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Bochesmalas

lunedì 17 luglio 2023

Il cammino portoghese per Santiago




Nel mezzo del cammin di nostra vita...ci mancava giusto questo: il cammino per Santiago de Compostela in una delle sue tante varianti, giusto per iniziare ad affrontare questo tipo particolare di viaggio, indubbiamente diverso, ma assolutamente non avaro di grandi soddisfazioni. Nel nostro caso si è partiti con qualche acciacco ma con gambe allenate e suole adatte, magari non proprio con lo spirito del "pellegrino" duro e puro, ma cammin facendo un po' lo si fa proprio e alla fine un po' lo si diventa davvero pellegrino. In ogni caso se vi piace camminare, se non si disdegna un po' di trekking e se si gradisce socializzare con genti provenienti da ogni dove, di tutte le età e di tutte le possibili varianti, è il tipo di viaggio che fa per voi. Basta solo organizzarsi bene lo zaino, eliminare il superfluo e andare. Il territorio attraversato dal "cammino" è tutto un fiorire di strutture ricettive per tutte le tasche e per tutti i gusti (albergues, pensioni, hotel) per non parlare di punti ristoro di tutti i generi sia nei numerosissimi paesini che si attraversano sia nel bel mezzo dei boschi. E in Spagna si mangia bene e la birra è eccellente. Poi il sentiero è sempre ben segnalato e ben disegnato. Non si può sbagliare.

Come dicevo noi abbiamo optato per la variante "portoghese," il cammino più frequentato dopo il più celebre a affollato "francese." Non avendo un mese di tempo a disposizione non siamo partiti da Lisbona e neanche da Porto. O meglio: a Porto ci siamo arrivati ma con l'aereo e poi da lì abbiamo preso un bus per Tui prima cittadina spagnola sul confine portoghese. 

117 chilometri belli intensi, ma non difficili, suddivisi  in 6 tappe tra boschi, paesini pittoreschi, un po' di pioggia e il fresco della Galizia, anche se il sole quando si presenta picchia anche qui e non poco. La prima tappa da Tui a O Porrino è di 18 chilometri e qualche spicciolo, la seconda O Porrino - Redondela 16 km, la terza Redondela - Pontevedra 18 km, la quarta da Pontevedra a Caldas de Reis 23 km, la quinta Caldas de Reis - Padrón 19 km e la sesta e ultima da Padrón a Santiago de Compostela è di 25 km. Insomma non una passeggiata ma lo scarso dislivello, gli splendidi paesaggi e la gente del posto lo rendono decisamente piacevole. In alcune tappe è fondamentale prendere alcune deviazioni alternative - sempre ben segnalate - che allungano di qualche chilometro e che presentano un po' più dislivello, ma consentono di saltare qualche terribile zona industriale e qualche periferia un po' noiosa per immergersi nei boschi e nella natura. Per il resto noi abbiamo deciso di prenotare gli alberghi, pensioni e case private, da qui in modo da trovare la posizione migliore sul cammino e soprattutto per non perdere tempo e energie alla fine di ogni tappa. Anche perché ad ogni fine tappa le energie fisiche inevitabilmente si esauriscono. C'è un'ampia scelta di strutture di tutti i tipi, quasi sempre a ottimi prezzi. Per stare i più leggeri possibile, tenendo anche conto che le schiene non sono più quelle di una volta, noi abbiamo utilizzato il servizio di taxi (ce ne sono di vario genere, poste spagnole comprese) per il trasporto da una tappa all'altra del materiale in eccesso sistemato in un apposito borsone. Il servizio è eccellente nonché utilissimo, anche se nell'ultima tappa gli omini addetti alla consegna hanno sbagliato la consegna - probabilmente intenzionalmente, data la mole di borsoni "sbagliati" presente nella hall dell'hotel "sbagliato" - e ci è toccato andare a recuperacelo di peso in un luogo in cui i taxi sono in via di estinzione. Tuttavia questa è stata solo una spiacevole eccezione, di solito il servizio di trasporto "zavorra" funziona perfettamente.

Le 6 tappe in sintesi:





















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Per concludere "la lista della spesa"per Santiago:

1) zaino 40 lt, provvisto di copertura impermeabile, ma potrebbe andare bene anche uno da 30 litri 

2) un paio di scarpe da camminata waterproof, da trail, running o da trekking se si preferisce 

Qualche parola in più sulle scarpe, dato che sono la cosa più importante da portare nel cammino: evitate scarpe nuove ma anche quelle troppo usate, nel senso che una scarpa non ancora rodata per vari chilometri può rivelarsi una trappola per i piedi e quando questi iniziano a ricoprirsi di bolle e vesciche il cammino potrebbe finire anche subito. Al contempo ci deve essere ancora la suola e la scarpa deve essere ancora ben ammortizzata e quindi una scarpa troppo consumata non va bene. Poi io eviterei calzature in goretex che per quanto siano decisamente più resistenti e impermeabili delle altre potrebbero essere o troppo pesanti o poco traspiranti soprattutto in primavera-estate. È necessario prendere un numero in più perché i piedi si gonfieranno inevitabilmente. Io ho scelto un paio di Columbia Redmond 3 waterproof, comode, robuste e leggere allo stesso tempo, provate prima del cammino in escursioni e viaggi, ma ci sono decine e decine di modelli che si prestano allo scopo dalle Salomon a La Sportiva o le CMP. Ce ne sono veramente tantissime e per ogni tasca.

3) un paio di sandali da trekking da alternare con le scarpe chiuse e/o un paio di infradito per la doccia o la sera

4) uno scaccia acqua o un poncho o un kway

5) torcia frontale

6) 3 magliette tecniche, 3 paia di calze tecniche antivescica e senza cuciture, 3 paia di mutande in microfibra, una felpa, 2 paia di pantaloni tecnici, un paio di pantaloncini 

7) attrezzi per igiene personale, deodorante, spazzolino, dentifricio, lamette etc.

8) medicine personali, tachipirina, anti infiammatori, anti acido, garze, cerotti, vaselina o crema per piedi, antivesciche etc.

9) borraccia

10) cappello per il sole

11) borsone pieghevole per il trasporto in taxi

12) la macchina fotografica con i relativi annessi e connessi (in questo caso una Fujifilm X-E4 con XF 18-55)

+ Credenziale per la "Compostela"


Segui la freccia gialla...































































Buen camino!


domenica 16 luglio 2023

La Dinamo-Banco di Sardegna 2023-2024

 


Come sempre velocissima, e forse anche la prima a chiudere il roster, la Dinamo Sassari è pronta per la nuova stagione. Dopo due ottime annate che l'hanno vista ancora una volta tra le prime quattro del campionato LBA, questa volta sembra addirittura promettere qualcosa di più; se non altro per quanto riguarda la lunghezza della panchina - da tempo unica nota dolente di una squadra sempre ai vertici da quando ha conquistato un posto fisso in Serie A. Questa volta il duo delle meraviglie Pasquini-Bucchi ha lavorato forse ancora meglio delle ultime stagioni pescando 11 giocatori 11 in grado di dire la loro su qualsiasi parquet. Dopo le graditissime conferme di Gentile, Kruslin, Bendzius, Diop, Treier e Raspino il mitico Pasquini ha condotto a Sassari il playmaker americano Stanley Whittaker, proveniente dal campionato tedesco tra le fila delle vecchie conoscenze del Wurzburg, il centro francese Stephane Gombauld (da Nancy) l'ala greca Vasilis Charalampopolous presa da Pesaro, la guardia americana Breein Tyree, proveniente dalla squadra belga di Oustende, e ultimo ma non ultimo il play Alessandro Cappelletti, reduce da un'ottima stagione con Verona. Mancherebbe solo il dodicesimo uomo ma anche se fosse il giovanissimo Pisano non sarebbe affatto un problema. Alla corte di Bucchi c'è stato anche il cambio degli assistenti allenatori con l'arrivo di Massimo Bulleri e Massimiliano Oldoini. Quindi tante novità ma anche tanta roba, almeno sulla carta. L'anno scorso la vicenda di Onuaku ci ha insegnato che la bravura di un giocatore non è tutto, tanto che si era riusciti a fare molto di meglio con il meno quotato Stepehens. Quest'anno la speranza è che questi 11 giocatori "veri" dimostrino tutti il loro reale valore sul campo e che il gruppo si amalgami il prima possibile, inserendo sin da subito i nuovi acquisti. Dato che anche in questa nuova stagione c'è ancora un posto nella Basketball Champions League, oltre che un campionato italiano sempre più difficile e combattuto da affrontare. Dispiace e non poco per le partenze di Robinson e soprattutto di Chris Dowe, ma purtroppo non si poteva fare altrimenti. In ogni caso c'è da essere ottimisti...

Forza Dinamo!