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Bochesmalas

lunedì 25 luglio 2011

Mark Ryden: il surrealismo color pastello e il genio pop

Mark Ryden è un geniale pittore-illustratore americano. Ha creato un mondo fantastico di bizzarre figure paffute e coloratissime, apparentemente gentili e delicate che, invece, si rivelano sanguinarie e violente...




























Si è occupato anche dell'artwork di vari dischi pop e rock con risultati memorabili:


Don Tiki - The forbidden sounds of...




Lo splendido album di Inger Lorre, ex cantante dei grandissimi Nymphs "Trascendental Medcation":




Jack of Jill - Clear hearts grey flowers:




Jackie Gleason - The romantic moods of...




Una raccolta dei metallari svizzeri Krokus:




Les Baxter - The exotic moods of...




Il bellissimo secondo album dei Marcy Playground "Shape shifter":




Martin Denny - The exotic sounds of...




Addirittura Micheal Jackson:




One hot minute dei  Red Hot Chili Peppers:




Due dischi degli Scarling: Band aid covers the bullet hole


e "Sweet heart dealer":




Il mitico, immenso, fantastico (e chi più ne ha più ne metta...)"Uncle Anesthesia" degli Screaming Trees:




Una raccolta per la Sympathy for the records industry "Alright this time just the girl":




Un'altra raccolta: "Sympathetic majestic request"



E tanti altri.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Ryden


http://www.markryden.com/index.html

Rome: Confessioni di un ladro d'anime, i fiori dall'esilio e la morte tra gli stranieri...

Confessioni di un ladro di anime, i fiori dall’esilio e la morte in mezzo agli stranieri
Rome non è solo la nostra benamata capitale è anche un gruppo, o meglio è Jerome Reuter, padre padrone, ladro di anime, unica mente e del progetto. 
Si sono formati nel 2005 in Lussemburgo. La creatura musicale parte da solide radici dark-wave per poi mutare in neo-folk ispirato ed evocativo, sino a evolversi in un suono acustico e malinconico dalla forte componente cantautorale oscura e poetica come raramente si può ascoltare.
Con il tempo la penna di Reuter ha abbandonato le tentazioni apocalittiche del neo-folk e le sperimentazioni industriali per dirigersi verso i lidi di un suono più accessibile e meno disturbante, ma sempre raffinato e dannato quanto basta.
L’ultimo album è più vicino a una versione alternative di Leonard Cohen, o ad alcune cose di Nick Cave, che alle oscure e splendide tempeste dark-folk dei primi dischi.
Le opere:
1.Berlin - Mini-Lp 2006




2.Nera - 2006



3.Confessions d’un voleur d’ames - 2007



4.Masse mensch material - 2008



5.To die among strangers - Ep 2009



6.Flowers from exile - 2009



7.L’assassin - Ep 2010



8.Nos chants perdus - 2010


I capolavori sono almeno due: “Masse mensch material” e “Flowers from exile” due dischi di una bellezza struggente, intensi ed emozionanti. Le più alte vette toccate dall’ispiratissima penna di Jerome Reuter e due album da avere assolutamente.