Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

lunedì 18 aprile 2016

Del novello Lider Maximo, dei pecoroni e della trivellazione della costituzione...



Purtroppo, non è bello ammetterlo, ma la specie animale Homo Sapiens non è la cosa migliore mai apparsa su questo pianeta - o la creatura meglio riuscita tra quelle plasmate da mano divina, se si preferisce questa tesi - come molti credono. Durante il processo evolutivo che ha portato i primati a mutare prima in ominidi e successivamente in Sapiens Sapiens ci dev'essere stato qualche problema, qualche grosso problema.

God, we have a problem...

Probabilmente qualche meccanismo si è inceppato, qualcosa non è andata per il verso giusto o forse il Dio addetto alla creazione si è distratto proprio quando sarebbe stata necessaria una maggiore concentrazione e/o precisione nell'assemblaggio. Soprattutto per quanto riguarda la centralina di comando della macchina-uomo: quella poltiglia grigia gelatinosa chiamata un po' pretenziosamente cervello. Perché per quanto riguarda l'estetica e la funzionalità del resto della macchina, bisogna dire che il risultato finale è abbastanza buono...Be' quasi sempre.
Le ragioni di tutti i mali del mondo, invece, si trovano sempre lì, dentro il cranio dei cosiddetti esseri umani. Questi animali bipedi nel corso dei secoli hanno creato solo un'infinita serie di danni irreversibili, disastri di ogni genere e guerre. Si sono uccisi tra loro, hanno dato prova di atti di violenza e crudeltà inesistenti ed inimmaginabili nel regno animale, prima del loro avvento. Hanno fatto scomparire innumerevoli specie solo per il loro malsano divertimento, senza alcuna ragione. Hanno inquinato e distrutto anche la loro casa (il pianeta Terra), nonostante questa fosse l'unica e insostituibile fonte di sostentamento per loro e per gli altri esseri viventi. Non ci sono altre case per l'uomo nell'universo, ma questo particolare pare sfuggire alla comprensione dei Sapiens che in fin dei conti, forse, così sapiens non sono.
Ma bisogna fare dei distinguo perché non tutti i Sapiens sono uguali, non tutti son responsabili allo stesso modo dell'esaurimento e del declino del nostro pianeta e, oltretutto, non tutti ne sono consapevoli. 
Il lento cammino dell''evoluzione, infatti, ha portato alla nascita di quattro sottospecie, tutte apparentemente simili nell'aspetto ma differenti (talvolta molto differenti) nei "contenuti": 

1)la specie dominate dei "Cannibali" (ovvero i bancari/politicanti/petrolieri) che si nutre di moneta, sangue e altri esseri umani; 
2)la specie dei "Mostri" o "Uomini-spazzatura" della quale fanno parte assassini, stupratori, terroristi (islamici e non), fanatici religiosi, scafisti, criminali di ogni genere e altre sotto-categorie di esseri che si nutrono di sangue, ma anche di moneta, un po' come la specie dominante. Difatti spesso le due razze si mescolano, si congiungono carnalmente e si confondono, e probabilmente condividono lo stesso patrimonio genetico, a tal punto che secondo molti studiosi non esiste una netta distinzione tra queste due specie, se non la posizione sociale apicale che contraddistingue il gruppo dei Cannibali.
3)la specie degli sheep-men, che rappresenta la fetta più cospicua di popolazione mondiale e non è dotata di pensiero proprio.
E infine, la quarta, la rara sotto specie degli Uomini.
Quest'ultima si distingue dalle altre razze perché è munita di intelletto ma non lo utilizza mai per mangiarsi il Mondo e i propri simili. Tuttavia, come dicevo, questa specie è in netta minoranza nel pianeta Terra e ne costituisce circa un decimo della popolazione. Nel caso specifico dell'Italia invece rappresenta circa il 31% degli aventi diritto al voto, ovvero non più di 15 milioni e 800 mila persone...

sabato 16 aprile 2016

Pop.1280 - Paradise


Dopo due album stratosferici (The Horror e Imps of Perversion) i Pop.1280 salgono sino al paradiso con il terzo lavoro, ancora una volta a cura della Sacred Bones.
Rispetto alle delizie sonore dei precedenti capitoli la band newyorkese si diverte a complicare ulteriormente i propri spartiti, spostando il baricentro sulla componente industrial-elettronica con gran dispiego di synth e samples.
Tra i solchi di "Paradise" si respira un'aria malsana, cupa e opprimente ma, al contempo, elettrica ed elettrizzante. Perché se da un lato i quattro della grande mela hanno leggermente sfumato la componente post-punk-new wave-garage in favore di un impatto a volte non troppo distante alla techno-Ebm, dall'altro l'anima selvaggia e aggressiva del loro sound scorre ancora come un fiume in piena. Nel loro sound è ancora ben presente l'ossatura noise-industrial che farà apprezzare il lavoro dei 1280 abitanti dai nostalgici di Jesus Lizard, Cop Shot Cop, Big Black e compagnia urticante. Come anche troverà pane per i propri denti chi si nutre dei vecchi dischi dei DAF, Suicide o Cabaret Voltaire, ovvero tutto ciò che è nato agli albori dei primi amplessi tra punk ed elettronica. Ma nel disco c'è molto di più: c'è il dark ambient della titletrack, l'inquietante nenia post-industriale "Rain Song", sporcata da rumori e un leggero soffio esotico, l'elettro-rock di "The Last Undertaker" che, come un coitus interruptus, pare decollare da un momento all'altro e non giunge mai a conclusione, ma lo fa in modo meraviglioso. Chiude il disco il deflagrante synth-punk di Kingdom Come, epica e marziale, condotta all'attacco dalle urla di Chris Bug.
Ma la sua parte migliore "Paradise" è la prima, con i cinque proiettili sparati in apertura a partire dal primo Pyramids on Mars, brano oscuro e gotico che sanguina come uno dei gioielli dei Bauhaus dei primi dischi, sino alla nevrotica ed elettrica USS ISS.

Eccellente.

Tracklist:

01.Pyramids on Mars
02.Phantom Freighter
03.In Silico
04.Chromidia
05.USS ISS
06.Paradise
07.Rain Song
08.The Last Undertaker
09.Kingdom Come

2016 - Sacred Bones Records








giovedì 14 aprile 2016

Gloom Sleeper - A Void



I Gloom Sleeper sono una giovane band di Bielefeld che è giunta al traguardo del disco d'esordio con questo "A Void" fresco di stampa, disponibile in questi giorni formato digitale, ma presto anche su cassetta e vinile (http://www.perkoro.com/). La band tedesca è composta da quattro elementi (Hannes, Stefan, Jonas e Marc) e propone un'interessante variante al classico post-punk sound inglese, rendendolo attuale e al passo con i tempi con un ottimo uso della componente melodica e un gran dispiego di chitarre e ritmi sostenuti. Si parte, come dicevo, dal suono post punk-new wave di The Sound, Wire o Echo & The Bunnymen per arrivare sulla scia di band attuali come The Estranged, Holograms o Terrible Feelings (per il retrogusto un po' garage punk). La musica dei Gloom Sleeper copre tutte le sfumature dell'area grigia che ha dato origine a questo tipo di sonorità (Detah rock, new wave, gothic rock, indie pop) senza abbandonare l'anima punk, sempre presente in fondo alla coltre scura (ma non troppo).
Il risultato è veramente buono grazie al gran lavoro della sezione ritmica con un basso trascinante e ficcante e un ottimo apporto alla causa da parte del batterista. Il tutto viene rifinito brillantemente dal gran dispiego di chitarre e dall'ottima voce del cantante che è capace di tessere sapientemente melodie incisive, mai banali o scontate.
Dall'iniziale The Black Side, molto affine a quanto proposto dagli eccellenti Terrible Feelings, sino alla bellissima The Spectre che chiude il lavoro, il divertimento è assicurato per tutta la durata del disco con piacevoli richiami al passato e un'atmosfera vibrante che impregna ogni solco.
Un ottimo esordio, un gran bel disco.

Tracklist:

01.The Black Side
02.Behind These Doors
03.Like Ghosts
04.Paper Plane Revelations
05.Silent Cries
06.Conspiracy
07.Morbid Play
08.Under A Red Night Sky
09.Don't Look Into My Eyes
10.The Spectre

