Lasciate ogni speranza o voi che entrate
mercoledì 28 aprile 2021
Rumori dal sottosuolo 2021, seconda parte
mercoledì 14 aprile 2021
venerdì 2 aprile 2021
Finisce l'avventura in Champions della Dinamo
Nonostante una grande prestazione dei superstiti della banda del Poz con Katic e Spissu ancora fuori per i postumi del covid e ora anche la caviglia di Kruslin - senza contare le ginocchia rotte di Devecchi e Pusica - la Dinamo-Banco di Sardegna è costretta a preparare le valigie in largo anticipo, al di là dei propri meriti o demeriti. Come dicevo i "sopravvissuti", sempre meno e sempre più sopravvissuti, senza allenamenti, fermi 18 giorni in quarantena e costretti a essere buttati nella mischia a freddo in una fitta schiera di impegni ravvicinati e tosti come non mai, hanno venduto cara la pelle nel recupero del Game 3 del gruppo L di Basketball Champions League. Dopo il doppio furto (punti e danari portati via dallo spogliatoio) di Nymbruk con relativo arbitraggio disastroso a Bamberga è andata forse ancora peggio, i suddetti 5-6 sopravvissuti hanno messo su una gara gagliarda ed entusiasmante per oltre 37 minuti dominando la partita. Poi, proprio sul più bello, quando arrivavano notizie confortanti dal campo di Saragozza, il Brose Bamberg del grande ex Michele Vitali è risorto grazie al logico calo fisico della Dinamo sempre più corta e infine - come a Nymbruk - c'è stato il solito pasticcio degli arbitri nel finale. Chi ha visto solo gli ultimi minuti della gara in Repubblica Ceca e di quest'ultima in Germania può anche pensare che sia stato un sabotaggio per fare fuori intenzionalmente Sassari. Probabilmente non è così e si è trattato solo di una strana e fastidiosa coincidenza dovuta alla scarsa qualità delle terne arbitrali selezionate per la BCL. Tuttavia la cosa fa pensare: due partite decisive arbitrate quasi discretamente sono state caratterizzate da un ultimo minuto pieno zeppo di errori e orrori incomprensibili, rimesse fischiate al contrario, falli non visti, infrazioni non viste; tutto un campionario di sviste e obbrobri che se non sono stati dettati dalla malafede sono sicuramente frutto d'incompetenza e pressappochismo. Come se non bastava la sfiga, gli infortuni, il covid e la quarantena e una panchina che non c'è più. Comunque sia la Dinamo esce dalla competizione a testa alta, consapevole di aver dato tutto e forse anche di più. Dispiace perché sia Nymbruk che Bamberg erano sicuramente alla portata degli uomini di Pozzecco - come ha dimostrato il campo, nonostante i ranghi ridotti - eppure si torna a casa. Ora non resta che il campionato anche se i problemi delle numerose assenze ci saranno anche qui. Il prossimo impegno in LBA è in programma domani sabato 3 aprile al PalaSerradimigni (20.45 diretta Rai Sport HD) contro la corazzata Virtus Bologna. Si tratta di un impegno quasi proibitivo visto il valore degli avversari e le assenze tra le fila biancoblu, ma sono sicuro che la Dinamo darà il massimo anche questa volta. Dopodiché ci saranno gli ultimi due inutili match del gruppo L di BCL; il 6 aprile è fissata la gara di ritorno con Nymbruk e l'8 quella con Bamberga. Spero che soprattutto con i cechi già qualificati (l'altra che ha passato il turno è Saragozza) ci si possa vendicare in qualche modo, giusto per evidenziare le differenze.
Grazie ragazzi! Forza Dinamo!
mercoledì 24 marzo 2021
Dinamo Sassari: i furti, il covid, la pausa forzata e (forse) la ripresa
La nefasta trasferta in Repubblica Ceca si era chiusa con una sconfitta per un punto all'ultimo secondo grazie anche all'arbitraggio molto discutibile, con il furto dei 2 punti e il furto nello spogliatoio, e per giunta con il probabile contagio avvenuto in loco. Dopodiché c'è stata la quarantena con isolamento individuale di tutto il gruppo squadra; sono saltate partite di campionato e partite di coppa, come anche gli allenamenti di gruppo e quindi tutto il lavoro di questa strana stagione se n'è andato a farsi benedire. Tutto questo è avvenuto nel periodo peggiore con un calendario fittissimo di impegni, i playoff da mettere al sicuro per quanto riguarda la Serie A e la qualificazione in Champions League ancora tutta da guadagnare. Eppure, prima di essere stati costretti a parcheggiare la macchina Dinamo per quasi tre settimane, la banda del Poz aveva risposto bene alle pesantissime assenze (Bendzius e Treier) proprio nella gara scippata dal Nymbruk. Adesso è tutto da rifare, probabilmente sabato 20 marzo la Dinamo-Banco di Sardegna sarà in campo, in casa contro Cremona, senza i tre giocatori - verosimilmente ancora positivi al Covid - e senza uno straccio di condizione accettabile. Con questa partita dovrebbe cominciare un tour de force pazzesco con tutta una serie di gare ogni 2 giorni o poco più, praticamente un massacro. Non c'è dato sapere chi siano i tre contagiati dalla variante Ceca, ma una Dinamo parcheggiata per 18 lunghissimi giorni senza tre elementi - chiunque essi siano - dovrà sudare sette o otto camicie per poter affrontare tutta una serie di formazioni agguerrite e in salute. Si partirà - forse - con Cremona sabato in casa e subito dopo Saragozza il 30 marzo e Bamberga il primo aprile fuori casa. Praticamente un nuovo capitolo della serie Mission impossible o giù di lì. È vero che Impozible is Nothing ma forse adesso è chiedere troppo: la Dinamo viene da tre sconfitte consecutive, 18 giorni di stop, e per giunta dovrà affrontare tutta quella bella gente con tre giocatori in meno. Speriamo bene...
Forza Dinamo!
venerdì 12 marzo 2021
Rumori dal sottosuolo 2021, prima puntata
martedì 9 marzo 2021
Dinamo Sassari: tre sconfitte consecutive senza Bendzius, ma la reazione c'è
Tre partite senza Eimantas Bendzius e tre sconfitte, tra Champions League e campionato, ma le sconfitte non sono tutte uguali. Di certo il cammino della Dinamo-Banco di Sardegna nei Playoff di Champions si va a complicare ben oltre le previsioni, ma c'è da dire che la banda del Poz ha trovato la via di uscita all'assenza di Bendzius. La sconfitta di questa sera (90 a 89) in casa dei cechi di Nymbruk, per giunta dopo essere stati in vantaggio per oltre 30 minuti, non pesa più di tanto se non per la rabbia di essere stati scippati di una vittoria tenuta ben salda per quasi tutta la partita. Ci sono stati ottimi segnali da parte di tutta l'orchestra, a cominciare dai "soliti" Spissu e Bilan, ma anche da parte di Burnell, Kruslin, Gentile, Katic e Happ. Oltre agli acciacchi (dopo Pusica, Devecchi, Bendzius ora anche Treier) la Dinamo ha ripreso a combattere (contro Nymbruk 5 uomini in doppia cifra: Gentile 18, Bilan 17, Burnell 17, Kruslin 15 e Happ 10) e a giocare come sa, e avrebbe meritato ampiamente la vittoria. Ora si ritrova con solo due miseri punticini nel gruppo L di BCL, ma non importa: il segnale c'è stato, il resto si vedrà. A dire il vero il segnale c'era stato anche nel Game 1 contro Saragozza nella rabbiosa reazione prima di cedere nel finale agli spagnoli, un po' meno nella gara di campionato contro Varese, per inciso una delle partite più brutte della Dinamo di questa stagione, se non la più brutta. Adesso, persa la seconda piazza in campionato e decisamente compromesso il cammino in BCL (anche se non definitivamente) non resta che attendere il recupero degli infortunati recuperabili (Treier e Bendzius) per riprendere il discorso lasciato in sospeso. La Dinamo-Banco di Sardegna è, nonostante queste tre sconfitte, una delle migliori formazioni di questo campionato, il miglior attacco della serie A, e ha tutti i mezzi per lottare per il vertice in questa stagione. Grazie ragazzi. Forza Dinamo!
lunedì 22 febbraio 2021
Un anno di Covid
È passato un anno da quando SARS-Cov2 si è presentato al pubblico italiano in tutto il suo fulgore; un lungo anno di stenti e sacrifici, morti e feriti, che nessuno di noi dimenticherà mai, anche volendo. Da quel tremendo Febbraio 2020, dal paziente 1 di Codogno, abbiamo contato quasi 3 milioni di casi ufficiali, quasi 100.000 morti, un disastro economico e sociale senza precedenti; come in periodo di guerra. Nel mondo i casi sono finora quasi 112 milioni, i morti quasi 2 milioni e mezzo (500.000 solo in USA). Una strage. La seconda ondata è stata molto peggio della prima con il doppio dei morti e il doppio dei casi. I vaccini che potrebbero mettere fine a tutto questo massacro ancora non si vedono, se non altro nella misura che ci si aspettava, quindi, se ne deduce, che anche tutto o quasi il 2021 sarà all'insegna di continue chiusure e timide aperture, sempre in maschera e distanziati, nonché privati di viaggi, sport, musica e cene in compagnia. Giustamente.
In questo anno strano e atroce, tra un lockdown e l'altro, un DPCM e l'altro, un governo e l'altro (grazie alle stronzate del Renzi), si è vissuto nell'incertezza, nella paura, un giorno rossi l'altro gialli o arancioni, per la maggior parte del tempo in totale clausura, senza poter viaggiare, vedere un concerto, assistere a un evento sportivo o solo potersi sedere a bere una birra in un bar. In questo anno - e ancora oggi - i coglionavirus hanno continuato a fare il cazzo che volevano, assembrandosi, violando tutto quello che era possibile violare e fregandosene dei morti, delle restrizioni e dei sacrifici di chi le leggi le rispetta e di chi i feriti ce li ha in casa. Pare che alcuni umani non possano rinunciare all'aperitivo, alle feste o alla settimana bianca o anche alle maratone a base di droga - come quotidianamente accade per i nostri adolescenti in lungo e in largo nello stivale - anche se cascasse il mondo o ci fosse un'esplosione nucleare. C'era chi è rimasto dentro o è uscito solo per motivi urgenti con autocertificazione sotto braccio e chi se n'è fregato di tutto e di tutti. A quel punto sono saltate fuori specie animali di cui si ignorava l'esistenza sino a qualche tempo fa: i negazionisti, i NoVax di ultima generazione, i gilet gialli e altre gang di ebeti saltati fuori da qualche altra dimensione. C'è da dire che queste orde barbariche sprovviste di neuroni sono state in qualche modo stimolate a riprodursi e a uscire dalla tana da qualche dichiarazione azzardata di qualche politico (vedi Salvini e i suoi chiudete tutto, aprite tutto, socchiudete tutto, festeggiate e uscite e anzi no) o anche qualche "luminare" da talk show della stessa area politica guidati da Bossetti e Zangrillo. C'è da dire per molti di questi negazionisti e collaborazionisti ci avevano dipinto un quadro ben differente dalla realtà, con varie sfumature: da "è poco più di un'influenza" a "il virus è clinicamente morto". Ebbene questo virus cinese non ha niente a che fare con l'influenza, fa solo parte della stessa famiglia, quella dei coronavirus appunto, porta a una malattia sistemica che può compromettere diversi organi, c'è chi muore di polmonite, chi di ictus, chi con le gambe amputate. È un'altra cosa, ed è molto peggio.
Ora che il dispettoso Matteo "because" Renzi, oltre a tessere le lodi del regime saudita, ha deciso, forte del suo 2% di consensi, di buttare fuori Conte e il suo governo - che a mio modesto parere aveva gestito bene la pandemia, pur con qualche inevitabile errore dovuto alla situazione a dir poco straordinaria - ci si ritrova con il quasi negazionista Salvini, i forzisti di Silvio - quello delle cene eleganti, per intenderci - e un folto numero di omini da settimana bianca a tutti i costi, nello stesso governo con PD, M5S e LeU. Fortunatamente hanno tenuto alcuni ministri validi (Franceschini, Speranza, DiMaio) ma alcuni sono stati sostituiti in modo a dir poco azzardato (vedi il cambio Boccia-Mary Star Gelmini ad esempio). In molti forse erano convinti che Draghi fosse lì solo per fare gli interessi di confindustria, banche e lobby e "apritori" compulsivi, ma non può o non poteva essere così, date le circostanze. La pandemia deve per forza di cose regolare la nostra vita, altro che aperture selvagge e orge libere. Purtroppo non si può tornare alla vita di prima, almeno non adesso. Chi si è fregato le mani con l'avvento di Draghi penso si debba rassegnare da questo punto di vista. Per il resto spero che da questa accozzaglia di partiti - e correnti di pensiero incompatibili tra loro - possa venire fuori qualcosa di buono per il nostro martoriato paese. Speriamo bene...Per festeggiare il suo primo anno di vita il nostro benamato coronavirus ci ha dato dentro con le varianti, giusto per rendere più piacevole il gioco e la sfida con gli umani. La guerra non è finita.



















