetta certo di personalità, non mancano gli spunti originali ma è tutto l'insieme a funzionare alla meraviglia.
Sono molte le tracce che s'insinuano nella mente con decisione. Tra queste voglio segnalare il ruvido post punk di Falling Grace, non distante dalle prime cose degli Iceage, l'irresistibile garage rock di Living on Saturday, l'energia malinconica della splendida Green Dawn, che pare figlia di un azzardato quanto riuscito incontro intimo tra i Church e The Fall, una sorta di post punk psichedelico che non fa prigionieri. Proseguendo nell'esplorazione dei solchi si trovano altre gemme che brillano di luce propria come avviene con gli sciami di note e voci che arricchiscono Fields of Stone, il delicato pop rock di Pavement, piacevolmente sporcato di rumori elettrici, e soprattutto la bellissima ballata In The Twilight che chiude nel miglior modo possibile un album notevole. 
Giù il cappello. 


Tracklist:

01.Red Line
02.Green Dawn
03.Fields of Stone
04.Pavement
05.Falling Grace
06.Living on Saturday
07.Mystery Town
08.Something in My Days
09.More Skin
10.Daydream
11.Sold Out
12.In The Twilight

2016 - Rock Bottom Records / Audioglobe