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sabato 21 novembre 2015

Christian Death - The Root of all Evilution


Nel 2015 siamo ancora qui a parlare dei Christian Death, nonostante siano considerati morti e sepolti da alcuni decenni, almeno secondo una consistente fetta di pubblico e stampa. Infatti per molte persone la versione dei Christian Death 2.0 , quella di mr. Valor Kand non ha niente a che spartire con la gloriosa band di Rozz Williams che ha consegnato alla storia il capolavoro “Only Theatre of Pain”, e probabilmente questo è vero. Tuttavia bisogna ammettere che dopo lo scisma, la seconda versione della storica band è anche riuscita a creare qualcosa di buono come ad esempio l’eccellente album “Atrocities”, a mio parere secondo solo al mitico primo album con Rozz Williams in un’ipotetica classifica dei migliori dischi targati Christian Death. Per il resto la creatura di Valor, che sia frutto di un furto di identità o no, è (quasi) sempre stata caratterizzata da una grana più grossa rispetto alla versione originale; le è (quasi) sempre mancato il tocco magico che creava l’atmosfera oscura, pericolosa e affascinante, assolutamente unica quando c’era Williams alla guida.
Ma a dirla tutta neanche i Christian Death originali sono quasi mai riusciti a ricreare l’alchimia che faceva ribollire i solchi del teatro del dolore. Dopo il primo immenso disco arrivarono gli ottimi (soprattutto il primo a dire il vero), ma diversi, Catastrophe Ballet e Ashes con la rivoluzione nella formazione, la dipartita dello straordinario chitarrista Rikk Agnew e l’avvento di Valor e Gitane Demone. E qui si mischiano le carte: Rozz Williams abbandona il cadavere agonizzante nelle mani di Valor, il quale provvederà a plasmarne i resti a sua immagine e somiglianza, cancellando praticamente tutto quanto aveva costruito il suo predecessore. Nel frattempo, come dicevo, arrivò subito l’ottimo Atrocities, forse ancora carico dell’ingombrante influenza e dell’ombra di Williams, per il principio dei vasi comunicanti, ma subito dopo iniziò, lento e inesorabile, il declino della morte cristiana. Sino a quando, negli anni 90, si ritrovarono due band con il marchio Christian Death a contendersi i diritti sul nome e sulla storia. Ma è proprio in quegli anni che si acuiscono le differenze di stile, sostanza e classe tra i due gemelli antitetici: i Christian Death di Rozz riescono a venirne fuori vincenti con album pur non straordinari, ma buoni, come The Path of Sorrow o il successivo The Rage of Angels, composto da materiale di scarto dell’album precedente. mentre i Christian Death di Valor non brillano particolarmente con il contemporaneo Sexy Death God. Per rimarcare ulteriormente la differenza di qualità tra le due menti pensanti Rozz si cimentò con altre band, i Premature Ejaculation e i favolosi Shadow Project insieme a Eva O, con i quali ha dato vita a due album eccellenti che ancora gridano vendetta. Poi nel 1998 il suicidio di Rozz Williams mise fine alla rivalità e chiuse definitivamente una delle pagine più importanti della musica oscura su questo pianeta.
Valor, per certi versi, ne ebbe giovamento; senza la figura ingombrante di Williams a fargli ombra riuscì a liberare meglio i suoi demoni dalla penna e riprese a scrivere buona musica, anche se su quest’ultimo particolare non tutti sono d’accordo.
Il predecessore di questo nuovo album, “American Inquisition”, pubblicato nel 2007, è senza dubbio un buon album, comunque i Christian Death degli anni 2000 non vanno assolutamente confusi con i padri fondatori del death rock nei primi anni 80, non è corretto né giusto fare paragoni con il passato e fare confronti improbabili con entità differenti ed epoche e contesti differenti. In ogni caso i Christian Death A.D. 2015 di Valor e Maitri non sono quel carrozzone pacchiano e sgraziato che molti credono, forse sono esteticamente discutibili e formalmente rivedibili ma il succo c’è ancora.
Il nuovo The Root of All Evilution forse non resterà nella storia del rock se non con un ruolo marginale, ma è un buon disco. Nonostante l’artwork non proprio esaltante che lo racchiude.

In The Garden of Evilution si apre con un’intro a effetto con voce recitante, tamburi tribali e sonorità oscure che creano la giusta atmosfera, gotica ed evocativa. Subito dopo subentrano la chitarra deflagrante e l’intreccio delle voci di Maitri e Valor su un tappeto di synth. Chiude la traccia ancora la voce recitante che sfuma nell’ambientazione medio orientale di This Cross, anche questa sostenuta da ritmiche tribali.
Seguono Tar Black Liquid, potente gothic metal dalle sfumature oscure; Fema Coffins, intenso gothic rock che si dispiega su un ritmo medio con qualche buon spunto delle chitarre e un buon effetto degli archi campionati.
Chiudono il lato A le belle schitarrate e il vago retrogusto hard-psychdelic di Illuminazi, costruita su ritmi più sostenuti.
La seconda facciata parte con We Have Become che si apre su un ritmo sintetico e una chitarra quasi doom metal, sulfurea e pericolosa. Le trame sonore lugubri e avvincenti ne fanno uno dei pezzi forti in scaletta.
Proseguendo nel cammino della puntina sui solchi color argento di questo vinile s’incontrano il gothic metal non troppo incisivo di Forgiven; l’ispirata Penitence Forevermore e il tipico gothic/death rock di Deliver Us, condito da un’armonica a bocca.
Chiude la facciata e il disco Secrets Down Below ancora su ritmi non troppo sostenuti, ma valor-izzata da ottime chitarre e dalla voce di Maitri.

In conclusione The Root of All Evilution non farà cambiare idea alle schiere di detrattori di mr. Valor né cambierà la vita di chi si ciba della metà oscura della musica, ma garantisce sicuramente una buona mezzora di gothic rock ben suonato e rifinito.

Tracklist: 

01.In The Garden Of Evilution
02.This Cross
03.Tar Black Liquid
04.Fema Coffins
05.Illuminazi
06.We Have Become
07.Forgiven
08.Penitence Forevermore
09.Deliver Us
10.Secrets Down Below

2015 - Knife Fight Media - Season of Mist 


Formazione Christian Death 2015:

Valor
Maitri
Jason

♰♰♰












domenica 16 dicembre 2012

Death Rock 2012

Il Death Rock è uno dei tanti figli bastardi nati sotto le macerie della prima esplosione punk sul finire degli anni 70, mentre il genitore stava già creando altri figli degeneri come il post-punk o il dark (come si chiamava allora, prima dell'avvento di nuove etichette come gothic rock o dark wave). 
Il Death Rock non era altro che un torbido e incestuoso incontro tra il punk e le nuove-vecchie tendenze gothic e dark. Come tutte le etichette anche questa si presta a diverse interpretazioni e a forzature, e arriva a comprendere anche soggetti molto diversi tra loro (per esempio Cinema Strange e 45 Grave).
Il luogo del misfatto è la California della fine degli anni 70 e, soprattutto, la città di Los Angeles.  I padri fondatori sono indiscutibilmente i Christian Death di Rozz Williams e il disco più importante, la bibbia del Death Rock, è il loro "Only Theatre of Pain" del 1982, uno dei dischi più belli della storia del rock moderno. Altri gruppi fondamentali della scena primordiale erano i Kommunity FK, Super Heroines, Screams Fot Tina, 45 Grave o i Voodoo Church. Contemporaneamente in Inghilterra alcune band post punk stavano fondendo il DNA originale con nuove pulsioni orrorifiche e malsane e nacquero la scena Batcave e anche band come gli UK Decay, gli In Excelsis nati da una loro costola, Bone Orchard, Ausgang, March Violets e tanti altri.
Negli USA la fusione dell'horror con il punk vide la trasformazione di una band di puro hardcore politicizzato come erano i T.S.O.L. in una terribile creatura dark punk. Il loro "Dance With Me" del 1981 è un altro capolavoro da non perdere, ma anche gli altri dischi sino al 1984 (anno della svolta hard rock, successivamente si riappropriarono del loro status di punk band dura e pura) sono molto interessanti. Erano gli anni in cui stava nascendo e crescendo anche la scena horror punk intorno ai grandiosi Misfits.
Negli anni 90 il Death Rock risorse dalle proprie ceneri una prima volta con una vasta schiera di band combattive ed estremamente interessanti: i Cinema Strange, Antiworld, Every New Dead Ghost,  Ex-Voto, Bloody Dead and Sexy, Bella Morte, Gorgonas, La Peste Negra, Los Carniceros del Norte, Tragic Black, All Gone Dead, gli italiani Chants of Maldoror, i Fear Cult e tanti altri.
Ora, nel 2012, è giunto il tempo di una seconda rinascita ancora interessante e quantitativamente rilevante. Ma se nei 90 la fonte d'ispirazione principale erano i Christian Death e le altre creature di Rozz Williams quali i Shadow Project o i Premature Ejaculation, ora, oltre a questa inesauribile fonte d'ispirazione, troviamo i Rudimentary Peni del geniale Nick Blinko e in generale l'anarcho-punk inglese degli anni 80.
Infatti, in questa folta schiera di oscuri agitatori della scena underground troviamo anche i violenti Deathcharge che si ispirano tanto al Death Rock delle origini quanto ai Discharge e in questo caso il D-Beat della band di Stoke On Trent diviene G-Beat, dove la G sta per gothic, ovviamente.
Altre band eccellenti della nuova turbolenta scena dark punk death rock sono i Blue Cross, Anasazi,  Lost Tribe, Alaric, Atriarch, Belgrado, Bellicose Minds, Spectres, Funeral Parade, Crimson Scarlet, Moral Hex, Cemetery, Arctic Flowers, Ciril, The Estranged, Dekoder e Dead Cult.
Per quanto riguarda l'Italia ci sono due band che sono tra le migliori espressioni del nuovo Death Rock dall'anima punk: gli Horror Vacui e i Dystopian Society. I loro dischi, rispettivamente "In Darkness You Will Feel Alright" e "Cages" non solo sono tra le cose migliori partorite dalla nuova "presunta" scena Death Rock, ma sono anche da inserire tra i migliori dischi usciti quest'anno (le relative recensioni si possono leggere qui: http://bochesmalas.blogspot.it/2012/12/horror-vacui-in-darkness-you-will-feel.html e http://bochesmalas.blogspot.it/2012/11/dystopian-society-cages.html)
Ovviamente tutte queste band hanno un'anima e uno stile propri. Cambiano le percentuali riservate alle influenze, la quantità di punk, death rock o post punk nel proprio corredo genetico e tante altre cose. Gli Atriarch ad esempio possiedono una forte componente doom metal nella loro struttura sonora, gli strepitosi Alaric alcune tracce indie, i Ciril, gli Spectres o i Bloody Gears una maggiore componente punk (seppur di natura diversa) e così via.
Qui sotto c'è qualche consiglio per gli acquisti e qualche link interessante.

Le origini del Death Rock 2012:


Christian Death - Only Theatre of Pain - 1982 



True Sounds Of Liberty - Dance With Me - 1981



Rudimetary Peni - Death Church - 1983




Alcuni dei migliori dischi Death Rock del 2012:


Dystopian Society - Cages



Horror Vacui - In Darkness You Will Feel Alright



Atriarch - Ritual of Passing



Bloody Gears - Landscapes of Disease



Blue Cross - I Am Death




Cross Stitched Eyes - Decomposition




Dekoder - Between the Waking and the Dying




The Spectres - Nothing to Nowhere




Anasazi - Attic Noise - EP




Alaric - Atriarch - Split EP




Arctic Flowers - Procession EP




Qualche link utile:














Altri dischi, cassette e demo da non perdere:


In Loving Memory - Phrenology EP - 2010




Lost Tribe - Lost Tribe - 2011




Alaric - Alaric - 2011




Anasazi - I Saw The Witch Cry - 7" - 2011




Arctic Flowers - Reveries - 2011




Belgrado - Belgrado - 2011




Bellicose Minds - Bellicose Minds - EP - 2011




Blue Cross - Mass Hysteria - 2011




Ciril - Hysteria Driven - 2003




Crimson Scarlet - Sanctuary - EP - 2011




Deathcharge - Love Was Born To An Early Death - 2011






Funeral Parade - demo - 2010




Lost Tribe - The Dawn - demo - 2010




Lost Tribe - demo II - 2012




Moral Hex - It's Mind Control - demo - 2010




The Spectres - Arctic Flowers - split 7" - 2010






Qualche video: