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Bochesmalas
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mercoledì 15 luglio 2015

Ape Unit - Turd


Gli Ape Unit sono una band grindcore con sede a Cuneo. Sono in pista dal 2008 e hanno all'attivo un album, "Unforgivable Holidays" del 2012 e un EP, "Albert" pubblicato nel 2009.
"Turd", il nuovo album, sarà disponibile in digital download, e in vinile in formato 10 pollici, a partire dal prossimo settembre. Al suo interno potrete trovare 10 bombe di grindcore evoluto, rese decisamente interessanti dal personale stile della band che coniuga il classico ruggito grind con la velocità powerviolence, tracce noise e un approccio punk hardcore.
Infatti tutto il disco è attraversato da schiattare hardcore, accelerazioni fulminanti, parti mosh e tutto un insieme di armi letali che colpiscono nel segno.
I cinque piemontesi (Rev.Gomorra e Los alle chitarre, Umbi al basso, Steve alla batteria e Marius all'ugola) affermano di essere influenzati sia dai primi Napalm Death sia da Terrorizer, Siege e Infest, ma anche dai Jesus Lizard e Arab on Radar. E devo dire che si sente, anche se gli Ape Unit riescono a miscelare bene le molecole estrapolate dagli ascolti intensivi e a dare un tocco moderno e particolare al loro sound.
Già dall'iniziale "Puberal Baphomet", con il suo avvio cadenzato e l'esplosiva accelerazione seguente, sino al chorus parossistico, mettono subito in chiaro le cose: questo non è sicuramente un disco per tutti ma non è riservato solo ai fanatici del grindcore. Possono trovare goduria e giovamento all'ascolto anche chi è abituato a cibarsi di hardcore o metal estremo o crust punk, ma anche chiunque abbia la mente aperta.
La seguente scheggia impazzita "Mullet For My Valentine" con il suo micidiale riff hardcore, tra una dissonanza noise e l'altra, mette tanta di quella carne al fuoco in solo 46 secondi da lasciare sbalorditi. 
In "The Will to Smith" prevale l'anima metal e il grind-powerviolence della band si può sfogare con tutto il suo carico di violenza.
Che dire altro...I 34 secondi di "Tropical Mode ON" sono uno spasso; "Sperm Bank Robbery" e "Don't Touch The Forbidden Congas" sono assolutamente devastanti con la loro deflagrante miscela grind-thrash-D-Beat; o ancora la velocissima  e crudele "Your Body Will Became My Abat-jour" è l'ideale per un ascolto al massimo volume (e con le finestre aperte) di domenica mattina all'alba.
In conclusione devo dire che era da parecchio che questo genere musicale non mi riservava più grandi sorprese (così su due piedi mi vengono in mente solo gli eccellenti Dephosphorus e Death on/off) e simili scariche di adrenalina.


Tracklist:

01.Puberal Baphomet
02.Mullet For My Valentine
03.Your Body Will Became My Abat-Jour
04.The Will To Smith
05.Tropiacal Mode: On
06.Don't Touch The Forbidden Congas
07.Orango Juice
08.Sperm Bank Robbery
09.Children Of Boredom
10.Go-Kart Cobain

2015 - Uterus Productions - Here and Now Records - Zas Autoproduzioni - Distrozione - Don Carlos Productions - Tadca Records - Vollmer Industries










