Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

martedì 17 novembre 2020

Quattro sardi in barella

 



Purtroppo i "quattro sardi in barella" non sono proprio quattro né tantomeno sono venduti e distribuiti da Findus, trattasi di centinaia di persone che stanno pagando il conto del Billionaire e di tutte le puttanate di quest'estate folle. Anche oggi oltre 400 positivi e 6 morti in una regione di quattro gatti o poco più. I deceduti di oggi a causa del Covid 19 sono stati un po' meno del solito, dato che a novembre si stava viaggiando quasi sempre in doppia cifra, ma c'è da dire anche che  molti dei morti della provincia di Nuoro paiono svaniti nel nulla. Intanto i decessi ufficiali salgono a 328; 15.594 sono invece i casi di positività dall'inizio della pandemia; 510 i ricoverati nei reparti non intensivi e ben 63 in terapia intensiva. Tra le province quella di Sassari è sempre in vantaggio per numero di casi e di decessi, ed è anche quella con il numero più preoccupante della percentuale di occupazione dei posti letto, tuttavia la provincia di Nuoro è quella che sta crescendo di più in questi ultimi giorni (ben 149 dei 411 positivi di oggi sono della provincia di Nuoro).
Da diversi giorni ormai anche all'ospedale San Francesco di Nuoro si assiste al festival delle autoambulanze in attesa per ore (in qualche caso anche 12) prima di poter accedere al PS con i loro pazienti. I reparti Covid sono saturi ben oltre quello che si dice e il personale sta cedendo (circa 100 i casi tra i dipendenti del nosocomio) e non solo nei reparti Covid. La pressione sui camici bianchi sta diventando insostenibile e penso che non possano andare avanti a lungo in questo modo, continuamente e  insistentemente sotto pressione in questo improbabile "moto perpetuo".
Si stanno incrementando i posti letto mentre continua a mancare il personale - piccolo particolare di "secondaria importanza" - e c'è persino un bel ospedale da campo pronto nel parcheggio del San Francesco, ovviamente senza nessuno che ci possa lavorare all'interno. Pare che Marieddu Nieddu stia provvedendo a reclutare camici bianchi per i reparti, le USCA e finanche le tende beduine piazzate nei parcheggi ma, finora non si è visto quasi nessuno. 
Del resto i medici e gli infermieri sono passati dallo status di eroi a quello di untori, quando va bene, o di nemici da abbattere in molti casi (vedi le auto di dipendenti dell'ospedale di Rimini vandalizzate, i murales raffiguranti medici e infermieri deturpati a Milano, oltre a numerosi casi di insulti e minacce sui social nonché alcuni episodi di aggressioni fisiche vere e proprie). Per molti, non solo per i negazionisti, i medici e gli infermieri sono un ostacolo agli aperitivi, allo spaccio, alla movida e al cazzeggio selvaggio. Secondo questi benpensanti a causa loro si chiude e si viene privati della libertà, mica è colpa del virus e della pandemia. 
Intanto le ambulanze continuano ad arrivare a decine con il loro carico di vicende umane, sofferenza e virus. Amen.

martedì 10 novembre 2020

Let's dance: le discoteche, il ferragosto, i vip, i negazionisti e il caos

 


Mentre l'ex commissario straordinario alla sanità in Calabria si rivolge all'usciere per capire a chi spettasse il piano anti-covid e il nuovo commissario - infetto - asseriva qualche mese fa che solo con la lingua in bocca ci si può contagiare, in Sardegna è sparita la relazione del CTS regionale sulla quale si basava l'apertura delle discoteche dei vip a ferragosto. Intanto, comunque siano andate le cose, anche questa volta la giunta regionale sarda si è genuflessa al cospetto dei signorotti della Costa Smeralda e del relativo carnaio (o forse è meglio troiaio?) ferragostano, che ci sia o no il fantomatico parere del comitato tecnico-scientifico. Del resto è risaputo che le giunte di centro-destra hanno un debole per confindustria, i soliti noti e il mondo degli affari in generale, ancora più della salute pubblica. Prima di tutto viene il business, se poi non si sopravvive o la sanità pubblica collassa non gliene può fregare di meno. D'altro canto non è che quello che proviene dall'altra faccia della nazione (ovvero il centro-sinistra e zone limitrofe) sia necessariamente tutto oro colato, ma in questo caso c'è solo da ritenersi fortunati che in questi tempi bui ci sia il governo Conte e non gli altri. The others infatti continuano a cambiare idea ad ogni starnuto; mascherine no, mascherine si, chiudere, aprire tutto e poi richiudere, e via delirando.
Qui da noi, in Sardegna, il mitico assessore alla sanità Nieddu in ottobre si lamentava del fatto che si stava diffondendo un allarmismo ingiustificato da parte di non meglio precisate entità che stavano distorcendo la realtà. Per lui in quel periodo (meno di un mese fa per la cronaca) la situazione era sotto controllo, nonostante il disastro post ferragostano a causa dei balli e delle orge dei vip. Gli ospedali erano già saturi e c'erano già le file delle ambulanze ma, evidentemente, lui era distratto o non aveva a disposizione un usciere a cui sottoporre il quesito. In questi giorni invece ha dichiarato che: "nessuno poteva prevedere un'evoluzione così rapida e violenta della pandemia." mah!?!..
In Sardegna gli ospedali sono saturi, le ambulanze attendono ore in fila con i pazienti dentro. Si aprono reparti covid in continuazione, spesso nei luoghi meno appropriati, spesso senza percorsi puliti-sporchi, spesso senza personale. Quello che conta sono i numeri: fanno più rumore mediatico i posti letto fantomatici che non il fatto che non c'è più nessuno per assistere chi dovrebbe occupare quei posti. In cinque o sei mesi di tempo, tra un'ondata e l'altra, non si è fatto nulla, si sono assunti pochissimi medici e infermieri fintanto che si pensava ai balli e al benessere dei vip. Ora si vedono ospedali da campo modello Iraq all'ora di punta, tende sui tetti, nelle terrazze e tra poco anche nelle case private. Il tutto probabilmente verrà affidato all'autogestione dei malati, d'altronde basta solo un po' di volontà. Il personale non c'è e non si vede niente all'orizzonte.
In ogni caso se non si chiude tutto, se non si tinge di rosso tutta l'Italia - isole comprese - sarà una strage.
I morti in Sardegna sono molti di più rispetto alla prima ondata e i casi stanno lievitando come pagnotte sotto lo sguardo attonito del nostro fornaio: oltre 400 tutti i giorni. Le terapie intensive crescono al ritmo di una decina al giorno (56 il dato di ieri) e i ricoverati nei reparti covid hanno superato quota 390.
Fuori, nelle strade, proseguono assembramenti e ammucchiate di ragazzini smascherati, non solo per colpa loro, dato che i negazionisti dilagano a tutte le latitudini: vip, cantanti famosi, parlamentari, nonché dottoroni della sanità privata. Dopo i vari Bocelli, Sgarbi, gilet gialli e Salvini a giorni alterni, anche i vari medici dei vip hanno provveduto a ridimensionare la pandemia con un'ingombrante presenza mediatica.

Intanto in Italia i casi totali sono quasi un milione, i morti accertati - quindi non sfuggiti ai tamponi - quasi 42.000. Nel mondo sono 51 milioni i casi e oltre un milione e duecentomila morti. Si salvi chi può.









giovedì 5 novembre 2020

La Dinamo, la Champions, il Covid e un paio di capolavori

 


Mentre sul mondo e sul basket aleggia sinistra l'ombra del Covid 19 la banda del Poz non smette di stupire, entusiasmare e sconvolgere. Con tre giocatori fuori (due causa Covid, Treier e Kruslin, e uno per infortunio, Stefano Gentile) e quindi con rotazioni così corte che praticamente non ci sono, la Dinamo Sassari ci ha regalato in rapida sequenza una vittoria clamorosa in campionato contro Varese con un primo tempo stratosferico, probabilmente i due quarti più belli di tutto il campionato LBA 2020-2021 isole comprese, sino a oggi. Quei venti minuti clamorosi (il 36-17 del primo e il 31-14 del secondo quarto non rendono pienamente la differenza vista sul campo) hanno portato alla quarta vittoria in campionato e al terzo posto in classifica, ma soprattutto hanno mostrato al mondo una squadra fenomenale trascinata da un Marco Spissu incontenibile. In quell'occasione la Dinamo ha chiuso la gara 104 a 82, giusto perché nel lungo finale da garbage time hanno giocato anche Sanna e Re e il quintetto era stanco e appagato. Sei uomini in doppia cifra (Spissu 13, Bilan 18, Pusica 13, Burnell 12, Tillman 19 e il fenomenale Bendzius 23) ma oltre a questi, il quintetto + il sesto uomo, c'è da segnalare la grande prova di capitan Devecchi, 31 minuti in campo, 6 punti, un monumento vivente. Dopo quella gara bellissima e divertente come non mai la Dinamo era attesa alla sfida al vertice contro i temutissimi spagnoli della Iberostar Tenerife nel girone A della Basketball Champions League. Dopo un paio di giorni dalla gara in campionato contro Varese, dopo quel primo tempo pirotecnico, è arrivato un secondo tempo stellare con un terzo quarto da 29 a 7 e l'ultimo quarto da 25 a 18. Anche qui un po' di stanchezza nel finale ha fatto sì che il divario si limitasse a "soli" 20 punti di vantaggio. Quest'altra meraviglia si è conclusa infatti 92-72 per Sassari dopo un primo tempo in cui gli ispanici sembravano poter dominare la gara (+13 il massimo vantaggio degli ospiti). In questa occasione la squadra si è ulteriormente ridotta a causa dell'infortunio di Pusica, fuori dai giochi già nel primo tempo, ma i sopravvissuti, quelli della Dinamo - 4, hanno dimostrato di essere più forti degli infortuni, della sfortuna, del Covid e finanche del Tenerife. Con un secondo tempo mostruoso la banda del Poz ha demolito gli spagnoli grazie alle epiche gesta di Spissu 14 punti e 15 assist, Burnell 13 punti, 6 rimbalzi e 5 assist e una prestazione spettacolare, Bilan 18 punti e 8 rimbalzi, Tillman 21 punti e sempre più sostanza, e Bendzius 12 punti. Menzione particolare per il grande capitano Devecchi che in quest'occasione ha voluto davvero strafare: quasi 36 minuti sul parquet, 14 punti e 4/4 da tre punti. Unico e incredibile.

Non so come andrà a finire il campionato o la coppa europea a causa del Covid ma questa Dinamo è davvero un grande squadra, forse anche più forte di quella dell'anno scorso che aveva chiuso seconda in classifica quando, sul più bello, il coronavirus aveva chiuso il campionato. C'è chi vorrebbe chiudere le coppe già da adesso per poi riprenderle in un secondo tempo tra qualche mese, per far evitare pericolosi viaggi alle squadre, quindi non so se si proseguirà o meno. Intanto la Dinamo-Banco di Sardegna 2020-2021 ci ha già dato un bel po' di soddisfazioni, seppur a porte chiuse. Per ora si naviga a vista, la Dinamo è prima nel girone A di Champions League con 4 punti, terza nel campionato LBA con 8 punti. Spero si possano vedere altre partite come questa, se non altro in tv, pc o telefono.

In bocca al lupo ai feriti, infortunati e covidizzati, ma sopratutto a Pusica perché il suo infortunio pare il più serio e preoccupante in questo momento. Grazie ragazzi.

martedì 27 ottobre 2020

Fuck Off and Die!

 


Non ci si poteva accontentare di Trump, Bolsonaro e tutta l'Amazonia in fiamme, o delle orde di pescatori criminali cinesi che stanno saccheggiando le acque "patrimonio dell'umanità" delle Galapagos o ancora dei turchi - e delle svariate migliaia di fondamentalisti islamici in tutto il mondo - che stanno attaccando Macron reo di aver sommessamente condannato la tremenda decapitazione di un professore francese da parte di un giovane bastardo terrorista ceceno. Evidentemente no. Evidentemente agli umanoidi che rubano aria al pianeta non sono bastati quasi 45 milioni di infetti e più di un milione di morti (quelli ufficiali, perché quelli reali sono molto di più) come anche i 37.000 morti italiani e gli oltre mezzo milione di casi che purtroppo crescono e cresceranno a un ritmo vertiginoso. 

Non bastavano le terrificanti, stucchevoli, manifestazioni degli infami negazionisti che ci hanno allietato nei mesi scorsi. L'essere umano si dimostra ancora una volta, giusto per non dare adito a dubbi, composto prevalentemente da merda e di essere assolutamente indegno di stare al mondo, ora più che mai. In questi giorni a Torino, Napoli, Roma e Milano migliaia di infami pezzi di merda stanno mettendo a ferro e fuoco le città, i negozi, le nostre strade, approfittando della scusa di protestare contro le nuove restrizioni imposte dal nuovo Dpcm. In questa variegata - quando improbabile - accozzaglia di pseudo-umani che si spacciano per nostri simili ci sono alcuni ultras di calcio, spacciatori, neo-nazisti, personaggi nullafacenti dei centri sociali, la solita criminalità organizzata, alcuni immigrati irregolari delle nostre periferie e i soliti ragazzini acefali alla ricerca di un po' di svago. Questa feccia s'insinua e si infiltra subdolamente nelle legittime manifestazioni di chi rischia di perdere il lavoro o l'attività a causa delle nuove - inevitabili - restrizioni. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che agli pseudo-umani in questione non gliene può fregare di meno delle difficoltà economiche di chi rischia il lavoro o di chi può perdere definitivamente il proprio futuro, tant'è che, pur di fare caos e violenza a tutti i costi, si stanno dilettando a distruggere gli stessi negozi, bar e ristoranti che hanno sofferto prima il lockdown e ora le nuove chiusure. Stanno distruggendo auto e moto di chi a lavoro ci va e di chi non può andarci più, nonché tutto quello che riguarda il bene pubblico: autobus, panchine, piazze, strade e tutto quello che si può distruggere. Senza un perché. Probabilmente solo perché le nostri leggi blande e buoniste consentono tutto questo senza rischiare nulla o poco più.

Eppure le strutture sanitarie italiane stanno cominciando a cedere di nuovo a causa della seconda ondata dell'infezione. Dopo un'estate allucinante con discoteche affollate, feste, balli (non in maschera, purtroppo) e cazzeggi vari, era inevitabile un disastro del genere. Se si tiene conto dei numerosissimi ebeti negazionisti - alcuni famosi, vip e milionari - nonché delle dichiarazioni di alcuni illustri medici, dotti e sapienti, che dichiaravano il virus ufficialmente morto solo pochi mesi fa, tutto questo era inevitabile. L'unica differenza tra la prima e la seconda onda mortale è che questa volta non sta colpendo solo la Lombardia, il Veneto e altre regioni del nord, decisamente più attrezzate ad affrontare il problema. Questa volta l'immonda bestia - con l'aiuto dei suddetti sapienti e dei negazionisti - sta dilagando anche al sud, isole comprese. E sarà una strage.

Alla fine dei conti l'unica cosa che ci rimane da fare è sperare che il virus faccia il suo dovere sino in fondo, a questo punto, e quindi che liberi il mondo di una buona parte dei suoi inquilini a due zampe, possibilmente iniziando dai negazionisti e dalle bestie succitate. Tutta questa merda necessita urgentemente di un rimedio efficace e definitivo. Fuck Off and Die!

mercoledì 14 ottobre 2020

Idles - Ultra Mono

 


Due righe, giusto il minimo indispensabile, per segnalare il terzo album degli Idles, il terzo capolavoro consecutivo tirato giù in rapida sequenza. Dopo gli strepitosi "Brutalism" del 2017 e "Joy As An Act Of Resistance" del 2018 (album dell'anno su queste pagine) la band di Joe Talbot sfodera il meglio del proprio repertorio composto da liriche abrasive, chitarre dissonanti e accelerazioni devastanti. Il suono potente e bestiale della band di Bristol non può lasciare indifferenti; gli Idles hanno personalità come ben poche altre band in questo momento e posseggono, inoltre, una voce grandiosa che li guida e potrebbe guidare orde di umani in guerra. 
Che dire, la miscela originale ed esplosiva della band a base di punk, post-punk, new wave e rock è quanto di più eccitante e pericoloso possa offrire il panorama indipendente degli ultimi dieci-venti anni. Grandiosi. Non serve aggiungere altro.

tracklist:

01.War
02.Grounds
03.Mr.Motivator
04.Anxiety
05.Kill Them With Kindness
06.Model Village
07.Ne Touche Pas Moi
08.Carcinogenic
09.Reigns
10.The Lover
11.A Hymn
12.Danke

2020 - Partisan Records