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Bochesmalas

venerdì 2 novembre 2012

Pro-Pain - Straight To The Dome



Pro-Pain - Straight To The Dome

Il tredicesimo album dei Pro-Pain non aggiunge niente di nuovo alla loro discografia ma, come al solito, lo fa bene, molto bene.

Tracklist:

01.Straight To The Dome
02.Payback
03.Nothing Left
04.Bitter Pill
05.Pure Hatred
06.Sucks To Be You
07.Bloodlust For War
08.A Good Day To Die
09.Fallen Son
10.Judge
11.Zugabe!

Raw Head Inc - Sunny Bastard - Nuclear Blast - 2012

voto: 7,5



Straight To The Dome parte alla grande con l’assalto hardcore metal della title track tanto per far capire di che pasta è fatto il nuovo disco. I brani sono brevi, decisi e coincisi, senza compromessi e con pochissime concessioni alla melodia. Si respira l’atmosfera dei vicoli bui e poco raccomandabili delle periferie newyorkesi; con i fumi che salgono dai tombini e i piccoli locali semi interrati affollati da un’infinita serie di tatuaggi sotto i quali si celano personaggi molto diversi dagli operatori di Wall Street.
Lo stile è il solito, la voce anche: una sicurezza per i seguaci della band e per chiunque sia alla ricerca di musica onesta, senza alcuna concessione alle tendenze del mercato. Rispetto agli ultimi dischi, soprattutto al bellissimo No End In Sight del 2008, la percentuale di “melodia” è ridotta al minimo sindacale. Qui c’è solo potenza, violenza, sudore e sangue come sempre dev’essere in un disco hardcore.
Dopo la traccia d’apertura due buoni pezzi come Payback e Nothing Left sembrano ricercare la giusta alchimia tra cori trascinanti, potenza e velocità. La successiva Bitter Pill, più rocciosa, si muove con un passo meno spedito, con la grazia di un pachiderma che si prepara alla carica, e si prende qualche secondo in più per esprimersi al meglio. Pure Hatred riprende velocità con cattiveria thrash metal, assolutamente coinvolgente.
Ma le cose migliori le riserva la seconda parte del disco: Bloodlust For War, veloce e cattivissima, è una di queste; A Good Day To Day presenta cori melodici in un contesto veloce e durissimo. E, infine, l’ultima traccia, Zugabe!, è il brano più interessante in scaletta con chitarre prese in prestito dagli Iron Maiden, ritmi trascinanti e un tasso di melodia leggermente più elevato. Sarebbe stata benissimo tra le canzoni del già citato No End In Sight.
Esiste anche una versione con quattro canzoni in più; tra le quali spicca una cover dei Beastie Boys (Egg Raid On Mojo). Io, purtroppo, mi sono dovuto accontentare della versione standard. Fate un po’ voi...


















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