Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas
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venerdì 3 maggio 2013

La basilica di Saccargia


La basilica della Santissima Trinità di Saccargia è un'antica chiesa in stile romanico-pisano, una delle più belle tra le tante che impreziosiscono le campagne della Sardegna. Si trova in località Saccargia, nel territorio del comune di Codrongianos, in provincia di Sassari. Questa chiesa sorgeva all'interno di un grande complesso monastico, del quale sono tuttora visibili le rovine. La sua edificazione risale al XII Secolo, ed è stata ultima e consacrata nel 1116; ha subito varie opere di restauro a partire dal 1903 e si può visitare acquistando il biglietto d'ingresso per pochi spiccioli nel negozietto di souvenir annesso alla struttura. Ovviamente, venire apposta da chissà dove per trascorrere una mezz'ora ad ammirare questa piccola chiesa è un po' eccessivo, ma se si viene nell'isola per altri motivi, un salto da queste parti può rivelarsi una bella esperienza (c'è anche un ottimo ristorante nelle vicinanze).
Per arrivare bisogna percorrere la SS 131 e imboccare l'uscita per Codrongianos - Ploaghe sulla statale 595 (la "terribile" Sassari - Olbia) e bisogna proseguire (16 chilometri circa da Sassari) sino alla chiesa che si lascia ammirare dalla strada, adagiata ai piedi di un bel promontorio. Se si viene da Olbia, invece, bisogna "godersi" quasi tutta la 597, non c'è alternativa. Lungo la strada, però, ci sono altre interessanti chiese storiche per le quali vale la pena di spendere un po' di tempo.





























Il nome Saccargia pare che sia derivato dal sardo "sa vacca arza" ovvero "la mucca dal pelo pezzato" anche se, secondo altre fonti, l'origine dovrebbe essere il nome medioevale "Sacraria."
In ogni caso le mucche ci sono, ben sistemate, rilassate e tranquille nei fregi dei capitelli che decorano il portico della facciata.



venerdì 15 marzo 2013

Demoni nella casa del Signore



I demoni ospitati in questa pagina non sono quelli dei quali tanto si parla di questi tempi: gli scandali della pedofilia adeguatamente occultati dalle teste di porpora o le nefandezze dello IOR e altre delizie che infestano la decadente Chiesa moderna.
Qui troverete i demoni classici, quelli di una volta, con tanto di corna, ali da pipistrello, coda appuntita e lingua biforcuta. Questi, di solito, venivano sistemati nell’involucro esterno delle chiese, soprattutto delle cattedrali gotiche, forse per tenere a bada gli altri demoni o forse per rappresentare la sicurezza all’interno delle mura della chiesa una volta varcata la soglia. I bellissimi e inquietanti gargoyles che decorano le facciate delle cattedrali medievali hanno quasi sempre la funzione di scarico dell’acqua piovana e rappresentano figure demoniache, animali bizzarri o esseri metà uomo metà bestia, ma alloggiano sempre all’esterno dei luoghi di culto, a loro non è concesso di stare dentro il luogo sacro. Quello spazio deve restare puro e inviolabile.
Però qualcuno di loro è riuscito a infilarsi dentro le mura inviolabili della casa del Signore. In numerosi affreschi si possono ammirare, tra le figure di Santi, Madonne e profeti, anche un buon numero di demoni infiltrati, soprattutto nelle scene dei vari giudizi universali, nelle rappresentazioni dell'Inferno e non solo. Del resto, angeli caduti, demoni, Satana e l'Inferno sono creazioni di cui detengono il copyright la Chiesa cattolica e le altre grandi religioni monoteiste, anche se esistono infinite varanti e variabili popolari, oltre che nelle altre religioni e nel paganesimo. Non c'è niente di più convincente di qualcosa che protegge da un mondo terribile di fuoco, torture e mostri famelici, per reclutare e riunire fedeli timorosi e timorati.


Tra i demoni raffigurati all'interno delle chiese ve ne sono alcuni sono molto interessanti: il Trionfo dell’ordine dei Benedettini di Antonio Vasilacchi nella basilica di San Pietro a Perugia, dove la gran folla di monaci, santi e prelati crea un’enorme faccia di demone; il volto demoniaco che si nasconde tra le nubi dentro la Basilica Superiore di Assisi, firmato da Giotto e la Madonna cornuta di Vincenzo Foppa nella Basilica di San Eustorgio  a Milano.


Antonio Vasilacchi - Il trionfo dell'ordine dei Benedettini - Perugia, Basilica di San Pietro


Giotto, demone - Basilica superiore di Assisi



Vincenzo Foppa - Madonna cornuta, Basilica di San Eustorgio, Milano


Il trionfo della Morte, Clusone (Bergamo) Oratorio dei Disciplini


Danza macabra, Clusone (Bergamo) Oratorio dei Disciplini


Il trionfo della Morte, palazzo Abatellis, Palermo



Forse questo non è il momento più adatto per pubblicare un post di questo tipo, con un nuovo papa appena insediato nella casa di Pietro e che, tra l’altro, promette molto bene, dato che si è presentato senza i trenta ermellini morti sulle spalle, senza le tonnellate d’oro dei suoi predecessori e, inoltre, suscita simpatia anche tra gli atei come me per la sua semplicità e la grande attenzione verso i poveri e verso il contenimento degli sperperi di denaro di una Chiesa sempre troppo opulenta e fastosa. Ma i demoni sono qui da tanti secoli e non di certo per colpa sua e, poi, il Maligno ha sempre il suo fascino. La Chiesa lo ha creato con ben altri intenti, ma in più di un'occasione lui, il Maligno, è riuscito a rubarle la scena...































Giovanni Canavesio (Pinerolo 1450 - 1500):











Exsurgat Deus et dissipentur inimici ejus: 
et fugiant qui oderunt eum a facie ejus.
Sicut deficit fumus, deficiant: 
sicut fluit cera a facie ignis, sic pereant peccatores a facie Dei.