Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

domenica 20 marzo 2022

stop the war, stop Putin

Это война. Это резня без какого-либо оправдания. Прекратить войну.


Fermate la guerra, fermate Putin, chiudete il gas russo e stringete la cinghia. Non si può sempre fare finta di niente. C'è un limite alla decenza come c'è un limite all'indifferenza. Si arriva al punto in cui si devono togliere le bende dagli occhi e i tappi dalle orecchie. Che qualcuno dimostri che c'è ancora un briciolo di speranza nel genere umano. Il mondo non finisce ai piedi del nostro divano né tantomeno nel carrello del supermarket...

Forza Ucraina! Forza Zelensky!

martedì 15 marzo 2022

война

 


C'erano una volta le bombe intelligenti, quelle che provavano a non buttare giù scuole e ospedali, quelle che cercavano o anche solo facevano finta di non fare troppe vittime civili. Invece la brutale aggressione di Putin e delle sue truppe prevede principalmente le strage di civili inermi per fiaccare la resistenza degli ucraini. Le bombe degli invasori finiscono sistematicamente sui condomini, sulle scuole, sugli ospedali e sui corridoi umanitari che si stanno trasformando in autentiche trappole per i disperati in fuga. A Mariupol l'ospedale civile è stato conquistato dai russi e i malati e il personale sono tenuti prigionieri all'interno; sono stati bombardati anche gli ospedali oncologici e quelli destinati alla maternità. Oltre a tutto questo ci sono anche i primi giornalisti caduti al fronte e non è ancora chiaro se siano stati abbattuti intenzionalmente dall'esercito invasore. Intanto dopo 20 giorni di questa allucinante guerra la situazione è ancora molto aperta, tra tentativi di vario genere di negoziazione e mediazione con USA e Cina da una parte e l'intervento turco dall'altra. La Russia per ora non cede. Putin vuole annientare tutta l'Ucraina, togliergli lo sbocco al mare, fagocitare intere regioni come ai saldi di primavera, smilitarizzare la nazione e renderla una sorta di mega nazione zombie con un fantoccio al governo al posto di Zelensky. In molti in Europa e in Occidente sperano che Zelensky ceda e lasci smembrare la sua nazione pur di non rischiare una guerra più ampia che possa coinvolgere altre nazioni. Di certo c'è la sinistra ombra della guerra nucleare, il rischio della terza - e forse ultima - guerra mondiale, ma è tragico e crudele assistere inermi alla strage degli innocenti. Le sanzioni aiutano e di certo la Russia è sempre più isolata, povera e forse instabile, le armi occidentali aiutano ancora di più, eppure tutto ciò non basterà probabilmente a fermare le orde criminali inviate dal Cremlino. Ora sono in arrivo sul fronte i tagliagole prezzolati dalla Siria e i battaglioni ceceni esperti in massacri di civili. Migliaia di mercenari senza scrupoli che dovrebbero occuparsi delle grandi città per distruggere tutto quello che è ancora vivo, ammesso che rimanga qualcosa ancora da uccidere.

Comunque vada a finire l'orgoglio e la dignità del popolo ucraino e del suo eroico presidente resteranno nella storia. La resistenza dell'Ucraina è e sarà una lezione per tutti e invece dall'altra parte, prima o poi, il signor Putin dovrà rispondere delle sue azioni e forse anche le nostre coscienze...

Forza Ucraina!






martedì 8 marzo 2022

La guerra di Putin


Contro ogni previsione prosegue l'epica resistenza del popolo ucraino alla feroce aggressione di Putin e della sua banda di criminali. Forse qualche sanzione occidentale un po' più chirurgica del solito e la crescita imponente del personaggio Zelensky, e forse anche l'invio di armi da alcuni paesi, stanno rendendo la vita difficile alla potente armata rossa. Di certo il popolo ucraino si sta dimostrando forte, fiero, orgoglioso e unito come pochi avrebbero immaginato, almeno chi non conosce queste zone e questa gente. Gli ucraini stanno dimostrando una compostezza commovente anche sotto le bombe. Le persone nei rifugi, le persone che hanno perso tutto - familiari compresi - e quelli che fuggono lasciano traspirare un decoro e una fierezza difficilmente riscontrabili in altre situazioni simili. Tutto questo nonostante l'impotenza dell'Occidente. Stiamo guardando in diretta tv l'ennesima strage degli innocenti, l'unica differenza è che sta avvenendo sotto casa nostra. Intanto Putin bombarda case private, ospedali, scuole e anche lo zoo. La centrale nucleare più grande d'Europa si è salvata - momentaneamente - per pochi metri. Ancora peggio è stato fatto con i presunti corridoi umanitari per l'evacuazione dei civili che, in questi primi tentativi, si sono dimostrati solo una trappola per i civili indifesi. Oltre a proporre un'incredibile destinazione dei profughi in Bielorussia o in Russia, ovvero tra le fauci del carnefice, Putin ha fatto bombardare le auto dei civili disperati in fuga e i punti di passaggio delle famiglie; qualcuno dice anche che le suddette vie di fuga siano state appositamente minate, ma su questa notizia non vi è alcuna conferma certa. Quello che è sicuro è che questa tremenda aggressione non ha alcuna giustificazione, la storiella della presunta trattativa di adesione alla Nato dell'Ucraina è una grossa puttanata. Putin la Nato alle frontiere ce l'aveva già (i paesi baltici, Polonia e Romania a pochi passi). Semplicemente il baldo giovane ha deciso di fare shopping oltre il suo cancello di casa, forse con la convinzione che l'occidente un po' troppo pavido non avrebbe reagito. L'America d'altronde non è più quella di una volta e forse il signor Putin da questo punto di vista non ha tutti i torti. Comunque quello di cui non ha tenuto conto è la stoica resistenza ucraina. 

Qualcuno pensa che ci dovrebbe essere un accordo tra le parti il ché significa cedere pezzi della propria nazione a Putin, cedere le armi e finanche il proprio deretano all'invasore. Per molti occidentali è questa l'unica soluzione, perché il culo in questione non è il loro. Se si fosse trattato di un'altra nazione, di un altro posto, nessuno avrebbe pensato di fare a fette un paese per offrirle in un piatto d'argento a un aggressore esterno. Probabilmente perché dell'Ucraina non frega niente a nessuno o quasi, mentre il gas e il petrolio di Putin interessano a molti. Io spero che Zelensky non ceda mai e che resista con il suo popolo il più possibile, perché non si sa mai come vanno a finire queste cose: non è detto che i tiranni - seppur potentissimi - abbiano sempre la meglio.

Poi c'è tutto uno strano contorno a questa terribile guerra come ad esempio l'assurda vicenda della censura delle lezioni su Dostoevsky che un po' mi ha ricordato la follia derivata dai tristi fatti americani di qualche anno fa, dopo l'omicidio di George Floyd e di altri uomini di colore da parte della polizia. Quando dopo la nascita del movimento Black Lives Matter c'era stata una strampalata deriva revisionista che ha portato incredibilmente a imbrattare - o anche a buttare giù - le statute di grandi del passato perché considerati "razzisti." Erano finiti nel mirino di questi novelli storici sia George Washington sia Colombo e se l'è vista brutta anche Giulio Cesare. I grandi scrittori come i grandi musicisti e pittori russi non c'entrano niente con Putin come quei personaggi del passato non possono essere inseriti in un contesto moderno e non hanno niente a che fare con il razzismo di questi tempi. 

In Russia ormai sono ormai decine di migliaia gli arresti per le proteste contro la guerra. Il popolo russo non è tutto dalla parte del nuovo Zar.

Oltre a tutto questo, oltre alle figure di merda in terra polacca del solito Salvini, io penso che l'unica soluzione possibile, l'unico modo per far pesare questo insensato conflitto a quel criminale di Putin sia bloccare il gas russo con tutto quello che ne consegue. L'Europa e soprattuto l'Italia e la Germania avrebbero delle conseguenze pesantissime se non disastrose, ma è l'unico modo per dimostrare solidarietà a un popolo e a una nazione sotto attacco. Le altre vie come ad esempio la No Flight Zone porterebbero solo alla terza guerra mondiale. Meglio stringere la cinghia e patire un po' la fame in attesa di trovare altre fonti di energia o altri spacciatori di gas e petrolio in giro per il mondo. Per ora, in attesa di decisioni più importanti, chi ha un fucile o un coltellino che gli avanza lo lanci pure oltre la frontiera.

Forza Ucraina!! Stop War.

sabato 5 marzo 2022

Guerra e pace: Putin, l'Ucraina e tutto il mondo intorno

 


La guerra dilaga sotto casa nostra, giusto solo pochi chilometri più ad est eppure - come da protocollo post-covid dove tutto è concesso - si festeggia il carnevale e si fa baldoria. Tuttavia questo è solo l'effetto collaterale della pandemia che ci ha reso tutti più egoisti, cinici e anche un po' stronzi. Comunque dopo due anni di morti, feriti, lockdown, stenti e sacrifici ci può anche stare; d'altronde l'empatia non è più il nostro forte, ammesso che lo sia mai stato. La cosa invece più difficile da comprendere è l'invasione mediatica di strani personaggi, professoresse e professorini porta bandiera dell'estremismo pacifista. Solo un paio di giorni fa mi è capitato di dovermi sorbire da Formigli a La7 un paio di questi strani soggetti che non sono in grado di distinguere gli aggressori dalle vittime, un po' come avvenne in passato in occidente con i nazisti e la loro guerra lampo. Tutta questa incredibile fauna colta e raffinata non solo è contraria all'invio di armi all'Ucraina invasa ma non gradisce anche il fatto stesso che questi possano difendere le proprie case, le proprie famiglie e il proprio futuro. Secondo 'sti professori e il loro strampalato concetto di pace la guerra la stanno facendo allo stesso modo tutte e due le nazioni, sia gli ucraini con i loro fuciletti che il potentissimo esercito imperiale di Putin. Ieri si è andati vicinissimi a una nuova catastrofe nucleare che avrebbe potuto mettere fine alla nostra Europetta, anche a quella dei pacifisti estremisti. Non so se una bella ondata di radiazioni sia in grado di far cambiare idea a chi vuole sacrificare l'intera nazione Ucraina in nome della pace dei codardi. In ogni caso il pericolo c'è ancora e aleggia sinistramente sul nostro mondo, a mister Putin non può fregare di meno di un paio di isotopi irrequieti che vagano sull'Europa. Per quanto riguarda i "pacifisti dei morti altrui" non ne sarei così tanto sicuro, ma probabilmente darebbero la colpa agli ucraini che non hanno abbassato le braghe davanti alle orde criminali di Putin. In questi giorni poi circola la teoria della denazificazione come la dottrina di Putin ci insegna. Si afferma che gli ucraini siano nazisti, una roba ai confini della follia con una nazione con un presidente ebreo. Tutto questo nasce da una piccola banda di neonazisti che fanno parte dell'esercito ucraino (il battaglione di volontari e mercenari stranieri denominato Azov) di certo non bella gente, ma c'è da dire che anche la Russia del compagno Putin pullula di neo-nazisti come tutto il resto d'Europa, Italia compresa. Quindi anche questa è solo una scusa dell'invasore guerrafondaio, perfetta per gli osservatori occidentali, per i professorini e qualche vignettista famoso che possono tutti girarsi dall'altra parte con la coscienza candida come le chiappe di un bimbo.

Affanculo a tutti.

FORZA UCRAINA!!!

domenica 27 febbraio 2022

прекратить войну

 


Putin continua la sua guerra in piena Europa come se niente fosse, nonostante le sanzioni occidentali che vanno crescendo in tutte le direzioni (economia, sport...) e nonostante le proteste anche a casa sua. 
Gli effetti della guerra si ripetono come sempre con la stessa cruda violenza di sempre: morte, sofferenza, distruzione e popoli interi in fuga. Questa volta però siamo in Europa ai confini con la EU e con la Nato, non in un lontano paese esotico. E stare a guardare con le mani in mano non è affatto facile, lascia una sensazione sgradevole, un misto di vergogna, tristezza e impotenza. Per superare in qualche maniera questa imbarazzante situazione alcuni paesi stanno inviando armi in Ucraina. Per ora solo Belgio, Francia e Germania hanno inviato armi - che io sappia - ma si spera che se ne aggiungano altri al più presto. 
Non so se questo basterà per fermare l'armata di Vladimiro, ma se non altro dovrebbe permettere alla resistenza di guadagnare tempo.

Українська сила!

giovedì 24 febbraio 2022

Let's start a war...said Vladimir one day


È un periodo strano, siamo ancora appesi a delle mollette in un filo da stendere lunghissimo, in attesa di conoscere il nostro destino, dopo anni di stenti e sacrifici, lockdown, morti e feriti. Il covid sta facendo ancora adesso una strage infinita (154.000 morti in Italia, 6 milioni nel mondo le cifre ufficiali, quindi sicuramente sono molti di più quelli reali) e già abbiamo deciso che non c'è più: il "liberi tutti" è solo questione di ore. Lo spartiacque è stata probabilmente quella solita cagata di Sanremo con tutti quei baldi giovani tatuati e colorati come punk che invece ci hanno massacrato i timpani con canzonette pop di plastica e melassa, dentro il solito involucro indigesto tra trap, hip hop e musichetta leggerissima. Togliendo l'audio non sarebbe stato neanche male, invece purtroppo i suoni c'erano e ci accompagneranno alla ripresa dei concerti e dei mega assembramenti all'insegna del "non ce n'è Coviddi." Ma questo è un altro discorso.

