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Bochesmalas

martedì 31 marzo 2026

Si salvi chi può: la Dinamo a un passo dal purgatorio

 


Nessuno l’avrebbe mai detto ma la Dinamo Sassari, per la prima volta nella sua storia, stavolta rischia davvero  grosso. Questa volta lo spettro della retrocessione, purtroppo, già aleggia sinistramente sulla testa dei Giganti dopo la sconfitta clamorosa subita contro Treviso in casa (con annesso sorpasso nella differenza canestri negli scontri diretti). Adesso, con Treviso a - 4 e Cantù (prossima avversaria tra l’altro) a pari punti, la situazione si è aggravata tremendamente e con essa è precipitato anche il morale, ammesso che sia mai stato alto quest’anno. C’è da dire che anche le ultime annate non sono state particolarmente entusiasmanti, anzi tutt’altro: fuori dai playoff e dalla Final Eight per due anni consecutivi - tre con questo - ma almeno non si è mai rischiato la A2 come adesso. Eppure la squadra in alcune occasioni ha dimostrato di essere veramente forte e ricca di talento, in quelle rare volte in cui tutti hanno girato bene e sono stati sulla stessa pagina, nonostante il via vai dalle sliding doors: Macon e Visconti dentro, Pullen prima dentro e poi fuori e purtroppo Nate Johnson fuori. Di certo non ha aiutato la lunga serie di infortuni ma da qualche partita la squadra è stata al completo e per giunta si è anche rinforzata con l’innesto di un gran giocatore come Macon. Purtroppo in questa fase la Dinamo ha sempre condotto le partite sino agli ultimi secondi anche con vantaggi importanti - con Reggio Emilia e Treviso e in parte anche con Milano, ma in questo caso solo nel primo tempo - per poi perdere clamorosamente e tristemente negli ultimi secondi. Oltretutto in quest’ultimo periodo si è perso capitan Thomas che è passato in poco tempo da uno status di condottiero impavido e insostituibile a quello di pedina inutile e dannosa. Domenica scorsa al PalaSerradimigni la gara si è chiusa tra i fischi del pubblico, un evento molto raro a Sassari, ma bisogna ammettere che questa volta sono stati ampiamente meritati. Anche se bisogna dire che questa stagione lunga e tormentata è stata caratterizzata anche da un palazzetto spesso semi vuoto (e non solo per le partite di coppa europea, da sempre misteriosamente ignorate dal pubblico sassarese) e abbastanza silenzioso e dimesso. Il pubblico del PalaSerradimigni non è più quello di una volta, probabilmente negli ultimi anni è stato abituato male da coppe, vittorie e giocatori di altissimo livello. Purtroppo sono soli ricordi del passato sia il muro di rumore della tifoseria sassarese sia la caccia al biglietto con lunghissime file e l'entusiasmo contagioso che si respirava in città e in tutta l'isola. Adesso, incredibilmente, il palazzetto di Sassari è il meno affollato e il meno rumoroso di tutta la serie A, compresa l’ultima in classifica Treviso. Comunque, in questa situazione intricata, l’unica speranza è che nelle restanti 5 partite venga fuori un pizzico di orgoglio, da sempre caratteristica peculiare di chi indossa la maglia Dinamo, anche se il calendario non aiuta e gli scontri con le dirette concorrenti quest’anno sono stati sempre un disastro. Si dovrebbe programmare un ritiro a Lourdes ma non c’è più tempo: sabato si va a combattere contro Cantù in uno scontro da do or die…Speriamo bene



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