Brian Despain è un poliedrico artista americano che si è occupato nel corso della sua carriera di molteplici forme d'arte; ha lavorato per anni nel settore dei video giochi, come graphic designer e creatore di modelli 3D, ma è con la sue surreali illustrazioni che ha raggiunto la notorietà. Il suo stile rientra in qualche modo nel movimento artistico del surrealismo pop (o Lowbrow art: movimento nato alla fine degli anni 70 in California nel mondo dei disegnatori di fumetti underground e musicisti punk) anche se lui si definisce come uno "studente" del movimento Simbolista. Qui c'è qualche sua opera, nel suo sito, ovviamente, ci sono tutte...
Lasciate ogni speranza o voi che entrate
Bochesmalas
giovedì 26 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
Naglfar - Teras
L’ultimo disco dei Naglfar, l’ottimo Harvest, risale all’ormai lontano 2007, ma non sembra sia passato tutto questo tempo perché Teras, la nuova creatura, il sesto sigillo, non si discosta poi tanto dal suo predecessore. Certo i Naglfar di Vittra (il primo album) e, soprattutto, di Jens Ryden erano, probabilmente, un’altra cosa, ma Teras è un disco di roccioso black metal melodico svedese in grado di mietere molte vittime. Il punto debole, se così si può dire, è forse la voce di Kristoffer Olivius non particolarmente originale, ma ben inserita nel contesto malsano e tetro del suono dei Naglfar.
L’atmosfera del disco è oscura, ma anche teatrale e magniloquente, e riesce a catturare l’attenzione, anche di un ascoltatore distratto, dall’inizio alla fine. I ritmi sono spesso lenti e cadenzati, anche se non mancano feroci accelerazioni e assalti all’arma bianca.
I brani migliori sono l’epica ed evocativa titletrack; la spendida III Death Dimension Phantasma; la lunga, lenta e sofferta, The Monolith; la malvagia e a tratti tiratissima An Extension of His Arm and Will; Bring Out Your Dead con le chitarre feroci e ringhianti di Nilsson e Norman che si rincorrono sopra un mid tempo roccioso con svariati cambi di ritmo; l’aggressiva e veloce Invoc(h)ate; la conclusiva, intensa e oscura, The Dying Flame of Existence, ricamata da chitarre evocative e sospinta da un vento gelido e impetuoso che, nel finale, chiude il cerchio, riprendendo il tema della titletrack.
In conclusione un ottimo album che si guadagna un posticino nelle fauci del lettore cd senza troppa fatica e sicuramente vi soggiornerà a lungo.
Tracklist:
1.Teras
2.Pale Horse
3.III: Death Dimension Phantasma
4.The Monolith
5.An Extension of His Arm and Will
6.Bring Out Your Dead
7.Come Perdition
8.Invoc(h)ate
9.The Dying Flame of Existence
Century Media - 2012
voto: 8
Gli altri dischi dei Naglfar:
Vittra - 1995
Diabolical - 1998
Sheol - 2003
Pariah - 2005
Harvest - 2007
martedì 24 aprile 2012
John Brophy
Le opere di John Brophy nascono nel suo computer e poi crescono e arrivano a maturazione su tela. Il suo stile estremamente originale e interessante trae spunto dallo studio di antiche immagini religiose di diverse culture e, soprattutto, dalla pittura fiamminga del XV secolo. Il risultato finale è una surreale e intrigante miscela di bizzarra spiritualità dal sapore antico e moderna arte fantastica...
Iscriviti a:
Post (Atom)

























































