Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

mercoledì 25 marzo 2020

La guerra al Coronavirus e gli effetti collaterali


Non so come sia da voi, ma qui fa un freddo bestiale, ogni tanto cade un po' di neve sulle strade coronizzate e (quasi) deserte. Lo stereo continua a tacere inerte e il segnalibro non riesce a spostarsi di un solo millimetro, da un bel pezzo ormai. Serve un po' di concentrazione anche per distrarsi, ma tra gli effetti collaterali del coronavirus c'è anche questo: si riesce a pensare solo a lui, ha colonizzato anche i nostri cervelli. 
Oggi non me la sento di dare i numeri, anche perché non ci sarà la consueta conferenza stampa di Borrelli. Mi limito solo a segnalare che anche la Spagna, con oltre 3.400 morti, ha superato la Cina per numero di decessi correlati con l'avanzata di Covid-19.
Come dicevo, tra i colpiti dal virus ci potrebbe essere anche il capo della Protezione Civile. Angelo Borrelli pare abbia avuto un rialzo della temperatura corporea che lo costringerà a saltare la consueta conferenza stampa delle ore 18. È stato eseguito un nuovo tampone (il primo fatto diversi giorni fa era risultato negativo). In attesa dell'esito non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo. Come ben saprete anche Bertolaso è positivo al test e ora pare sia ricoverato al San Raffaele. In bocca al lupo anche a lui.
La fine della guerra è ancora lontana. Speriamo che il nostro esercito resista nelle trincee sparse lungo il nostro stivale, dato che sono già oltre 5.000 i medici e gli infermieri contagiati e 30 i morti.





Nel Question Time di questo pomeriggio alla Camera non ha fatto proprio una bella figura l'opposizione, in perenne campagna elettorale. Dispiace sentire rappresentanti della destra attaccare l'operato del governo - che per quanto mi riguarda non poteva fare meglio di così - e soprattutto rinfacciare la donazione di presidi di protezione individuale donati a suo tempo dall'Italia alla Cina. Come sappiamo la nostra generosità è stata ampiamente ripagata con le ben più consistenti donazioni ricevute in questi giorni dal governo cinese. Io penso che in un momento come questo non sia proprio il caso di spulciare nel passato e fare sgambetti e dispetti. Prima di tutto perché siamo tutti nella stessa barca e se se un domani si uscirà da questo inferno lo si può fare solo tutti insieme. E poi, cari amici leghisti, di Forza Italia e soprattutto di Fratelli d'Italia, se proprio si vogliono rimaneggiare le "feci versate" bisognerebbe tenere a mente anche quello che qualcuno ha detto solo poche settimane fa (riapriamo tutto, l'Italia non si può fermare, etc.) e confrontarlo con quanto gli stessi soggetti affermano adesso. Infine dovete tener ben presente che le elezioni non sono così imminenti, quindi bisognerebbe farla finita con la campagna elettorale. Invece su altri temi non hanno i torti: un eventuale "svuota carceri" che si sta preparando, con la liberazione di un buon numero di spacciatori , ladri e altri "benefattori" in questo periodo non mi sembra una scelta proprio azzeccata. Come se non bastasse il lavoro massacrante che stanno facendo le forze dell'ordine in queste settimane, con rischi e pericoli annessi. Sguinzagliare altri soggetti pericolosi (come se non bastassero quelli che sono in giro già adesso) in questo gran casino può essere estremamente nocivo. Evidentemente le rivolte, il casino e la violenza in qualche modo funzionano sempre per ottenere quello che si vuole. Ora le forze dell'ordine dovranno occuparsi oltre che del controllo delle strade in periodo di emergenza coronavirus anche di questi che andranno agli arresti domiciliari per la gioia di grandi e piccini. Non so se, oltre ai cittadini comuni e ai poliziotti, anche i farmacisti, i tabaccai e i commercianti di alimentari siano contenti di questa scelta, dato che sono tra le mete preferite dello "shopping" di questi soggetti, soprattutto ora con le strade deserte. Mah!?...

Rileggendo queste righe mi rendo conto che anche i miei neuroni sono in evidente stato confusionale, prima do ragione a uno poi all'altro. Sarà che hanno ragione tutti? Oppure che tutti stanno sbagliando? È un bel casino. Sars-CoV-2 colpisce ancora.

