Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

giovedì 6 novembre 2014

Il brodo primordiale


Scaldate un po' d'acqua, aggiungete un po' di carbonio e mescolate a lungo. Quando si raggiunge la densità voluta condite con idrogeno, metano e azoto quanto basta. A questo punto il brodo dovrebbe essere pronto. Beh ci sarebbe il piccolo problema costituito dalla presenza di ossigeno: per creare il brodo, dal quale ha avuto origine la vita sul pianeta Terra, il pasto si deve consumare in un ambiente anaerobico; l'ossigeno è arrivato dopo. Per ovviare a questo problema ci si potrebbe spostare a Pechino all'ora di punta, oppure salire in alta quota, o ancora meglio, fare in salto in un altro pianeta della nostra galassia.
In ogni caso buon appetito (se avete il coraggio di ingerire i primi coacervati che salgono a galla).

Da quel brodo originale, qualche tempo dopo (un bel po' di tempo dopo) sono venuti fuori anche gli umani, inizialmente in una forma molto approssimativa e rozza, successivamente la situazione è migliorata grazie all'evoluzione. Ora, invece, si sta ritornando pericolosamente indietro verso le forme cerebrali delle origini, ma questo è un altro discorso.

In questo post "primordiale" sono riunite alcune vecchie foto prese in prestito da internet (ma non solo) che riguardano il genere umano agli albori dell'arte fotografica e ben prima degli effetti speciali di Photoshop; quando l'essere umano appariva (ed era) più vero e non aveva bisogno di molti trucchi e inganni. 

Un ringraziamento particolare a Barbara.

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Come eravamo (solo poche decine di anni fa):





































































































































































































































martedì 4 novembre 2014

Dark Blue - Pure Reality


Dei Dark Blue ho già scritto più volte su queste pagine perché, per quanto mi riguarda, si tratta di una delle nuove band più interessanti in circolazione nel panorama indipendente. Stavolta l'occasione di riprendere l'argomento è gentilmente offerta dalla  Jade Tree che ha appena rilasciato il primo album del trio di Philadelphia, il nuovissimo, splendido, "Pure Reality." 
In queste nuove otto tracce il crooner John Sharkley III mette in musica gli incubi che si ha costruito quando lavorava come guardiano notturno in un campus universitario di Canberra, in Australia. Anche qui è accompagnato dai suoi fedeli compagni d'avventura in blue: Andrew Mackie Nelson e Mike Snerineer, tutti musicisti di grande esperienza con anni di gavetta alle spalle. Il frontman Sharkley proviene dai Clockcleaner e dai grandiosi Puerto Rico Flowers (l'album "7" del 2011 è da avere a tutti i costi); Nelson ha fatto parte anche lui dei Puerto Rico Flowers ma anche dei Ceremony e dell'eccellente band hardcore Paint It Black; Sneeringer proviene dai Strand of Oaks e dai Purling Hiss.
Prima di questo disco ci hanno offerto due succulenti antipasti in formato 7 pollici - due autentici gioielli - "Just Another Night With The Boys" e "Subterranean Man" - da non perdere assolutamente. Ora è giunto il momento di "Pure Reality": grandioso post punk, oscuro (ma non eccessivamente), elettrico, rumoroso e poetico, dove il suono dark-post punk inglese degli 80's s'incontra con Nick Cave, i primi fantastici Church e la tradizione rock americana. Loro descrivono la loro musica come un qualcosa che si allinea a quanto proposto dai Blitz a fine carriera, dagli Angelic Upstarts del periodo "Still From The Heart" o dai dischi di Jimmy Pursey degli Sham 69 da solista. Per chi, come me, è affascinato dai suoni malsani del post punk più sotterraneo e meno conosciuto, solo queste citazioni giustificherebbero l'acquisto del disco. Tuttavia le canzoni presenti nell'album si reggono da sole, senza la necessità di assomigliare a qualcuno o qualcosa. Sono i Dark Blue e questa è la Pura Realtà.
Grandioso...

Tracklist:

01.Never Afraid/ Never Alone
02.Here On My Street
03.Dear Iris
04.Sounds Like Hell On Earth
05.I Can't Take Another Year
06.Hanging From The Chandelier
07.City Eyes
08.Always Ready To Live

2014 - Jade Tree








Just Another Night with The Boys/ Hungry For Love (John Cale) - 7" - 2014


Subterranean Man/ Skinhead Wedding in Canberra - 7" - 2014



domenica 2 novembre 2014

Hurula - Vi är människorna våra föräldrar varnade oss för






Questo splendido disco è il debutto solista di Robert Hurula Pettersson, leader dei Masshysteri (due ottimi album all'attivo: "Vår Del Av Stan" del 2008 e "Masshysteri" del 2010) nonché in precedenza a capo di un'altra grande punk band svedese, The Vicious, attiva dal 2005 al 2007. Il cantante, chitarrista e compositore di Umeå ha suonato anche con gli Invasionen e i Regulations ed, evidentemente, non ha problemi di creatività né alcun tipo di difficoltà in fase di scrittura.
Con questo disco prosegue il discorso iniziato con i Masshysteri, affinando ulteriormente la proposta musicale, smussando qualche spigolo e rendendo l'insieme più appetibile per le masse senza, però, perdere un briciolo di credibilità e senza cedere a nessun compromesso commerciale. In questi solchi, infatti, sono le canzoni che prendono il sopravvento, e la capacità compositiva di mr. Hurula che viene fuori nella sua forma più pura. Non importa se il mezzo per giungere al fine sia il pop anziché il punk di una volta: quello che conta è il risultato e questo, credetemi, è a dir poco eccezionale.
L'impronunciabile "Vi är människorna våra föräldrar varnade oss för" è pieno zeppo di grandi canzoni condite di splendido indie pop, dieci potenziali singoli che ti riconciliano con la musica e con il suo vero fine: creare piacere all'ascolto, al di la di ogni possibile masturbazione mentale e/o di sfoggio di virtuosismi senza capo né coda.
La musica che scorre qui dentro ha solide radici punk, ma non vuole fare pesare troppo il passato che si porta appresso. Le strepitose melodie che accompagnano questi suoni, infatti, sono una goduria per i timpani, nonostante l'idioma svedese che regna sovrano in tutta la scaletta. Qui ci sono tracce punk, sopraffino indie rock, post punk, new wave e power pop, miscelati, cucinati e serviti con grandissima personalità e classe. Basterebbero solo un paio di canzoni (come, ad esempio "22" o "Skjut Mig") per far schizzare in vetta tra i dischi più belli dell'anno questo "Vi är människorna", ma c'è tanta di quella carne al fuoco in questo vinile da far rischiare un'indigestione. Robert Hurula è riuscito a creare il disco pop perfetto (senza vendere né svendere nulla). Non serve aggiungere altro.


Hurula - Vi är människorna våra föräldrar varnade oss för

Tracklist:

01.Allt Ska Fõrsvinna
02.22
03.Om Jag Tänker Alls
04.Skjut Mig
05.Sluta Deppa Mig
06.Högdalen
07.Sverige Ungdom
08.Jag Ville Glömma Dig
09.Stockholm Brinner
10.Det Är Ok Om Du Glömmer Mig

2014 - No Good Records