Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

sabato 11 aprile 2015

Rule Of Thirds - Rule Of Thirds


Dopo l'EP "Altars" del 2013 arriva anche il traguardo del primo disco a lunga durata per i Rule of Thirds. Loro sono in sei, sono di Adelaide, Australia, e suonano goth-death rock-post punk come si faceva una volta, ai tempi di band come Skeletal Family, Christian Death o Siouxsie and the Banshees. Il primo gradevolissimo 7 pollici tendeva maggiormente verso le atmosfere death rock della scena californiana degli anni 80 (45 Grave, Superheronies, Kommunity FK) ora, invece, paiono aumentate le dosi di post punk inglese tra i loro ingredienti, anche se lo spettro dei Christian Death di Rozz Williams è sempre lì che aleggia su buona parte delle composizioni, sopra dei bassi di scuola Joy Division e derivati e qualche (rara) spinta verso l'anarcho-death rock-dark punk di questi tempi (vedi i Lost Tribe o i nostrani Horror Vacui e Dystopian Society) come nella più tirata "Red and Blue".
Nei 9 brani che scorrono piacevolmente i Rule of Thirds sfoderano tutto il campionario del dark sound dagli anni 80 a oggi, con un basso strepitoso, ottime chitarre effettate, ficcanti e particolarmente ispirate, percussioni varie e fantasiose che spaziano dal più classico post punk alle tentazioni tribali dell'era batcave, synth glaciali e la voce di Freya che rincorre melodie oscure per tutta la durata del disco. Forse non inventano niente di nuovo ma lo fanno maledettamente bene.

Basta solo una canzone, come la splendida traccia d'apertura "Any War", per capire se questo disco è adatto alle vostre notti insonni. Perciò consiglio vivamente di cliccare sul tasto play del lettore bandcamp che trovate più sotto; se vi entra in testa come è successo a me il resto viene da sé, altrimenti potete lasciare stare e passare ad altro. Per quanto mi riguarda, invece, il disco ha molto da offrire, dalla prima all'ultima nota.

Per chi si ciba di questi suoni e delle band citate l'album omonimo dei Rule of Thirds è un acquisto pressoché obbligato; uno dei migliori dischi del genere di questo primo scorcio dell'anno.

Tracklist:

01.Any War
02.Cold
03.Higher Forms
04.Fingerprints
05.Windfell
06.Pleasure Hive
07.Blue And Red
08.Mala Rouz
09.The River

2015 - Mass Media Records, No Patience, Desire Records









giovedì 9 aprile 2015

Terrible Feelings - Tremors


Esce in questi giorni il secondo album dei Terrible Feelings, dopo l'eccellente "Shadows" del 2012 già recensito su queste pagine e già consumato a forza di giri ripetuti sul mio piatto. I tre svedesi si affidano allo stesso pool di etichette per questo nuovo "Tremors" che promette di fare faville anche grazie a un'ottima produzione e a una manciata di brani (12 anche questa volta) che proseguono sulla stessa scia del predecessore. 
Come dicevo i suoni sono ancora più corposi e meglio definiti, la splendida voce di Manuela Iwansson è in grandissima forma e il risultato non può essere che eccellente come c'era da aspettarsi, d'altronde. I tre di Malmö ci sanno fare come pochi di questi tempi con le melodie contagiose e con il ritmo sostenuto, e oltretutto l'amicizia, i tour e le varie collaborazioni con un altro grande della scena svedese, Robert Hurula, si fa sentire. Infatti questo disco forma un'accoppiata irresistibile con l'ultimo parto di Hurula (Vi Är Människorna... dell'anno scorso). 
Rispetto a "Shadows" nel nuovo disco i Terrible Feelings spingono ancora di più il piede sull'acceleratore e la percentuale di Punk nella loro miscela garage-power pop è ulteriormente aumentata, pur senza togliere spazio alla melodia che rappresenta sempre il cardine attorno a cui si sviluppano i loro suoni. Forse rispetto al disco precedente qui è più sfumata la leggera patina oscura e vagamente gotica che velava gradevolmente le loro composizioni, ma il risultato finale non ne risente affatto. Quando le canzoni ci sono (Down The Road, Black Water, Demon Tonight, Vulture's Lament, Bastard Child...) si possono spostare note, umori e sensazioni a piacere ma il risultato resta invariato. 
La succitata "Bastard Child" con un leggero tocco country-Morricone-psychedelic, e una spruzzata di new wave nelle incursioni delle tastiere, riesce a cogliere nel segno. Il rock'n'roll leggermente malinconico di "Even Mothers" è in grado di far muovere anche le mummie come fanno al meglio anche la splendida "Cold Eyes" che apre le danze, l'irresistibile garage punk di "Black Water" o il torrido punk rock di "Sin City". L'unica pausa significativa nel gran fracasso di tamburi roboanti e chitarroni fumanti e affidata alla magnifica "Down The Road", ballatona intensa e dolce.
In definitiva "Tremors" piacerà a tutti coloro che hanno apprezzato il disco precedente o quelli di Hurula e Masshysteri, ma anche a chi richiede alla musica un buon tasso melodico e un'anima rock; chi ascolta punk, power pop o l'indie rock più chitarristico e rumoroso, troverà pane per i propri denti in queste dodici canzoni. 
Assolutamente eccezionale.

Tracklist:

01.Cold Eyes
02.Black Water
03.Demon Tonight
04.The Devils Watching
05.Deadbeat
06.Down The Road
07.Bastard Child
08.Dark Portents
09.Even Mothers
10.Sin City
11.Interlude
12.Vulture's Lament

2015 - Sabotage Records, Deranged Records, Double Sun Recordings






martedì 7 aprile 2015

Hannah Yata


Hannah Faith Yata






















"The pictures forming in my head are ones of domination over nature, the struggle of animals in a changing world, and the effects of a changing world on the animals and humans. Women became the metaphor for mother nature as wild and sexual thing exploited and explored in my work, and animals became the subjects of examining abnormalities and evolution. Taking ideas that I had learned from ideas on feminism, I began to draw parallels in our ways of controlling and objectifying women to how we also think about the earth and its resources therein."     Hannah Faith Yata









domenica 5 aprile 2015

Holy War



Sunniti, Sciiti e Gormiti...

Dopo la strage di Parigi nella sede del periodico Charlie Hebdo avevo deciso di non affrontare più l'argomento della mattanza di esseri umani a opera dei fanatici musulmani, soprattutto perché non volevo che questo blog, che tratta principalmente di musica rock e arte, si trasformasse in qualche altra cosa, ben più difficile da gestire e da tenere a bada. Inoltre il fegato me lo avevo già divorato in occasione dei fatti di Parigi, e non avendo più niente da rosicchiare, ho preferito adeguarmi alla massa con gli occhi cuciti e far finta di niente. 
In occidente - non ho mai capito bene perché - si tende a giustificare, a minimizzare e ad abbassare la voce, ogni qualvolta si deve affrontare l'argomento Islam e zone limitrofe. Nei maggiori quotidiani, nei talk show e in tutti i programmi che si occupano di cronaca, politica e società, si tende a sussurrare la parola Islam, con grande rispetto e timore, a bassa voce e con il capo chino. Forse solo per paura o per non rischiare di dare ragione a quel Salvini e agli altri pittoreschi leghisti: non sia mai che si passi dalla parte dei razzisti e di chi non vuole che si continui con l'importazione di immigrati. 

Eppure sono sempre e solo loro, i musulmani, a occuparsi del macello di donne, bambini, cristiani o di musulmani "moderati". È sicuramente vero che non tutti  musulmani sono guerrafondai e macellai, per carità, però è anche vero che il 99% degli attacchi terroristici sono sempre e solo opera loro. E, poi, molti, moltissimi tra i cosiddetti musulmani "moderati" hanno una certa simpatia verso l'Islam fondamentalista, magari di nascosto, in silenzio, a bassa voce, poco poco, piano piano, come gli abbiamo insegnato noi. In molti vedono in queste bande di criminali coranizzati la via più breve ed efficace per rivalersi sull'occidente corrotto, depravato e colonialista.  E forse non hanno neanche tutti i torti dal loro punto di vista.
Abbiamo un conto aperto con i musulmani di tutte le specie, e sinora abbiamo saldato solo alcune rate... Ci devono far pagare ancora le nefandezze del periodo coloniale e le cazzate di Bush, bombe intelligenti comprese.

È necessario precisare che i musulmani sono anche in lotta tra loro, e vi sono differenze non di poco conto tra i diversi gruppi: i sunniti costituiscono la corrente maggioritaria e quella più legata in qualche modo alla tradizione (sunnah) ma anche quella che ha partorito il maggior numero di gruppi terroristi (al Qaeda, Isis...); gli sciiti sono il più grande gruppo minoritario (l'Iran e gli ayatollah) e spesso è considerato dai terroristi alla pari degli infedeli e perseguitato nelle zone a maggioranza sunnita. A grandi linee gli sciiti oltre al Corano e al profeta Maometto si rifanno anche al suo erede, il cugino Alì, e questo ha portato la scissione: non ci può essere un altro profeta.
Tutto ciò ha portato qualche problema tra i due gruppi come guerra tra Iran e Iraq ai tempi di Saddam e quanto sta accadendo adesso nello Yemen, con l'intervento saudita per fermare la rivolta sciita.
Poi ci sono anche i Curdi, un popolo senza nazione (il Kurdistan virtuale), che vive tra Iraq, Iran, Siria e Turchia e da sempre subisce la persecuzione da parte dei regimi di quelle nazioni. In questo numeroso gruppo etnico (circa 40 milioni di persone) la religione predominante è l'Islam, ma vi sono rappresentate al suo interno anche numerosi altri credo quali lo Yazidismo e il Cristianesimo. I curdi rappresentano tutt'ora l'unico vero baluardo in grado di tenere a bada in qualche modo l'avanzata dell'Isis, nonostante il doppio gioco dei turchi. A questo proposito io penso che basterebbe l'apertura delle frontiere turche per fare uscire i combattenti curdi per ottenere una svolta nel conflitto con gli umanoidi dell'Isis. Ma i turchi non sono dello stesso parere, evidentemente.

Dopo la strage di Charlie Hebdo ci sono stati altri terribili eventi: gli attentati di Copenaghen, la strage di turisti di Tunisi con i primi morti italiani da parte dell'Isis, le stragi infinite in Nigeria a cura di quelle merdacce di Boko Haram e infine l'ultimo massacro di cristiani in Kenya, con 148 cristiani affettati, decapitati o spazzati da raffiche di mitra, del quale è responsabile l'altra creatura mostruosa degli Sheebab somali. Per non parlare di quanto avviene ancora in Siria, Iraq, Pakistan, Egitto e altri splendidi luoghi di sepoltura.
Le chiese vengono giù con un effetto domino inarrestabile e le teste rotolano da tutte le parti, nell'indifferenza generale.

I cristiani in medio oriente e Africa sono destinati all'estinzione con un velocità esorbitante; neanche i dinosauri hanno fatto così in fretta. È solo questione di qualche anno o, forse, solo qualche mese.
Neanche ai tempi delle persecuzioni durante l'Impero Romano ne sono morti tanti. Però, c'è da dire che i figli degeneri di Maometto sono riusciti a fare di meglio di Decio, Valeriano e Diocleziano con metodi ancora più cruenti, crudeli e "spettacolari". Perché è la spettacolarizzazione a caratterizzare questa nuova strage degli innocenti come ci insegna quell'asino di Abu Bakr al-Baghdadi e il suo stato islamico di merda.
Perché l'Isis, o meglio IS, ci tende a dare una buona immagine di sé per fare propaganda e conquistare le masse. Infatti sono tantissimi gli islamici europei che corrono dietro alla sua gonna, ma anche gli europei che si convertono per l'occasione e partono per la guerra santa dopo essersi letti un paio di pagine di Corano in tutta fretta prima del check-in in aeroporto. E non sono pochi anche i giovanotti non musulmani delle nostre parti che nutrono qualche simpatia verso gli uomini neri che tagliano teste, perché il look, la ferocia e la crudeltà di questi esseri "affascina" non poco i poveri di intelletto e attira i depravati come il miele fa con le mosche. Fa "figo" mozzare teste davanti a un bello sfondo e pronunciando frasi cariche di enfasi e merda, fa molto "figo", è trendy.

Bisogna anche dire che quegli allegri giovanotti dell'Isis non si dilettano solo a recidere dal collo le teste umane infedeli, sono anche impegnati a staccare a martellate le teste delle statue. Perché gli umanoidi con le gonne nere dell'arte e della storia non sanno proprio che farsene.
So' ragazzi, non gli piace studiare come a quasi tutti i giovani esuberanti, però il corano lo mandano giù a memoria che è un piacere. Ma il tempo per quello non gli manca affatto: non hanno un cazzo da fare, oltre a tagliare teste ovviamente.
Dopo la devastazione del museo di Mosul, dove hanno demolito i capolavori assiri della città di Ninive, la follia iconoclasta degli ebeti con i turbanti si è rivolta prima alla splendida città assira di Nimrud e, infine, solo ieri ai resti di Hatra, dal 1985 patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco.
Tale Bano tale figlio... Lo scempio dei Buddha di Bamiyan da parte di quelle merde dei talebani ha fatto scuola, evidentemente.
I baldi giovani dell'Isis stanno impegnando severamente l'ulimo neurone rimastogli per completare la distruzione della storia di quelle terre che calpestano indegnamente; hanno iniziato la caccia alle opere d'arte e ai siti Unesco e non si fermeranno sino a quando avranno completato il lavoro.
Questi individui che non hanno nessun senso dell'umorismo, non bevono, non ascoltano musica, non leggono niente (oltre al corano e le istruzioni per costruire le bombe) non vanno al cinema né nei musei (se non per massacrare gente), non studiano e probabilmente non cagano neanche, che cazzo di motivo hanno per stare al mondo?
Spero che si estinguano presto e che qualcuno gli regali il biglietto per raggiungere Allah o chi per lui. Non so voi ma io tifo per i Curdi; degli occidentali, invece, non c'è da fidarsi loro (noi) al massimo possono bombardare Gheddafi o Assad o qualche scuola materna, mica possono perdere tempo a tirare bombe sopra le teste dei tagliatori di teste.

Intanto il prode Alfano è riuscito a espellere qualche decina di presunti terroristi islamici che sono stati accompagnati alla porta con grande enfasi, ma che potrebbero rientrare dalla finestra con i barconi di disperati che attraccano tutti i giorni nelle nostre coste e che nessuno è in grado di controllare. Certo, in un mondo popolato di alfaniani è impossibile gestire una situazione del genere; con un paio di gendarmi si dovrebbero controllare migliaia di persone senza documento di cui non si saprà mai chi sono, da dove vengono e dove vanno. Perché dopo la reclusione forzata nei "centri di accoglienza" profughi, disperati, ma anche clandestini, infiltrati ed eventuali terroristi, vengono dispersi nelle campagne e lasciati alla loro sorte, nel più tipico stile italiano. O nel "migliore" dei casi vengono spediti nelle nostre periferie urbane più degradate per "favorirne" l'integrazione. Però i miliardi fioccano da tutte le parti e in tanti ingrassano alla grande con questo business.
Beh, l'Italia è e sarà sempre questo: il regno dove il magna magna raggiunge l'apoteosi; una sorta di Eden per i ladri e gli imbroglioni di ogni risma.

Ritengo (per quanto poco possa contare il mio pensiero) che sia giunto il tempo di farla finita con l'ipocrisia del presunto razzismo in quest'Italia agonizzante e quasi senza più valori. Qui non c'è più posto per nessuno; non si può continuare a far ingozzare cooperative e vari individui loschi con la pioggia di denari per gli immigrati e far fare cassa alle bande di scafisti e terroristi islamici. E ai poveri disgraziati che andiamo a prendere in mare aperto possiamo solo garantire il nulla assoluto, l'accattonaggio a vita o una bella carriera criminale o, se va bene, il dono dell'invisibilità, e nessun diritto (e nessun dovere).
Le nostre strade sono piene di invisibili che vagano senza meta.
Non si può continuare così solo per non rischiare di mischiarsi con Salvini e quelli della Lego. Non si può lasciare l'esclusiva sull'argomento alle destre o ai razzisti veri. Non si può far finta di niente, o peggio: far finta di essere ospitali e solidali con chi sfugge dalle guerre, dalla fame e dalla povertà, perché nessuno ci crede più alla nostra ipocrita pseudo-accoglienza all'italiana.

Buona Pasqua.











Chiù Jihad pe' tutti...

mercoledì 1 aprile 2015

Antblog, il libro


Antblog, ovvero come inflazionare un mercato che non esiste con un ennesimo libro che non ha ragione d'esistere.

Ebbene si, quando si è in preda alle pulsioni sadomaso non si può fare niente, se non cedere alle stesse. Quando si è incoscienti o pazzi, o semplicemente non si ha un cazzo da fare, può anche accadere che uno decida di creare e pubblicare un "mattone" del genere, nonostante le difficoltà, gli scarsi mezzi tecnici a disposizione e le rotelle che girano a vuoto.

Antblog - il libro - è proprio quello che afferma di essere già dal titolo: un volume che racchiude in 522 pagine tutto (o quasi) quello che è passato su questo blog dal 16 gennaio 2011 sino a qualche settimana fa.
Ovviamente a questa "opera" manca tutto ciò che di solito "abbellisce" e "rende interessante" un blog come questo, ovvero le immagini, i video, la musica e le opere d'arte. Praticamente non c'è nulla, o meglio è presente solo l'aspetto più noioso e inutile: le parole.
Non ci sono le opere degli innumerevoli artisti che hanno trovato spazio su queste pagine virtuali per ovvie ragioni di copyright.
Oltretutto ho dovuto escludere quasi completamente le recensioni di dischi pubblicate nel blog, perché sono talmente tante da rendere impossibile la pubblicazione di un mostro del genere.
Praticamente non c'è niente in queste 522 pagine, pesanti e costose. Perciò non vale assolutamente la pena di acquistarlo o anche solo scaricarlo (gratis, ovviamente) perché si trova già tutto qui e, inoltre, ci vuole fegato a leggersi tutta questa roba e uscirne indenni.
Però esiste ed è solo questo il suo scopo: esistere, nonostante non ne sia troppo degno.

L'ispirazione per questa maldestra ant-ologia è da ascrivere ai due geniali amici-blogger Bartolo Federico e Evil Monkey per quanto fatto con lo splendido "Viaggiatori Nella Notte", con i testi del primo e il gran lavoro del secondo. 
Devo dire che, onestamente, "Antblog (il libro)" non può neanche avvicinarsi a un risultato finale dello stesso livello di quel libro: qui non c'è la grande poesia blues di Bart, né ci sono le idee vulcaniche di Evil Monkey che danno fuoco alle polveri. Si tratta di due cose diverse, ma la fonte però è la stessa: il rock'n'roll.



Dunque, ricapitolando, "Antblog (il libro)" raccoglie quanto pubblicato su un blog che tratta di musica e arte, ma è privo di musica e arte; è ispirato da "Viaggiatori Nella Notte" ma non c'entra niente o quasi...O ancora: il blog è visitato quasi esclusivamente per le innumerevoli immagini che contiene ma che nel libro non ci sono.
Allora perché?
Ancora adesso me lo sto chiedendo e ancora adesso non mi sono dato una risposta.

Intanto, per i più temerari e incoscienti che vogliono correre il rischio di leggere questa roba, dentro è rimasta ancora qualcosina, in questa montagna di pagine, una volta spogliate di quanto detto prima:
qualche striminzita biografia di qualche band indipendente, l'articolo sul succitato "Viaggiatori", qualche turpiloquio su politica e società, qualche disco, la "Virgin Forest" del succitato Evil Monkey, un raccontino, qualche cenno su alcuni artisti, pittori e creativi di ogni genere, un po' d'Italia e i suoi casini infiniti, qualche mistero, qualcosa su Nuoro (la mia città), sulla Apple, sulle miniere in Sardegna (lo so: quella sarebbe la mia destinazione ideale), un po' di calcio e qualche libro. Ma anche tante cazzate...forse troppe.

In bocca al lupo.



Il libro di carta:


quello virtuale:


DOWNLOAD ME!


Ringraziamenti:

Evil Monkey:

Bartolo Federico:

Massimiliano Manocchia:

Jen D.:

Kleanthis Nes:

mr.Hyde:



Arte Excéntrico:

Harmonica:

Grucio Marx:

Nella Crosiglia:

Marga:

Marco Goi:

Iole:

V3l3nomortale:


E tutti i lettori, artisti, musicisti e gli amici che sono passati da queste parti.

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Viaggiatori Nella Notte:


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Nel frattempo "il gemello diverso" Zuppa di Mitocondri, nato e cresciuto insieme ad "Antblog-il Libro" nelle mie budella, ora viene diffuso anche in altri canali; oltre che nello store di Lulu, ora si può trovare anche su tutta la catena Amazon in tutto il mondo e su Barnes & Noble, la più grande libreria di vendita a dettaglio degli Stati Uniti, fondata nel 1917 a New York.
Chi mai potrà leggere un libro del genere, scritto (male) in italiano nel resto del mondo resta un mistero.
In ogni caso, per quella mezza dozzina di miliardi di persone che ancora non lo sapessero, "Zuppa di Mitocondri" è una raccolta di racconti che ho scritto e pubblicato in questo blog negli ultimi anni.



 "Zuppa di Mitocondri" - 16 racconti folli per lettori folli - ora è anche su AMAZON:


E anche qui, su Barnes & Noble:



Gli altri 6 libri, pubblicati prima della "Zuppa":


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Blog to be alive!