Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

martedì 27 marzo 2018

Closed (for incoming spring)


Ogni tanto c'è bisogno di riprendere fiato e abbandonare la postazione davanti al computer. Soprattutto ora che finalmente la primavera pare sia arrivata davvero, seppur un po' in ritardo sul calendario. Dopo lunghi mesi di freddo, vento, ghiaccio, intemperie di ogni genere e stracciamento di coglioni conseguente, si riesce finalmente a vedere il sole. Quindi penso che questo sia il momento più adatto per disconnettersi.
L'anno scorso ho approfittato anche troppo di queste pause di "riflessione": ho tirato giù la saracinesca svariate volte, a più riprese nel corso dell'annata.  Di conseguenza il 2017 l'avevo chiuso con solo 112 post pubblicati in totale, il record negativo storico da quando esiste antblog. Quest'anno, finora, ho "lavorato" di più, forse grazie alle batterie nuove (eh si, avevo bisogno di energia supplementare), all'upgrade del mio sistema o al trapianto di neuroni al quale mi sono sottoposto. Sino a oggi, nei primi tre mesi di quest'anno, ho già pubblicato più della metà di post di tutto l'anno scorso (66 sino a oggi). Devo anche aggiungere che quest'anno anche gli "ascolti" sono aumentati: dopo soli tre mesi è già stata superata quota 125.000 visualizzazioni con una media di oltre 2.000 visite giornaliere; praticamente manca poco per raggiungere l'obiettivo minimo, ovvero i 141.000 del primo anno di vita del blog, e mancano ancora nove mesi...speriamo sia maschio. 
In attesa del parto devo dire che questi numeri, per ora molto simili a quelli dell'annata record del 2012 (oltre 400.000 visite), non è che siano motivo di orgoglio o di chissà che cosa. Non significano niente. Ma incuriosiscono. Sono i misteri che stanno dietro al moto di genti ed etnie varie davanti agli schermi dei pc che mi interessano. A questo proposito devo dire che l'incremento maggiore di sbirciatine in queste pagine è dato da passanti stranieri, turisti del web alla (probabile) ricerca di zone esotiche per le proprie "vacanze" o passeggiate digitali. I viaggiatori dei bit in questione provengono principalmente da Inghilterra, Francia e Canada, ma non mancano picchi curiosi da altre nazioni: Polonia, Slovacchia, Turchia...oltre ai "classici" Russia, Ucraina e Stati Uniti, da sempre il bacino di utenti più consistente di questo blog, subito dopo l'Italia. I post che "tirano" di più sono quelli dedicati all'arte, e qui la spiegazione è relativamente semplice: il malloppo di immagini che si possono prelevare; quelli sulla Dinamo (e anche questi ci possono stare) e i miei raccontini sconclusionati (e questo non lo capisco proprio). Sinora sono tanti i post pubblicati in questi primi mesi del 2018 che hanno superato quota 3.000 e anche quelli che sono andati peggio hanno tutti raggiunto almeno le 1.000 visite. E pensare che si tratta nella maggior parte dei casi di post semplici e veloci, con poche parole e ancora meno impegno da parte mia per realizzarli. Quando, invece, negli anni passati per alcuni articoli ben più impegnativi e complessi, avevo impiegato giorni interi di lavoro per completarli (penso ad esempio ad alcuni post riguardanti certe scene musicali) e tutt'ora molti di questi sono fermi a poche centinaia di visite o anche meno.
Mah, misteri della fede...
Probabilmente questa folla di visitatori-viaggiatori è composta principalmente da macchine sintonizzate, non penso si tratti di persone fisiche, se non altro non tutte. A meno che non siano uomini dei servizi segreti o di agenzie che scandagliano il web alla ricerca di qualcosa. Che cosa non mi è dato sapere.
In ogni caso ho notato che più post si pubblicano più aumentano le visite, il che sarebbe ovvio in un qualsiasi sito importante che scrive di cose importanti. La formula non è invece così scontata e ovvia in un blog insignificante come questo, dove non c'è un cazzo di niente o poco più. 
Adesso che appenderò la tastiera al chiodo per circa un mese (minuto più, minuto meno) sarebbe interessante verificare se questo trend di visite prosegue o meno. Presumo che lo spread cali di pari passo con la riduzione del numero dei battiti sulla tastiera.

Intanto, in attesa della nascita di un nuovo governo in italia e, soprattutto, che si formi la griglia dei playoff di serie A di basket, mi appresto a staccare la spina del mio fedele Mac. Lo lascerò da solo a prendere polvere sulla scrivania. Niente YouPorn né Rojadirecta per un po', mi dispiace per lui.

Nell'attesa del mio...ehm...rientro, non disperatevi: qui sotto c'è un po' di musica, qualche recensione, qualche immagine di arte assortita e le solite cazzate. Poi ci sono sempre tanti altri blog ben più interessanti di questo, molti dei quali li potete trovare nell'elenco blog personale in basso a destra in questa pagina, per ingannare il tempo. Non disperatevi, forse non torno...







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Il singolo d'esordio della band bergamasca Noir & The Dirty Crayons, antipasto dell'album "Paratechnicolor" in uscita a maggio. Pop-rock con sfumature elettroniche, divertente, leggero e primaverile:


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GBH - "Momentum"


I GBH sono tornati. "Momentum" è uscito sul finire del 2017 per la Hellcat di mr.Tim Armstrong dei Rancid, come il precedente, e...non me ne ero accorto. Devo dire che l'anno appena concluso è stato contrassegnato, per quanto mi riguarda, da un alto tasso di distrazione. Mi sono sfuggiti tanti, tantissimi, dischi che avrebbero meritato ben altra attenzione. Tra questi ci è passato anche il nuovo album della storica band di Birmingham tra i padri dell'hardcore-punk inglese agli albori degli anni 80, noto anche come UK82. In questa occasione non voglio fare una recensione tradizionale anche perché non sarei obiettivo: con la band di Colin Abrahall ci sono cresciuto. In ogni caso il disco è pieno zeppo di riff trascinanti, il solito tiro punk-hc-metal, con sempre meno tracce metal, come negli ultimi lavori che hanno segnato un deciso ritorno al passato, confermato ancora di più in questo nuovo capitolo. Il disco scorre via che è un piacere, e con una leggera ventata di freschezza rispetto ai suoi due predecessori ("Ha Ha" del 2002 e "Prefume and Piss" del 2010). La penna dei quattro inglesi pare aver riacquistato nuova ispirazione e di questa nuova linfa ne ha beneficiato tutta la scaletta di Momentum.
Di certo non dovete aspettarvi niente di paragonabile alle pietre miliari della storia dei GBH. I due City Baby, Midnight Madness & Beyond, No Need To Panic e A Fridge Too Far sono di ben altro spessore rispetto a questo. Però "Momentum" tiene bene, anche alla lunga distanza, fa muovere i piedi e il culo, risveglia ricordi mai morti e si attacca ai recettori cellulari che è un piacere. Grande punk rock. Bentornati ragazzi...

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Atriarch - "Dead As Truth"


Continuando a dare un po' di spazio ai dischi "persi" nel 2017, non posso non segnalare il quarto album dei grandissimi Atriarch di Portland, Oregon. Anche questo disco, Dead As Truth, è sfuggito clamorosamente ai miei radar. Anche questa volta si tratta di una delle mie band preferite, ma ormai sto rasentando il patologico. Comunque provo a rimediare con due righe di "riparazione" a distanza di tanti mesi dalla data di pubblicazione. Per chi non conoscesse gli Atriarch qui, come nei precedenti dischi, troverete una coltre picea sotto la quale ci celano le diverse anime della band: post-punk, death rock, noise, sludge, doom e metal estremo che convivono insieme meravigliosamente.
In questi solchi non filtra nessun raggio di sole. Il disco è pesante, cupo, nero e potente. Forse non è il loro capolavoro assoluto ma l'ascolto dell'album, con il suo andamento sinuoso e infernale al contempo, resta sempre e comunque un'esperienza importante, magari non facile ma sicuramente indimenticabile. I primi due dischi Forever The End e Ritual of Passing e lo split con i grandi Alaric probabilmente sono quelli più adatti per un atterraggio ottimale nel pianeta Alarich, ma anche questo disco come il precedente, eccellente, "An Unending Pathway" non sono merce da lasciare sfuggire.
Una volta aperte le porte dell'Inferno (la prima traccia) sarà difficile tornare indietro incolumi... 

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Actors - "It Will Come To You"





Con quest'album invece ritorno a sintonizzarmi con il giusto fuso orario, finalmente al passo con i tempi che corrono veloci. "It Will Come To You" degli Actors esce in vinile, cd e formato digitale il 6 marzo di quest'anno, ovvero pochi giorni fa. Lo avevo già inserito sotto forma del loro player bandcamp in un precedente post. La band di Vancouver è in attività dal 2012 e ha già pubblicato numerosi singoli ed Ep. Con questo primo lavoro a lunga durata i quattro canadesi riescono brillantemente a mettere a frutto le esperienze accumulate negli ultimi anni e quindi a sfornare un album semplicemente perfetto nel suo genere. It Will Come To You è un gran bel disco post punk condito con umori new wave, dark wave, cold wave e indie-pop. I suoni sono ricchi e potenti, ma niente affatto pesanti. Soprattutto grazie a un'ottima vena melodica e una sapiente gestione delle architetture sonore, il disco scorre gradevole e interessante dall'inizio alla fine. Anzi sempre più interessante e piacevole a ogni passaggio. Dentro questi solchi sono le canzoni che funzionano alla grande.
Qui le atmosfere non sono particolarmente cupe, la luce filtra eccome e con essa anche tutto lo spettro dei colori. Un gran bel disco. Un'autentica sorpresa.

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L'arte, signori, perché anche l'occhio vuole la sua parte:




















































































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Forza Dinamo!


See you soon...





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