2016 - Per Koro Records - Contrastz! Records - Colossus Tapes







martedì 12 aprile 2016

Bestial Mouths - Heartless


Il nuovo album dei Bestial Mouths è stato a lungo uno degli oggetti più attesi e desiderati di questa prima parte del 2016, ma solo chi li conosce può sapere perché. Ora finalmente la nuova creatura della band di Los Angeles si è materializzata in un bel vinile trasparente e in versione digipack a cura della Cleopatra Records.
"Heartless" riprende il discorso lasciato con il succulento antipasto offerto dal singolo "Down To The Bones" sul finire dell'anno scorso. In queste nuove 10 tracce la ciurma guidata dalla carismatica Lynette Cerezo riesce ancora una volta a superarsi, affinando ulteriormente la già rodatissima e irresistibile macchina sonica che aveva dato alla luce l'eccellente l'album omonimo del 2013, lo split con i Deathday, l'album d'esordio "Hissing Veil" e una svariata serie di leccornie sotto formato di singoli, live e remix.
Ancora una volta la magnifica voce di Lynette guida e ipnotizza l'ascoltatore un viaggio in territori oscuri e pericolosi, sospinta da suoni potentissimi, originali ed eccitanti come pochi altri. Nella musica dei Bestial Mouths convivono splendidamente la ruvida maestosità industriale, scorie post-punk, new/no wave, gothic rock, sperimentazione, power electronics e una buona dose di fascinosa follia. Del resto, con quella voce che sta nel bel mezzo tra Diamanda Galas e Siouxsie Sioux, la Cerezo potrebbe fare di tutto e i torridi synths di Myrich e Aldena la seguono magnificamente in ogni sua fuga, anche nel più terribile girone infernale.
Anche in questo disco, come è solita fare spesso, la band riprende alcuni brani dai lavori precedenti (Ceased, Earth e Faceless da "Bestial Mouths" e i due brani del singolo "Down To The Bones) riadattandoli magicamente alla nuova atmosfera di "Heartless."
Ma anche se le nuove versioni sono ancora meglio di quelle precedentemente pubblicate, sono soprattuto le tracce nuove di zecca a funzionare alla grande come la doppietta piazzata in apertura con "Greyed" e "Heartless" o la bellissima "White Eyes" che chiude nel migliore dei modi l'album.


Tracklist:

01.Greyed
02.Heartless
03.Small Prey
04.Faceless
05.Ceased
06.Down To The Bones
07.Earth
08.Worn Skin
09.Being Boiled
10.White Eyes

2016 - Cleopatra Records










sabato 9 aprile 2016

Valle di Lanaitho, Oliena

Alcune volte può essere utile spegnere il pc, lo stereo, e abbandonare il maledetto divano per sgranchire le ossa ammuffite in mezzo alla natura. Quattro passi dentro gli scarponi tonificano il corpo e la mente e per qualche ora riescono anche a far dimenticare le nefandezze del governo Renzi e tutte le disgrazie del mondo.

La Valle di Lanaitho (o Lanaittu) si trova nel cuore della Sardegna tra i territori di Oliena e Dorgali, in provincia di Nuoro.  Si raggiunge partendo da Oliena in direzione Dorgali sulla SP46, dopo circa 9 chilometri (10 minuti d'auto) bisogna svoltare a destra in direzione Su Gologone.  Poco prima della sorgente si svolta ancora a destra per Lanaitho, imboccando una stradina secondaria che conduce nel cuore della valle. 
Qui si trova un piccolo paradiso naturale pressoché incontaminato, che offre diverse opzioni di esplorazione sia per speleologi esperti sia per appassionati di trekking, ma anche per gitanti della domenica che desiderano solo un po' di contatto con la natura e buon cibo. Infatti nel percorso non mancano i punti di ristoro.
La valle è decorata da numerose grotte (Sa Ohe, Su Bentu, la grotta Corbeddu-Sondaar) il santuario nuragico di "Sa Sedda 'e Sos Carros" e anche una delle vie d'accesso al villaggio di Tiscali.
L'escursione e la tutela delle grotte sono gestite dalla cooperativa Gestur Sardegna. L'ingresso ai siti costa pochi euro e con qualche ora a disposizione si può esplorare la grotta dove aveva trovato rifugio il bandito Giovanni Corbeddu nell'800, e dove anche sono ritrovati resti umani di Homo sapiens  risalenti a 20.000 anni fa e resti di animali estinti quali il Prolagus sardus. Ma sono interessantissime anche le visite al villaggio nuragico di "Sa Sedda" con la sua fonte sacra pressoché intatta, e alle altre grotte Sa Ohe (la voce) e Su Bentu (il vento).
Da non perdere se passate da queste parti...

Grotta "Sa Ohe"
















Villaggio nuragico "Sa Sedda 'è Sos Carros"











Grotta "Corbeddu"























Al rientro si può avere un po' di ristoro alla sorgente Su Gologone (o nell'omonimo ristorante) o, se si preferisce, si può ritornare verso il paese di Oliena e farsi una buona boccata d'aria fresca verso il bellissimo monte Corrasi, magari facendo un salto a monte Maccione...