Comunque, a prescindere da tutto ciò, urge un po' di contegno, serietà e collaborazione da parte di tutti. L'Italia è una sola, non ne abbiamo un'altra di riserva. 



Per par condicio chiudo con un elogio a un rappresentante politico del centro-destra. Qui sotto trovate alcune immagini dei manifesti del sindaco di Cagliari Truzzu. Qualcuno li ha ritenuti troppo "forti" e si è addirittura indignato. Secondo me invece sono un esempio da clonare ed esportare in tutta Italia, perché molte persone non hanno ancora capito e continuano a ciondolare senza un senso per le nostre strade. Complimenti al coraggioso sindaco. Grazie.




#RESTATEACASA



martedì 24 marzo 2020

Covid-19, la situazione al 24 marzo 2020


Oggi 894 guariti ma anche 3.612 nuovi casi e 743 morti (6.820 in tutto). Dopo due giornate di leggera flessione dei decessi c'è stata una nuova impressionante impennata. Per quanto riguarda il numero dei nuovi casi accertati - in leggera flessione - c'è da dire che ora i tamponi pare non si facciano più a tutti i sospetti, né ai pazienti asintomatici né a chi presenta sintomi lievi, ma solo a chi ha un quadro clinico più grave, soprattutto nelle zone più critiche. Da altre parti hanno promesso tamponi a tappeto (vedi nella mia regione, la Sardegna) sopratutto tra gli operatori sanitari (oltre 5000 i contagiati in tutta Italia) e nei focolai delle case di riposo ma ancora non si vede niente.
Da rivedere anche la notizia che l'infezione riguardi solo quella fetta di popolazione in età geriatrica. È notizia di oggi che nell'area di Bergamo ci sarebbero circa 1.800 trentenni malati sotto osservazione da parte dei medici di famiglia. Del resto il "paziente 1" italiano, ora guarito, ha 38 anni non 90. Forse questo insistere, soprattutto all'inizio della crisi, sul fatto che i decessi riguardassero solo gli anziani con il loro corredo di altre patologie, è stato probabilmente un errore per quanto riguarda la comunicazione e l'informazione al popolo. Se non altro si sarebbero potuti evitare assembramenti di giovani bavosi, le feste e la movida nel primo periodo della diffusione del virus, quando le nuove generazioni italiche erano convinte di essere totalmente immuni e intoccabili. Forse una maggiore attenzione in fase di comunicazione da parte degli esperti in merito a quello che deve essere necessariamente detto rispetto a quello che invece può essere detto, data la gravità della situazione, avrebbe impedito qualche contagio in più. In quel periodo, prima dei vari decreti con relative norme sempre più stringenti, i ragazzi italiani uscivano e si riunivano in massa incuranti della salute dei più grandi, propri parenti compresi. Comunque, se da un lato è assolutamente vero che gli anziani sono i soggetti più a rischio, bisogna anche chiarire che i più giovani non sono esentati dall'infezione e soprattutto fungono da bus per l'infido germe.
Ora con le nuove restrizioni, con le multe che crescono di numero e di sostanza e i maggiori controlli, la situazione dovrebbe migliorare. Purtroppo le norme non sono retroattive, come anche le azioni del virus, e per chi ha cazzeggiato e passeggiato a braccetto con Covid-19 prima, spargendo droplet in ogni dove, non si può fare più niente: chi ha ricevuto la pioggia di saliva infetta in quel periodo probabilmente è già morto o si è ammalato. Non si può fare più nulla.
In ogni caso, a prescindere da queste valutazioni personali ovviamente opinabili, il governo italiano si sta muovendo decisamente bene, meglio di tutto il resto d'Europa, ancora adesso. Ha applicato norme e restrizioni gradualmente nel modo migliore per essere recepite da un popolo distratto, polemico, chiacchierone, pigro e svogliato come quello italiano. Ora che si è chiuso (quasi) tutto quello che è possibile chiudere, ora che i controlli - anche con i droni - sono stati implementati e le sanzioni stanno crescendo di peso, la diffusione dell'epidemia dovrebbe gradualmente ridursi. I primi risultati interessanti da questo punto di vista dovrebbero essere già visibili tra 10-14 giorni. 
Per ora il traffico di umani pare finalmente ridotto, ma non troppo: anche adesso mentre scrivo due ragazzini visibilmente alterati cazzeggiano e vomitano in diretta sotto la mia finestra, altro che mascherina e distanziamento sociale. Sempre meglio di prima per carità, ma il problema c'è ancora: troppa gente in giro che se ne frega della vita degli altri, troppi imbecilli che respirano la nostra aria.
A proposito di imbecilli altri due incappucciati stanno passando in questo momento...
Affanculo. Altro che 3.000 € di multa, qui se ne fottono. Se continuiamo così non se ne uscirà mai.

Intanto in Sardegna - nonostante i pochi test effettuati - si arriva a quota 421 contagiati (99 ricoverati in ospedale, 19 in terapia intensiva) e 15 morti.




lunedì 23 marzo 2020

Notizie dal fronte: il Coronavirus rallenta in Lombardia (ma cresce nel resto del mondo)



Ieri i primi dati (quasi) confortanti sulla diffusione del Sars-CoV-2 (o Covid-19 che dir si voglia) in Italia: 651 vittime, sempre troppe ma decisamente meno della spaventosa cifra dei 793 del giorno prima.
Oggi 408 guariti, 3780 nuovi casi, 602 morti, per un totale di 6.077 deceduti, 63.927 malati e 7.432 guariti. Un ulteriore leggero calo che di certo non alleggerisce il peso sulle strutture lombarde e di tutto il nord Italia, ma fa ben sperare in un rallentamento della diffusione del virus. Con la speranza - ma anche l'incognita di come possa reagire all'impatto - che non arrivi al centro-sud nello stesso modo. Del resto le misure di emergenza per arginare l'invasione sono cambiate più volte in queste settimane e i risultati di oggi vanno letti alla luce delle disposizioni di 10-14 giorni fa. L'inasprimento delle misure di contenzione di questi ultimi giorni fanno ben sperare in un più deciso calo nelle prossime settimane. Nonostante i 96.000 coglioni denunciati per la violazione delle norme di arginamento dell'infezione. Ora è stato autorizzato anche l'uso dei droni per stanare gli assassini che non rispettano le regole. Io avrei dato carta bianca a De Luca per occuparsi di questi soggetti, ma immagino non si possa fare e ci dobbiamo accontentare dell'attuale ministro degli interni.

La bestia pare rallentare la sua corsa in Lombardia, mentre cresce a dismisura nel resto del mondo soprattutto in Spagna (2.182 morti e ospedali già al collasso) USA (oltre 40.000 casi, 470 morti) e Inghilterra (335 morti, alcuni dei quali giovani, tra i quali spicca il primo diciottenne deceduto). Anche in Germania cresce il numero dei decessi e si abbassa l'età media (circa 45 anni). In totale nel mondo sono 300.000 i contagiati accertati, figuriamoci quanti sono quelli reali, soprattutto nei paesi più poveri e con servizi sanitari non proprio all'avanguardia, Iran compreso.

Intanto bisogna segnalare che in Italia c'è la prima linea del fronte, quella degli operatori sanitari, che sta pagando il prezzo più alto con ben 4.824 contagiati, 24 morti, 223 ricoverati e 24 in terapia intensiva. Spicca il dato della Sardegna e in particolare quello di Sassari con ben il 90% del totale dei Covid positivi composto da medici e infermieri. 
In Sardegna i contagiati salgono a quota 359 con 11 vittime e alcuni decessi sospetti ancora da accertare. Oltretutto c'è il fronte aperto delle case di riposo con vari casi accertati ma pochi tamponi eseguiti: potrebbe essere una polveriera pronta a esplodere.

Con il nuovo decreto più stringente verso le attività che possono rimanere aperte urge sigillare ermeticamente le frontiere delle regioni del sud (molte lo hanno già fatto) perché chiudendo fabbriche e altre imprese medio-piccole c'è il rischio che i lavoratori costretti a casa facciano il bis del primo decreto "Italia zona rossa" con un secondo grande esodo verso sud.

Per quanto riguarda la solidarietà internazionale c'è stato inviato materiale sanitario e operatori sanitari esperti giunti soprattutto da Cina, Russia e Cuba, e anche da USA e Germania. Da parte italiana invece c'è stato l'invio di materiale alla Croazia, vittima di un terremoto con gravi conseguenze, avvenuto nel peggior momento possibile.

