Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas
Visualizzazione post con etichetta Alaric. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alaric. Mostra tutti i post

mercoledì 18 gennaio 2017

Readers' Poll 2016 - I risultati e l'Italia in arrivo...

Si è concluso il sondaggio per eleggere il miglior disco del 2016 secondo i lettori (e passanti casuali) di antblog. 
Il risultato di questo primo esperimento è stato alquanto deludente, a dirla tutta: 170 voti (anzi 169, perché uno è il mio) in 10 giorni. Praticamente una miseria se si tiene conto che in questi 10 giorni sono passati da queste parti circa 10.000 visitatori, ovvero circa 1000 al giorno per 10 giorni. Se poi a questi si sommano le oltre 1000 visualizzazioni di ogni singola recensione di questi 10 dischi e altrettanti per ogni post relativo a questo strampalato poll, il risultato rasenta il disastro.
È anche vero che la selezione riguardava una serie di album pescati dal più profondo underground, poco conosciuti alle masse, ma questo blog non si rivolge di certo alle masse, anzi vive e vegeta nelle tenebre più fitte del mondo sotterraneo. Non so quindi se questo esiguo numero di voti sia dovuto alle scelte che ho fatto, oppure si è giunti a questi dati mediocri semplicemente perché di queste classifiche, sondaggi e votazioni non frega un cazzo a nessuno. Forse se avessi messo qualche altro disco tra quelli della Top 50 le cose sarebbero andate diversamente, ma ormai è fatta.
In ogni caso il voto "popolare" ha portato alla conquista del primo posto i Ritual Howls con  l'eccellente "Into The Water" con ben 52 voti (vi ricordo che era possibile dare una o più preferenza, e questo spiega la somma dei voti superiore al numero dei votanti). Al secondo posto troviamo i Dark Blue e al terzo il disco dell'anno di antblog "Heartless" dei Bestial Mouths.
Tuttavia dal secondo all'ultimo posto c'è stato un "mucchio selvaggio" con differenze finali di pochi spiccioli, dai 29 del secondo ai 19 dell'ultimo.

Nonostante ciò ho deciso di tentare nuovamente l'esperimento con il sondaggio del miglior disco italiano del 2016. I partecipanti in questo caso saranno 9: Caron Dimonio, Nocument, Soviet Soviet, Christine Plays Viola, Tetrolugosi, Date at Midnight, European Ghost, Winter Severity Index e Hierophant.
Il widget del sondaggio sarà online tra pochi minuti e durerà 10 giorni.


01.RITUAL HOWLS - INTO THE WATER - Voti 52




02.DARK BLUE - START OF THE WORLD - Voti 29



03.BESTIAL MOUTHS - HEARTLESS - Voti 28

***



***




04. DUCHESS SAYS - SCIENCES NOUVELLES
FRUSTRATION - EMPIRES OF SHAME
SOVIET SOVIET - ENDLESS
Voti 26


05.POP.1280 - PARADISE - Voti 25


06.ALARIC - END OF MIRRORS - Voti 24


07.TERMINAL GODS - WAVE/FORM - Voti 22


08.OKKULTOKRATI - RASPBERRY DAWN - Voti 19





***

I contendenti al Readers' Poll dei Dischi Italiani del 2016:


CARON DIMONIO - SOLARIS




CHRISTINE PLAYS VIOLA - SPOOKY OBSESSIONS




DATE AT MIDNIGHT - SONGS TO FALL AND FORGET




EUROPEAN GHOST - PALE AND SICK




HIEROPHANT - MASS GRAVE




NOCUMENT - CARPE DIEM




SOVIET SOVIET - ENDLESS




WINTER SEVERITY INDEX - HUMAN TAXONOMY




TETROLUGOSI - II




venerdì 6 gennaio 2017

Readers' Poll 2016







Dopo la sfilza di recensioni solo chiacchiere (e distintivo) sicuramente noiose e ben poco altro, ho ritenuto opportuno proporre anche l'ascolto cumulativo dei "magnifici 10" del 2016. Qui sotto ho piazzato il player di bandcamp di ognuno dei 10 dischi selezionati. Se vi va potete quindi ascoltare le mie scelte per l'anno appena concluso e quindi se ne avete voglia (e tempo) potete votare il vostro o i vostri preferiti (ammesso che ci siano) tra questi presenti qui come anche nel gadget sondaggio posizionato in alto nella colonna di destra di questo blog. 
È la prima volta che mi lancio in un sondaggio che non riguarda la ristretta cerchia di amici e conoscenti, perciò non so bene come andrà a finire. Per ora, dopo solo 24 ore online, il reader's poll ha totalizzato l'esorbitante, incredibile, stupefacente, cifra di ben 16 votanti; un risultato incredibile che va ben al di là delle più rosee aspettative... ;) Ne deduco che finora non hanno votato neanche i miei parenti e amici, cani e gatti.
Stronzate a parte, c'è tempo sino al 16 Gennaio per votare. Si possono dare una o più preferenze...oppure si può andare oltre, verso lidi più interessanti.






giovedì 5 gennaio 2017

Top Ten 2016 - Readers' Poll

Di seguito ho ripostato le recensioni, pubblicate nel corso dell'anno, dei primi 10 dischi del 2016. L'occasione per farlo è il lancio del referendum riservato ai lettori per votare il loro disco dell'anno, dato che il mio l'ho già espresso ed è "Heartless" dei Bestial Mouths. Votate, se volete, utilizzando il Gadget apposito dislocato in alto nella colonna di destra del blog. I dischi selezionati sono questi qui sotto, quelli della Top Ten dell'anno. Lo so che in molti avrebbero preferito altri dischi e altri autori, ma la decisione ormai è presa. C'è tempo sino al 16 Gennaio per votare...Comunque non si vince un cazzo.

01.BESTIAL MOUTHS - HEARTLESS



Il nuovo album dei Bestial Mouths è stato a lungo uno degli oggetti più attesi e desiderati di questa prima parte del 2016, ma solo chi li conosce può sapere perché. Ora finalmente la nuova creatura della band di Los Angeles si è materializzata in un bel vinile trasparente e in versione digipack a cura della Cleopatra Records.
"Heartless" riprende il discorso lasciato con il succulento antipasto offerto dal singolo "Down To The Bones" sul finire dell'anno scorso. In queste nuove 10 tracce la ciurma guidata dalla carismatica Lynette Cerezo riesce ancora una volta a superarsi, affinando ulteriormente la già rodatissima e irresistibile macchina sonica che aveva dato alla luce l'eccellente l'album omonimo del 2013, lo split con i Deathday, l'album d'esordio "Hissing Veil" e una svariata serie di leccornie sotto formato di singoli, live e remix.
Ancora una volta la magnifica voce di Lynette guida e ipnotizza l'ascoltatore un viaggio in territori oscuri e pericolosi, sospinta da suoni potentissimi, originali ed eccitanti come pochi altri. Nella musica dei Bestial Mouths convivono splendidamente la ruvida maestosità industriale, scorie post-punk, new/no wave, gothic rock, sperimentazione, power electronics e una buona dose di fascinosa follia. Del resto, con quella voce che sta nel bel mezzo tra Diamanda Galas e Siouxsie Sioux, la Cerezo potrebbe fare di tutto e i torridi synths di Myrich e Aldena la seguono magnificamente in ogni sua fuga, anche nel più terribile girone infernale.
Anche in questo disco, come è solita fare spesso, la band riprende alcuni brani dai lavori precedenti (Ceased, Earth e Faceless da "Bestial Mouths" e i due brani del singolo "Down To The Bones) riadattandoli magicamente alla nuova atmosfera di "Heartless."
Ma anche se le nuove versioni sono ancora meglio di quelle precedentemente pubblicate, sono soprattuto le tracce nuove di zecca a funzionare alla grande come la doppietta piazzata in apertura con "Greyed" e "Heartless" o la bellissima "White Eyes" che chiude nel migliore dei modi l'album.

02.RITUAL HOWLS - INTO THE WATER



I Ritual Howls sono una band di Detroit composta da tre elementi Paul Bancell, voce e chitarra, Ben Saginaw al basso e Christopher Samuels ai synth, drum machine ed effetti sonori. Questa meraviglia che risponde al titolo "Into The Water" è il loro terzo lavoro dopo l'esordio omonimo del 2013 e il fantastico "Turkish Leather" pubblicato due anni fa. Anche questo disco come i precedenti è rilasciato dalla Felte di Los Angeles, più che una garanzia dato che il suo catalogo nel corso degli anni è diventato talmente ricco di grandi dischi da costituire una sorta di piccola-grande enciclopedia del post punk del nuovo millennio (Sextile, Gold Class, Eeras, i nostrani Soviet Soviet solo per citarne qualcuno). 
In queste nuove nove tracce i Ritual Howls propongono quanto di meglio si può fare con la materia post punk nel 2016, che in questa occasione è arricchito da qualche eco industrial, qualche chitarra morriconiana e un po' di country western in salsa gothic. L'impatto con quest'acqua oscura e torbida non lascia scampo: sicuramente uno dei migliori dischi usciti quest'anno.

03.SOVIET SOVIET - ENDLESS



"Endless" è il secondo attesissimo album dei Soviet Soviet. Il nuovo disco giunge sugli scaffali a tre anni di distanza dal capolavoro "Fate", pubblicato sempre per l'americana Felte. Nei mesi scorsi c'era stata anche una succulenta serie di ristampe che ha ridato lustro e visibilità (e soprattutto lussurioso vinile) ad altri due eccellenti dischi della band pesarese: "Nice" e "Summer, Jesus", il primo era stato rilasciato originariamente dall'etichetta italiana Tannen records su cd nel 2011 e conteneva l'ep omonimo e l'ep "No Title", autoprodotti, risalenti al 2009; il secondo era stato pubblicato anch'esso nel 2011 dalla stessa etichetta veronese in formato digitale.
Il nuovo album prosegue l'inarrestabile cavalcata in progress del trio (Alessandro Costantini, chitarra, Alessandro Ferri, batteria, e Andrea Giometti al basso e voce) con risultati eccezionali. L'evoluzione del power trio italico ha fatti sì che il potente suono post punk, pur sempre fedele alle proprie radici, si sia arricchito di spessore, colore e calore e di un'ottima vena melodica. Già l'apertura con "Fairy Tale", basso corposo, sezione ritmica martellante e chitarre ricamate splendidamente, potrebbe essere sufficiente a collocare l'album tra i pezzi migliori sfornati in questo 2016. Ma "Endless" ha molto altro da offrire peri timpani esigenti che non si accontentano della solita sbobba sonora: il singolo "Endless Beauty", la favolosa "Remember Now" e "Going Through" sospinta da un basso dopato e da scariche elettriche irresistibili per poi sfumare in una seconda parte più melodica e psichedelica, costituiscono un trittico invidiabile. Per non parlare di una bomba sonora come "Pantomime."
Tuttavia ritengo sia inutile stare lì a passare al pettine la scaletta, queste 9 tracce sono quanto di meglio c'è a disposizione nel panorama musicale indipendente per trascorrere una quarantina di minuti goduriosi. Post punk, indie pop, wave e shoegaze amalgamati con cura per un risultato che non teme confronti con niente e nessuno.

04.FRUSTRATION - EMPIRES OF SHAME



Ancora non riesco a capire come abbiano fatto a sfuggire alle mie orecchie questi Frustration. Ed effettivamente è frustrante passare ore, giorni, mesi e anni a setacciare l'underground come un segugio dopato e nonostante questo impiegare una decina d'anni per scoprire una band non più giovanissima. I Frustration non sono in giro da qualche giorno sono anni che calcano la scena in quel di Parigi, ma sono giunti ai miei timpani solo adesso in occasione della pubblicazione del loro capolavoro assoluto: questo "Empires of Shame" fresco di stampa.
Devo dire subito che se è vero che si tratta del loro disco migliore è altrettanto vero che quest'album è una delle cose migliori udite nel corso di quest'annata.
La band si muove tra le ombre del post punk d'annata (Warsaw, Wire, The Fall, tanto per citare loro stessi) senza però fare la solita copia in ciclostile. I Frustration hanno personalità, inventiva e tante frecce al proprio arco. Pescano dalla new wave, dalla coldwave, dal synth punk, dagli anni 80 come dal presente e lo fanno dannatamente bene. La traccia "Arrows of Arrogance" addirittura si tinge meravigliosamente di neo folk.
Grande disco, grande band.