Comunque, come se non bastasse tutto ciò, lo stress e la sofferenza immane causata da due anni di pandemia, come se non bastassero i milioni di ebeti novax e i vari Djokovic, ora Vladimir Vladimirovič Putin ha deciso che ci mancava giusto una bella guerra con altri morti, distruzione e fiumi di sangue. In pratica si passerà dal lockdown e dalle privazioni a causa del covid alle privazioni dovute alla guerra di Putin. Lo zar ha deciso di impossessarsi dell'Ucraina con tutta una serie di motivazioni folli e insensate, sicuro del fatto che Europa e USA non possono fare granché oltre a un timido rimprovero e qualche sanzioncina. Lo zar chiude i rubinetti del gas e noi ci ritroveremo in un mare di feci, i costi delle bollette schizzeranno alle stelle e a seguire ci sarà un terribile effetto domino con benzina e generi alimentari che si pagheranno come oro. E poi c'è l'Ucraina e per loro sarà anche peggio, fuori dalla Nato, nudi e inermi davanti alla nuova "armata rossa," praticamente senza alcuna speranza.

Inizialmente la mia idea era di scrivere ben altro poi questa prima giornata di invasione russa mi ha fatto cambiare programma a cominciare dal titolo liberamente tratto da un disco degli Exploited, per il resto non ci sono più parole. Passeremo dal blocco dei viaggi e spostamenti a causa della pandemia al blocco dei viaggi e degli spostamenti a causa della guerra di Putin. Fanculo.

sabato 5 febbraio 2022

CoviDinamo

 


La Dinamo Sassari di Bucchi aveva iniziato il suo vero campionato solo la settimana scorsa, quando contro Brindisi, si era finalmente trovata la giusta alchimia intorno al funambolico mr. Robinson. Solo domenica scorsa si era vista finalmente la migliore Dinamo di quest'anno con una grande prestazione corale, un gioco spumeggiante e divertente, grandi difese e attacchi devastanti. Era ritornato tra noi in piena forma anche Burnell e si erano visti - finalmente - grandi progressi anche da parte di Mekowulu. E invece è tornato in campo anche il Covid, con la positività di diversi elementi del gruppo squadra e il conseguente stop di tutte le attività sino al 13 febbraio. Il ché significa niente partita domani contro Trieste, niente allenamenti e forse neanche niente partita contro la Virtus Bologna, che è prevista proprio il 13 febbraio. Quindi, molto probabilmente, si arriverà ai Quarti di Finale di Coppa Italia contro l'Olimpia Milano il 16 febbraio in una situazione estremamente precaria: senza fiato né i 40 minuti nelle gambe e forse anche con qualche postumo del Covid. Praticamente un disastro.

Eppure stavolta sembrava che stesse girando tutto per il verso giusto, dopo la grande prestazione con Brindisi, si attendeva con trepidazione la partita a Trieste e il successivo esame contro Bologna, anche per vedere le reali potenzialità della squadra ritrovata. Si sarebbe potuto arrivare alle Final Eight nelle migliori condizioni e forse anche con il giusto approccio mentale per poter competere contro Milano. Certo che questa brutta botta in questo momento, quando finalmente tutto sembrava girare per il meglio, probabilmente renderà tutto più difficile oltre che quasi impossibile la prima di Coppa Italia in quel di Pesaro, perché Milano ha tanti grandi giocatori in panchina e in tribuna da poter mettere su almeno tre-quattro squadre di altissimo livello. Figuriamoci cosa potrà accadere contro una squadra convalescente con una panchina corta e tutto l'entusiasmo rinchiuso nuovamente in un cassetto.

La speranza è che lo stop non porti troppo giù il morale e che non si arrivi a un'involuzione, perché iniziare di nuovo daccapo non è affatto semplice. Spero che il centro appena parzialmente ritrovato (Mekowulu) non ritorni in periferia e che la banda di mr. Robinson sia in grado di superare anche questa mazzata. Se per la Final Eight non si sono più grosse speranze (anche se quando non si ha nulla da perdere può succedere di tutto) ci si potrà concentrare sulla griglia Playoff, possibilmente puntando a qualcosa in più dell'ottavo posto per poter evitare Milano almeno questa volta.

In bocca al lupo, ragazzi.