Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas
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venerdì 24 novembre 2017

La Jovenc - Mater








01.Capir Due
02.Redfrd Tre
03.Senfl
04.Heaven's Grace
05.Dndhall
06.Redfrd Uno
07.Tavrnr
08.Alfn
09.Redfrd Due
10.Encn Uno
11.Palst Quattro
12.Lmlin

2017 - Atmosphere Records

Due righe per presentare il nuovo album di Giovanni Dal Monte - La Jovenc, "Mater," pubblicato dalla Atmosphere Records lo scorso Ottobre. Una tavolozza sintetica dove partiture rinascimentali e classiche rivivono nei colori cangianti della musica elettronica.
Sicuramente non un disco per tutti né, tantomeno, un lavoro di facile ascolto per chi non è avvezzo alle sonorità elettroniche e sperimentali, ma se ci lascia trasportare dal fiume di synth che inonda i suoi solchi, Mater potrebbe rilevarsi un'eccellente colonna sonora per questo autunno insolito.



domenica 29 novembre 2015

Australasia - Notturno


Notturno è il terzo lavoro del progetto di Gian Spalluto Australasia; segue l'Ep "Sin4tr4" del 2013 e l'album "Vertebra" dell'anno successivo, dischi che i lettori di questo blog dovrebbero già conoscere più che bene. Il nuovo album prosegue il viaggio musicale nella terra di confine tra post-rock, post-metal, black metal atmosferico, shoegaze, elettronica, psichedelia e miriadi di altre scorie soniche che rendono difficile catalogare questa musica ma, al contempo, fanno si che il risultato finale sia assolutamente adatto a ogni tipo di orecchie, al di là dei generi, sottogeneri, nicchie ed enclave di ogni sorta. In Notturno i paesaggi sapientemente dipinti nella tela di Spalluto sono ancora più ricchi di colori, sfumature, chiaro-scuri ammalianti, esplosioni sonore e melodie struggenti. Il suono che scaturisce da queste nove composizioni è potente, evocativo e affascinante come un tuffo nello spazio più profondo.
Il disco scorre piacevolmente dispensando emozioni intense da ogni traccia senza stancare un solo istante, anzi tutt'altro: cresce in modo esponenziale con il susseguirsi degli ascolti, rendendo estremamente difficoltosa la separazione, anche momentanea, da questa musica. Pur essendo un album interamente strumentale (se si eccettua qualche voce femminile utilizzata come un vero e proprio strumento) a queste composizioni non manca assolutamente nulla per definirle canzoni, tanto sono ricche e dense di suoni e melodie.
La chiusura affidata alle struggenti note di piano della title track suggella alla perfezione un album che non può lasciare indifferenti. Musica magnifica per viaggiare, anche comodamente seduti sul divano.


Tracklist:

01.Nebula
02.Eden
03.Kern
04.Creature
05.Invisible
06.Haxo
07.Amnesia
08.Lumen
09.Notturno

2015 - Apocalyptic Witchcraft Recordings










sabato 7 novembre 2015

Iron Court - Mechanisms - EP



Continua il viaggio nei meandri più oscuri dell'elettronica da parte di Iron Court con il terzo disco "Mechanisms". La materia sonora plasmata dai synth di Eugenio Garelli è sempre più personale, intensa e coinvolgente. In queste tre nuove tracce l'elettronica e la techno più cupa si fondono alle sonorità industriali con risultati avvincenti che culminano con le trame spigolose, glaciali e spettrali della tenebrosa "Reaction". L'EP è arricchito da tre succulenti remix a cura di Sulfur, Alek Drive e Dies Irae che non aspettano altro che mettere a ferro e fuoco i dance floor d'oltretomba. Devo dire, però, che preferisco di gran lunga le composizioni originali che colpiscono meglio con il giusto equilibrio tra ritmo, atmosfera e trame oscure. Sono disturbanti, potenti, trascinanti e taglienti come lame affilate. I "meccanismi" che le fanno muovere funzionano alla perfezione.


Tracklist:
01.Impulse
02.Analysis
03.Reaction
04.Impulse (Sulfur remix)
05.Analysis (Alek Drive remix)
06.Reaction (Dies Irae remix)

2015 - Unknown Pleasures Records







mercoledì 8 luglio 2015

Moodwel - Zero - EP


Come ben sanno i lettori più attenti di questo blog, spesso mi piace discostarmi dalle classiche riserve di caccia rock-punk-metal per cercare qualcosa di diverso. Tra i vari generi che vanno oltre alla suddetta riserva, un posto di primo piano l'ha sempre avuto la musica elettronica in tutte le sue declinazioni, perché è una fonte pressoché infinita di delizie musicali e suoni e sapori differenti rispetto al solito pane quotidiano.
La band oggetto di questa piccola recensione, come avrete ben capito, si muove in questo ambito musicale. I Moodwel sono un duo italiano (Blurr e Chéri) e "Zero" è il loro primo lavoro, un EP autoprodotto con tre brani in scaletta.
La musica electro-ambient che sgorga da queste parti è ricca di sfumature, colori e di spunti veramente interessanti. I Moodwel costruiscono strutture sonore minimali, eleganti e raffinate e mai sopra le righe. Qui non c'è traccia di violenza sonora e tantomeno delle atmosfere plumbee e opprimenti di certo dark ambient; nei solchi di "Zero" regna piacevolmente la quiete, ma è una quiete in movimento, sinuosa e ricolma di fascino.
Il disco ideale per viaggiare in auto nelle strade deserte della notte o con la mente, comodamente seduti sul divano o anche sotto un soffitto di stelle.
Mettetevi comodi e rilassatevi...


Tracklist:

01.Elizabeth Glory
02.Haze
03.The Ballad of Crazy Indian

2015 - autoproduzione

Magnetic Bull Mastering






mercoledì 29 aprile 2015

Claudio Simonetti - Demons


Sono trascorsi 30 anni dall'uscita del film "Demoni" con la regia di Lamberto Bava e la produzione di Dario Argento; un classico dell'horror italiano che era accompagnato dall'impareggiabile arte sonora di Claudio Simonetti, vero e proprio mostro sacro della musica italiana, in pista sin dagli anni 70 con i magnifici Goblin. Ancora adesso il grandioso prog rock potente, evocativo e tenebroso dei Goblin suscita rispetto ad ogni latitudine del globo ed è capace di dispensare brividi come avveniva in origine, a cavallo tra gli anni 70 e gli 80. Si pensi a "Profondo Rosso", tanto per citare solo quella conosciuta anche dalla nonna del vicino di casa. I Goblin ci hanno regalato alcune delle pagine più belle e originali in assoluto della musica per film, andando ad arricchire in modo sorprendente, con una carica di personalità impressionante, le pellicole del primo, grande, Dario Argento. Uno dei pochi casi in cui la musica è importante quanto se non di più del film stesso, probabilmente caso unico in campo horror italiano ma con pochi termini di paragone anche ampliando il discorso a tutta la cinematografia tricolore: mi vengono in mente solo Morricone e Nicola Piovani, così su due piedi.
Ma Claudio Simonetti già dal 1981 aveva intrapreso una carriera solista di tutto rispetto e aveva proseguito il discorso iniziato con i Goblin regalando altre splendide gemme a partire dalla colonna sonora di "Phenomena" sino all'ottimo prog metal con i Daemonia. Un artista incontenibile e poliedrico come pochi che ha alle spalle una discografia sterminata, sempre caratterizzata da un notevole livello qualitativo.
"Demoni" il film, quando lo avevo visto la prima volta mi era piaciuto parecchio, però non posso dire altrettanto del secondo incontro avvenuto diversi anni dopo, a dire il vero. Al contrario la colonna sonora regge ancora alla grande nonostante gli anni sul groppone, ora come allora riesce a coinvolgere e a stuzzicare i sensi. Sette tracce particolarmente riuscite e sempre a fuoco sul tema. Il genere, per chi ancora non conoscesse l'artista e questa sua opera (ammesso che ci sia ancora qualcuno che non lo conosce), è un progressive rock strumentale di scuola italiana (vedi i Goblin, ovviamente) contaminato da generose portate di elettronica anni 80. Ma non suona affatto datato, anzi tutt'altro: le sublimi orchestrazioni e la magnifica atmosfera carica di tensione delle composizioni di Simonetti sono assolutamente adatte a una profonda immersione anche di questi tempi.

In questi giorni in occasione del 30° compleanno di "Demoni", il film e la relativa colonna sonora, l'intraprendente etichetta Rustblade ci offre una ricchissima edizione in vari formati (potete spulciare tra i dettagli più sotto). Le edizioni di casa Rustblade sono come sempre talmente piene di roba, inediti, video clip e gadgets da soddisfare anche il più esigente tra i completisti. Qui, in questo nuovo disco targato 2015, si possono ascoltare le tracce originali, numerosi demo e alternate tracks e, soprattutto, una lunga serie di succulenti remix firmati da grandi artisti del panorama electro-dark-alternative internazionale quali Oghr, :Bahntier//, Heather Strip o i grandiosi The Devil & The Universe, da sempre tra gli artisti prediletti di questo blog.
Insomma c'è tutto quanto può essere utile per trascorrere qualche oretta di sano terrore tra le mura domestiche, ma evitate di concludere la serata al cinema Metropol a meno che non vogliate trasformarvi in demoni...

Tracklist:

Demons - Original Soundtrack

01.Demon
02.Cruel Demon
03.Killing
04.Threat
05.The Evil One 
06.Out Of Time
07.Demon (reprise)

Demons - The Soundtrack Remixed

01.OHGR - Demon
02.Cervello Elettronico - Cruel Demon
03.Chris Alexander - Killing
04.The Devil & The Universe - Threat
05.:Bahntier// - The Evil One
06.Needle Sharing - Out Of Time
07.Leather Strip - Demon (reprise)

Demons - The Bonus Tracks

01.Demon's Longue (unreleased)
02.Demon (1985 demo version)
03.Killing (1985 demo version)
04.Demon (piano version)
05.Demon (Simonetti Horror Project version)
06.Demon (Daemonia live version)

Demons - The Bonus Tracks Remixed

01.Simulakrum Lab - Killing
02.Creature From The Black Lagoon - Demon

2015 Rustblade Records


Disponibile in diverse versioni:

CD, Vinile colorato in edizione limitata di 666 copie, Metal box con bonus remixes disc e gadget annessi disponibile in 299 copie, versione ultralimitata Bag Box + LP + gadget in sole 100 copie.
Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche.


La distribuzione è affidata ad Audioglobe per l'Italia, Broken Silence per la Germania e l'Europa, MDV per USA e Canada.

martedì 17 marzo 2015

Rise Above Dead - Heavy Gravity



I Rise Above Dead sono una band di Milano, attiva dal 2009 con un EP (Human Disintegration del 2010) e un album (Stellar Filth, pubblicato nel 2012) alle spalle, oltre a un'intensissima attività live che li ha portati in giro per i palchi di mezza Europa.
"Heavy Gravity" è il terzo disco, pubblicato dall'etichetta italiana Shove e dalla tedesca Moment of Collapse, che porta a compimento l'evoluzione del loro sludge-alternative-post metal, ora divenuto completamente strumentale dopo la l'abbandono del cantante Andrea Rondanini nel 2014.
Immagino che la scelta di lasciare vuoto il posto dietro al microfono non sia stata una cosa semplice; anche perché la musica strumentale non è adatta a tutte le tipologie di ascoltatori. Spesso, però, si tratta solo di un problema di pregiudizi e/o pigrizia mentale perché l'assenza della voce non significa affatto che una band non abbia cose interessanti da dire o atmosfere magnifiche da descrivere con le sette note. Anzi, spesso l'assenza delle corde vocali lascia più spazio all'inventiva e apre un'autostrada a varie possibilità di esplorazione e, inoltre, libera dai soliti cliché.
L'alternative metal, il post metal e, in genere, tutto quello che è post - che va oltre - si presta davvero bene alla creazione di immagini magnifiche ed evocative e all'aggiunta di ingredienti unici e personali. Questo è proprio il caso di "Heavy Gravity" che liberato dalla gabbia della forma canzone sviluppa le sue eleganti e fascinose trame intrise di metal evoluto, suoni rocciosi e potenti, ma anche delicate e atmosferiche digressioni, tracce psichedeliche e viaggi nello spazio profondo.
I Rise Above Dead si hanno lasciato alle spalle l'hardcore e il crust, anche se nella bellissima traccia iniziale, The Last Migration, c'è ancora qualche riff hardcore punk a garantire il giusto apporto di adrenalina. In linea di massima, però, il disco svolge il suo compito senza spingere troppo sull'acceleratore e senza utilizzare troppo l'arsenale di violenza sonica a disposizione dei quattro, che resta quasi sempre latente. Infatti se ne avverte la presenza irrequieta ma non esplode mai completamente. Anche questo aspetto, però, non è affatto sgradito in quanto, così facendo, la band può dare grande spazio alle linee melodiche e agli splendidi scenari che scaturiscono da questi solchi con assoluta naturalezza.

Grande musica.


Tracklist:

01.The Last Migration
02.Mountain of the Divine
03.By the Lights
04.Heavy Gravity
05.The Lone Tower
06.March of the Locusts

2015 Shove Records/ Moment of Collapse




Formazione:

Stefano Bigoni - chitarre
Matteo Sala - chitarre
Luca Riommi - batteria
Diego Leone - basso


Discografia:

Human Disintegration - EP - 2010

Stellar Filth - LP - 2012

Heavy Gravity - LP - 2015




venerdì 9 maggio 2014

Iron Court - Blacksmith EP


"Blacksmith" è il secondo ep di Iron Court; l'anno scorso era uscito "Tools" per la THaF Records, anch'esso contenente tre tracce. Questo nuovo lavoro è pubblicato dalla My Techno Weights A Ton (etichetta dal nome a dir poco geniale) e garantisce una dozzina di minuti di potente e oscura techno-electro. Devo dire che non si tratta di un genere che tratto abitualmente in queste pagine, in quanto da queste parti non si bazzica troppo spesso nel dance floor, ma l'elettronica dall'anima scura presente in queste tracce può rappresentare una valida eccezione.
Oltretutto l'atmosfera inquietante nella quale si agitano le sinistre figure plasmate dal fiume di synth sporchi e malvagi, le distorsioni e i rumori che aggrediscono i timpani senza pietà, non possono non ricevere la giusta attenzione da chi si nutre di materia oscura.
Se vi piace il genere un ascolto è d'obbligo...e siccome l'appetito vien mangiando, consiglio di concedere un po' del vs. tempo anche al precedente, ottimo, ep. Potete trovarli tutti e due nei link più sotto.

Iron Court ha sede a Torino. 


Tracklist:

01.Forge
02.File
03.Bend

2014 - My Techno Weights A Ton










martedì 22 aprile 2014

Ginevra - To Live And Die In L.A. - EP


Ginevra è il nome del nuovo progetto musicale del dj e promoter torinese Loris Brunello. "To Live And Die In L.A." è il primo EP pubblicato e segue la traccia "The Pledge," risalente all'anno scorso. Questo nuovo lavoro comprende tre brani strumentali in poco più di un quarto d'ora. La materia elettronica, qui trattata con grande maestria da Loris, riporta influenze dark wave e post punk come anche ritmi techno e atmosfere cinematografiche. Il tutto viene filtrato e amalgamato con buona personalità e ottimi risultati. Ogni titolo presente è ispirato da un omonimo film, dato che l'autore è un appassionato di cinema, soprattutto di certo cinema di culto degli anni ottanta.
Se vi piace il genere un ascolto è d'obbligo.

Tracklist:

01.Quintet
02.Before Sunrise
03.To Live And Die In L.A.

2014 - autoproduzione






giovedì 27 febbraio 2014

Australasia - Twin Peaks Theme



Gli Australasia  rendono omaggio ad Angelo Badalamenti con la loro versione del tema principale di Twin Peaks. Inutile dire che, come sempre, la musica proposta dal progetto di Gian Spalluto è una meraviglia per le orecchie: strepitoso e originale ambient-post rock-post metal strumentale, evocativo e affascinante, come ben poche band al mondo riescono a creare.
La traccia si può scaricare gratuitamente dallo spazio bandcamp di Australasia.





sabato 12 ottobre 2013

Australasia - Vertebra


Il progetto Australasia condotto dal polistrumentista Gian Spalluto giunge al traguardo del primo album dopo l'ottimo EP dell'anno scorso "Sin4tr4."
Rispetto a quel disco qui l'impasto sonoro si è notevolmente affinato, giungendo a completa maturazione grazie all'ispiratissima vena compositiva di Spalluto che in "Vertebra" riesce a disegnare scenari malinconici e multicolore assolutamente affascinanti.
I suoni sono leggermente più morbidi e caldi e la componente Black Metal, che ha sempre coabitato all'interno del progetto Australasia, si è addolcita ulteriormente sino ad amalgamarsi completamente nei paesaggi sonori che scaturiscono  dall'ascolto del disco.
Qui, inoltre, Spalluto si avvale della collaborazione dei bravissimi Mina Carlucci e Giuseppe Argentiero, rispettivamente alla voce e alla chitarra acustica, della band brindisina Vostok (http://vostok-project.bandcamp.com) e i loro interventi si fondono alla perfezione nella tavolozza di colori di Australasia.
In Vertebra troverete splendida musica, quasi completamente strumentale, che parte da solide radici post rock e ambient, magistralmente fuse con componenti post metal e black metal e con richiami alle grandiose colonne sonore di Morricone e Badalamenti. La musica di questo disco, infatti, potrebbe sposarsi senza alcuna difficoltà con una buona pellicola. È ricca di passaggi evocativi ed intensi degni di accompagnare l'ascoltatore in luoghi di una bellezza struggente.

Passando alla "fredda cronaca" il disco è composto da 10 tracce, due delle quali (Apnea e Antenna) già presenti con veste differente nell'EP d'esordio. L'album è stato registrato presso il Last Floor Studio di San Michele Salentino con la produzione di Stefano Morabito ed è pubblicato dall'etichetta Immortal Frost Productions che di solito si occupa di Black Metal e dark ambient.
L'eccellente artwok è opera di Cumix 47.

Appena inizia Aorta, la prima traccia, ci si immerge subito in un mare di suoni evocativi sospinti da gelide folate di vento post-black metal, atmosferico e avvolgente, con un finale con la voce femminile a creare un piacevole contrasto. La successiva Vestok si apre con un fiume di tastiere ed è impreziosita dalle chitarre acustiche.
Ma il brano migliore in scaletta, per quanto mi riguarda, è la bellissima Aura che si apre maestosa, sorretta da un basso rotondo e da un cupo synth di origine dark wave e dalla bellissima voce di Mina Carlucci, e che si trasforma con il trascorrere dei secondi in un eccellente trip hop.
In ogni caso sono presenti molte altre leccornie in questo disco: la splendida Antenna, innanzitutto, dove il post rock incontra i Cure e il black metal; la chitarre sognanti e liquide e i paesaggi bucolici della titeltrack; il ritmo più veloce, le ottime chitarre e i synth vintage che caratterizzano la breve Deficit o i blast beats dell'ottima Zero.

In conclusione: un disco eccellente in grado di sorprendere continuamente ad ogni ascolto, anche se non si ama particolarmente la musica strumentale. Se poi vi piacciono gli Alcest, gli Agalloch, i Mogwai o, perché no, i Vostok, e la buona musica in genere, il gioco è fatto…potrebbe sopraggiungere un'infatuazione.

Tracklist:

01.Aorta
02.Vestok
03.Zero
04.Aura
05.Antenna
06.Volume
07.Vertebra
08.Apnea
09.Deficit
10.Cinema

Immortal Frost Productions - 2013






il video di Antenna realizzato da Tim Van Helsdingen:


Il precedente disco di Australasia - Sin4tr4 - EP Golden Morning Sounds - 2012

domenica 14 aprile 2013

Australasia - Sin4tr4


"Sin4tr4" è il primo lavoro degli Australasia, duo nostrano dedito a tracciare una nuova via lastricata da un'originale, quanto intrigante, visone post rock in salsa italica. Questo EP in poco più di venti minuti riesce a disegnare splendidi paesaggi sonori ancora vergini per quanto riguarda la scena indipendente italiana e lo fa decisamente bene, fondendo blast beats e riffing di derivazione black metal con le atmosfere soffuse del post rock. Nei sette brani che lo compongono si possono trovare riferimenti alla musica per film di grandi maestri come Morricone o Badalamenti, delicate chitarre e sonorità shoegaze, robuste accelerazioni di stampo metal (Spine è eccezionale da questo punto di vista, ma anche Scenario, Retina e Antenna non lasciano indifferenti) incursioni di tastiere inaspettate e atmosfere ambient. 
Si tratta di un lavoro interamente strumentale, se si eccettua la dolce invasione di una voce femminile   nella traccia denominata "Apnea," ed è la prima volta che un disco di questo tipo trova spazio su queste pagine. Ma c'è sempre una prima volta, in ogni cosa di questo mondo, e "Sin4tr4 (Sinatra?)" riesce a rendere facile e indolore la novità in questa selva di ugole esuberanti. Il disco scorre piacevolmente, si fonde con lo spazio circostante e diviene un tutt'uno con le prime ombre della sera e la vita che scorre oltre la finestra. Quando giunge alla conclusione dei suoi venti minuti di suoni e immagini lascia uno strano vuoto che richiede un'immediata azione sul tasto play. Ecco, l'unico difetto che ho riscontrato è la sua breve durata, pare che si interrompa sul più bello; il silenzio dopo "Fragile" non ci sta bene, è contro natura, ed è necessario iniziare nuovamente dalla prima traccia. Durante l'ascolto non avevo dischi degli Alcest a portata di mano, ma la cosa, in questo caso, non mi è dispiaciuta affatto.
L'avrò ascoltato trenta-quaranta volte di seguito e questo non è un evento che si verifica spesso da queste parti, sia per la mancanza di tempo, sia per le ovvie proteste degli altri esseri che popolano queste stanze. Ma. stavolta, non potevo fare diversamente (Sin4tr4 crea dipendenza).

Un disco inaspettato e sorprendente.
Aprite le porte ad Australasia, potrebbero esserci sorprese anche per voi...



Tracklist:

01.Antenna
02.Spine
03.Apnea
04.Scenario
05.Satellite
06.Retina
07.Fragile

E.P. - Golden Morning Sounds - 2012

durata: 22:18

voto: 8

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