Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

domenica 11 dicembre 2016

Guillermo Lorca


Guillermo Lorca García-Hiudobro (Santiago del Cile, 1984) già apprendista e assistente nello studio del grande pittore norvegese Odd Nerdrum nel 2007, vive e lavora in Cile:
























lunedì 5 dicembre 2016

59.11


Ci siamo, finalmente ci siamo. È finita. Dopo una logorante e pesantissima campagna elettorale che sembrava non avere mai fine, è giunto il fatidico momento di archiviare in un colpo solo la terrificante riforma costituzionale di Renzi e lui stesso. Il boy-scout di Firenze, Giorgio Napolitano, Verdini, Alfano, Benigni, De Luca, la Merkel, Marchionne, Confindustria, La UE, le banche e la grande finanza mondiale non ce l'hanno fatta.
Personalizzo-non personalizzo-cazzo-se-personalizzi ed è andata a finire così: l'inquilino abusivo di palazzo Chigi ha ricevuto l'ingiunzione di sfratto per mano del popolo italiano. Con un moto d'orgoglio inaspettato e sorprendente.
A dirla tutta non ci avrei scommesso un solo euro. Ero più che convinto che lo sbarramento di fuoco dei TG nazionali e dei grandi quotidiano sarebbero riusciti nell'intento di svuotare i crani degli italici tutti, o quasi. Il continuo martellare di Si, Si e ancora Si, messaggi subliminali, sondaggi finti e cazzate di ogni genere, pareva non dare scampo a nessuno. Renzi era contemporaneamente in ogni schermo tv possibile e immaginabile; appariva anche nella televisione spenta, di notte, anche se si staccava la corrente, anche se si prendeva a martellate l'apparecchio. E poi la pioggia di danari per tutti (o quasi), le minacce di catastrofi, guerre nucleari, carestia, peste, morte e distruzione, Sodoma e Gomorra, sembravano talmente convincenti, insistenti e ben confezionate a uso e consumo dell'italiano medio, da non lasciare molte speranze alla resistenza. Solo una piccola parte della carta stampata (Il Fatto Quotidiano) si è schierata apertamente e coraggiosamente dall'altra parte, e solo una piccola fetta della potenza di fuoco Tv (leggi La7) è rimasta stoicamente imparziale e ha svolto il vero ruolo di servizio pubblico, ovvero informazione vera e pura e un uguale trattamento per quanto riguarda i tempi e la qualità degli spazi delle parti avverse con l'assoluto rispetto della par condicio.
E invece, stavolta, gli italiani mi hanno sorpreso. Quando sono arrivati i risultati ufficiali (agli exit pool non ho mai dato troppa fiducia) praticamente mi sono commosso, quasi come alla vittoria del mondiale di calcio o allo scudetto nel basket. Per strada si è sentito anche qualche carosello di auto festanti, botti e trombette.
E poi c'è stata l'immensa gioia dell'incredibile 73,8 % della mia terra, la Sardegna, che non può non riempirmi di orgoglio.
Mi cospargo il capo di cenere per aver dubitato delle coscienze degli italiani. Stavolta, fortunatamente, le mance non sono servite così come anche la frittura di pesce. Del resto non si può comprare tutto e tutti. E non si può vendere per buona e indispensabile ogni cagata che viene fuori. Il market delle cazzate è chiuso. Speriamo definitivamente.

59.11% NO - 40.89% SI, pochi boh o forse...


L'immagine qui sopra non è mia; l'ho trovata per caso, ma purtroppo non so più dove né chi sia l'autore, altrimenti lo avrei citato volentieri.


venerdì 2 dicembre 2016

...ma anche NO!


Mancano un paio di giorni al 4 Dicembre ed è tutto un susseguirsi di comizi di Renzi a reti unificate. Il presidente è in ogni dove, ad ogni ora e in ogni studio televisivo, contemporaneamente. Lo si vede in tutte le trasmissioni tv, dal talk show al programma di cucina senza alcun pudore né pietà per i disgraziati che si trovano dall'altro lato della telecamera. Bisogna ammettere che ce la sta mettendo tutta, sta sudando sette camicie (bianche) per arrivare al traguardo da vittorioso, e anche i suoi discepoli si stanno dando da fare per occupare ogni minuto disponibile nel palinsesto tv. Non parliamo poi dei TG Rai che da qualche settimana sono diventati uno spot perpetuo degli omini del Si a tutti i costi, una comoda passerella per la meglio gioventù di Renzi e Napolitano, praticamente quasi senza contraddittorio. Lo spazio per il No si è ristretto sempre di più con il passare dei giorni ed è gestito in modo magistrale dagli addetti alla propaganda: un pizzico di Gasparri con la bava alla bocca e di un Berlusconi sempre più tirato e sempre meno credibile, e sempre meno spazio alla Sinistra, ai costituzionalisti e ai Cinquestelle (firme per la lista di Palermo a parte, ovviamente, quelle si che vengono sbandierate in ogni istante). C'è da dire che il lavoro svolto da Tg e giornali di regime è a dir poco perfetto, riescono a lavare il cervello meglio di qualsiasi lavatrice con quel "vedi come sono quelli dell'accozzaglia del NO", quando va bene "sono inesperti, inaffidabili" quando va male "sono quelli della prima repubblica o del ventennio di Berlusca." Sono abili a mostrare il lato più debole del fronte del No e, viceversa, a offrire il meglio del meglio della concorrenza, con tanto di soggetti telegenici come il magnifico venditore Renzi, i bei faccini delle sue ancelle Boschi e Madia e pochi altri adeguatamente selezionati. A quelli meno "simpatici" e telegenici è riservato uno spazio minore e controllato (qualcuno di voi ha visto Verdini in tv ultimamente?).
Sono riusciti anche a coinvolgere personaggi dello spettacolo come Benigni (si, proprio quello che a suon di soldoni decantava la bellezza della nostra Costituzione solo qualche anno fa) e finanche showgirl e cuochi.
Intanto agli italiani all'estero (mai presi in considerazione prima di oggi) sono arrivate le letterine di invito alla grande festa del Si. inoltre stanno raschiando il fondo della cassa per la pioggia di mance per tutti, diciottenni, pensionati, lavoratori del pubblico impiego, donne, esodati, pensionati e mamme, e il quesito elettorale ingannevole potrebbe fare il resto e segnare il trionfo di Napolitano, Renzi, Verdini e Alfano. 
A quel punto dopo l'abolizione dell'art.18, il jobs act, la buona scuola e tutta la serie infinita di puttanate estratte dal cilindro di mastro Renzi, ci si può aspettare di tutto. Il finto senato sarà un monocolore renziano, i consiglieri regionali e i sindaci potranno fare il cazzo che vogliono beneficiando della tanto agognata immunità parlamentare e, soprattutto, non faranno il loro lavoro (ammesso che lo abbiano mai fatto) nel territorio. Per tutto il resto c'è la nuova legge elettorale.

Io penso - e temo - che il Si sia in grande crescita, anche in giro per strada, tra gli amici, si sente qualcuno schierato da quella parte quando, sino a poco fa, sentivi solo voci contrarie (rappresentanti del PD compresi). Beh, in quel caso onore al Renzi vincitore, se non altro ci ha lavorato sodo per arrivare a questo risultato. Per quanto riguarda gli italiani, ormai non mi stupisco più di niente: tendiamo a non pensare e a salire sempre e comunque sul carro del vincitore anche se ci sodomizza la madre. D'altronde abbiamo acconsentito all'abominio delle trivelle senza fiatare figuriamoci se non acconsentiamo a "la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL"


Il tutto funziona come le televendite e le mitiche slide di Renzi: sono belle, semplici efficaci e dirette...peccato solo che, 80 euro a parte, non hanno mai portato a nulla di concreto, se non a qualche disastro. Ma questo piccolo particolare non interessa al popolo, quello che conta sono come sempre le promesse e le chiacchiere, ben fatte e ben presentate; una volta che c'è stato l'annuncio la cosa è da considerarsi fatta, non importa se non c'è un seguito reale.
Spero che domenica 4 dicembre i fatti mi smentiscano e che il popolo italiano si risvegli finalmente dal letargo ultra ventennale e che non permetta lo stupro della Costituzione.

In ogni caso, comunque vada a finire, alle ore 24 di questa notte finalmente verremo liberati dal tormento di questo benedetto referendum; per mesi il paese è restato fermo a seguire sui media i colpi bassi e le idiozie pseudo-politiche sull'argomento. Dopo tutta questa indigestione di stronzate finalmente si vota...

NO!


















Rotten UK - That is not Dead


Con l'album di debutto dei Rotten UK si fa un salto a ritroso nel tempo sino agli anni 80 più ruvidi ed elettrici quelli, per intenderci, dove scorrazzavano le bande UK82 nel periodo d'oro dell'hardcore punk inglese, ma non solo: nel DNA di questo quartetto americano non si ritrovano solo cromosomi simili a quelli di GBH, Exploited, Discharge o Broken Bones, insieme a questi convivono infatti tracce di death rock, anarcho-punk, metal, punk '77 e post punk. Il risultato è micidiale; un vero toccasana per i nostalgici delle scorribande elettriche che si potevano ascoltare solo in quei tempi, quando l'underground era in fermento con il suo carico di violenza, pericolosità ed eccitazione; le band crescevano come funghi tossici al calare delle tenebre ed era tutto un fiorire di etichette, fanzine fotocopiate in bianco e nero, singoli fatti a mano e musica artigianale di grande qualità. Tutto rigorosamente politicamente scorretto e poco digeribile per le masse, ma la soddisfazione era assicurata. In questi ultimi anni c'è stato tutto un rifiorire di quelle atmosfere, suoni e attitudine e i Rotten Uk ne sono un ottimo esempio. "That Is Not Dead" è uno splendido concentrato di ricordi, sapori ed emozioni dei bei tempi andati con un carico di potenza e violenza che bene si sposa anche con i giorni nostri. In 14 passi la band mette insieme un gran bel disco di hardcore punk dai toni scuri e cupi che va a centrare in pieno l'obiettivo.

Tracklist:

01.Phantasmagoric
02.Revolution Moon
03.Waiting For The Bomb
04.Their Dreams
05.Dark Times
06.Reaper Follows
07.Slipping Into Darkness
08.Crucifiction
09.Royal Blood
10.Animal Sacrifice 
11.Stagnation Is Sin
12.Long Kiss
13.Deathbeat
14.Back To War

Hells Headbangers - 2016