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giovedì 31 marzo 2016

Sentient Ruin: Dark Circles, Abstracter, Unru, Wake, Palace of Worms, Alaric



Ecco un altro post cumulativo generato dalla mente malata del vostro blogger più scarso, inaffidabile e discontinuo di tutto il web e zone limitrofe. Ma se da un lato la mancanza di tempo a disposizione per scrivere, recensire (e vivere) non mi sta consentendo di trovare lo spazio adeguato per delle recensioni vere e proprie, dall'altro non posso fare a meno di buttare giù due righe per presentare qualcuno tra i numerosissimi dischi (e cassette, in questo caso) in uscita in questi giorni e nei prossimi.
Come (forse) ben sapete su queste pagine surreali e folli si parla (poco e male, a dire il vero) di arte e musica di vario genere e senza alcun timore di saltare da una nicchia all'altra o di disorientare i (pochi) lettori rimasti con proposte diversissime tra loro.
Tra le tante (troppe) passioni che con il tempo mi hanno mandato sul lastrico c'è quella della musica estrema in tutte le sue declinazioni: black, grind, death, avantgarde, hardcore, crust, powerviolence, sludge e chi più ne ha più ne metta.
Tra gli spacciatori di metal estremo che più hanno attirato l'attenzione delle mie orecchie negli ultimi anni c'è senza alcun dubbio la Sentient Ruin Laboratories, da Oakland in California. È da tempo che nutro i miei timpani con il materiale sonoro sfornato da questa etichetta sotto forma di cassette e files digitali. Come avete ben capito non si tratta di musica facile e/o commestibile per tutti ma, per quanto mi riguarda, si tratta di materia di eccellente qualità.
Gli album che ho messo dentro questo calderone sono 5 e sono belli tosti: Wake, Unru, Palace of Worms, Alaric e lo split suddiviso tra gli Abstracter e i Dark Circles.

Alaric - "End Of Mirrors"


Il nuovo lavoro degli Alaric, anch'essi provenienti da Oakland, sono sempre stati una delle mie band preferite con il loro nerissimo ibrido Doom-deathrock-metal-(post)punk. Dopo un 7 pollici, lo split con un'altra grande band (gli Atriarch) e lo splendido album omonimo del 2011 sono pronti a rilasciare "End of Mirros" che sarà disponibile nel prossimo Maggio in formato tape per la Sentient Ruin e su cd, vinile e in formato digitale per la Neurot Recordings. Da non perdere...


Abstracter/ Dark Circles - "Split LP"


Un'altra novità attesissima è questo spettacolare split album tra altre due tra le più interessanti band in circolazione in questi tempi bui: i magnifici Abstracter - che i lettori meno distratti di questo blog dovrebbero ben conoscere - e i Dark Circles.
Questi ultimi sono canadesi di Montreal e macinano un blackened Crust-hardcore violento e scurissimo quanto interessante. Il loro precedente album MMXIV e stato, per quanto mi riguarda, uno degli album migliori usciti quell'anno (nel 2014, ovviamente).
Gli Abstracter non hanno bisogno di presentazioni, ma queste due nuove tracce (lunghissime, come sempre) della band di Oakland sono una delizia per i timpani: grandioso Doom-black-sludge che lascia senza fiato.
In uscita il 1° Aprile in collaborazione con Halo of Flies, L'Oeil Du Tigre Records, Sick Man Getting Sick Records, Moment of Collapse e Shove Records.


Palace of Worms - "The Ladder"


The Ladder è il terzo album della band Palace of Worms, progetto guidato e magistralmente condotto in solitaria da Balan in quel di San Francisco. Si tratta di un lavoro eccellente dove l'artista californiano fonde sapientemente la nera ferocia del black metal con elementi death-rock, gothic e post-rock, ottenendo un effetto alquanto affascinante.
Il disco uscirà l'8 Aprile in versione tape con la collaborazione della Acephale Winter Productions, e in versione 12" e digitale per la Broken Limbs Recordings.

UNRU - "Als Tier Ist Der Mensch Nichts"


Un altro album micidiale e sorprendente che, come tutti quelli riuniti in questo spazio avrebbe meritato una recensione solitaria, è il disco di debutto degli UNRU, band tedesca di Bielefeld dedita a costruire nere architetture sonore ispirate dal Black come dal Crust Punk, radici ben evidenti in tutte e quattro le eccellenti e lunghe tracce (due di queste superano i 10 minuti di durata) che compongono Als Tier Ist Der Mensch Nichts.
L'album è disponibile in versione vinile e digitale per la Sentient Ruin per il mercato americano, per la Monotonstudio Records in vinile, cassetta e versione digitale, e per la Supreme Chaos Records in vinile, cd e mp3 per l'Europa.

Wake - "Sowing The Seeds of a Worthless Tomorrow"


I Wake giungono con "Sowing The Seeds of a Worthless Tomorrow" al terzo album che, manco a farlo apposta, è un gran bel lavoro, violentissimo e devastante. Otto tracce di brutale e succulento avant-grind sporcate da scorie Black Metal, Post-Hardcore, Punk, Crust e D-Beat che lo rendono appetibile per una vasta fetta di appassionati di rumore estremo di diversa estrazione. Gran bella botta di adrenalina...
L'album è disponibile in formato digitale e su cassetta per la Sentient Ruin, su Cd per la Everyday Hate, su vinile per la 7 Degrees Records e Nerve Altar.







mercoledì 3 febbraio 2016

Atrament - Eternal Downfall


Dopo l'antipasto del demo tape pubblicato l'anno scorso che conteneva solo due tracce, decisamente ben riuscite, gli Atrament da Oakland, California, tornano in pista con il primo album.
"Eternal Downfall" sarà disponibile a breve (febbraio/marzo) in vari formati (vinile, cassetta, mp3) grazie al lavoro congiunto di tre etichette: la Sentient Ruin Laboratories per quanto riguarda la versione su tape e quella digitale; l'olandese Argento Records per la versione in vinile destinata al mercato europeo e la Broken Limbs Records per gli USA.

La band propone un devastante, potentissimo e pesante, Blackened D-Beat-Crust nel quale si colgono evidenti influenze del più grezzo e duro Black Metal norvegese dei tempi d'oro, Death Metal, anarcho-punk, D-Beat, Crust, punk e hardcore, il tutto viene avvolto in un involucro sonoro nerissimo.
Un disco che verrà apprezzato non solo da chi segue il metal estremo (Bolt Thrower, i Napalm Death di Scum, Darkthrone, Dismember) i maestri del d-beat Discharge, come anche il migliore crust-d-beat inglese e nordico: Doom, Wolfbrigade, Amebix, Disfear e compagnia deflagrante. Insomma qui c'è pane per i denti di chi ascolta metal estremo e hardcore e tutti gli ibridi plasmati a partire da questi ingredienti.

In scaletta sono presenti 11 tracce infuocate, roboanti e violente, che partendo dall'elenco di influenze innegabili sopraelencate, si spingono oltre, verso un suono abbastanza personale e decisamente sempre a fuoco. Il quadro d'insieme è compatto e impenetrabile, come la coltre nera che lo avvolge, ma qualche traccia riesce a spiccare dall'ottima media generale, tra queste vorrei citare "Consumed", "Rotting Twilight" trascinata dal basso distorto, il riff assassino di "Circle of Wolves" e la conclusiva "Dusk Abuse". Ma è tutto il disco che funziona alla meraviglia e garantisce adrenalina, ferocia e potenza dall'inizio alla fine.
Il primo botto del 2016...

Tracklist:

01.No Beyond
02.Sunken Reign
03.Aberration
04.Consumed
05.Hericide
06.Wretched Apparition
07.Rotting Twilight
08.Aeon of Suffering
09.World of Ash
10.Circle of Wolves
11.Dusk Abuse

2016 - Sentient Ruin (tape, digital download), Broken Limbs Records (vinyl US), Argento records (vinyl, EU).







mercoledì 23 dicembre 2015

Lambs - "Fear is your key", il video



Due righe per presentare il nuovo video dei Lambs "Fear Is Your Key", estratto dall'ep di esordio della band "Betrayed From Birth", pubblicato nel settembre di quest'anno dalla Drown Within Records (http://bochesmalas.blogspot.it/2015/06/lambs-betrayed-from-birth-ep.html). 
Che altro aggiungere se non che il dischetto in questione, o meglio il suo alter ego digitale, ha girato a lungo nel mio stereo per la gioia dei miei vicini di casa e questa Fear Is Your Key è uno dei miei brani preferiti tra le migliaia ascoltati quest'anno.

Enjoy!








lunedì 12 ottobre 2015

Sentient Ruin, due dischi: Atrament e Altarage







Per riprendere il filo con la musica, come sempre il più distante possibile da tutto quello che è mainstream, ho deciso di iniziare con due dischi (anzi due cassette) in piccolo formato, pubblicati in questi giorni dall'ottima etichetta americana Sentient Ruin, in più di un'occasione graditissima ospite di queste pagine.

Atrament - Demo MMXV


Tracklist:

01.Consumed
02.World of Ash

2015 - Sentient Ruin Laboratories

Gli Atrament provengono da Oakland in California e questo "Demo MMXV" è la loro opera prima, consiste in due sole tracce che si consumano in poco più di cinque minuti, disponibile in formato digitale e su cassetta.
La musica che scorre in questo nastro prende il via da una solida struttura Blackned Crust, nella quale convivono (e s sentono tutti) elementi Black e Death Metal con il punk, il crust e il D-beat.
Due colpi fulminanti, violenti, oscuri, truci e veloci come il genere richiede; da sentire assolutamente se vi piacciono i Wolfbrigade, i Skitsystem, i Disfear ma anche il Black più ruvido e veloce o il Death Metal della vecchia scuola. Per quanto mi riguarda "Consumed" e "World of Ash" non smettono di girare a rotazione nel mio lettore mp3.

***

Altarage - MMXV


Tracklist:

01.Altars
02.Vortex Pyramid

2015 - Sentient Ruin Laboratories - Sol Y Nieve Records

Gli Altarage sono di Bilbao, Spagna, e propongono un brutale Blackened Death Metal veloce e urticante, violentissimo sospinto da una sezione ritmica potentissima, con una batteria da formula uno. Queste colate di lava incandescente traggono spunto sia dalla vecchia scuola Death e sia dal grindcore, ma anche dalle deviazioni avantgarde, più sperimentali e corrosive.
Anche questa demo è disponibile in formato fisico su cassetta e in formato digitale presso il loro spazio Bandcamp.
Buon ascolto.

lunedì 29 giugno 2015

Lambs - Betrayed From Birth - EP


Questo dischetto è l'opera prima dei Lambs. Loro sono un quartetto italiano proveniente da Forlì-Cesena e suonano un devastante blackened crust - post hardcore con radici, ben presenti e evidenti, punk-hardcore. 
L'EP contiene 3 tracce pregne di suono pesante, nero come la pece e carico di tensione.  Una musica malsana, oscura e opprimente che non lascia alcuno spazio alla melodia.
L'apertura è affidata alla micidiale "Fear is your Key" con una fantastica chitarra e la voce corrosiva che conduce all'assalto la band. Solo questo brano veloce, feroce, violento ed entusiasmante, giustificherebbe uno spazio di rilevo al disco dei Lambs. Una leccornia hardcore dalle sfumature black che non fa prigionieri.
La seconda traccia, You Will Follow Me Down, la potete ascoltare dal player bandcamp o nel video più sotto, si muove come una belva feroce lungo 4 minuti sofferti e dolorosi, e la bestia morde letalmente anche in questo caso. Anche qui non mancano le accelerazioni hardcore che rendono ancora più succulenta la carne viva di questi solchi.
Chiude "Betrayed From Birth" l'attacco caotico di "And Your Time Will Be Collapsed" con le sue chitarre acuminate e il gran pestare della sezione ritmica; al suo interno c'è spazio anche per una porzione atmosferica, oscura e inquietante, che premette di riprendere fiato per qualche secondo prima di soccombere sotto i colpi delle ultime note.

In conclusione si tratta di un ottimo disco, un concentrato di energia e potenza che dovrebbe soddisfare chiunque apprezzi il metal estremo o anche l'hardcore più ruvido e violento. Che sia pre o post qualcosa, non ha alcuna importanza; quando la musica è buona non ha necessità di etichette.
Un unico appunto da muovere ai Lambs è che una volta esaurito l'eco dell'ultima nota ci si aspetta qualcos'altro, qualche altro brano. Invece, sul più bello, quando si è creata l'atmosfera giusta, resta solo il silenzio. Spero che non tardino troppo a sfornare un full lenght.

"Betrayed From Birth" uscirà in versione digitale e in edizione limitata in cd digisleeve in sole 200 copie numerate a mano il prossimo primo settembre. La stampa sarà curata dall'etichetta italiana Drown Within Records, ma si può già effettuare un pre-order dallo spazio bandcamp di cui trovate il link più in basso.


