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Bochesmalas

domenica 29 maggio 2011

Dal profondo underground

Ci sono dischi (e sono tanti) che difficilmente si trovano nel negozio in città, dietro l'angolo, e che in pochi riescono ad ascoltare proprio a causa della loro difficile reperibilità. In alcuni casi è meglio che rimangano nei polverosi scaffali di qualche remoto negozietto dell'europa del nord o degli Stati Uniti. In questo caso, invece, si tratta di alcuni album che possono interessare a parecchia gente, se solo avessero l'opportunità di trovarli, ascoltarli e acquistarli.
Il primo cd che voglio segnalare è di un gruppo ormai defunto:

"The Black Magic Show" degli Elefant. A.D. 2006.

Loro sono americani, di New York, e questo è il secondo album che hanno inciso. Il genere è un indie-rock con qualche aroma dark-wave: per intenderci non starebbe male accanto ai cd di Interpol o She Wants Revenge, ma è sicuramente meno oscuro e più ricco di sfumature.
Il video che troverete più sotto è di un brano (Brasil, settima traccia della tracklist) atipico per il loro genere, ma le altre tracce, pur diverse, non sono inferiori per qualità.




Il secondo cd è di un'altra band americana, del Texas in questo caso (anche se poi, anche loro, si sono trasferiti a New York):

"Collisions" quarto album dei Calla, pubblicato nel 2005.

La musica contenuta nei suoi solchi è anche stavolta un indie-rock. Però in questo caso predominano le componenti noise derivati, probabilmente, da ripetuti ascolti dei Sonic Youth, e non mancano anche i riferimenti alle radici della musica americana. Il disco è pieno zeppo di gemme, una di queste si trova in un video più sotto.
Non starebbero male in uno scaffale accanto ai Low...fate un po' voi.
Purtroppo non si hanno più notizie del gruppo dal 2007, quando uscì il loro ultimo, per ora, album: "Strenght in Numbers".



Ultimo, ma non ultimo, il "mitico" primo album di una band inglese, di Middleton:

"Script of the Bridge" capolavoro irraggiungibile dei Chameleons, l'anno di pubblicazione è il 1983 e, in occasione del venticinquesimo anniversario è stato ristampato con in aggiunta un secondo cd di inediti e un intero concerto del periodo.

Il genere è decisamente diverso rispetto agli altri due dischi presi in esame: qui siamo nei territori oscuri del post-punk inglese anni '80 e questo è uno dei dischi più belli mai pubblicati. Ci sono dentro 12 preziose gemme di dark-wave decorate da splendide chitarre e melodie assolutamente coinvolgenti; la voce di Mark Burgess è a mio parere una delle più belle in assoluto del panorama musicale britannico. Anche qui c'è un video...


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