#RESTATEACASA

domenica 22 marzo 2020

Area Covid-19 - Vietato l'accesso


Forse si dovrebbe parlare di altro, forse non ci farebbe male provare a distrarci, ma in questo momento non è possibile. Lo stereo è spento, il pallone è appeso al chiodo e i pennelli pure. Anche provare a leggere un buon libro è un'impresa disperata: i morti e il crescente numero dei malati non lo consentono.
Ieri, 21 marzo 2020, primo giorno di primavera, è stato un giorno tragico: 793 morti di/con Coronavirus in Italia per un totale di 4.825 vittime collegate all'epidemia nel nostro paese da quando si è presentata alla nostra porta. Dall'altra parte ci sono da segnalare anche 943 guariti in 24 ore che portano il numero complessivo di quelli che hanno superato l'infezione a 6.072.
Il numero dei positivi al tampone sale a un totale di 53.578. Una volta sottratti i guariti e (ahimè) i deceduti si ottiene la cifra di 42.681 positivi in questo momento, tra malati e asintomatici testati.
Tutto questo in attesa degli aggiornamenti quotidiani della protezione civile previsti - come sempre -stasera alle ore 18.
Nel frattempo i numeri crescono in modo preoccupante in tutto il mondo, principalmente  in Spagna e USA. Purtroppo presto saranno tanti i paesi che raggiungeranno le nostre cifre da tempo di guerra.
Il governo italiano sta facendo scuola e il "metodo Italia" viene applicato attualmente da tanti paesi, anche da quelli che ci guardavano dall'alto al basso, non senza una certa presupponenza. 
Ora le norme sono state inasprite e il nostro paese si sta chiudendo sempre di più, a tutti i livelli, come è giusto che sia. Restano aperti e operativi solo i servizi essenziali per tenere in vita il paese.
Bisogna vedere come il popolo reagirà, dato che di questi tempi siamo tutti scienziati, oltre a essere geneticamente indisciplinati. In questi giorni si moltiplicano le sanzioni, le denunce e i controlli. Una parte dei sapiens italici fatica a comprendere la situazione, forse perché sprovvista di un adeguato corredo di neuroni. Sono sicuro che nonostante le restrizioni non mancheranno gli assembramenti criminosi, le feste e i cazzeggi all'italiana, ma in linea di massima il popolo, anche quello più indietro nella scala evolutiva, sta rispondendo sempre meglio, o forse è meglio dire "meno peggio."
Per i ragazzi, poi, è particolarmente difficile capire cosa sia il rispetto degli altri e il valore della vita degli altri. Continuano a uscire impunemente, seppur con minor spavalderia e una maggior accortezza  nell'evitare i posti di blocco delle forze dell'ordine. Per loro Covid-19 è un video gioco, nulla di più. Comunque questo egoismo, questa assoluta mancanza di empatia, glieli abbiamo inculcati noi. Non è solo colpa loro. Anche molti adulti che dovrebbero dare l'esempio non è che si comportino tutti come dovrebbero: c'è chi va a pescare, chi organizza feste di compleanno, chi va a comprare nel market una mela oggi, il latte domani e un chilo di pane dopodomani.
Ci sono i criminali dei social che applicano il nuovo sport della "gogna mediatica" con tanto di nomi e cognomi di presunti infetti e untori, insulti e cazzate, diffondendo notizie quasi sempre false e il panico ingiustificato.

Oltre tutto questo c'è chi si ricorda solo oggi che esistono medici e infermieri in trincea, quando sino a ieri sono state tolte indennità di ogni tipo (festivi compresi), riduzione dell'organico, cancellazione del turnover, stipendi sempre più bassi. Per non parlare dei tanto sbandierati posti letto, tagliati in tutto il territorio nazionale in questi ultimi anni senza alcun criterio e ora recuperati in tutta fretta. Purtroppo non è la sanità il settore dove si deve risparmiare e recuperare denari. Forse ora lo hanno capito tutti. Meglio tardi che mai.

Comunque, a parte tutto ciò, la Cina si sta dimostrando più solidale e generosa di tutti gli altri paesi del mondo, inviando specialisti e tantissimo materiale, nonostante qui da noi, all'inizio della crisi, ci sia stata un'abominevole caccia al cinese con numerosi episodi di razzismo. Anche l'America ha inviato materiale e personale, stanno anche allestendo un ospedale da campo. Invece l'etica e l'altruismo non sono di casa in altri paesi, vedi cosa è successo in Turchia con il blocco del materiale sanitario destinato all'Italia, o solo ieri in Repubblica Ceca dove è stato sequestrato un carico di mascherine inviate dalla Cina al nostro paese. Un comportamento indegno che non trova nessuna giustificazione, neanche nella comprensibile paura di restare senza presidi di protezione individuale, dato che lì i casi sono ancora pochi e noi invece siamo in emergenza assoluta.
In Italia sta arrivando anche una squadra di specialisti, medici e infermieri, cubani che hanno già affrontato Ebola. Ecco, di questi paesi che ci stanno dando una grossa mano, non bisognerebbe mai dimenticarsi.

Per chiudere questo post, vorrei dare un po' in numeri della mia regione, la Sardegna, dato che anche qui il virus sta guadagnando terreno, purtroppo. I dati sono aggiornati a ieri, 21 marzo 2020.

332 casi: 47 nell'area di Cagliari, 251 a Sassari, 22 a Nuoro, 8 nel Sud Sardegna e 4 a Oristano. 65 ricoverati con sintomi. 16 in terapia intensiva. 6 morti. Anche qui i numeri sono destinati a crescere inevitabilmente. Purtroppo il blocco di voli e navi dal continente è arrivato un po' in ritardo. I fuggiaschi del nord Italia hanno invaso le seconde case nella nostra zona costiera, come anche hanno fatto gli studenti locali scappati e rientrati a casa dalle ex zone rosse. Probabilmente, anzi sicuramente, il virus sarebbe arrivato lo stesso, ma così si è accelerata la diffusione, come è successo anche in molte regioni del sud.

Ormai non ci sono dubbi, quest'anno è e sarà un anno di merda. Salterà il campionato di basket, quello di calcio, gli europei, le coppe europee, le olimpiadi, la F1, ma non solo queste futili attività di svago subiranno conseguenze, anche il lavoro e l'economia probabilmente andranno a puttane, speriamo non definitivamente. E, soprattutto, ci saranno tantissimi morti. È fattuale.

#RESTATEACASA


De Luca for President!

venerdì 20 marzo 2020

Coronavirus in Italia il 20 marzo 2020: 627 morti in 24 ore per un totale di 4.032 decessi

Che altro aggiungere: 47.021 casi nel territorio nazionale, 5.126 guariti, ma sono i 4.032 morti di/con CoronaVirus a spiccare in modo devastante. Oltre 9.000 denunce (circa 60.000 in totale) in un solo giorno per il mancato rispetto delle norme di contenimento dell'epidemia. In tanti, tantissimi, non hanno ancora capito proprio nulla di quello che sta accadendo. Il problema a questo punto è riuscire a comprendere quanto è alta la percentuale di idioti tra i nostri connazionali, perché se questi 60.000 sono solo quelli scoperti dalle forze dell'ordine, significa che potrebbero essere  molti, ma molti, di più, dato che non ci può essere un poliziotto in ogni metro quadrato del nostro territorio.

I 627 decessi in 24 ore è il dato più alto mai registrato dall'inizio di questa disastrosa epidemia. 


Urgono decisioni più drastiche.


È inutile aggiungere altro in questo momento.


giovedì 19 marzo 2020

#IORESTOACASA



Altro che "andrà tutto bene" e canzonette dai balconi, la situazione è sempre più tragica: le file di camion dell'esercito che trasportano casse di morti come se fossimo in Siria sono una roba da film di guerra.
Il numero dei morti (475 solo ieri) è talmente elevato che è diventato estremamente difficile tenerne il conto. Abbiamo superato la Cina e gli altri paesi asiatici. Purtroppo le nostre misure per arginare la diffusione dell'infezione per quanto sembrino forti e adeguate alle circostanze, evidentemente non sono sufficienti. In Italia (e in Sardegna in particolare) la percentuale di operatori sanitari positivi al test non ha paragoni al mondo: l'8% a livello nazionale, ben il 60% in Sardegna. Probabilmente ciò è dovuto alla mancanza di presidi di protezione individuale o forse da qualche falla nei protocolli, non sta a me giudicare. In ogni caso sono i medici e gli infermieri quelli che rischiano di più nelle trincee dei nostri ospedali.
Purtroppo in Italia non si possono applicare le norme "made in China" e forse neanche quelle della Corea del Sud. Tuttavia da quelle parti hanno risolto in qualche modo o comunque hanno frenato l'epidemia. In Cina chi non rispettava l'obbligo di non lasciare la propria residenza rischiava la pena di morte, positivo o no che fosse al test; la zona rossa era ed è tuttora inviolabile. In Corea del Sud con i test a tappeto e la tracciatura dei movimenti dei "positivi" hanno isolato decine di migliaia di persone frenando la corsa dell'infezione e riportando, alla fine, un numero bassissimo di morti.
In Italia queste norme non si possono applicare per ovvie ragioni: da una parte c'è il problema della privacy che non consentirebbe alle autorità di tracciare i cittadini, dall'altra c'è anche la scarsa efficacia di sanzioni decisamente blande e leggere se raffrontate a quelle asiatiche. In Corea la multa per chi viene trovato per strada senza un valido motivo è di circa 2.500 €, qui appena 200. Con la differenza che lì il rispetto delle regole e il senso civico della popolazione è ben diverso.
Qui da noi hanno già multato e denunciato oltre 50.000 persone, ma solo perché i controlli non sono così capillari. Del resto non si può pretendere molto di più dalle nostre forze dell'ordine che dovrebbero controllare ogni stradina e piazza delle nostre città; una cosa praticamente impossibile sia per il numero insufficiente di unità a disposizione sia, soprattutto, per l'altissima percentuale di "furbetti" nel nostro paese. Eh si, in Italia siamo tutti più furbi e intelligenti. Siamo specializzati nel fregare il prossimo e aggirare la legge.
Il problema è che c'è troppa gente in giro senza un motivo; si passeggia, si cazzeggia, ci si ferma a chiacchierare in gruppo, si affollano i market come se fosse La Mecca, per non parlare di parchi e giardini, o di tutti i nuovi sportivi che si stanno scoprendo in questi giorni: in tanti ex uomini-pantofola si sono scoperti atleti da quando sono cominciate le restrizioni. Sembra che si stiano preparando tutti per le olimpiadi - che, tra l'altro, non si faranno - e che l'amore per gli animali stia esplodendo in modo esponenziale con centinaia di portatori di cane a passeggio mai visti prima (io che il cane ce l'ho lo so bene).
Sicuramente non è piacevole stare chiusi in casa, è pesante ed estremamente noioso, lo so bene, ma è l'unica soluzione per arginare la diffusione del contagio, sopratutto per quanto concerne i postivi inconsapevoli e asintomatici. Servirebbero più controlli e sanzioni più pesanti. Le passeggiate vanno proibite senza se e senza ma, si dovrebbe uscire solo per recarsi a lavoro o per gravi e inderogabili motivi, adeguatamente certificati e verificabili. Anche il discorso della spesa andrebbe rivisto. C'è gente che continua a recarsi al market tutti i giorni, probabilmente per comprare cose inutili o solo per chiacchierare con qualcuno. Forse bisognerebbe obbligare i cittadini all'acquisto online o comunque alla consegna della spesa a domicilio, magari telefonando al negozietto sotto casa, dato che buona parte della popolazione pare non abbia capito un cazzo.
Altro che maccheroni, canzoncine e flash mob qui ci vorrebbe il coprifuoco o la legge marziale per riportare alla ragione i passeggiatori seriali, gli accaparratori di alimenti, le bande di ragazzini ebeti che cazzeggiano impunemente e i nuovi sportivi-covid.

RESTATE A CASA, CAZZO!!!

martedì 17 marzo 2020

Covid-19: cronache dall'inferno


Nuoro, 17 marzo 2020.

In Italia oltre 27.000 contagiati, oltre 2000 morti e altrettanti in terapia intensiva. Fanno ben sperare invece i quasi 3000 guariti, mentre appare un po' meno confortante il fatto che si stiano facendo meno tamponi, praticamente solo ai sintomatici, anche se i vettori più pericolosi e subdoli per il contagio sono gli asintomatici, numerosissimi e invisibili. In ogni caso questi dati sono già vecchi, verranno aggiornati solo stasera dalla protezione civile. La speranza è che si prosegua con il leggero rallentamento nei numeri del bollettino di guerra quotidiano già riscontrato ieri.
Siamo secondi per numero di casi dietro alla Cina, ma bisogna tenere conto che le altre grandi nazione europee sono in ritardo di almeno una settimana rispetto a noi, e purtroppo stanno anche loro crescendo rapidamente con numeri importanti e preoccupanti, a cominciare dalla Spagna.
In Sardegna i casi di contagio sono già 120, in larga maggioranza operatori sanitari, 2 i morti più altri 2 deceduti al di fuori della regione. Sassari è la città più colpita con 65 contagiati, seguita dai 26 di Cagliari e dai 21 di Nuoro.
Qui come nel resto d'Italia mancano i presidi di protezione per gli operatori sanitari: soprattutto mascherine con filtri FFP2 e FFP3 ma anche le semplici mascherine chirurgiche, oltre a camici e occhiali protettivi.
L'altro problema, come dicevo, è che a differenza della Corea del Sud si stanno facendo ben pochi tamponi per individuare gli asintomatici, soprattutto tra chi è in trincea come infermieri, medici e tutti gli operatori sanitari. L'OMS sta consigliando vivamente l'incremento dei test come anche ha fatto il presidente della regione Sardegna, Solinas, il quale starebbe per far partire la nuova strategia dei "tamponi a tappeto" per tutti gli oltre 20.000 dipendenti del sistema sanitario regionale. Speriamo che si inizi il più presto possibile.
Comunque, anche se in Italia alla fine dei conti siamo ben più seri e scrupolosi nell'applicazione e nel rispetto delle regole in questa emergenza, c'è ancora molta, troppa, gente in giro. Urge un ulteriore giro di vite, forse sarebbe necessario un vero e proprio coprifuoco, magari con un inasprimento delle sanzioni per chi viene trovato fuori senza un valido motivo. Non parliamo poi degli assembramenti  pericolosi che ancora oggi si creano nelle nostre città, soprattutto da parte di giovani incoscienti e strafottenti, ma non solo. Le passeggiate dovrebbero essere proibite senza se e senza ma, se si vuole creare un argine valido all'espansione dell'epidemia.
Anche adesso mentre scrivo una banda di ragazzini appicciati e visibilmente alterati è passata sotto la mia finestra come se niente fosse, assolutamente incuranti di norme e divieti e ancora meno dei rischi che stanno facendo correre a tutti. Comunque, a parte i soliti imbecilli, Nuoro, la mia città, pare che stia finalmente capendo il rischio connesso a questo nuovo virus, assimilando le norme e le restrizioni imposte con una buona risposta. Gli spostamenti non indispensabili sono visibilmente calati, l'ospedale è finalmente blindato e anche nei market si rispettano in linea di massima le distanze e il numero di clienti presenti in contemporanea. Il problema è costituito quasi esclusivamente dalle solite baby gang di adolescenti tossici nuoresi che continua nei propri affari all'esterno, come se non stesse accadendo nulla.

Nel mondo invece c'è da segnalare che finalmente anche l'Europa pare si stia svegliando. Sono state chiuse le frontiere esterne e molte nazioni stanno copiando e incollando le norme studiate dall'Italia (assolutamente le migliori del mondo, eccetto forse quelle cinesi e coreane). Ora pare che addirittura anche la presuntuosa Francia lo abbia capito. 
Intanto il campionato europeo di calcio è stato spostato al 2021, la UEFA ha sospeso le coppe europee, anzi le ha messe in stand-by in attesa di eventi, come del resto sta accadendo alla Formula 1 e ai vari campionati nazionali di calcio, basket e non solo.

Approfitto di questo umile spazio per ringraziare pubblicamente tutti gli operatori sanitari, le forze dell'ordine, la protezione civile e il governo Conte.

Speriamo che tutto questo tormento finisca presto. Per ora teniamo duro. Bisogna assolutamente restare a casa.

#IORESTOACASA