Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

lunedì 22 settembre 2014

Iron Reagan - The Tyranny of Will


Con gli Iron Reagan da Richmond, Virginia, si fa un piacevolissimo salto indietro nel tempo, agli anni ottanta, ai tempi in cui il thrash metal divideva gli spartiti con le frange più oltranziste dell'hardcore e metteva a ferro e fuoco gli USA con un mostruoso ibrido violento, politicizzato e senza compromessi. Era il tempo dei D.R.I., Cryptic Slaughter, S.O.D., M.O.D., Nuclear Assault e i primi, grandissimi, Suicidal Tendencies. Era il tempo in cui non era chiaro se l'hardcore più veloce e feroce provenisse dal grembo di nostra signora del Punk o se, invece, fosse un figlio degenerato dell'heavy metal più deviato e rozzo. 
Il thrash - core è sempre stato uno dei sotto-generi più eccitanti e destabilizzanti mai partoriti dall'underground americano, con diversi figli bastardi sparsi in tutto il mondo, tanto che non si è mai estinto. Ne sono prova i Municipal Waste, dai quali provengono Tony Foresta e Landphil Hall, ovvero voce e chitarra degli Iron Reagan, i Toxic Holocaust o i Mortillery.
In questa abominevole creatura il Thrash Metal viene provato di ogni orpello, niente assoli (o quasi) e poche divagazioni iper-tecniche, per essere ridotto a semplice materia prima da plasmare con l'aggiunta dei migliori ingredienti dell'hardcore: velocità. potenza e un limite invalicabile per quanto riguarda la durata. Questa, infatti, varia da pochi secondi (in questo disco la traccia Your Kid's an Asshole dura 12 secondi e Patriotic Shock, 20) sino a un massimo di due minuti o poco più. Con solo qualche rara eccezione: in questo caso la conclusiva Four More Years arriva addirittura a raggiungere i quattro minuti di durata.
In "The Tyranny of Will" sono stipati 24 brani in poco più di mezz'ora e, credetemi, non ci si annoia affatto: si corre ad altissima velocità con ritmi vorticosi, cori potenti, riff micidiali e una grande profusione di energia e adrenalina. Tra tutte queste schegge impazzite spicca la strepitosa In Greed We Trust con il suo coro contagioso, ma il divertimento è assicurato per tutta la durata dell'album.
Forse rispetto ai dischi precedenti si è ridotta lievemente la componente punk ma il risultato è, in ogni caso, eccellente.
Da sistemare accanto ai dischi dei Municipal Waste, Trash Talk, Toxic Holocaust e Off!.

Tracklist:

01.Tyranny of Will
02.I Won't Go
03.Eyeball Gore
04.Close to Toast
05.Bet on Black
06.Miserable Failure
07.The Living Skull
08.In Greed We Trust
09.Glocking Out
10.Rat Shit
11.U Lock the Bike Cop
12.Broken Bottles
13.Bleeding Frenzy
14.Bored to Death
15.Class Holes
16.Obsolete Man
17.Nameless
18.Exit the Game
19.Your Kid's an Asshole
20.Patriotic Shock
21.Bill of Fights
22.Consensual Harassment
23.Just Say Go
24.Four More Years

Bonus Track:
25.The Sentence is Death

Relapse - 2014

Formazione:

Tony Foresta - voce
Landphil Hall - chitarra
Mark Bronzino - chitarra
Rob Skotis - basso
Ryan Parrish - batteria

















Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...