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Bochesmalas

martedì 9 aprile 2019

Namibia



Mentre le valigie sono ancora ricoperte di polvere, profumi e sapori d'Africa, ho giusto il tempo per buttare giù due righe a proposito del nostro recente viaggio in Namibia. Questo post è solo l'antipasto di una lunga serie di articoli dove avrò l'opportunità di scendere maggiormente nei dettagli dei vari luoghi visitati in questa giovane nazione.

Dunque, partiamo dall'inizio...

Abbiamo deciso di visitare questo splendido paese in bassa stagione, a Marzo, in un periodo considerato non ideale per recarsi in queste zone. Infatti in questo mese si va a finire sulla coda della stagione delle piogge, con il rischio di trovare strade ridotte in pantani impraticabili che avrebbero potuto impedire di raggiungere alcune località. Inoltre in questa stagione, qualora le piogge siano particolarmente intense, ci poteva anche essere il rischio di vedere pochi animali, in quanto questi potrebbero non aver bisogno di riunirsi intorno alle pozze a causa dell'abbondanza d'acqua. Invece, fortunatamente, non è andata così. Anzi, devo ammettere che, con un po' di culo e astri favorevoli, Marzo in Namibia si è rivelato assolutamente eccezionale, al di là di ogni aspettativa. Certo, il caldo si è fatto sentire, anche se non ha influito minimamente su nessuno degli aspetti del viaggio. E poi in questo periodo non c'è l'escursione termica della stagione secca, quando la sera le temperature scendono vicino allo zero. Si può fare a meno di piumini e maglioni, ed è sufficiente una giacca a vento leggera se ci spinge vicino all'Atlantico. Oltretutto abbiamo avuto il fondoschiena succitato di aver beccato una stagione delle piogge un po' avara, e quindi le strade erano perfette e gli animali selvatici a momenti te ne entravano in casa per quanti ce n'erano. Nel nostro giro namibiano ha piovuto solo un paio di volte gli ultimi giorni, il ché non ha provocato alcun disagio, anzi ci ha regalato dei cieli ancora più spettacolari e un po' di fresco. Ultimo particolare di un certo peso è che in questo periodo, essendo appunto bassa stagione, c'è relativamente poca gente e quindi poche file all'ingresso dei parchi, meno auto e meno teste umane davanti agli obiettivi. Se aggiungiamo anche il piccolo particolare che in questo periodo costa anche meno il cerchio si chiude e si può partire in tutta serenità.

Il volo Roma-Doha-Windhoek è stato, come è facilmente intuibile, la parte più noiosa e faticosa del viaggio. Nei voli intercontinentali di quasi tutte le compagnie gli spazi sono sempre più stretti (l'aereo Cagliari - Roma dell'Alitalia era decisamente più comodo e spazioso) e il cibo è sempre più schifoso. Comunque, una volta smaltito l'odore nauseante e appiccicoso del flight-food e ristabilita una corretta circolazione sanguigna il più è fatto.


La Namibia, ex colonia tedesca (e si vede) ed ex territorio del Sudafrica (e anche questo si vede e si sente) ti accoglie con una tavolozza di colori e paesaggi irreali da mozzare il fiato. È tutto un susseguirsi di magnifiche cartoline a ripetizione, una diversa dall'altra, una più sorprendente dell'altra. Gli occhi vengono rapiti dal cielo infinito, dal territorio cangiante, e dall'incredibile varietà di flora e fauna. Gli animali selvatici si vedono dappertutto, non solo nei meravigliosi parchi, ma anche lungo gli infiniti rettilinei sterrati (o anche lungo le rare strade asfaltate) ai bordi della carreggiata, sulle colline e sotto le nuvole. Si passa dal deserto, alle colline, alle montagne, alla nebbia dell'oceano Atlantico sino alle foreste rigogliose. Un'autentico paradiso per i fotografi. Purtroppo noi non avevamo nessun rappresentante di questa razza. Si, le macchine fotografiche le avevamo, gli occhi pure, ma ci mancava qualcosa... il fotografo, appunto. Inoltre non sono riuscito a recuperare il tanto desiderato 100-400 per poter cogliere decentemente gli animali più distanti. Mi sono dovuto accontentare del 55-200, del 14mm e del classico 18-55 in dotazione alla mia fedele Fujifilm XT-3. Il problema, come dicevo, è che non c'era nessuno dietro l'obiettivo.


In ogni caso, le immagini che trovate in questo antipasto, come anche in tutti i post che seguiranno, sono così come sono state scattate "dal produttore al consumatore". Nessuna di queste ha subito alcun intervento in post-produzione e gli eventuali "effetti speciali" presenti in alcune di esse sono stati ottenuti direttamente in camera, a momento dello scatto. Come sempre, poi, le immagini qui sotto e nei prossimi articoli non sono necessariamente le migliori (o meglio: le meno peggiori) tra le migliaia che ho immortalato in Namibia. Ho scartato, ovviamente, tutte le foto che ritraevano i partecipanti al viaggio e anche qualche piccolo inaspettato (e casuale) capolavoro ottenuto con un'ulteriore botta di culo. Quelle presenti sono sono un piccolo riassunto, giusto per dare un'idea del variegato e stupefacente mondo namibiano.


Prima di chiudere un cenno (tornerò su questi argomenti nei prossimi post) sugli animali selvatici della Namibia e sul cibo che si può gustare da quale parti. Per quanto riguarda gli animali si possono ammirare elefanti, zebre, gatti selvatici africani, rinoceronti, sciacalli, scoiattoli, serpenti, giraffe, orici, antilopi varie (soprattutto migliaia di Springbok), kudu, iene, rapaci e volatili di ogni colore e soprattutto i magnifici leoni. Purtroppo non siamo riusciti a vedere i mitici ghepardi namibiani (ce ne dovrebbero essere circa 2.500) né alcun leopardo. Qui, come in Sudafrica, c'è il problema del bracconaggio e anche della caccia "legale". Un po' a causa di ricchi europei, sudafricani e americani stronzi che vengono a cacciare più o meno legalmente, un po' a causa dei cinesi che s'intrufolano nei parchi, anche corrompendo qualche guardia, alcuni animali sono a rischio anche qui.  Come se non bastassero i bracconieri locali e gli allevatori che eliminano i predatori per difendere il proprio bestiame. Leoni, leopardi, ghepardi e rinoceronti rischiano la vita tutti i giorni. Ma si sa, l'essere umano è da sempre la bestia più feroce e dannosa. Non ci si può fare niente o quasi.
Per quanto riguarda il cibo in Namibia non c'è alcun problema; si mangia benissimo sia nei lodge sia nei ristoranti frequentati dalle popolazioni locali. I piatti principali sono quasi sempre a base di carne, ma anche i vegetariani avranno di che sbizzarrirsi.

Buon appetito...ehm, buon viaggio!



Grazie a Barbara, Federica, Umberto, Travelastminute, Sense of Africa


































































































































































































































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