Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

venerdì 26 agosto 2011

Peter Murphy - Ninth



Peter Murphy è ancora vivo e vegeto, i Bauhaus purtroppo no. Il nuovo album, pubblicato ben sette anni dopo il precedente "Unshattered", segna un deciso ritorno a sonorità più rock, con qualche richiamo al favoloso passato e una finestra aperta verso sonorità moderne. Le atmosfere degli ultimi album, i richiami alla musica etnica ma anche l'infatuazione per l'elettronica, sono solo un ricordo, o quasi.
Il disco si apre con una spumeggiante Velocity Bird che sorprende non poco con il suo riff rock che proprio non ti aspetti. Il resto è all'altezza della situazione, non ci sono pezzi deboli né cadute di tono e il disco si fa ascoltare e riascoltare più volte, senza stancare, anzi crescendo di volta in volta.
L'unico piccolo neo, se così si può' dire, è rappresentato proprio dal primo singolo estratto I Spit Roses che ricorda un po' troppo gli U2 e sembra un tantino fuori luogo.
Gli altri brani sono un piacere per i timpani.
La splendida Seesaw Sway ti entra subito in testa e non se ne va via più. Never Fall Out è una piacevole e intensa ballata. The Prince & the Old Lady Shade è strepitosa con il suo granitico riff di chitarra e l'atmosfera lievemente gothic rock. Uneven & Brittle e Slowdown sono altri due energici brani rock che la voce di Murphy rende eccellenti, probabilmente se provenissero da un'altra ugola perderebbero gran parte del loro fascino.
Secret Silk Society è la sorpresa dell'album, sembra di risentire i Bauhaus, un brano dark wave assolutamente strepitoso e inaspettato.
La bellissima e dolce Creme De La Creme chiude il disco e il tasto repeat non ha più scampo.
Un disco che si gioca su magnifici giochi di luce; un'alternanza di chiaro-scuro dove è comunque la voce profonda e potente del buon vecchio Peter a dominare su undici eccellenti composizioni.
Certo non c'è una nuova Strange Kind of Love, ma Ninth è sicuramente il miglior disco di Peter Murphy da solista.






Tracklist:

1.  Velocity Bird
2.  Seesaw Sway
3.  Peace To Each
4.  I Spit Roses
5.  Never Fall Out
6.  Memory Go
7.  The Prince & The Old Lady Shade
8.  Uneven & Brittle
9.  Slowdown
10.Secret Silk Society
11.Creme De La Creme

Nettwerk 2011







Discografia:

Should the World Fail to Fall Apart - 1986
Love Hysteria - 1988
Deep - 1989
Holy Smoke - 1992
Cascade - 1995
Dust - 2002
Unshattered - 2004
Ninth - 2011

Alive just for Love - live 2001
Wild Birds 1985-1995 - compilation 2000


http://www.petermurphy.info/

http://www.itunes.com/petermurphy/ninth

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giovedì 25 agosto 2011

 La lettera di Steve Jobs





"Lettera di Steve Jobs


Al consiglio di amministrazione di Apple e alla Comunità di Apple:


Ho sempre detto che se mai fosse arrivato il giorno in cui non sarei più riuscito ad adempiere ai miei doveri e alle aspettative, in qualità di CEO di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato.
Con la presente, rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei rimanere in servizio, se il Consiglio lo ritiene opportuno, in qualità di Presidente del Consiglio, amministratore e dipendente Apple.
Per quanto riguarda il mio successore, raccomando vivamente che venga applicato il nostro piano di successione e nominando quindi Tim Cook, come CEO di Apple.
Credo che per la Apple i giorni più luminosi e innovativi siano ancora da raggiungere. E non vedo l'ora di vederli e di contribuire al successo tramite il mio nuovo ruolo.
Ho conosciuto alcuni dei miei migliori amici alla Apple, e ringrazio tutti per i molti anni passati a lavorare al vostro fianco.

Steve"



http://www.apple.com/pr/library/2011/08/24Letter-from-Steve-Jobs.html


Con questa lettera Steve Jobs si è congedato dai dipendenti e da tutta la comunità Apple. Purtroppo i problemi di salute hanno avuto la meglio sulla voglia di creare, di stupire..."di restare affamato, di restare folle".
Il posto di amministratore delegato verrà preso da Tim Cook che già ricopriva la carica di direttore generale in quel di Cupertino. Le azioni Apple hanno già subito una piccola flessione in borsa, come era inevitabile del resto. Ma la Mela, pur con i suoi morsi e rimorsi, riuscirà ancora a sbalordire e a restare davanti a tutti, senza alcun dubbio, nonostante questo triste evento, la crisi economica e il declino del pianeta terra.














Quest'uomo continuerà il "lavoro di Jobs":








Tanto per sdrammatizzare: un po' di merchandise e gadget della Mela, sulla Mela, per la Mela... Ovviamente niente di ufficiale, solo un sito di appassionati per appassionati.
"The Missing Bite"






http://missingbite.com/







In bocca al lupo Steve...

mercoledì 24 agosto 2011

Dracula



Bram Stoker’s Dracula



Il più grande romanzo gotico di sempre nasce dalla penna dello scrittore irlandese Bram Stoker nel 1897 e ancora oggi è fonte d’ispirazione per un’imponente massa di scrittori, cineasti, commedianti, musicisti (soprattutto nell’area metal o dark-gothic) e altre anime tenebrose.
L’idea dalla quale scaturisce la storia non è originalissima, prende ispirazione dal Vampiro di John William Polidori e dalle leggende sui non morti che dilagavano tra le popolazioni delle campagne dell’est Europa. Nel romanzo il principe di Valacchia Vlad Tepes l’impalatore, difensore della fede cristiana e baluardo dell’Occidente per arginare l’invasione turca, assume le sembianze del Conte Dracula, più elegante e adeguato al periodo storico della pubblicazione del libro.


Jonathan Harker viene inviato in Transilvania per occuparsi della pratica dell’acquisto di un’abitazione a Londra da parte del Conte...


“DIARIO DI JONATHAN HARKER 
(Stenografato). 
3 maggio, Bistrita. Lasciata Monaco alle 20.35 del primo maggio, giunto a Vienna il mattino dopo presto; saremmo dovuti arrivare alle 6.46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Stando al poco che ho potuto vederne dal treno e percorrendone brevemente le strade, Budapest mi sembra una bellissima città.
Non ho osato allontanarmi troppo dalla stazione, poiché, giunti in ritardo, saremmo però ripartiti quanto più possibile in orario. Ne ho ricavato l'impressione che, abbandonato l'Occidente, stessimo entrando nell'Oriente, e infatti anche il più occidentale degli splendidi ponti sul Danubio, che qui è maestosamente ampio e profondo, ci richiamava alle tradizioni della dominazione turca. 
Siamo partiti quasi in perfetto orario, e siamo giunti a buio fatto a Klausenburg, dove ho pernottato all'albergo Royale. A pranzo, o meglio a cena, mi è stato servito pollo cucinato con pepe rosso, buonissimo, ma che mi ha messo una gran sete (Ric.: farsi dare la ricetta per Mina). Ne ho parlato con il cameriere, il quale mi ha spiegato che si chiama "paprika hendl", e che, essendo un piatto nazionale, avrei potuto gustarlo ovunque nei Carpazi. Ho trovato assai utile la mia infarinatura di tedesco; in verità, non so come potrei cavarmela senza di essa. 
Poiché a Londra avevo avuto un po' di tempo a disposizione, mi ero recato al British Museum, nella cui biblioteca avevo compulsato libri e mappe sulla Transilvania: mi era balenata l'idea che avrebbe potuto essermi utile qualche informazione sul paese, visto che dovevo entrare in rapporti con un nobile del luogo. Ho scoperto che il distretto da questi indicato si trova ai limiti orientali del paese, proprio alla convergenza di tre stati, Transilvania, Moldavia e Bucovina, al centro della regione carpatica, una delle più selvagge e meno conosciute di Europa. Non sono riuscito a scovare su nessuna mappa o testo l'esatta localizzazione di Castel Dracula poiché non esistono carte di questo paese paragonabili alle nostre, edite dall'Ufficio Topografico Militare; comunque ho constatato che Bistrita, la città di guarnigione indicata dal Conte Dracula, è piuttosto nota. Riporto qui alcuni appunti da me presi in quell'occasione e che mi serviranno da promemoria quando racconterò del mio viaggio a Mina...”
Questo era l’incipit del romanzo. Successivamente il giovane Harker ha modo di venire in contatto con le superstizioni locali; la gente a cui confida la sua meta proverà a dissuaderlo, senza riuscirci ovviamente, altrimenti il libro non sarebbe mai uscito dalla tipografia e di Stoker non si sarebbe saputo granché.
Fortunatamente per noi Harker raggiunge la dimora di Dracula, oltre il Passo Borgo, e scopre il segreto del più affascinante tra tutti i mostri creati dalla fantasia umana.
Il romanzo scorre via veloce tra i Carpazi e l’Inghilterra di fine 800, il diario di Harker e le lettere all’amata Mina, orde di zingari sanguinari al soldo del Conte, lupi feroci, sangue e passione, e un’atmosfera lugubre e romantica al contempo, assolutamente intrigante e inimitabile. Sono pagine che si fanno leggere e rileggere più volte nel tempo, senza perdere nulla del loro fascino.
I vampiri moderni, quelli che fanno cassa oggi, non hanno lo stesso fascino morboso, né la stessa capacità di suscitare orrore e raccapriccio; sono un po’ freddi, sanno un po’ di plastica e risultano assolutamente innocui più o meno come un fumetto o un cartone animato della Disney (senza nulla togliere né ai cartoni, né ai nuovi vampiri e chi li segue). Sono una cosa diversa.
Certo anche Dracula non viene comunemente annoverato tra i capolavori della letteratura, se non dagli appassionati del genere gothic-horror. Ma quasi sempre chi non lo apprezza, o non lo considera come dovrebbe, non è attratto dal fascino delle tenebre o dalle storie fantasiose, e non l’ha letto. 
Il libro è uscito in svariate versioni, quasi per tutte le case editrici e si trova facilmente in edizioni ultra economiche e anche in eBook. Qui la versione completamente gratuita dal sito del Progetto Gutenberg, in inglese:






Questa storia ha ispirato migliaia di film più o meno interessanti, più o meno fedeli allo svolgimento del racconto. Almeno due sono i capolavori:
“Nosferatu” di Herzog del 1979, con Klaus Kinski e Isabelle Adjani e la stupenda colonna sonora dei Popol Vuh.





E “Bram Stoker’s Dracula” di Francis Ford Coppola del 1992, uno dei migliori film mai prodotti.




Un globulo rosso tira l’altro. 
Chi vuole, può approfondire la conoscenza con il principe delle tenebre dando un’occhiata a Nosferatu di Murnau del 1922, Dracula del 1931 con Bela Lugosi o Dracula il Vampiro del 1958 con Christopher Lee. Ma questi film sono adatti solo ai più affezionati fans del Conte.



Copritevi il collo...

domenica 21 agosto 2011

Black Metal




Satana, il neopaganesimo e il black metal
Siccome è opportuno rispettare la “Par condicio” dopo il post sul hardcore cristiano ora si fa un salto da quelli dell’opposizione: i signori del metallo nero, tra i fiordi norvegesi, le tentazioni del Maligno e qualche antica chiesa data alle fiamme.
Il black metal ha avuto origine da un disco dei Venom “Black Metal”, appunto, del 1982, ma quello che si è sviluppato successivamente, in Scandinavia e in Norvegia soprattutto, è un’altra cosa; una creatura oscura e feroce che poco ha a che spartire con la goliardia e il satanismo da discount del combo britannico e di quell’eccellente disco di metal-punk-thrash, innovativo e disturbante se rapportato al periodo storico in cui ha visto la luce, ma molto meno “pericoloso” del black circle norvegese.
Il metallo nero che cresce e si sviluppa nelle foreste gelide e minacciose della Norvegia, a Oslo, Bergen e in altri borghi della ricca nazione nordica, è il figlio bastardo dell’heavy metal, mai riconosciuto dal genitore. 
Il suono e l’immagine erano un tutt’uno: corpse paint, metal privo di tutti gli orpelli e di ogni appeal commerciale, violento, volutamente lo-fi al limite della cacofonia, nero come la pece e ispirato alle leggende e alla mitologia del “profondo Nord”.
Satana era dietro l’angolo, ma il satanismo militante delle bande black metal è ben diverso rispetto all’elegante e "innocua" versione proposta da Anton LaVey della Chiesa di Satana, o dall’occultista inglese Aleister Crowley che ispirò numerosi gruppi musicali negli anni ’60 e ’70 (Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath). Qui invece si fa sul serio la breve e intensa storia del black metal è scritta con il sangue di svariati omicidi e suicidi, e con il fuoco che ha distrutto un centinaio di chiese in tutta Europa.
Le frange più radicali del black circle sono ispirate da un profondo sentimento anti cristiano, da una forte componente nazionalista, e in alcuni casi, razzista (le simpatie verso movimenti di estrema destra hanno portato anche a qualche improbabile tentativo di unione tra i due mondi: quello estremamente politicizzato dei militanti nazionalsocialisti con i satanisti del black metal).
In ogni caso non tutti i gruppi che vengono etichettati come black metal sono di destra, anzi vi sono anche band che abitano sull’altra sponda politica (vedi Euronymous musicista e proprietario di Helvete, negozio di dischi di Oslo intorno al quale gravitava tutta la scena), altri a cui non interessa minimamente lo schieramento di colore (nero a parte, ovviamente) e non tutti sono ispirati da Satana; spesso infatti sono il paganesimo e la mitologia nordica ad avere maggiore rilevanza.
I gruppi e i gli album fondamentali sono qua sotto, sicuramente ne mancano tanti, ma questi sono sufficienti per un primo assaggio. Si passa dagli inizi grezzi e devastanti all'evoluzione sinfonica e raffinata o comunque più ricca:

Black Metal dei Venom


I Bathory di Quorthon:


Bathory - Blood fire death




Bathory - Under the sign of the black mark:





Belphegor - Walpurgis rites hexenwahn





Belphegor - Pestapokalypse VI





Borknagar





I Burzum di Varg Vikernes:






Burzum - Burzum/Aske





Burzum - Filosofem





Burzum - Hvis lyset tar oss





Dark Funeral - Diabolis interium





I seminali Darkthrone di Fenriz e Nocturno Culto




Darkthrone - Under a funeral moon





Darkthrone - A blaze in the northern sky





Darkthrone - Transilvanian hunger





Dissection - Strom of the light's bane





Emperor - In the nightshade eclipse





Emperor - Anthems to the welkin at dusk





Enslaved - Eld





Enslaved - Frost





Gehenna - Seen through the veil of darkness




Gorgoroth - Pentagram





Gorgoroth - Ad majorem Sathanas gloriam





Gorgoroth- Under the sign of hell





Immortal - Pure holocaust





Immortal - At the heart of winter





Immortal - Battles in the north





Limbonic Art - In abhorrence dementia





Limbonic Art - Moon in the scorpio





Marduk - Heaven shall burn






Mayhem - De mysteriis dom Sathanas





Old Man's Child - Born of the flickering





Old Man's Child - The pagan prosperity





Ragnarok - Arising realm





Satyricon - The shadowthrone





Satyricon - Dark medieval times





Satyricon - Nemesis divina






Taake - Nattestid





Ulver - Bergtatt





Ulver - Nattens madrigal





Waitan - Lawless darkness




Dalla Norvegia il virus del metallo nero si è poi diffuso in tutto il mondo (tutta la Scandinavia, ma anche Germania, Francia, Italia, USA, Inghilterra...)
C'è da dire che a discapito degli argomenti, e del genere in sé, in molti casi non è mancato il successo commerciale di discreta portata (Burzum, Satyricon, Immortal); in qualche occasione anche di grossa portata mondiale:


Cradle of Filth - Dusk and her embrace, l'album scelto...





Dimmu Borgir - Enthrone darkness triumphant





Il libro per addentrarsi nei misteri del Black:
Lords of Chaos - La storia insanguinata del metal satanico - Tsunami edizioni


Satyricon - King



Per approfondire: