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Bochesmalas
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mercoledì 13 febbraio 2013

Voivod - Target Earth


Non c'è più la geniale chitarra di Denis "Piggy" D'Amour (R.I.P.) da un bel pezzo, ormai (26 Agosto 2005) ma i Voivod non è che sono qui per detergere il sudore agli alieni, la loro musica è, ancora una volta, grandiosa, urticante, acida, onirica e pericolosa.
Per l'occasione rientra tra le fila della band anche lo storico bassista Jean Yves "Blacky" Thériault alle quattro corde al posto dell'ex Metallica Jason Newsted, e si sente, eccome. Qui la chitarra non è più quella campionata dalle ultime registrazioni lasciate in eredità dal compianto Piggy, c'è un nuovo chitarrista, Dan "Chevy" Mongrain, eccellente strumentista che, però, non si discosta molto da quello fatto dal suo illustre predecessore. Del resto, senza quelle chitarre dissonanti e schizofreniche non sarebbero più i Voivod.
Da sempre la band canadese è stata un passo avanti rispetto agli altri; il loro metal alieno si è evoluto dal thrash tellurico dei primi dischi verso lidi inesplorati, con contaminazioni azzardate che hanno dato vita a un suono avantgarde-progressive-psychedelic metal assolutamente originale e fantascientifico. La loro discografia è colma di capolavori: il primo esplosivo "War and Pain" thrash-speed-punk metal devastante, gli spettacolari "Killing Technology" "Dimension Hatross" e "Nothing Face" tra le cose migliori mai pubblicate in ambito metal e dintorni, ma anche il più melodico e dark "Angel Rat."
Questo "Target Earth" tredicesimo sigillo della loro discografia, ovviamente non poteva e non può essere ai livelli dei gioielli di casa Voivod. Siamo nella stessa zona sonora dei precedenti "Infini" e "Katorz" ovvero un robusto, folle e nevrotico prog metal screziato di thrash, hardcore e psichedelia, e anche in questo caso il risultato è molto buono, forse anche meglio che nei due dischi che lo hanno preceduto. Il disco cresce esponenzialmente con il numero degli ascolti e il lavoro di Blacky, Denis "Snake" Dellanger, Michel "Away" Langevin (che, come al solito si è occupato anche dell'artwork) e del nuovo arrivato Chevy, si rivela degno della loro grandiosa storia.
Non ha senso citare un brano anziché un altro, il livello è più che buono dalla prima all'ultima nota e, come ogni disco dei Voivod, anche Target Earth va ascoltato tutto d'un fiato, senza zapping né interruzioni, altrimenti si ritorna nella dimensione reale, con tutto ciò che questo comporta.
In ogni caso questa è la tracklist:

01.Target Earth
02.Kluskap O'Kom
03.Empathy for the Enemy
04.Machanical Mind
05.Warchaic
06.Resistance
07.Kaleidos
08.Corps Etranger
09.Artefact
10.Defiance

Century Media - 2013

voto: 8












In memory of "Piggy"





Le origini della specie:



Gli altri dischi:


War and Pain - 1984




Rrroooaaarrr - 1986




Killing Technology - 1987




Dimension Hatross - 1988




Nothingface - 1989




Angel Rat - 1991




 The Outer Limits - 1993





Negatron - 1995





Phobos - 1997





Voivod - 2003




Katorz - 2006




Infini - 2009

giovedì 29 novembre 2012

Diablo Swing Orchestra - Pandora's Piñata


Aprite gli occhi, la mente e, dato che ci siete, anche il portafoglio. Perché il nuovo fantastico album dei Diablo Swing Orchestra reclama un'adeguata attenzione, senza pregiudizi sui confini che, secondo il pensiero comune, la musica dovrebbe rispettare.
Qui potete trovare metal, swing, jazz, folk, salsa, funk, musica mariachi, musica sinfonica e lirica, melodie d'oriente, progressive metal, cori in giapponese, archi, trombe e percussioni irresistibili e un ritmo "indiavolato."
L'orchestra svedese con quest'album ha fatto il grande salto, dopo un ottimo esordio (The Butcher's Ballroom del 2006) e un secondo album non del tutto a fuoco (Sing Along Songs For The Damned & Delirious del 2009) ora hanno sfornato il loro capolavoro.
La cantante Annlouce Loegdlung qui raggiunge il suo apice con una prova incredibile: riesce a cambiare registro più volte con una classe spaventosa, come se i D:S:O avessero tre o quattro cantanti diverse. E l'orchestra la segue con una varietà di suoni e colori pressoché infinita grazie ad un sapiente uso della materia ritmica, di chitarre metal, violoncello, trombe e tromboni. Ce n'è per tutti i gusti.
L'inizio è esplosivo grazie al singolo Voodoo Mon Amour, puro swing metal, e Guerilla Laments, irresistibile salsa-metal, che creano subito l'atmosfera giusta. Non è facile stare fermi.
Poi giunge agli ignari timpani dell'ascoltatore la suadente melodia accompagnata da chitarroni metal di Kevlar Sweethearts che mischia le carte in tavola, e ci si ritrova da qualche altra parte del mondo.
Il malinconico violoncello del breve strumentale How To Organze A Lynch Mob introduce Black Box Messiah, potente ibrido dance-swing-metal con dei deliziosi coretti in giapponese.
Seguono altre delizie come la stupenda Exit Strategy Of A Wrecking Ball, la sinfonica ballata Aurora, dove la voce della Loegdlung da libero sfogo alle sue qualità di soprano d'estrazione lirica, il folk-thrash metal di Mass Rapture dal retro gusto medio orientale. Poi giunge, tanto per confondere ancora un po' le idee, lo swing-metal-jazz dell'incredibile Honey Trap Aftermath.
Ma ci sono ancora altre gemme da scoprire: la potentissima, epica e trascinante Of Kali Ma Calibre, alterna seducenti note d'archi, una melodia affascinante che profuma di terre lontane, a violenti assalti metal.
Chiude il disco la splendida e malinconica Justice For Saint Mary, otto incredibili minuti con un finale inaspettato. Un capolavoro.


Tracklist:

01.Voodoo Mon Amour
02.Guerrilla Laments
03.Kevlar Sweethearts
04.How To Organize A Lynch Mob
05.Black Box Messiah
06.Exit Strategy Of A Wrecking Ball
07.Aurora
08.Mass Rapture
09.Honey Trap Aftermath
10.Of Kali Ma Calibre
11.Justice For Saint Mary

Candelight Records - 2012

voto: 9