Tracklist:

01.Fear Is Your Key
02.You Will Follow Me Down
03.And Your Time Will Be Collapsed

Drown Within Records - 2015











giovedì 26 marzo 2015

Haapoja/ Dephosphorus - Collaboration LP


Con ancora in testa il massacro sonoro prodotto dal fenomenale "Ravenous Solemnity" dei Dephosphorus mi sono buttato a capofitto nella nuova opera dei greci, stavolta in collaborazione con i finlandesi Haapoja che, confesso (mea culpa) non conoscevo prima d'ora.
Quell'album monumentale pubblicato nel 2014 dai maestri dell'astrogrind ateniese mi aveva spinto alla ricerca di tutto il materiale di quella band, scoprendo innanzitutto un altro fantastico disco come "Night Sky Transform" e, a seguire, tutto il loro pianeta di un'altra galassia. Da allora i loro lavori sono in perenne rotazione sul piatto del mio stereo.
In questa occasione le due band si sono divise il disco, una facciata per ognuna, da cui il titolo, non troppo fantasioso a dire il vero, "Collaboration LP."
I nordici Haapoja propongono un blackened crustcore ad alta velocità tenuto insieme da un ottima chitarra, che scorrazza nei quattro brani con risultati ottimi, e dalla voce stridula del cantante, le cui urla dolorose straziano queste composizioni senza alcuna via di scampo.
Nelle tracce iniziali delle due facciate le band si sono scambiate i cantanti, e in effetti mischiare le carte ogni tanto porta a buoni risultati.
In conclusione il lato dedicato agli Haapoja è una bella botta di hardcore urticante e violento. Decisamente interessante.
Ovviamente quando nel viaggio nell'iperspazio ci sono i Dephosphorus alla guida dell'astronave il risultato e su ben altro livello; i tre greci (Thanos Mantas alle chitarre e al basso, Panos Agoros alla voce e John Votsis alla batteria) offrono alle nostre orecchie terrestri un suono magnifico, ricchissimo e ammaliante nella sua brutale potenza. Il grindcore evoluto e fantasioso dei Dephosphorus non ha paragoni con nessuno: è semplicemente unico.
Con le costruzioni ritmiche intricate e le atmosfere ultraterrene che scaturiscono in questi solchi ci hanno regalato un'ennesima perla (estrema). 
Nella traccia conclusiva, Shades of Reality, l'eccellente chitarrista degli Haapoja, Pekka Kyvelä è ospite dei greci con la sua chitarra solista. Questo brano, un irresistibile ibrido thrash-d-beat-sience fiction è forse anche il pezzo migliore di questa nuova collezione: gli Slayer sul pianeta Dephosphorus.
Ottimo.
Per molti, ma non per tutti.

"Ho visto cose che voi umani..."


Tracklist

Side A: HAAPOJA

01.We See With Teeth
02.Minä Olen Herra
03.Pakon Sanelema
04.Kaikki Murhasta

Side B: DEPHOSPHORUS

01.Aika
02.An Eerie Transmission
03.Abstraction Maze
04.Extract The Soul
05.Shades Of Reality

2015 - 7 Degrees Records - Handshake Inc. - Nerve Altar







Dephosphorus:



Haapoja, gli altri dischi della band finlandese:



sabato 14 marzo 2015

Abstracter - Wound Empire


Gli Abstracter giungono al secondo full lenght, dopo l'eccellente "Tomb of Feathers" che aveva impressionato favorevolmente molti appassionati di sonorità estreme (compreso il sottoscritto) qualche anno fa.
Wound Empire, la nuova creatura partorita dalla band di californiana di Oakland, contiene quattro tracce lunghe, oscure, potenti e affascinanti che si sviluppano in circa 10 minuti ognuna. Perciò ci vuole tempo e pazienza per godersi appieno "l'impero ferito" che ci si ritrova nei timpani, ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena.

La formazione ha subito un rimaneggiamento con una nuova sezione ritmica a garantire un apporto fondamentale alla nuova svolta, con i soli due membri fondatori, Mattia Alagna alla voce e Robin Kahn alla chitarra, superstiti della formazione originale.
Rispetto all'album precedente qui l'atmosfera si fa ancora più inquietante,  pesante e oscura, il blackened crust-doom-sludge dei quattro, con le sue innumerevoli sfaccettature, perde buona parte dei piacevoli "fronzoli" psychedelic-prog-noise che caratterizzavano il predecessore. Infatti il nuovo nato si presenta più potente e heavy, c'è più crust e black metal in questi solchi e il risultato finale è a dir poco devastante, impressionante e a tratti magnifico.
Un album che non dovrebbe avere difficoltà a farsi apprezzare da chi si ciba di Hexis, Celeste, Coffinworm, Neurosis, Eyehatedgod, ma anche di Amebix e del crust più crudo e puro, grazie a tracce come l'eccellente "Lightless" che apre le danze con una colata di pece bollente sugli ascoltatori...il resto non è da meno.

Un disco monumentale.


Tracklist:

01.Lightless 10:56
02.Open Veins 09:45
03.Cruciform 10:21
04.Glowing Wounds 11:10

durata: 42 min.

Sentient Ruin - 2015

An Out Recordings
Fragile Branch Recordings
Vendetta Records
7Degrees Records
Shove Records
C.O.F. Records






domenica 14 dicembre 2014

Atriarch - An Unending Pathway


Il nuovo disco della mostruosa creatura Atriarch è un'altra perla oscura per stomaci forti che non mancherà di mietere vittime tra gli ascoltatori dall'anima nera.
"An Unending Pathway" giunge dopo un'eccellente sequenza di dischi che non teme alcun confronto: iniziarono a dar fuoco alle polveri con i quattro brani di "Forever the End" nel 2011, poi arrivarono due capolavori di assoluto valore quali  il maestoso album "Ritual of Passing," uno dei migliori dischi del 2012,  e nello stesso anno lo split con un'altra grandissima band, gli Alaric.
Ora la band di Portland si è accasata presso la Relapse e questo dovrebbe garantirle la visibilità che merita. Le carte per il grande salto le posseggono tutte.
Il nuovo album è plasmato con la stessa materia dei suoi predecessori: delle robuste fondamenta a base di metal nero come la pece, composto da uguali parti di Black e Doom, sopra alle quali i quattro americani costruiscono una spettacolare e inquietante cattedrale gotica con elementi death rock, noise, post punk, darkwave, post hardcore e schegge psichedeliche-drone-sperimetali.
Il risultato finale è un'eccellente miscela Blackend Death Rock che non trova molti termini di paragone nella scena estrema attuale.
L'atmosfera che viene sprigionata in questi solchi è magnifica, pesante, opprimente, sofferta, arcana e carica di tensione, con il cantante Lenny intento a recitare litanie nere con grande varietà di registro e grandioso impatto teatrale.
In buona sostanza quello che viene fuori da "An Unending Pathway" è un pericoloso (ed estremamente affascinante) ibrido death rock-post punk-metal estremo. Qui convivono Neurosis, Celtic Frost, Bauhaus, Killing Joke e Christain Death come se fosse la cosa più naturale del mondo, ma il risultato finale va ben oltre un'accozzaglia di nomi e -presunte- influenze. Gli Atriarch hanno personalità e qualità da vendere e, finalmente, la Relapse gli mette a disposizione una produzione con i fiocchi in grado di fare sprigionare tutta la potenza e la maestosità di questa musica.

Immenso.

Tracklist:

01.Entropy
02.Collapse
03.Revenant
04.Bereavement
05.Rot
06.Allfather
07.Veil

2014 - Relapse








mercoledì 13 agosto 2014

Martyrdöd - Elddop


I Martyrdöd sono una band svedese crust punk, una delle migliori in circolazione nell'affollata scena scandinava e in tutto il pianeta terra. Il precedente album, il devastante "Paranoia" del 2012 è stato uno dei dischi che ho ascoltato più in assoluto negli ultimi tempi (peccato solo che sono riuscito a procuramelo quando avevo già stilato la classifica di fine anno, altrimenti avrebbe meritato un posto sulla vetta). Ma la loro discografia è tutta di eccellente qualità a partire dal debutto omonimo del 2003 sino al nuovo, eccezionale, Elddop, oggetto di questa piccola recensione.
I quattro di Gothenburg proseguono il loro cammino affinando ulteriormente la loro collaudata ricetta a base di hardcore, d-beat, metal e crust, con sempre più tracce metal (soprattutto thrash e black) presenti tra i solchi e ben amalgamate e diluite nel contesto Crustcore.
Per quanto anche questo disco sia potente, veloce e aggressivo come sempre, non viene tralasciato affatto anche l'aspetto melodico, soprattutto nei favolosi fraseggi di chitarra di stampo heavy metal, come si può subito sentire già dall'ottima traccia iniziale "Nödkanal."
Ma quando spingono sull'acceleratore, come nella successiva "En Jobbig Jävel" non ce n'è più per nessuno: violentissimo d-beat-crust punk di qualità pregiata sul quale aleggia l'ombra dei Motorhead.
La melodia riesce anche a trovare uno spazio anche nella gola di Kjellam, anche quando la band supera i limiti di velocità come nella favolosa titletrack. In un caso (nella bellissima bonus track affidata alla voce della cantante e chitarrista Kajsa Grytt) viene anche ingentilita dalla presenza femminile.
In tutto il disco si sente la presenza del peso dell'eccezionale scuola hardcore svedese (Disfear, Totalitär, Wolfbrigade) come anche l'ombra dei padri e maestri del D-beat (i Discharge, ovviamente) ma i Martydöd, a differenza di molte altre band che si dedicano a questi suoni, ce ne mettono parecchia di farina dal loro sacco: il loro marchio di fabbrica è inconfondibile; una loro canzone si riconosce subito dopo sole poche note. Quelle maledette chitarre poi non si riesce più a togliersele di testa.
In Elddop tutta la scaletta è caratterizzata da un'alternanza di feroci aggressioni d-beat (Synd, Varningens Klockor, Hjänspöken) e brani leggermente "meno" violenti e decisamente virati al metal (Prästernas Tid, Martyren).
Probabilmente è l'album più accessibile di tutta la discografia dei Martyrdöd e, nonostante la violenza e la furia imperanti, potrebbe anche essere in grado di varcare di confini della cerchia di appassionati di musica estrema. Infatti l'atmosfera che si respira è meno cupa e opprimente rispetto al loro standard, quindi risulta adatto anche a chi soffre di claustrofobia. È giunto il tempo di sdoganare il crust punk e "Elddop" ha tutte le carte in regola per poterlo fare.
Questo è un gran disco, ragazzi...


Tracklist:

01.Nödkanal
02.En Jobbig Jävel
03.Synd
04.Mer Skada Än Nytta
05.Prästernas Tid
06.Victoria
07.Tentakler
08.Slavmanual
09.Elddop
10.Skum Pä Världens Hav
11.Varningens Klockor
12.Steg
13.Martyren
14.Hjãrnspöken

Bonus Track:

15.Under Skinnet (music. lyrics & vocals by Kajsa Grytt)

Southern Lord - 2014

Formazione:

Fredrik Reinedahl - basso
Jens Bäckelin - batteria
Mikael Kjellman - voce, chitarra
Pontus Redig - chitarra

Discografia:

Martyrdöd - 2003
In Extremis - 2005
Sekt - 2009
Paranoia - 2012














venerdì 23 maggio 2014

Rumori dal sottosuolo: Punk in Russia


Il punk ha sempre trovato un buon humus sul quale crescere e svilupparsi persino nell'est del mondo e anche la Russia di Vladimiro non poteva sottrarsi a questa infestazione. Dove ci sono regimi, dove ci sono muri che dividono e dove la democrazia non ha ancora attecchito è inevitabile che nascano movimenti di protesta. Il punk è solo uno degli effetti collaterali più interessanti in questo scontro tra oppressione e oppressi, tra la finta democrazia in salsa ex-comunista, in questo caso, e quella fetta del popolo che guarda all'occidente o mira solo a ottenere un pizzico di libertà in più, scena snaturare la propria identità.
Ci hanno pensato le Pussy Riot ad aprire una finestra sulla scena russa, ma anche senza i riflettori del mondo occidentale accesi dopo l'arresto delle tre riot grrrls, nell'immensa Russia il movimento punk aveva già attecchito da tantissimi anni. Anche se, a dire il vero, ben poco è trapelato dalla (quasi) ex Cortina di ferro e non di certo a causa di mancanza di qualità nel rock russo o per un semplice problema di numeri.
Nelle sterminate terre russe, infatti, sono veramente molte le band in attività, soprattutto nel circuito underground.
Ci sono band in vita dagli anni 80 e anche da prima e alcune di queste godono di un grand eseguito di pubblico in madre patria; c'è una ricca scena ska-punk-folk, horror punk e tanto punk rock...Avtomaticheskie Udovletvoriteli, Korol' i Shut, Distemper, Leningrad, Grazhdanskaya Oborona e tanti altri.
In parallelo si muove, appena sotto lo strato di sottobosco, anche un'eccellente scena death rock, darkwave e post-punk con diverse band di ottimo livello, tra le quali spiccano i fantastici Scofferlane (tra non molto pubblicherò un post interamente dedicato a loro).

I protagonisti del post di oggi sono invece i Moscow Death Brigade, 4scums, Distress, Warborn e Antimelodix. Buon ascolto...




Moscow Death Brigade:

I Moscow Death Brigade sono quanto di meglio si possa udire nella pericolosa terra di confine tra rap-hip hop e hardcore-punk-metal. Picchiano duro sotto liriche urticanti a sfondo politico. Anarchici e antifascisti sotto l'ombra inquietante dello zar Vladimir...un bel rischio in effetti.
L'ep "Hoods Up" è una delle cose più interessanti pubblicate in questa prima parte del 2014 e come dicevo è un feroce rap-hip hop su base punk-metal, mentre le altre produzioni delle crew sono più in linea con la tradizione hip hop underground per quanto riguarda i suoni, decisamente meno violenti e meno rock. Qui sotto ci sono un paio di video di canzoni senza chitarre distorte e l'ep Hoods Up affidato al prezioso lettore bandcamp.
Niente di nuovissimo e particolarmente originale, intendiamoci (in America questo ibrido esiste da un bel pezzo e la colonna sonora di "Judgment Night" ne è uno splendido manifesto); ma sicuramente si tratta di ottima musica.















4 Scums:

I 4scums provengono da San Pietroburgo e suonano un devastante raw punk-crust-d-beat rigorosamente (o quasi) cantato in russo; loro lo definiscono punk'n'roll massacre. 
Hanno all'attivo l'EP "We Can Resist" del 2010 e l'eccellente album "Пёс Войны" del 2009. Si tratta di materia punk incandescente di assoluta qualità, ma impossibile da trovare nei negozi occidentali. Per fortuna la rete viene incontro a chi non si vuole fermare ai soliti nomi e alle solita scene. Grazie al web e alle centinaia di persone, band e piccole etichette che si sbattono tutti i giorni per diffondere il verbo, le distanze si accorciano e a questo proposito qui sotto c'è qualche link utile.
Ne approfitto per ringraziare i tipi del blog "Red & Anarchist Black Metal" che svolgono un lavoro eccellente per la diffusione della musica indipendente di quella parte del mondo.



http://4scums.bandcamp.com

https://www.facebook.com/4scums

http://r-a-b-m.blogspot.it/2009/12/4scums-2009.html

http://www.punkrockers.com/4scums









Warborn:

Da San Pietroburgo provengono anche i Warborn, ma a differenza dei 4scums loro sono ben distanti dalle sonorità UK82 e affini. Qui la potenza e la violenza è la stessa ma il peso specifico è ben maggiore; i Warborn masticano hardcore metallico duro e violento.
Sino a oggi hanno pubblicato alcuni Ep e l'ottimo album "Immersion" del 2012.










Distress:

A San Pietroburgo la scena punk è particolarmente ricca e interessante e anche i Distress provengono da questa città. Sono in vita dal 2003 e hanno avuto il tempo di pubblicare 4 album, alcuni ep e un buon numero di split.  L'ultimo lavoro della band è l'ottimo "Life, Death...Rebirth" del 2013, album  che si trova facilmente anche in europa occidentale e vale sicuramente la pena di spendere qualche minuto e qualche euro per procurarselo.
La musica offerta è hardcore punk-crust-d-beat con inflessioni metalliche e tinte scure, ma le etichette lasciano sempre il tempo che trovano, anche se possono aiutare a non sbagliare acquisti o a non allontanarsi troppo dai propri gusti. Per fortuna c'è la possibilità di ascoltarli, anche qui sotto, senza spostarsi di un centimetro dal divano e senza bisogno di vagare per la rete.
D-Beat Warriors...











Antimelodix:

Gli Antimelodix da Petrozadvosk suonano crust-punk-metal o meglio blackened crust violento e aggressivo. L'ultimo disco pubblicato dalla band è l'ottimo ep "Hellfuck:" 5 brani veloci e abrasivi che non lasciano scampo.