Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

lunedì 5 dicembre 2016

59.11


Ci siamo, finalmente ci siamo. È finita. Dopo una logorante e pesantissima campagna elettorale che sembrava non avere mai fine, è giunto il fatidico momento di archiviare in un colpo solo la terrificante riforma costituzionale di Renzi e lui stesso. Il boy-scout di Firenze, Giorgio Napolitano, Verdini, Alfano, Benigni, De Luca, la Merkel, Marchionne, Confindustria, La UE, le banche e la grande finanza mondiale non ce l'hanno fatta.
Personalizzo-non personalizzo-cazzo-se-personalizzi ed è andata a finire così: l'inquilino abusivo di palazzo Chigi ha ricevuto l'ingiunzione di sfratto per mano del popolo italiano. Con un moto d'orgoglio inaspettato e sorprendente.
A dirla tutta non ci avrei scommesso un solo euro. Ero più che convinto che lo sbarramento di fuoco dei TG nazionali e dei grandi quotidiano sarebbero riusciti nell'intento di svuotare i crani degli italici tutti, o quasi. Il continuo martellare di Si, Si e ancora Si, messaggi subliminali, sondaggi finti e cazzate di ogni genere, pareva non dare scampo a nessuno. Renzi era contemporaneamente in ogni schermo tv possibile e immaginabile; appariva anche nella televisione spenta, di notte, anche se si staccava la corrente, anche se si prendeva a martellate l'apparecchio. E poi la pioggia di danari per tutti (o quasi), le minacce di catastrofi, guerre nucleari, carestia, peste, morte e distruzione, Sodoma e Gomorra, sembravano talmente convincenti, insistenti e ben confezionate a uso e consumo dell'italiano medio, da non lasciare molte speranze alla resistenza. Solo una piccola parte della carta stampata (Il Fatto Quotidiano) si è schierata apertamente e coraggiosamente dall'altra parte, e solo una piccola fetta della potenza di fuoco Tv (leggi La7) è rimasta stoicamente imparziale e ha svolto il vero ruolo di servizio pubblico, ovvero informazione vera e pura e un uguale trattamento per quanto riguarda i tempi e la qualità degli spazi delle parti avverse con l'assoluto rispetto della par condicio.
E invece, stavolta, gli italiani mi hanno sorpreso. Quando sono arrivati i risultati ufficiali (agli exit pool non ho mai dato troppa fiducia) praticamente mi sono commosso, quasi come alla vittoria del mondiale di calcio o allo scudetto nel basket. Per strada si è sentito anche qualche carosello di auto festanti, botti e trombette.
E poi c'è stata l'immensa gioia dell'incredibile 73,8 % della mia terra, la Sardegna, che non può non riempirmi di orgoglio.
Mi cospargo il capo di cenere per aver dubitato delle coscienze degli italiani. Stavolta, fortunatamente, le mance non sono servite così come anche la frittura di pesce. Del resto non si può comprare tutto e tutti. E non si può vendere per buona e indispensabile ogni cagata che viene fuori. Il market delle cazzate è chiuso. Speriamo definitivamente.

59.11% NO - 40.89% SI, pochi boh o forse...


L'immagine qui sopra non è mia; l'ho trovata per caso, ma purtroppo non so più dove né chi sia l'autore, altrimenti lo avrei citato volentieri.


venerdì 2 dicembre 2016

...ma anche NO!


Mancano un paio di giorni al 4 Dicembre ed è tutto un susseguirsi di comizi di Renzi a reti unificate. Il presidente è in ogni dove, ad ogni ora e in ogni studio televisivo, contemporaneamente. Lo si vede in tutte le trasmissioni tv, dal talk show al programma di cucina senza alcun pudore né pietà per i disgraziati che si trovano dall'altro lato della telecamera. Bisogna ammettere che ce la sta mettendo tutta, sta sudando sette camicie (bianche) per arrivare al traguardo da vittorioso, e anche i suoi discepoli si stanno dando da fare per occupare ogni minuto disponibile nel palinsesto tv. Non parliamo poi dei TG Rai che da qualche settimana sono diventati uno spot perpetuo degli omini del Si a tutti i costi, una comoda passerella per la meglio gioventù di Renzi e Napolitano, praticamente quasi senza contraddittorio. Lo spazio per il No si è ristretto sempre di più con il passare dei giorni ed è gestito in modo magistrale dagli addetti alla propaganda: un pizzico di Gasparri con la bava alla bocca e di un Berlusconi sempre più tirato e sempre meno credibile, e sempre meno spazio alla Sinistra, ai costituzionalisti e ai Cinquestelle (firme per la lista di Palermo a parte, ovviamente, quelle si che vengono sbandierate in ogni istante). C'è da dire che il lavoro svolto da Tg e giornali di regime è a dir poco perfetto, riescono a lavare il cervello meglio di qualsiasi lavatrice con quel "vedi come sono quelli dell'accozzaglia del NO", quando va bene "sono inesperti, inaffidabili" quando va male "sono quelli della prima repubblica o del ventennio di Berlusca." Sono abili a mostrare il lato più debole del fronte del No e, viceversa, a offrire il meglio del meglio della concorrenza, con tanto di soggetti telegenici come il magnifico venditore Renzi, i bei faccini delle sue ancelle Boschi e Madia e pochi altri adeguatamente selezionati. A quelli meno "simpatici" e telegenici è riservato uno spazio minore e controllato (qualcuno di voi ha visto Verdini in tv ultimamente?).
Sono riusciti anche a coinvolgere personaggi dello spettacolo come Benigni (si, proprio quello che a suon di soldoni decantava la bellezza della nostra Costituzione solo qualche anno fa) e finanche showgirl e cuochi.
Intanto agli italiani all'estero (mai presi in considerazione prima di oggi) sono arrivate le letterine di invito alla grande festa del Si. inoltre stanno raschiando il fondo della cassa per la pioggia di mance per tutti, diciottenni, pensionati, lavoratori del pubblico impiego, donne, esodati, pensionati e mamme, e il quesito elettorale ingannevole potrebbe fare il resto e segnare il trionfo di Napolitano, Renzi, Verdini e Alfano. 
A quel punto dopo l'abolizione dell'art.18, il jobs act, la buona scuola e tutta la serie infinita di puttanate estratte dal cilindro di mastro Renzi, ci si può aspettare di tutto. Il finto senato sarà un monocolore renziano, i consiglieri regionali e i sindaci potranno fare il cazzo che vogliono beneficiando della tanto agognata immunità parlamentare e, soprattutto, non faranno il loro lavoro (ammesso che lo abbiano mai fatto) nel territorio. Per tutto il resto c'è la nuova legge elettorale.

Io penso - e temo - che il Si sia in grande crescita, anche in giro per strada, tra gli amici, si sente qualcuno schierato da quella parte quando, sino a poco fa, sentivi solo voci contrarie (rappresentanti del PD compresi). Beh, in quel caso onore al Renzi vincitore, se non altro ci ha lavorato sodo per arrivare a questo risultato. Per quanto riguarda gli italiani, ormai non mi stupisco più di niente: tendiamo a non pensare e a salire sempre e comunque sul carro del vincitore anche se ci sodomizza la madre. D'altronde abbiamo acconsentito all'abominio delle trivelle senza fiatare figuriamoci se non acconsentiamo a "la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL"


Il tutto funziona come le televendite e le mitiche slide di Renzi: sono belle, semplici efficaci e dirette...peccato solo che, 80 euro a parte, non hanno mai portato a nulla di concreto, se non a qualche disastro. Ma questo piccolo particolare non interessa al popolo, quello che conta sono come sempre le promesse e le chiacchiere, ben fatte e ben presentate; una volta che c'è stato l'annuncio la cosa è da considerarsi fatta, non importa se non c'è un seguito reale.
Spero che domenica 4 dicembre i fatti mi smentiscano e che il popolo italiano si risvegli finalmente dal letargo ultra ventennale e che non permetta lo stupro della Costituzione.

In ogni caso, comunque vada a finire, alle ore 24 di questa notte finalmente verremo liberati dal tormento di questo benedetto referendum; per mesi il paese è restato fermo a seguire sui media i colpi bassi e le idiozie pseudo-politiche sull'argomento. Dopo tutta questa indigestione di stronzate finalmente si vota...

NO!


















Rotten UK - That is not Dead


Con l'album di debutto dei Rotten UK si fa un salto a ritroso nel tempo sino agli anni 80 più ruvidi ed elettrici quelli, per intenderci, dove scorrazzavano le bande UK82 nel periodo d'oro dell'hardcore punk inglese, ma non solo: nel DNA di questo quartetto americano non si ritrovano solo cromosomi simili a quelli di GBH, Exploited, Discharge o Broken Bones, insieme a questi convivono infatti tracce di death rock, anarcho-punk, metal, punk '77 e post punk. Il risultato è micidiale; un vero toccasana per i nostalgici delle scorribande elettriche che si potevano ascoltare solo in quei tempi, quando l'underground era in fermento con il suo carico di violenza, pericolosità ed eccitazione; le band crescevano come funghi tossici al calare delle tenebre ed era tutto un fiorire di etichette, fanzine fotocopiate in bianco e nero, singoli fatti a mano e musica artigianale di grande qualità. Tutto rigorosamente politicamente scorretto e poco digeribile per le masse, ma la soddisfazione era assicurata. In questi ultimi anni c'è stato tutto un rifiorire di quelle atmosfere, suoni e attitudine e i Rotten Uk ne sono un ottimo esempio. "That Is Not Dead" è uno splendido concentrato di ricordi, sapori ed emozioni dei bei tempi andati con un carico di potenza e violenza che bene si sposa anche con i giorni nostri. In 14 passi la band mette insieme un gran bel disco di hardcore punk dai toni scuri e cupi che va a centrare in pieno l'obiettivo.

Tracklist:

01.Phantasmagoric
02.Revolution Moon
03.Waiting For The Bomb
04.Their Dreams
05.Dark Times
06.Reaper Follows
07.Slipping Into Darkness
08.Crucifiction
09.Royal Blood
10.Animal Sacrifice 
11.Stagnation Is Sin
12.Long Kiss
13.Deathbeat
14.Back To War

Hells Headbangers - 2016


mercoledì 30 novembre 2016

Univers - Límit Constant


Gli Univers provengono da Barcellona, sono attivi da diversi anni e hanno alle spalle una discografia di tutto rispetto con un album, "L'estat Natural" del 2014, un mini LP, "La Pedregada" del 2012, e svariati singoli. Con il nuovo album "Límit Constant", a mio parere, raggiungono la vetta della loro ricerca sonora tra le reliquie sonore degli anni 80 e 90, rivedute e corrette per stare al passo con i tempi. I suoni e l'atmosfera che respira in questi solchi sono debitori del post punk d'annata come anche delle varianti e variabili shoegaze, indie pop e synth pop, ma con lo sguardo proiettato avanti, al 2016 e oltre. Per intenderci i termini di paragone, giusto per dare un'idea, potrebbero essere The Cure che suonano shoegaze nel 2016. L'album si fa apprezzare per la sua freschezza e il perfetto equilibrio tra rumori e melodia. La scaletta scivola via che è un piacere tra un giro di chitarra preso in prestito da "A Forest" dei Cure (Rocaprevera), schitarrate più abrasive e ritmi sostenuti (Supera El Col-lapse) e una gran profusione di melodie indolenti e perfette che ci accompagnano piacevolmente sino alla degna conclusione affidata a "Barcelona JJOO."

Tracklist:

01.Bons Nois
02.Europa
03.Divisó De La Victòria
04.Aliança 20000
05.Plataforma
06.Rocaprevera
07.Supera El Col-lapse
08.Mecànica Moderna
09.L'Umbracle
10.Barcelona JJOO

2016 - Famélic Records



lunedì 28 novembre 2016

Dinamo Sassari: un tranquillo weekend di paura...


Prima di giungere al finale da thriller di Dinamo Sassari-Vanoli Cremona c'è stata tutta una serie di incredibili e rocamboleschi eventi che hanno condizionato il risultato di una lunga striscia di partite, praticamente già vinte sino a pochi secondi dal fischio della sirena dei 40 minuti. Tutta una serie di eventi concomitanti che hanno creato una situazione alquanto intricata dalla quale non sarà facile venirne fuori. 
C'è da dire che la Dinamo 2016-2017 è una squadra forte, sicuramente meglio strutturata di quella della scorsa stagione, anche se la genialità di professor David Logan (sempre sia lodato) avrebbe fatto comodo a questa squadra come a tutto il campionato italiano. Ma in ogni caso la Dinamo è partita bene con gli ottimi innesti di Darius Johnson-Odom, Savanovic, Lydeka, Lacey, Monaldi e Carter e le gradite riconferme di Stipcevic, Sacchetti, Devecchi e D'Ercole. Sono arrivate vittorie e prestazioni importanti e anche nelle sconfitte (vedi quella di Milano o quella di Reggio Emilia) si era visto un gran bel gioco e un'ottima reazione, a parte forse quella con Cantù in campionato e quella con l'AEK Atene in Champions League. Ma un momento di calo, qualcosa che non funziona negli ingranaggi e nell'alchimia del quintetto, ci può stare; è assolutamente normale, soprattutto per una squadra quasi completamente nuova che ha necessità di rodare certi meccanismi.
Poi, però, qualcosa si è rotto, la sfiga è arrivata giù con folate degne di un uragano e il thriller è diventato una cosa seria. Prima la sconfitta con modesto Szolnoki Olaj per un punticino all'ultimo secondo (73-72) il 26 ottobre, poi il 15 novembre la rocambolesca sconfitta interna con la corazzata Besikstas anche qui per un solo punto (79-80) allo scadere, nonostante la miglior prestazione stagionale della Dinamo. Ma ancora questo ci poteva stare: un disattenzione in un finale tirato, un po' di stanchezza, l'effetto serra, un moto astrale negativo o chissà cos'altro.
Il 17 novembre però c'è stato un qualcosa che sicuramente ha influito sugli ultimi risultati, ovvero l'incontro della squadra (ahimè) con Matteo Renzi (ne sa qualcosa Hilary Clinton). Da quel momento quelli che erano solo episodi isolati e assolutamente comprensibili e giustificabili sono diventati la norma. Secondo la legge di Murphy (o di Renzi?) "se qualcosa può andare male, lo farà" è così è stato: il 20 novembre contro Avellino in casa (70-75), il 22 contro il modesto Ludwigsburg in champions, ancora una volta per un punto all'ultimo secondo (79-80) e infine la gara di ieri 26 novembre, sempre in casa, contro la Vanoli Cremona, ultima in classifica nel campionato italiano di serie A.
Per questa partita già le premesse non erano le migliori. Il solitamente calorosissimo e spumeggiante Palaserradimigni era già prima dell'inizio della partita abbastanza moscio, silenzioso e poco colorato, quasi ci fosse nell'aria la solita tempesta di sfiga degli ultimi tempi. Si sentiva solo la curva del mitico "Commando" che non ha smesso un solo secondo di incitare la squadra e di cercare di far svegliare la massa del pubblico abulico e quasi rassegnato. Mancavano bandiere e striscioni di solito a cura di "Orgoglio Biancoblu",impegnati nella raccolta fondi all'esterno del palazzetto. Nell'aria c'era rassegnazione, paura e sfiducia, come in ogni thriller che si rispetti dove non ci si può fidare di nessuno. Tutti a guardare il tabellone e il cronometro, nonostante la Dinamo fosse sempre avanti (come quasi sempre) e tutto procedesse per il meglio, o quasi. Di certo, c'è da dire, che quella di ieri, nonostante fossimo sempre davanti nel punteggio, è stata una brutta prestazione, forse la peggiore insieme a quella di Cantù e Atene. Ma anche se non tutto funzionava per il meglio c'era pur sempre di fronte l'ultima in classifica che in fondo (a parte un monumentale Holloway con i suoi 31 punti) ha giocato da ultima in classifica, con grinta, forza e disperazione ma niente di più. In casa Dinamo, nonostante la titubanza e qualche errore di troppo, c'era un ottimo Lacey, il solito grande Savanovic, i punti di Johnson-Odom e la solita (o quasi) grinta di Stipcevic, insomma tutto (o quasi) quello che serviva per battere Cremona. Ma non è bastato, ancora una volta all'ultimo secondo, prima dell'ultima sirena ecco la beffa e il serial killer (la sfiga) si è preso per l'ennesima volta i due punti. Clamoroso al Cibali, si sarebbe detto in altri tempi. Ora invece di clamoroso non c'è granché, il giocattolo si è rotto e forse sarebbe auspicabile fare un salto a Lourdes, prima che il serial killer colpisca ancora.
O comunque, come pare abbia detto lo stesso Pasquini sarebbe il caso di andare al mercato a comprare qualcosa di buono (un lungo? un leader? Logan?). Non ci resta che attendere, tenendo ben stretti i coglioni in mano e le spalle attaccate al muro, perché la fortuna è cieca ma la sfiga, è risaputo, ci vede benissimo.



Qui sopra il video della beffa finale.







Il roster della Dinamo Sassari 2016-2017: 


Qui sotto, in camicia bianca, il presunto colpevole "innominabile":


Non resta che rivolgersi a un buon esorcista.

Forza Dinamo!


venerdì 25 novembre 2016

Dark Blue - Start of the World


Dopo il monumentale "Pure Reality" del 2014 e una manciata di singoli formidabili (riuniti nel disco Red/White, edito dalla Adagio830) è giunto il tempo del secondo album per i Dark Blue di mr. John Sharkey III, Andrew Mackie Nelson e Michael Sneeringer. Il nuovo nato si intitola "Start Of The World" e decolla subito nel miglior modo possibile con il trittico d'apertura Union of Buffoons, Be Gone Everyone (finora la canzone più bella del 2016, a mio parere), Never Wanted To Hurt You. A questo punto si potrebbe già chiudere questa sorta di inutile micro-recensione e andare tutti ad acquistare, ascoltare o rubare l'album, perché di materiale di questa levatura in giro per il mondo, credetemi, non è che se trovi poi così tanto. "La colonna sonora degli USA in decadenza" mantiene le promesse sino in fondo con melodie strepitose, liriche urticanti decantate dalla grandiosa voce di Sharkley III e un muro di suoni potenti quanto minimali. Il cocktail della premiata ditta Dark Blue è composto, come sempre, da materie di prima qualità: punk, post punk, pop, surf e rock che, probabilmente, in "Start Of The World" raggiungono la perfezione sia per quanto riguarda la coesione dei vari elementi e sia, soprattutto, per la qualità del risultato finale.
Da non perdere.


Tracklist:

01.Union of Buffoons
02.Be Gone Everyone
03.I Never Wanted To Hurt You
04.Paralyzed By Fear
05.You Know Who
06.Bombs On The Beach
07.Tired Of The Poor
08.Western Front Academy

12XU - ADAGIO830 - 2016


martedì 22 novembre 2016

Olzai, Autunno in Barbagia 19-20 Novembre 2016


Anche quest'anno, per puro caso, ci siamo ritrovati al tradizionale appuntamento con le Cortes apertas di "Autunno in Barbagia", svoltosi in quel di Olzai nei giorni 19 e 20 novembre. "Cortes Apertas" ovvero cortili aperti (in sardo cortile si declina al femminile) è una buona, anzi ghiotta, occasione per vedere antiche e vecchie abitazioni riaperte per l'occasione, dove vengono mostrate al mondo le antiche tradizioni del luogo, l'arte, i mestieri di una volta e l'artigianato e, soprattutto, le prelibatezze della cucina, con ricette tradizionali, dolci e altre leccornie. Tutto il circuito di Autunno in Barbagia è assolutamente da non perdere per chi ricerca l'autenticità e le tradizioni che si perdono nella notte dei tempi nel cuore della Sardegna. Perché la Barbagia in fondo è un'isola nell'isola e ognuna delle diverse tappe nei 28 paesi che vi aderiscono è in grado di offrire un salto indietro nel tempo dal quale non si può non ritornare più che soddisfatti (e sazi) grazie all'eccellente cibo e alla superba selezione di vini che si trova in ognuna delle località interessate dall'evento.
Olzai è un piccolo centro (meno di 900 abitanti) circondato dai monti. La cosa che salta subito all'occhio visitando questo bellissimo borgo è il magistrale utilizzo del granito nella maggior parte delle abitazioni. Il che rende piacevolmente uniforme la veduta d'insieme del paese e inoltre dona un'atmosfera d'altri tempi. Tra le altre cose si possono ammirare il vecchio mulino ad acqua risalente all'800 e ancora perfettamente funzionante, la casa museo del pittore Carmelo Floris, il bellissimo arginamento (risalente al 1921) del rio Bisine che attraversa il paese, i boschi e i nuraghi che lo circondano e tanto altro.
Le foto che seguono le ho scattate in quell'occasione, giusto qualche giorno fa. Ho cercato di non inserire scatti identici a quelli del post dell'anno scorso ma qualcosa ovviamente mi è sfuggita. D'altronde il paese è piccolo e le cose da vedere e ammirare sono sempre quelle anche se non hanno perso un pizzico del loro fascino. Tutte le fotografie non hanno subito modifiche in post produzione, anche quelle che appaiono un po' "strane" sono state create così al momento dello scatto, utilizzando le varie opzioni del menù della fotocamera.




























































































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