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Bochesmalas

lunedì 3 settembre 2012

Thee Oops - Taste of Zimbabwe


Con colpevole ritardo, per giunta con l'aggravante che Thee Oops risiedono a poche centinaia di chilometri da questa casa, nella stessa "isoletta" del mediterraneo, finalmente riesco a scrivere qualche riga su "Taste of Zimbabwe," disco pubblicato nel 2011 dall'americana Slovenly Recordings.  L'occasione per conoscere quest'eccellente band cagliaritana è arrivata, con il ritardo suddetto, grazie al concerto dei Dead Kennedys e Buzzcocks in quel di Villasor. Gli Oops, quella sera, hanno suonato un breve e intenso set di garage punk hardcore sparato a mille, assolutamente entusiasmante. Prima di loro si erano esibiti i PND non previsti dal tabellone (e dai miei neuroni: purtroppo me li sono persi) e dopo, prima dei mostri sacri Buzzcocks, gli ottimi My Own Prison che presto troveranno posto in queste pagine.
L'hardcore italiano ha sempre avuto una lunga e gloriosa tradizione che ha portato i prodotti della nostra scena ben oltre i nostri confini in moltissime occasioni (Raw Power; indigesti, Negazione...). Qui in questo album, nei suoi 18 pezzi-18 minuti c'è l'essenza dell'hardcore punk delle origini, quello che scorrazzava tra i solchi di "Group Sex" dei Circle Jerks (15 minuti e 40 in quattordici tracce), nei dischi dei Minor Threat; Black Flag, Bad Brains o nei primissimi Bad Religion. In alcuni momenti vengono alla mente anche i primi The Hives con il loro garage punk al fulmicotone (e prima della notorietà), ma in linea di massima i riferimenti sono alla scuola californiana di primi anni 80 e ai Raw Power di Screams from the Gutter. In ogni caso le immancabili influenze (nella musica non si può più inventare nulla di nuovo, ancora meno nel punk rock) sono ben amalgamate, triturate e rimesse a nuovo con ottima personalità e convinzione dei propri mezzi.
Il disco è una scheggia impazzita, veloce, breve e coinciso, va subito al dunque e colpisce in pieno.
Tra le tracce spiccano l'iniziale botta di Drive Carefully (adatta a essere subito contraddetta: se ascoltata nello stereo dell'auto stimola a spingere sull'acceleratore, altro che guida prudente...); la cover dei Minor Threat, Small Man Big Mouth, della quale si può ammirare la versione live in Villasor nel video che trovate più sotto; Criminals, Death to Brunetta, Wooden Cunt e la conclusiva Tartaglia dedicata al mitico personaggio che lanciò una statuetta del duomo sui denti di un noto ex-presidente del consiglio. Ma tutta la scaletta dell'album è uno spasso...


Tracklist:

01.Drive Carefully
02.Ne.Mo.Ma
03.On The Lift
04.Fake News
05.Say Hello
06.Find Him First
07.Wodeen Cunt
08.Rispetta la Natura
09.Criminals
10.Death to Brunetta
11.Sex Disaster
12.RU/Obber
13.Small Man Big Mouth
14.Shave and Quit
15.Dear God
16.Red Tube
17.Christian Gay
18.Tartaglia

18:49

Slovenly Recordings - 2011

voto: 8, 5












Thee Oops - Small Man Big Mouth - live in Villasor 5 agosto 2012:

video












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