mercoledì 18 giugno 2014

Oltre il muro del suono: chitarre da corsa e montagne russe


C'è gente che ha fretta.
Anche nel rock c'è chi ha la necessità di andare veloce, di correre più degli altri. Anzi, soprattutto nel rock, in certo rock indipendente, si ha sempre avuto la necessità di accorciare i tempi, di fare in fretta e arrivare subito al nocciolo della questione. Con l'avvento del punk, in tutte le sue forme, devianze e mutazioni, la canzoni si sono accorciate e i ritmi si sono fatti più veloci: riff, strofa, ritornello, riff, strofa, ritornello e...Fine. Tutto in un paio di minuti, a volte solo una manciata di secondi.
Dopo i tempi lunghi, dilatatati sino allo spasimo, del rock progressivo e psichedelico e dell'hard rock dei 70's, era inevitabile che si tornasse alla concisione del rock'n'roll delle origini dei 50's e 60's e si andasse anche oltre (molto oltre).
A partire dalla fine degli anni 70, in contrapposizione al rock ufficiale, l'underground si è popolato di numerosi baldi giovani armati di chitarre e dediti al ritorno allo spirito primordiale del rock: canzoni brevi e veloci, spirito selvaggio, violento e pericoloso; nessun fronzolo, imbelletto o orpello; la "giusta" attitudine e quintali di decibel e suoni distorti (o rumori?). 
Tutto questo rumore serve per la causa, per "lanciare" adeguatamente i propri pensieri e/o idee politiche, le proprie frustrazioni e descrivere i mali della società moderna, per stupire, scoccare e destabilizzare il sistema e il quieto vivere. 
Il messaggio va veicolato in modo chiaro e diretto e i tempi sono molto stretti. È fondamentale la necessità di farsi capire e arrivare al dunque in fretta. Bisogna correre veloce e morire giovani.
Arriva l'hardcore e subito dopo il d-beat, il grindcore, powerviolence, fastcore e il raw punk.
La batteria diventa un frullatore, il polso si sloga e le melodie si trasformano in urla, growl e rumori indefinibili. Il sudore gronda a fiumi.
La necessità di spingere il piede sull'acceleratore è un morbo contagioso, oltre al punk e ai punks, arriva a diffondersi anche in campo metal con i truci Motorhead prima di tutti, poi con il thrash, lo speed metal, il death metal e i blast beats fuori controllo del black metal. Poi arrivò il grindcore con i maestri Napalm Death del grandioso "Scum", i Brujeira, i Carcass e altri soggetti poco raccomandabili.
Nei tempi moderni non si può aspettare: bisogna avere tutto e subito...non si sa mai cosa può capitare nella vita.

In questo post veloce, assemblato in fretta e rifinito peggio, ho inserito alcune band hardcore, punk e metal che di solito viaggiano oltre i limiti di velocità, incuranti degli autovelox e della strage di punti della patente. Probabilmente non sono i più veloci in assoluto; ci sono tantissime giovani band che corrono più in fretta, ma queste qui (Dead Kennedys, Bad Brains, Negazione, New Bomb Turks, Os Estudantes e i grandi Motorhead) rappresentano al meglio il concetto di rock a 300 chilometri all'ora.
Forse non infrangeranno il muro del suono, ma bisogna accontentarsi...per ora.


Non si può non iniziare dai Motörhead, anche se forse non sono tra i violentatori di timpani più veloci in assoluto. Ma nel 75-77 erano sicuramente irraggiungibili.

Il grande Eddie "Fast" Clarke risponde all'esigenza di avere qualcuno che si contrapponesse alla "slow hand" di Eric Clapton e dei suoi simili, con un polso ipercinetico, riff veloci e tempi pazzeschi. Senza freni, senza perdere tempo. Un suono duro, grezzo e...veloce.

I Motorhead sono il gruppo heavy metal (o meglio hard-metal-rock'n'roll-punk) più amato dai punks di tutto il mondo. Già dai tempi di "Motorhead" (la canzone) "White Line Fever" e "Living Here" venivano spesso inseriti nel gran calderone del punk rock. Nel 77 incidevano per la Stiff e la Chiswick Records, piccole-grandi etichette PUNK, e la loro formazione classica a tre (Lemmy Kilmister, Eddie "Fast" Clarke e Phil "Animal" Taylor) del primo periodo della loro gloriosa storia (1975 - 1982) è quanto di più punk, grezzo, veloce e rock'n'roll abbiano mai prodotto.
Motorhead, Overkill, Ace of Spades, Iron Fist...













I Dead Kennedys dopo il capolavoro "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" del 1980, pubblicarono l'EP in formato 12" "In God We Trust, Inc." nell'anno successivo: 8 tracce di violentissimo e velocissimo hardcore punk, tra le quali spicca una lunga e dilatata versione di California Über Alles, con una serie di furiose bordate hardcore inserite in una (apparentemente) quieta atmosfera da jazz club in modo sublime.
Oltre a questo classico del punk, rivisto e corretto, nel disco sono presenti alcune schegge impazzite sparate a folle velocità come Religious Vomit, Nazi Punks Fuck Off, Kepone Factory o Hyperactive Child.
I Kennedys stessi non hanno mai più composto niente di così veloce e urticante.









I Zeke sono sicuramente meno noti alle masse, ma in quanto a piede pesante non sono secondi a nessuno. Provengono da Seattle e anche loro, come (quasi) tutte le band trattate in questa pagina (ad eccezione dei Negazione, ovviamente) sono ancora in attività e in splendida forma.
Hanno all'attivo 6 album, qualche live e una manciata di EP e split, ma sono i primi due dischi (Super Sound Racing del 1995 e Flat Tracker del 1996) a farli entrare di diritto nell'olimpo della velocità.
In questi due dischi il loro infuocato hardcore-punk-rock'n'roll sorpassa un po' tutti. Nonostante la velocità folle i Zeke riescono ad infilare influenze rock, blues e rock'n'roll in un contesto ad alta gradazione punk.
Più che rock da Formula Uno questa musica può essere più adatta per fare da colonna sonora a corse clandestine con vecchie auto truccate e manomesse da meccanici malati di mente.
Allacciate le cinture di sicurezza (se ci sono).










In un post del genere non possono mancare i Bad Brains e i loro primi dischi del periodo hardcore punk in salsa rasta (1982 - 1985). Successivamente hanno mutato pelle più volte inserendo elementi metal, dub, funk, hard rock, alternative e crossover e pubblicando altri buoni dischi, ma molto diversi dai primi.
Le cartucce migliori le hanno sparate ad inizio carriera con la cassetta per la Roir "Bad Brains" del 1982, successivamente ristampata su cd, e lo spettacolare "Rock For Light" del 1983, prodotto da Rick Ocasek dei Cars.
I Bad Brains si erano formati ancora prima, in origine come band jazz-fusion-prog e, in seguito, con la denominazione attuale (nel 1977) si sono convertiti all'hardcore, mettendo a disposizione il loro notevole bagaglio tecnico per la causa punk.
La loro caratteristica più interessante, infatti, è sempre stata la straordinaria capacità agli strumenti, ma anche l'inserimento di brani di puro reggae giamaicano in una scaletta di velocissimo e furioso hardcore. Con la straordinaria voce di H.R. e le spettacolari montagne russe che si creano dalle sue corde vocali; con la chitarra funambolica di Dr. Know e l'eccellente sezione ritmica composta da Darryl Jenifer al basso ed Earl Hudson alla batteria, hanno costruito una creatura mostruosa e unica.
Pura goduria per orecchie fameliche...










I fantastici New Bomb Turks, soprattutto quelli del travolgente disco d'esordio "!!Destroy-Oh-Boy!!," sono una vera forza della natura, un qualcosa di irresistibile e, allo stesso tempo, di difficile da resistere per lungo tempo. Alla fine del disco, se lo si ascolta tutto d'un fiato, è necessario prendere qualche integratore di sali minerali o farsi fare una fleboclisi.

Loro hanno imbrattato gli spartiti con il rock'n'roll più rumoroso e devastante mai concepito da mente umana (sana). Destroy aggredisce i timpani con mitragliate di decibel che vanno ben oltre alla capacità di resistenza del fisico di un uomo medio. I suoni sono sporchi, lo-fi, distorti e violenti; la lancetta è bloccata sul rosso e i giri non calano sino all'ultima nota del disco.
Una bomba punk-garage-hardcore-rock'n'roll come non se ne trovano più. 
In seguito la band del folle Eric Davidson lasciò la Crypt per accasarsi dai tipi della Epitaph, smussò qualche angolo e ridusse leggermente la velocità, ma sempre con risultati eccellenti e una sfilza di grandi album.
Di sicuro era impossibile reggere quei ritmi a lungo e la logica conseguenza è stata una graduale "normalizzazione" del loro punk rock profondamente americano.








In pieno mondiale di calcio non poteva mancare una band brasiliana. Loro sono gli Os Estudantes di Rio de Janeiro, ma non suonano samba né música popular brasileira, bensì un veloce e riuscitissimo hardcore punk accompagnato da interessanti liriche in portoghese.
Sino a oggi hanno pubblicato due album ("Album" del 2007, stampato in sole 100 copie, e "Pedras Portuguesas Na Sua Cabeça" del 2013, in 300 copie) e un EP in formato 7 pollici ("Perdão" del 2010).
Tutti i dischi sono stati pubblicati solo in vinile, ma sono molto difficili da trovare eccetto l'ep. In ogni caso non è un problema scovare la versione digitale in qualche blog o nel loro piccolo spazio bandcamp.

Mentre i mondiali continuano a svolgersi in orari assurdi e a temperature ancora più improponibili, nonostante le proteste dei cittadini brasiliani e il grande sperpero di denaro pubblico, Os Estudantes possono garantire l'atmosfera giusta prima di gustarsi una partita... Ammesso che si riesca a vederne qualcuna, dato che il nostro benamato servizio pubblico, la Rai, trasmette una sola partita al giorno al contrario di tutte le altre nazioni europee dove si possono vedere in chiaro TUTTE le partite.
Qui invece, nella "tv del fare," i soldi ci sono solo per sfamare le famiglie di Conti, Clerici, Fazio e Frizzi e per tutti i vari programmi di merda che infestano il palinsesto della tv di stato.
Se qualcuno vuole vedersi le partite dei mondiali, la champions league, la moto GP, qualche film, documentari o la formula uno, deve cacciare soldi a Sky. Come se non bastasse il salasso del canone tv...
È anche vero che questi sport sono diventati ormai dei grandi carrozzoni miliardari perfetti per inebetire le masse. Sono un calcio in faccia per chi muore di fame o ha perso il lavoro, per chi viene stuprato tutti i giorni da questa crisi, progettata e messa in atto (intenzionalmente) dai soliti manovratori con precisione chirurgica.
Ma i programmi tv della Rai, i vari Fazio, Vespa o gli innumerevoli apprendisti intrattenitori del piccolo schermo non è che costino di meno alla collettività o fagocitano meno soldi dall'amatissimo canone.
E poi l'umano frustrato, fustigato e sodomizzato, cassaintegrato e liofilizzato, deve pur avere il diritto di qualche ora di distrazione e di sano (o malsano?) intrattenimento, senza sborsare cifre esorbitanti per vedere 22 individui che rincorrono una palla. Non si vive di soli pacchi, veline, quiz, tele novelas e via cazzeggiando.
E allora viva l'Italia (no, Paletta no! Per favore!) il calcio e il Brasile.
E che vinca il migliore...o anche no.











Dal Brasile all'Italia (sarà così anche la finale del mondiale?).
Da noi, in questo paese di neo melodici, canzonette e cantautori, c'è sempre stata una scena hardcore punk di assoluta rilevanza mondiale. Può sembrare strano ma, in questo paese che cammina lento, lento come un bradipo, dove si fa un passo avanti e tre indietro, abbiamo avuto una marea hardcore che ha travolto l'underground mondiale con la forza di uno tsunami. Erano gli anni 80 e nei palchi di mezza Europa e degli USA lasciavano un'impronta indelebile band come Raw Power, CCM, Indigesti, I Refuse it!, Wretched, Declino, Impact, Kina, Negazione e tantissimi altri.
Anche in seguito e anche adesso abbiamo avuto e abbiamo tuttora band eccezionali come Cripple Bastards, Holy, Anti You, Coloss, Komplott, Death On/Off e numerosi altri terroristi sonori.
In Italia non c'è solo il catenaccio ad oltranza: c'è anche chi attacca e chi corre veloce.