05.DUCHESS SAYS - SCIENCES NOUVELLES



Come sempre accade da queste parti a fine dicembre le ultime recensioni sono riservate ai migliori dischi dell'anno, quando mi dedico a smaltire gli arretrati prima dei botti di fine anno. Non fa eccezione questo disco, trovato per caso tra le pile di file non ancora aperti.
Science Nouvelles è il titolo del nuovo album dei Duchess Says, band di Montreal in attività dal 2003. Questo disco è stato preceduto dagli album "In A Fung Day T!", pubblicato nel 2011, e "Anthologie Des 3 Prechoirs" del 2008. Questi due primi dischi non li conosco (cercherò di rimediare al più presto possibile) ma ho avuto la fortuna di sentire questo nuovo. Perché trattasi di un album assolutamente micidiale, una bella botta per svegliarsi e, soprattutto, per digerire tutti i pasti extra large di queste feste. I quattro canadesi del Quebec offrono come digestivo un superbo concentrato di electro punk che profuma di 77 e anni 80 ma possiede un piglio moderno e sperimentale niente affatto male.
Con un largo uso di tastiere e l'apporto fondamentale della keytar (la tastiera da spalla, come una chitarra), ritmi sintetici, chitarre distorte e un'inventiva fuori dal comune, piazzano 10 tracce bellissime tra le quali spiccano le atmosfere cangianti, elettriche e oscure, quasi dark punk di Negative Thoughts,  la notturna I'm an Idea, puro post punk carico di tensione e sospinto da un ritmo entusiasmante, il furioso assalto hardcore punk di Pink Coffin, piacevolmente sporcato da rumori molesti, le due splendide Inertia poste in apertura, caratterizzate da un'andatura new wave-no wave-electro a dir poco stupefacente, e le contorsioni sperimentali e abrasive della traccia di chiusura The Family Physicians.
In conclusione, nonostante le coraggiose e riuscitissime scelte sperimentali che corrono lungo tutta la scaletta, e soprattutto nelle due tracce strumentali Poubelle e Talk in Shapes, il disco si fa ascoltare che è un piacere, un gran piacere.
Da collocare tra i migliori dischi del 2016.

06.ALARIC - END OF MIRRORS



Il nuovo lavoro degli Alaric, band proveniente da Oakland, da sempre una delle mie preferite con il loro nerissimo ibrido Doom-deathrock-metal-(post)punk. Dopo un 7 pollici, lo split con un'altra grande band (gli Atriarch) e lo splendido album omonimo del 2011 sono pronti a rilasciare "End of Mirros" che sarà disponibile nel prossimo Maggio in formato tape per la Sentient Ruin e su cd, vinile e in formato digitale per la Neurot Recordings. Da non perdere...

07.DARK BLUE - START OF THE WORLD



Dopo il monumentale "Pure Reality" del 2014 e una manciata di singoli formidabili (riuniti nel disco Red/White, edito dalla Adagio830) è giunto il tempo del secondo album per i Dark Blue di mr. John Sharkey III, Andrew Mackie Nelson e Michael Sneeringer. Il nuovo nato si intitola "Start Of The World" e decolla subito nel miglior modo possibile con il trittico d'apertura Union of Buffoons, Be Gone Everyone (finora la canzone più bella del 2016, a mio parere), Never Wanted To Hurt You. A questo punto si potrebbe già chiudere questa sorta di inutile micro-recensione e andare tutti ad acquistare, ascoltare o rubare l'album, perché di materiale di questa levatura in giro per il mondo, credetemi, non è che se trovi poi così tanto. "La colonna sonora degli USA in decadenza" mantiene le promesse sino in fondo con melodie strepitose, liriche urticanti decantate dalla grandiosa voce di Sharkley III e un muro di suoni potenti quanto minimali. Il cocktail della premiata ditta Dark Blue è composto, come sempre, da materie di prima qualità: punk, post punk, pop, surf e rock che, probabilmente, in "Start Of The World" raggiungono la perfezione sia per quanto riguarda la coesione dei vari elementi e sia, soprattutto, per la qualità del risultato finale.
Da non perdere.

08.TERMINAL GODS - WAVE / FORM



Dopo una lunga serie di EP e singoli i Terminal Gods danno alla luce il primo album, intitolato "Wave / Form." Il nuovo disco esce quasi in contemporanea con la raccolta di singoli ed EP " Outlaw Love: Five Years Outside The Law", formando un'ottima accoppiata da non lasciarsi sfuggire.
La band londinese è riuscita in questi cinque anni di vita a costruirsi un proprio suono, sicuramente debitore degli 80's, del post punk storico, del gothic rock come di certa wave, ma l'approccio alla materia ha sicuramente una forte impronta personale.
"Wave / Form" si apre alla grande con la scarica elettrica di "Shockwave", potente ed energica quanto coinvolgente nel contrasto con il robusto ritmo dark punk, il lavoro di rifinitura dei synth e il gran dispiego di melodie e cori, vero marchio di fabbrica di casa Terminal Gods.
Il disco decolla definitivamente con la successiva "Changing The Guard" e non lo ferma più nessuno: questa canzone con le sue chitarre da corsa e la melodia penetrante come un martello pneumatico s'insinua nel cranio e non ti lascia più.
La scaletta è quanto mai varia e interessante; si trovano tracce più sintetiche e minimali come "Connection & Rupture", momenti più riflessivi e oscuri come nella più soffice ma inquieta "Monolith", una ballad notturna e sinuosa. Ma sono ancora le canzoni dove il ritmo cresce a lasciare il segno come il garage punk vibrante e vorticoso di "Discovery" o la meravigliosa e irresistibile "Electric Eyes". 
Il disco si chiude con altre due perle: i fuochi d'artificio vocali di "Cold Life" e la tenebrosa "Hey Day", lenta e ipnotica con la quale cala il sipario su uno dei dischi più belli e interessanti di questo tormentato 2016.

09.POP.1280 - PARADISE



Dopo due album stratosferici (The Horror e Imps of Perversion) i Pop.1280 salgono sino al paradiso con il terzo lavoro, ancora una volta a cura della Sacred Bones.
Rispetto alle delizie sonore dei precedenti capitoli la band newyorkese si diverte a complicare ulteriormente i propri spartiti, spostando il baricentro sulla componente industrial-elettronica con gran dispiego di synth e samples.
Tra i solchi di "Paradise" si respira un'aria malsana, cupa e opprimente ma, al contempo, elettrica ed elettrizzante. Perché se da un lato i quattro della grande mela hanno leggermente sfumato la componente post-punk-new wave-garage in favore di un impatto a volte non troppo distante alla techno-Ebm, dall'altro l'anima selvaggia e aggressiva del loro sound scorre ancora come un fiume in piena. Nel loro sound è ancora ben presente l'ossatura noise-industrial che farà apprezzare il lavoro dei 1280 abitanti dai nostalgici di Jesus Lizard, Cop Shot Cop, Big Black e compagnia urticante. Come anche troverà pane per i propri denti chi si nutre dei vecchi dischi dei DAF, Suicide o Cabaret Voltaire, ovvero tutto ciò che è nato agli albori dei primi amplessi tra punk ed elettronica. Ma nel disco c'è molto di più: c'è il dark ambient della titletrack, l'inquietante nenia post-industriale "Rain Song", sporcata da rumori e un leggero soffio esotico, l'elettro-rock di "The Last Undertaker" che, come un coitus interruptus, pare decollare da un momento all'altro e non giunge mai a conclusione, ma lo fa in modo meraviglioso. Chiude il disco il deflagrante synth-punk di Kingdom Come, epica e marziale, condotta all'attacco dalle urla di Chris Bug.
Ma la sua parte migliore "Paradise" è la prima, con i cinque proiettili sparati in apertura a partire dal primo Pyramids on Mars, brano oscuro e gotico che sanguina come uno dei gioielli dei Bauhaus dei primi dischi, sino alla nevrotica ed elettrica USS ISS.

10.OKKULTOKRATI - RASPBERRY DAWN




Degli Okkultokrati dovreste sapere già quasi tutto se bazzicate da queste parti anche solo saltuariamente, dato che la band di Oslo qui è di casa. In ogni caso questi cinque folli norvegesi hanno da offrire una bestiale miscela di black metal, punk e hardcore e rock'n'roll, senza rinunciare a scorribande ambient e industrial giusto per disorientare un po' l'ascoltatore distratto. L'atmosfera del disco è oscura, dannata e pericolosa come si conviene da una band che proviene da quale gelide lande, ma l'energia e l'adrenalina non mancano affatto, anzi tutt'altro: le schitarrate hardcore e le impennate di ritmo rendono il disco assolutamente irresistibile. Il loro blackened rock'n'roll non può lasciare indifferenti se come me anche voi dal rock pretendete la giusta dose di malvagia violenza. "Raspberry Dawn" è un gran bel disco: "brutto, sporco e cattivo" come dovrebbe sempre essere un disco rock.

***

VOTA ANTONIO



giovedì 31 marzo 2016

Sentient Ruin: Dark Circles, Abstracter, Unru, Wake, Palace of Worms, Alaric



Ecco un altro post cumulativo generato dalla mente malata del vostro blogger più scarso, inaffidabile e discontinuo di tutto il web e zone limitrofe. Ma se da un lato la mancanza di tempo a disposizione per scrivere, recensire (e vivere) non mi sta consentendo di trovare lo spazio adeguato per delle recensioni vere e proprie, dall'altro non posso fare a meno di buttare giù due righe per presentare qualcuno tra i numerosissimi dischi (e cassette, in questo caso) in uscita in questi giorni e nei prossimi.
Come (forse) ben sapete su queste pagine surreali e folli si parla (poco e male, a dire il vero) di arte e musica di vario genere e senza alcun timore di saltare da una nicchia all'altra o di disorientare i (pochi) lettori rimasti con proposte diversissime tra loro.
Tra le tante (troppe) passioni che con il tempo mi hanno mandato sul lastrico c'è quella della musica estrema in tutte le sue declinazioni: black, grind, death, avantgarde, hardcore, crust, powerviolence, sludge e chi più ne ha più ne metta.
Tra gli spacciatori di metal estremo che più hanno attirato l'attenzione delle mie orecchie negli ultimi anni c'è senza alcun dubbio la Sentient Ruin Laboratories, da Oakland in California. È da tempo che nutro i miei timpani con il materiale sonoro sfornato da questa etichetta sotto forma di cassette e files digitali. Come avete ben capito non si tratta di musica facile e/o commestibile per tutti ma, per quanto mi riguarda, si tratta di materia di eccellente qualità.
Gli album che ho messo dentro questo calderone sono 5 e sono belli tosti: Wake, Unru, Palace of Worms, Alaric e lo split suddiviso tra gli Abstracter e i Dark Circles.

Alaric - "End Of Mirrors"


Il nuovo lavoro degli Alaric, anch'essi provenienti da Oakland, sono sempre stati una delle mie band preferite con il loro nerissimo ibrido Doom-deathrock-metal-(post)punk. Dopo un 7 pollici, lo split con un'altra grande band (gli Atriarch) e lo splendido album omonimo del 2011 sono pronti a rilasciare "End of Mirros" che sarà disponibile nel prossimo Maggio in formato tape per la Sentient Ruin e su cd, vinile e in formato digitale per la Neurot Recordings. Da non perdere...


Abstracter/ Dark Circles - "Split LP"


Un'altra novità attesissima è questo spettacolare split album tra altre due tra le più interessanti band in circolazione in questi tempi bui: i magnifici Abstracter - che i lettori meno distratti di questo blog dovrebbero ben conoscere - e i Dark Circles.
Questi ultimi sono canadesi di Montreal e macinano un blackened Crust-hardcore violento e scurissimo quanto interessante. Il loro precedente album MMXIV e stato, per quanto mi riguarda, uno degli album migliori usciti quell'anno (nel 2014, ovviamente).
Gli Abstracter non hanno bisogno di presentazioni, ma queste due nuove tracce (lunghissime, come sempre) della band di Oakland sono una delizia per i timpani: grandioso Doom-black-sludge che lascia senza fiato.
In uscita il 1° Aprile in collaborazione con Halo of Flies, L'Oeil Du Tigre Records, Sick Man Getting Sick Records, Moment of Collapse e Shove Records.


Palace of Worms - "The Ladder"


The Ladder è il terzo album della band Palace of Worms, progetto guidato e magistralmente condotto in solitaria da Balan in quel di San Francisco. Si tratta di un lavoro eccellente dove l'artista californiano fonde sapientemente la nera ferocia del black metal con elementi death-rock, gothic e post-rock, ottenendo un effetto alquanto affascinante.
Il disco uscirà l'8 Aprile in versione tape con la collaborazione della Acephale Winter Productions, e in versione 12" e digitale per la Broken Limbs Recordings.

UNRU - "Als Tier Ist Der Mensch Nichts"


Un altro album micidiale e sorprendente che, come tutti quelli riuniti in questo spazio avrebbe meritato una recensione solitaria, è il disco di debutto degli UNRU, band tedesca di Bielefeld dedita a costruire nere architetture sonore ispirate dal Black come dal Crust Punk, radici ben evidenti in tutte e quattro le eccellenti e lunghe tracce (due di queste superano i 10 minuti di durata) che compongono Als Tier Ist Der Mensch Nichts.
L'album è disponibile in versione vinile e digitale per la Sentient Ruin per il mercato americano, per la Monotonstudio Records in vinile, cassetta e versione digitale, e per la Supreme Chaos Records in vinile, cd e mp3 per l'Europa.

Wake - "Sowing The Seeds of a Worthless Tomorrow"


I Wake giungono con "Sowing The Seeds of a Worthless Tomorrow" al terzo album che, manco a farlo apposta, è un gran bel lavoro, violentissimo e devastante. Otto tracce di brutale e succulento avant-grind sporcate da scorie Black Metal, Post-Hardcore, Punk, Crust e D-Beat che lo rendono appetibile per una vasta fetta di appassionati di rumore estremo di diversa estrazione. Gran bella botta di adrenalina...
L'album è disponibile in formato digitale e su cassetta per la Sentient Ruin, su Cd per la Everyday Hate, su vinile per la 7 Degrees Records e Nerve Altar.







domenica 16 dicembre 2012

Death Rock 2012

Il Death Rock è uno dei tanti figli bastardi nati sotto le macerie della prima esplosione punk sul finire degli anni 70, mentre il genitore stava già creando altri figli degeneri come il post-punk o il dark (come si chiamava allora, prima dell'avvento di nuove etichette come gothic rock o dark wave). 
Il Death Rock non era altro che un torbido e incestuoso incontro tra il punk e le nuove-vecchie tendenze gothic e dark. Come tutte le etichette anche questa si presta a diverse interpretazioni e a forzature, e arriva a comprendere anche soggetti molto diversi tra loro (per esempio Cinema Strange e 45 Grave).
Il luogo del misfatto è la California della fine degli anni 70 e, soprattutto, la città di Los Angeles.  I padri fondatori sono indiscutibilmente i Christian Death di Rozz Williams e il disco più importante, la bibbia del Death Rock, è il loro "Only Theatre of Pain" del 1982, uno dei dischi più belli della storia del rock moderno. Altri gruppi fondamentali della scena primordiale erano i Kommunity FK, Super Heroines, Screams Fot Tina, 45 Grave o i Voodoo Church. Contemporaneamente in Inghilterra alcune band post punk stavano fondendo il DNA originale con nuove pulsioni orrorifiche e malsane e nacquero la scena Batcave e anche band come gli UK Decay, gli In Excelsis nati da una loro costola, Bone Orchard, Ausgang, March Violets e tanti altri.
Negli USA la fusione dell'horror con il punk vide la trasformazione di una band di puro hardcore politicizzato come erano i T.S.O.L. in una terribile creatura dark punk. Il loro "Dance With Me" del 1981 è un altro capolavoro da non perdere, ma anche gli altri dischi sino al 1984 (anno della svolta hard rock, successivamente si riappropriarono del loro status di punk band dura e pura) sono molto interessanti. Erano gli anni in cui stava nascendo e crescendo anche la scena horror punk intorno ai grandiosi Misfits.
Negli anni 90 il Death Rock risorse dalle proprie ceneri una prima volta con una vasta schiera di band combattive ed estremamente interessanti: i Cinema Strange, Antiworld, Every New Dead Ghost,  Ex-Voto, Bloody Dead and Sexy, Bella Morte, Gorgonas, La Peste Negra, Los Carniceros del Norte, Tragic Black, All Gone Dead, gli italiani Chants of Maldoror, i Fear Cult e tanti altri.
Ora, nel 2012, è giunto il tempo di una seconda rinascita ancora interessante e quantitativamente rilevante. Ma se nei 90 la fonte d'ispirazione principale erano i Christian Death e le altre creature di Rozz Williams quali i Shadow Project o i Premature Ejaculation, ora, oltre a questa inesauribile fonte d'ispirazione, troviamo i Rudimentary Peni del geniale Nick Blinko e in generale l'anarcho-punk inglese degli anni 80.
Infatti, in questa folta schiera di oscuri agitatori della scena underground troviamo anche i violenti Deathcharge che si ispirano tanto al Death Rock delle origini quanto ai Discharge e in questo caso il D-Beat della band di Stoke On Trent diviene G-Beat, dove la G sta per gothic, ovviamente.
Altre band eccellenti della nuova turbolenta scena dark punk death rock sono i Blue Cross, Anasazi,  Lost Tribe, Alaric, Atriarch, Belgrado, Bellicose Minds, Spectres, Funeral Parade, Crimson Scarlet, Moral Hex, Cemetery, Arctic Flowers, Ciril, The Estranged, Dekoder e Dead Cult.
Per quanto riguarda l'Italia ci sono due band che sono tra le migliori espressioni del nuovo Death Rock dall'anima punk: gli Horror Vacui e i Dystopian Society. I loro dischi, rispettivamente "In Darkness You Will Feel Alright" e "Cages" non solo sono tra le cose migliori partorite dalla nuova "presunta" scena Death Rock, ma sono anche da inserire tra i migliori dischi usciti quest'anno (le relative recensioni si possono leggere qui: http://bochesmalas.blogspot.it/2012/12/horror-vacui-in-darkness-you-will-feel.html e http://bochesmalas.blogspot.it/2012/11/dystopian-society-cages.html)
Ovviamente tutte queste band hanno un'anima e uno stile propri. Cambiano le percentuali riservate alle influenze, la quantità di punk, death rock o post punk nel proprio corredo genetico e tante altre cose. Gli Atriarch ad esempio possiedono una forte componente doom metal nella loro struttura sonora, gli strepitosi Alaric alcune tracce indie, i Ciril, gli Spectres o i Bloody Gears una maggiore componente punk (seppur di natura diversa) e così via.
Qui sotto c'è qualche consiglio per gli acquisti e qualche link interessante.

Le origini del Death Rock 2012:


Christian Death - Only Theatre of Pain - 1982 



True Sounds Of Liberty - Dance With Me - 1981



Rudimetary Peni - Death Church - 1983




Alcuni dei migliori dischi Death Rock del 2012:


Dystopian Society - Cages



Horror Vacui - In Darkness You Will Feel Alright



Atriarch - Ritual of Passing



Bloody Gears - Landscapes of Disease



Blue Cross - I Am Death




Cross Stitched Eyes - Decomposition




Dekoder - Between the Waking and the Dying




The Spectres - Nothing to Nowhere




Anasazi - Attic Noise - EP




Alaric - Atriarch - Split EP




Arctic Flowers - Procession EP




Qualche link utile:














Altri dischi, cassette e demo da non perdere:


In Loving Memory - Phrenology EP - 2010




Lost Tribe - Lost Tribe - 2011




Alaric - Alaric - 2011




Anasazi - I Saw The Witch Cry - 7" - 2011




Arctic Flowers - Reveries - 2011




Belgrado - Belgrado - 2011




Bellicose Minds - Bellicose Minds - EP - 2011




Blue Cross - Mass Hysteria - 2011




Ciril - Hysteria Driven - 2003




Crimson Scarlet - Sanctuary - EP - 2011




Deathcharge - Love Was Born To An Early Death - 2011






Funeral Parade - demo - 2010




Lost Tribe - The Dawn - demo - 2010




Lost Tribe - demo II - 2012




Moral Hex - It's Mind Control - demo - 2010




The Spectres - Arctic Flowers - split 7" - 2010






Qualche video: