Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas
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mercoledì 9 novembre 2016

European Ghost - Pale and Sick


Gli European Ghost sono un band bolognese composta da Giuseppe Taibi dei Two Moons, al basso, drum machine, synth ed effetti, Cristiano Biondo alla voce e testi, e Mario D'Anelli dei Black Veils alle chitarre e synth. Partecipa al disco in veste di ospite nella traccia iniziale anche il chitarrista dei Caron Dimonio Giuseppe Lo Bue. È stato sufficiente leggere i nomi delle band di provenienza dei componenti di questo progetto per farmi rizzare le orecchie perché sia i Two Moons sia The Black Veil, per non parlare dei Caron Dimonio, sono grandi band, tra le migliori in assoluto del panorama indipendente italico.
"Pale and Sick" l'opera prima degli European Ghost s'inserisce a meraviglia tra le cose migliori sfornate quest'anno dal mastro fornaio delle 7 note a tutte le latitudini. Si tratta di un disco al quale stanno stretti i confini del nostro stivale, un lavoro dal respiro internazionale che non farà fatica a scorrazzare nei timpani di tutti gli appassionati di buona musica in giro per il mondo.
I suoni di quest'album coprono un ampio spettro della musica oscura: post punk, dark wave, kraut rock, coldwave, elettronica, drones. E centrano l'obiettivo in pieno in quanto gli European Ghost tessono le loro trame oscure con una maestria sorprendente che ammalia e conquista dal primo ascolto.
Gran bel disco...

"Traccianti luminosi nella notte, bombe al fosforo, statue mutilate, città sventrate. Un esercito silenzioso e senza volto attraversa le fangose trincee d’Europa. Strappato dal cielo, cade un angelo sterminatore per vendicare il nuovo orrore moderno di solitudine e di mute battaglie urbane."


Tracklist:

01.Trip on Mars
02.Preset
03.Pale and Sick
04.Lost Highway
05.Unreal Space
06.The Spiral
07.August in Winter
08.Sex in Kepler
09.Trip in the Night
10.European Ghost

2016 - Unknown Pleasures


lunedì 31 ottobre 2016

Charnier - Charnier


I Charnier provengono dal Belgio, più precisamente dalla capitale Bruxelles. L'album omonimo è uscito su cassetta per l'etichetta belga Wool-E-Tapes ed è già esaurito da tempo. È disponibile invece la versione digitale che consiglio vivamente di andare ad ascoltare e magari anche acquistare perché ne vale la pena. Le sei tracce contenute in questo lavoro sono sei gioielli post punk-wave assolutamente da non perdere. I suoni sono quelli giusti, le canzoni pure.
Una sorpresa (l'ennesima) di questo grigio 2016...


Tracklist:

01.Bodies Flap Out
02.Can't You Remember
03.Nudity
04.Another Floor
05.Pictures
06.Gloomy Sunday

2016 - Wool-e-Tapes

mercoledì 26 ottobre 2016

Christine Plays Viola - Spooky Obsessions


Ci siamo, il tanto atteso terzo album dei Christine Plays Viola è finalmente disponibile. "Spooky Obsessions" è l'ideale proseguo di una carriera invidiabile che ci ha regalato alcune preziose gemme del panorama indipendente italiano come gli album "Vacua" e "Innocent Awareness" per non parlare della serie di ottimi EP e succulenti video. La band abruzzese è divenuta nel tempo un gigante in ambito dark/new wave, uno di quei pilastri che reggono la scena oscura mondiale al di là di mode effimere e di tutte le innumerevoli band volatili che con il tempo non lasciano alcuna traccia.
Il nuovo album sboccia in maniera sublime con la traccia "Ossessione" il basso pulsante e un ritmo sostenuto che si sposa a meraviglia con l'idioma italico. Un brano riuscitissimo del quale è disponibile anche un altrettanto riuscito video (che potete vedere più sotto o direttamente su youTube).
Nel resto della scaletta i Christine Plays Viola ritornano alla lingua inglese e nel caso non aveste dimestichezza con la "lingua ufficiale" del rock "I testi sono ispirati da storie di persone al momento della morte, che ricordano il trauma subito nella vita e le preoccupazioni che hanno attanagliato le loro anime e le menti. Male, la paura, ossessione, i demoni sono tutti vivi nella loro mente!" 
La musica che accompagna queste parole è la "solita" lussuriosa miscela di casa Christine, ovvero darkwave, coldwave, post punk, gothic e un pizzico di sperimentazione, che la band riesce ulteriormente a raffinare, dosando gli ingredienti in maniera magistrale e plasmando canzoni micidiali come "Nefarious," "Murderous Dementia," "Slow Sinking in Bloom" o il sacrifico finale sul quale cala il sipario di Spooky Obsessions.
Mai l'oscurità è stata tanto elegante...



Tracklist:

01.Ossessione
02.Midnight Trauma
03.Behind A Wicked Mind
04.Nefarious
05.Poles Apart
06.Murderous Dementia
07.Unneeded Burial
08.N.D.E. (Life Beyond Life)
09.Slow Sinking in Bloom
10.The Last Sacrifice

2016 - Manic Depression 



martedì 25 ottobre 2016

Frustration - Empires of Shame


Ancora non riesco a capire come abbiano fatto a sfuggire alle mie orecchie questi Frustration. Ed effettivamente è frustrante passare ore, giorni, mesi e anni a setacciare l'underground come un segugio dopato e nonostante questo impiegare una decina d'anni per scoprire una band non più giovanissima. I Frustration non sono in giro da qualche giorno sono anni che calcano la scena in quel di Parigi, ma sono giunti ai miei timpani solo adesso in occasione della pubblicazione del loro capolavoro assoluto: questo "Empires of Shame" fresco di stampa.
Devo dire subito che se è vero che si tratta del loro disco migliore è altrettanto vero che quest'album è una delle cose migliori udite nel corso di quest'annata.
La band si muove tra le ombre del post punk d'annata (Warsaw, Wire, The Fall, tanto per citare loro stessi) senza però fare la solita copia in ciclostile. I Frustration hanno personalità, inventiva e tante frecce al proprio arco. Pescano dalla new wave, dalla coldwave, dal synth punk, dagli anni 80 come dal presente e lo fanno dannatamente bene. La traccia "Arrows of Arrogance" addirittura si tinge meravigliosamente di neo folk.
Grande disco, grande band.



Tracklist:

01.Dreams, Laws, Rights and Duties
02.Just Wanna Hide
03.Excess
04.Empires of Shame
05.Arrows of Arrogance
06.Mother Earth in Rags
07.Cause You Run Away
08.Even With The Pills
09.Minimal Wife
10.No Place

2016 - Born Bad Records


giovedì 25 giugno 2015

Rhythm of Cruelty - Saturated

I Rhythm of Cruelty sono una vecchia conoscenza di questo blog (e dei suoi lettori meno distratti); per quanto mi riguarda sono una delle band più interessanti della scena underground mondiale. Infatti il precedente album, "Dysphoria", aveva conquistato meritatamente un posto di tutto rispetto nella classifica di fine anno del 2014 e aveva soggiornato a lungo sul piatto del mio stereo.
Loro sono in due (Brandi, che si occupa del basso, voce e dei bellissimi e particolari artwork dei loro lavori, e Ian alle chitarre e programming) e provengono da Edmonton in Canada.
"Saturated" per ora è disponibile solo in versione liquida nel loro spazio bandcamp ma presto sarà pubblicato su vinile col marchio Mass Media Records. È superfluo aggiungere che consiglio vivamente di attendere e accaparrasi quest'ultima forma per usufruire al meglio della musica dei Rhythm of Cruelty e non solo. Se non altro si risparmia la batteria del portatile che nel mio caso è stata messa a dura prova da un ascolto intensivo di "Saturated", ma in ogni caso il suono che scaturisce dal vinile in un buon impianto hi-fi è ben altra cosa, e rende pienamente giustizia a questa musica.
Tralasciando queste considerazioni personali, che lasciano il tempo che trovano, bisognerebbe parlare della musica contenuta in queste 7 tracce, se non altro per chi non conosce questa band. Be' i Rhythm of Cruelty suonano un'originale post-punk con influenze cold wave, darkwave, noise e industrial e sono capaci di costruire musica estremamente interessante.
L'iniziale "Knowing of your future" è sperimentale e inquietante, si snoda tra campionamenti di voci, sax e rumori industriali, giusto per far venire l'acquolina in bocca ai buongustai e per far desistere chi non è avvezzo a simili sonorità. Di certo per molti questa prima traccia potrebbe essere un ostacolo, ma il resto del materiale è diverso, perciò se non amate particolarmente questo tipo di gustosissimi bocconcini indigesti potete anche saltarla in un primo momento e passare alle portate principali.
Con la successiva "Day in, Day out", infatti, si entra nel vivo del disco con il tipico irresistibile sound dei Rhythm of Cruelty, sintetico e caldo allo stesso tempo: una chitarra aggressiva, la drum machine e  un bel carico di tensione e adrenalina.
La titletrack è meno cruenta, più melodica, malinconica ed evocativa; si snoda verso lidi più affini alla darkwave, con un grande effetto sull'ascolto.
A questo punto della scaletta il disco decolla e non lo si ferma più.
Il resto di "Saturated" scopritevelo da soli, ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena.

Gran bel disco.

Tracklist:

01.Knowing of your Future
02.Day In, Day Out
03.Saturated
04.Explosions
05.In the Daylight
06.Full Circle
07.Transparency

2015 - Mass Media Records








venerdì 21 dicembre 2012

Night Sins - New Grave


Questo grigio e tormentato 2012 non finisce di sorprendere, se non altro dal punto di vista delle nuove uscite discografiche in ambito indipendente e underground. I Night Sins sono di Philadelphia e provengono dalla scena hardcore (il progetto nasce da membri dei Salvation e Mother of Mercy) e il loro primo album, New Grave, oggetto di questa micro recensione, è pubblicato in vinile dall'emiliana Avant! Records che ha marchiato anche il bellissimo primo disco degli Horror Vacui (bochesmalas:Horror Vacui). Come quell'album anche questo è assolutamente da non perdere, a qualsiasi costo (in questo caso solo 12 miseri euro, 22 in accoppiata con In Darkness You Will Feel Alright degli Horror Vacui nel sito dell'Avant! Records. Trovate il link più sotto).
Qui, però,  le coordinate musicali sono diverse rispetto ai cinque bolognesi apostoli del nuovo death rock. In New Grave si naviga tra le oscure onde del post punk, dark wave anni 80 e cold wave tra Joy Division e nuovi tumulti della rinascita anni 2000. 
La sezione ritmica ipnotica e potente e le chitarre liquide o graffianti sono accompagnate da scarne e gelide tastiere e da una voce estremamente interessante, grazie all'interpretazione intensa e suggestiva del frontman Kyle Kimball.
Tra i nove splendidi brani in scaletta spiccano l'entusiasmante Playing Dead posta in apertura, la ruvida ed elettrica Winged Thing, la bellissima melodia di Spectral Bliss e la tenebrosa The Stranger. Ma il disco scorre piacevolmente  dalla prima all'ultima nota, obbligando a ripetuti ascolti per cogliere particolari e sfumature nuove a ogni passaggio. Il tempo non dovrebbe mancare dato che la fine del mondo prevista per oggi è stata rinviata a data da destinarsi.
In conclusione New Grave è un gran bel disco da gustare preferibilmente al calare delle tenebre.

Tracklist:

01.Playing Dead
02.Shoot Me Up
03.Spectral Bliss
04.The Stranger
05.Knell
06.The Eternal Giver
07.Wild Eyes
08.Winged Thing
09.Knife To The Sky.

Avant! Records - 2012

voto: 8,5



Qui si può sentire e leggere qualcosa, ma soprattutto si può ordinare il disco. Affrettatevi l'edizione è limitata!:
















giovedì 7 giugno 2012

Der Noir - A Dead Summer



A Dead Summer è il primo album dei romani Der Noir, dopo l'EP omonimo dell'anno scorso e il singolo  "Il Mare d'Inverno". E anche quest'album è un ottimo esempio della vitalità della scena oscura italiana e in particolare di quella della capitale. Il disco suona talmente bene che pare difficile credere si tratti di un lavoro di una band italiana, se non fosse per i due brani cantati nel nostro idioma (gli ottimi Lontano dalle Rive e Cosa Vedo). Il genere trattato dal terzetto è un interessante postpunk riletto in chiave molto attuale, dove le ombre del passato non mancano di far sentire la loro presenza, ma senza far risultare derivativo né scontato il risultato finale. Le atmosfere oscure, malinconiche e ipnotiche dei Der Noir fluttuano su un tappeto di synth e campionamenti, accompagnate da chitarre liquide o distorte e da ritmi sintetici della drum machine. Un vento gelido attraversa tutto l'album, amalgamando e rendendo fluida la miscela di influenze che lo caratterizzano: la darkwave dei bei tempi che furono, elettronica e coldwave , e qualche accenno di electro pop. I brani più interessanti sono la traccia che apre il disco, Private Ceremony, oscura e intensa,  la successiva Done, Stranger's Eye, la glaciale e onirica Oblivion, il singolo Another Day, la strumentale Dead Summer e la "nuvolosa" Clouds of '86 che chiude il lavoro...praticamente tutto il disco. L'estate è morta...




Tracklist:

01.Private Ceremony
02.Done
03.Lontano dalle Rive
04.Stranger's Eye
05.Oblivion
06.Another Day
07.Cosa Vedo
08.Dead Summer
09.Clouds of '86

RBL Music Italia - 2012

voto: 8

Formazione:

Manuele Frau- voce
Manuel Mazzenga- chitarre, basso, 
Luciano Lamanna: synth, programmi, drum machine









Gli altri dischi dei Der Noir:


Il Mare d'Inverno/Lontano Dalle Rive - 2012



Der Noir - 2011