La leggenda dei Negazione è stata scritta con inchiostro indelebile nella storia del rock grazie ad infuocate esibizioni live, due mitici EP ("Tutti Pazzi" e "Condannati a Morte nel Vostro Quieto Vivere" del 1985) un album monumentale (Lo Spirito Continua, 1986) e altri ottimi dischi come il più vario e contaminato "Little Dreamer" del 1988.
Ma è soprattuto con i primi EP e in particolare con il velocissimo "Condannati a Morte" che hanno dato il meglio delle loro "prestazioni velocistiche": Noi, Cannibale, Tutto Dentro, Ancora Qui, Incubo di Morte, sono delle mazzate hardcore punk incredibili. Senza nessuna tentazione metal, senza un attimo di respiro.







chiù hardcore pe' tutti...





















Forrest Gump:



In coda:

Virgin Forest, alla scoperta della musica sommersa.


lunedì 7 aprile 2014

Punk in Pakistan: Multinational Corporations - Kafir-E-Azam - Bvlghvm - Foreskin





Tracklist:

01.Fuck Your Patriotism
02.Jamat-al-Maut
03.Stratum Slave
04.Advertisement Overdose
05.L.P.C.
06.White Collar Communism
07.Salaab
08.Penniless Pride

Autoproduzione - 2014

Formazione:

Sheraz Ahmed - chitarra, basso, batteria, produzione e mixing
Hassan Humer - voce e liriche

Masterizzato da Joe Fisher

Artwork: Aneeq Zaman







I Multinational Corporations (MxCx in breve) sono un incredibile duo proveniente da Lahore in Pakistan. E già questo rappresenta una piacevole sorpresa, ma se prendete in considerazione la musica proposta dai MxCx la sorpresa è ancora più clamorosa: Hassan e Sheraz infatti suonano un violentissimo crust-grindcore-hardcore di eccellente qualità.
"Jamat-al-Maut" è composto da 8 brani al fulmicotone, velocissimi e inebrianti, con liriche abrasive e politicamente impegnate come il genere richiede. Il che non costituirebbe un problema nel mondo occidentale, ma immagino che in Pakistan sia decisamente più problematico mettere in piedi una band del genere.
La scaletta è impeccabile grazie a ottimi pezzi come l'irresistibile punk-metal di "L.P.C.", la spettacolare "Salaab" che combina elementi d-beat, metal e grind, la splendida "Penniless Pride," oscura, malsana e cadenzata (arriva a superare i 3 minuti di durata) o la ferocissima title track.
Questo EP è il secondo lavoro dei Multinational Corporations dopo la demo "Equality" pubblicata nel 2011.
Micidiale...

I componenti dei MxCx fanno parte anche di un'altra band, i Foreskin, con all'attivo uno split con i Maowali, questi ultimi provenienti dal Nepal. 
Sotto le vesti dei Foreskin la musica cambia in HC Thrash Crossover.




Indagando in giro per la rete mi sono reso conto che la scena pakistana non è così piccola e insignificante come si potrebbe credere, anzi sono diverse la band dedite a musica estrema di qualità. Devo dire che sino a qualche giorno fa ne ignoravo completamente l'esistenza; non ho nessuna attenuante, ma ora cercherò di rimediare. In origine questo piccolo post esotico doveva riguardare solo la recensione dell'ep dei Multinational Corporations ma, dato che ci siamo, ho deciso di aggiungere qualche altro disco.
Sono da citare, ascoltare e scaricare senza indugi i Kafir-E-Azam e i Bvlghvm autori di un interessantissimo split, anch'esso pubblicato in questi primi mesi del 2014:





Tracklist:

Kafir-E-Azam
01.The Mathematics of Oppression
02.Conspiracy Fetishism
03.Allah's Will and its Implications for Quantum Mechanics by the KESC
04.Begunah
05.Fuck Off Taqwacore
06.Singular
07.Justice Upheld Up the Anus
08.Shahadat Aur Zalalat
09.Toilet Bowl Politics

Bvlghvm
10.Taaruf
11.Idar Thau Ao, Bataun
12.Maaro Bhenchod
13.Woh Raha Khadda
14.Laanti Qirdar

autoproduzione - 2014

I Kafir-E-Azam suonano un ottimo grindcore, velocissimo e senza compromessi. Otto brani dalla durata di pochi secondi, eccetto "Toilet Bowl Politics" che raggiunge il minuto e mezzo di durata.
I Bvlghvm presentano 5 tracce di altrettanto veloce e corrosivo grindcore-powerviolence con buoni spunti, originali e avvincenti.






