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Bochesmalas

giovedì 19 dicembre 2013

All Pigs Must Die - Nothing Violates This Nature


Se state cercando un bel dischetto in grado di allietare le serate natalizie davanti al camino e con tutta la famigliola festante addobbata di luci intermittenti e palle colorate, questo è il disco giusto: allegro, divertente e spensierato.
Non è vero, ma potrebbe andare bene ugualmente, magari solo per liberarsi della suocera o delle orde di bambini ululanti, e poi, diciamola tutta: quest'anno non c'è un cazzo da festeggiare. Quindi un album come "Nothing Violates This Nature," che sia sistemato sotto l'albero illuminato, accanto a panettone, dolci e spumante, o nella penombra di una stanza spoglia con un tozzo di pane vecchio e una bottiglia di vino andato a male, va bene in ogni caso.
Cazzate a parte il secondo disco degli All Pigs Must Die è una bomba hardcore punk-thrash-sludge, oscuro, opprimente e devastante. I colpevoli di cotanta violenza sono una specie di "supergruppo" composto da Ben Koller dei Converge, Kevin Baker dei The Hope Conspiracy e Adam Wentworth e Matt Woods dei Bloddhorse. L'origine delle loro scorribande sonore è da ricercarsi nei cromosomi Crust/D-beat, ma in questo disco si spingono oltre, pescando a mani basse da tutte le deviazioni di metal estremo, dallo sludge e dal post-hardcore. Il muro di suono che ci si ritrova davanti è invalicabile, durissimo e pericoloso. Si parte alla grande con la batteria tellurica di Koller sugli scudi e la doppietta d'assalto composta da Chaos Arise e Silencer che non lascia alcun scampo: un feroce hardcore-metal con continui saliscendi costituiti da bellicose accelerazioni, stop & go e dolorosi rallentamenti; l'ombra sinistra del primitivo black metal si sposa alla perfezione con l'hardcore più violento e senza compromessi. Le successive Primitive Fear, Bloodlines e la tenebrosa Of Suffering sono più granitiche, cupe e malsane, con trovate sonore più ricercate e sperimentali; la velocità cala e l'atmosfera diviene soffocante. Con Holy Plague, Sacred Nothing e la violentissima e brevissima Aqim Siege, il ritmo sale nuovamente e la bolgia sotto il palco (o sotto l'albero di Natale) è assicurata.
La feroce Faith Eater è accompagnata nei suoi primi passi dai Black Sabbath sotto anfetamine, dopodiché la bomba hardcore deflagra senza pietà sino ai dolorosi passi finali.
Chiude la scaletta l'allucinante ed entusiasmante viaggio nella musica estrema di Articles of Human Weakness, dove crust, hardcore, grindcore e post hardcore s'incontrano in un micidiale cocktail dagli effetti imprevedibili, con tanto di chiusura affidata a percussioni industriali.

Un disco incredibile. Altro che bollicine...


Tracklist:

01.Chaos Arise
02.Silencer
03.Primitive Fear
04.Bloodlines
05.Of Suffering
06.Holy Plague
07.Aqim Siege
08.Sacred Nothing
09.Faith Eater
10.Articles of Human Weakness

2013 - Southern Lord







2 commenti:

  1. Allucinante... e alquanto brutal.

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  2. Si è una bella robettina leggera, leggera.
    Grazie per il tuo commento!

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