Come si evince da qualche canzone, e dai loro post su Facebook, queste band sono assolutamente contro il cosiddetto "Taqwacore," ovvero il punk islamico, e questo piccolo-grande particolare non fa che renderle ancora più interessanti...molto più interessanti.






Nel sito dell'etichetta Tian An Men 1989 Records si può acquistare musica punk-hc del cosiddetto "terzo mondo" (Pakistan, India, Marocco, Algeria, Iran, Nepal, Uzbekistan etc...). La compilation su 7 pollici "Never Mind The Taqwacores Here's the Real Deal" raccoglie alcune band pakistane. Oltre ai Multinational Corporations,  Foreskin,  Bvlghvm e Kafir-E-Azam sono presenti brani di altre band quali Cornhole, Choots, Glorified Whore Mongers e Marg.


Il distributore per l'Europa:




domenica 23 marzo 2014

SHACKLΣS - Forced To Regress


Forced To Regress è il primo album pubblicato dalla band australiana Shackles. Segue numerosissimi EP, 7", split e demo, tra i quali spicca il travolgente "Maunder" del 2012: 9 schegge impazzite di hardcore-grind-powerviolence che mi avevano colpito con la grazia di una mazza da baseball scagliata a tutta forza sulle orecchie. Questi quattro terroristi sonori (Dj, Mark, Matt e Ben) provengono da Ocean Shores nel Northen New South Wales, in Australia, appunto, e sono attivi con l'attuale moniker dal 2010.
Il disco oggetto di questa piccola recensione contiene 18 tracce in poco più di 20 minuti. Un furioso assalto di pura violenza, senza un attimo di respiro. La corsa ad alta velocità lungo i solchi di quest'album offre un'unica, piccola  e malsana, tregua verso il finale con la traccia "Oversee,"ammantata in un nero drappo doom. Questa è anche l'unica canzone a superare i 2 minuti di durata. Per il resto l'hardcore scorre a fiumi sostenuto da una batteria frullatore e dalle urla feroci del cantante. Gli Shackles miscelano con maestria powerviolence, HC, grindcore, death metal e tracce di Thrash californiano delle origini, e colpiscono nel segno. È difficile resistere a brani come "Cringe," "Lobotomised" o "Blood and Bone."
Se non avete difficoltà a digerire band come Napalm Death, Extortion, Infest, Crossed Out o Extreme Noise Terror questo disco potrebbe folgorarvi. Per quanto mi riguarda si tratta di una delle migliori uscite discografiche di questi primi mesi dell'anno.
Una bomba.

Tracklist:

01.Blood and Bone
02.Issues
03.Fraudulent
04.No Gender
05.Toasted
06.Cringe
07.Obsolete
08.Cast Out
09.Sedative
10.Lobotomised
11.Engulfed
12.Statistic
13.Self Substantiate
14.Sudden Turn
15.Mislead
16.Always a Slave
17.Oversee
18.Demented Resolve

2014 - Resist Records
















Thanx to Cut & Paste blog:

giovedì 13 febbraio 2014

Fukpig - This World is Weakening



L'occasione per dedicare uno spazio in solitario ai Fukpig, dopo vari cenni sparsi in lungo e in largo per il blog, me l'ha data la pubblicazione del nuovo disco della band, il quarto, anzi per essere più precisi, il terzo in versione 2.0. Perché "This World is Weakening" non è altro che la ri-registrazione del precedente disco (l'eccellente "Fukpig 3" del 2012) rivisto e corretto dalla formazione rinnovata. L'album presenta una tracklist diversa rispetto al suo predecessore, nella versione in vinile in mio possesso, alcuni brani nuovi (The Prisoner, Docile Subjects, In the Absence of your Saviour) e qualcuno in meno (Democracy Reset).
Nel frattempo la band di Birmingham sta registrando il nuovo album che dovrebbe fare la sua comparsa nel corso di quest'anno. Per quanto riguarda The World is Weakening, come si evince da una recente intervista a Paul Kenney pubblicata sul sito inglese "The Midlands Rocks" (themidlandsrocks.com/interview-with-paul-kenney), è "solo" un mezzo per fare pratica con la nuova formazione. Inizialmente volevano solo ri-registrare un brano, ma alla fine ne è venuto fuori un album intero (l'appetito vien mangiando). Non nascondo che sono particolarmente felice per la scelta della band, innanzitutto perché The World is Weakening è un gran disco, come lo era "Fukpig 3" del resto e gli altri eccezionali album pubblicati dalla band ("Spewings from a Slefish Nation" del 2009 e "Belief is the Death of Intelligence" del 2010), ma anche perché il materiale sonoro pubblicato a nome Fukpig è merce preziosa ed estremamente rara.
La Devizes Records (l'etichetta personale di Paul Kenney) infatti, stampa i suoi preziosi dischetti in versioni ultra limitate di 100-200 copie che spariscono velocemente come l'acqua in pieno deserto. 
A tal proposito colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente mr. Kenney che mi ha fatto avere una delle rarissime copie in vinile del fantastico "Beleif is the Death of Intelligence."
Oltre a queste considerazioni di carattere squisitamente personale, bisogna dire che la Devizes pubblica solo materiale di elevata qualità, sia nella forma che nella sostanza. Oltre alla discografia dei Fukpig ha in catalogo altri ottimi dischi di altre ottime band: Kaliyuga, Korh e Moghul.
Per quanto riguarda la musica che scorrazza in questi solchi è fondamentale dire che non è roba per tutte le orecchie. Si tratta di un feroce ibrido grindcore, black metal, dbeat, doom, crust punk che loro definiscono affettuosamente Necropunk. D'altronde i due membri portanti (Paul Kenney e Duncan Wilkins, autori rispettivamente di musica e testi) provengono da due delle più interessanti band di metal estremo che l'Inghilterra ha mia sfornato: Anaal Nathrakh e Mistress.

Lo schizofrenico assalto sonoro messo in atto in quest'album non da tregua un solo attimo per tutti i 35 minuti della sua durata. Ma qui la violenza non è fine a sé stessa: le liriche che accompagnano questi 17 brani non sono banali raccolte di demoni, terrore e violenza. I testi e la musica dei Fukpig sono un veicolo di denuncia contro le nefandezze del mondo moderno, gli inganni della politica, la protesta contro il capitalismo, la religione, i media, il potere e l'oppressione dei popoli. Su tutto ciò aleggia una cappa oscura e opprimente che tinge di nero le note e le parole del disco... Il "necropunk," appunto.

"Questo mondo si sta indebolendo..."

Tracklist:

01...
02.Alcohol and Necropunk
03.Hope Stings Eternal
04.This World is Weakening
05.Fascist Moron
06.The Prisoner
07.Unattainable Ideals
08.A Matrix Made of Shit
09.In the Absence of your Saviour
10.Calculated Tyranny
11.Hack
12.Troglodyte
13.Delight in the Dying of the Light
14.Archaic Beliefs
15.Docile Subjects
16.Mean World
17.The Eulogy of a Crushed Romantic

Devizes Records - 2014


Formazione:

Paul Kenney - chitarre
Duncan Wilkins - voce
Paul Harrington - chitarre
Darren Donovan - basso
Dead Pete - batteria

Prodotto da Paul Kenney

artwork: Nicola Honey (https://www.facebook.com/myartworkhoney)














Gli altri dischi fondamentali dei Fukpig:


Spewings from a Selfish Nation - 2009


Belief is the Death of Intelligence - 2010


Fukpig 3 - 2012


Fukpig/Kroh - split EP - 2012


Bad Fucking Dickhead - EP - 2013



La tracklist originale di Fukpig 3:



Due brani nella versione originale di Fukpig 3: