Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

giovedì 22 dicembre 2016

Pretty Hurts - LP


Dopo due EP di eccellente fattura (il 12" "Make Graves" del 2014 e il 7" "Expectations" del 2015) i Pretty Hurts giungono finalmente al traguardo del primo album, denominato in modo inequivocabile "LP." La band berlinese propone un devastante saliscendi tra punk, noise e post punk ad alto tasso energetico; un suono potente, ruvido e grezzo che porta alla mente l'attitudine dei primi Iceage ed Eagulls, tanto per dare un'idea, seppur approssimativa, di cosa si stia parlando. Ma il tasso di decibel e di rumore da queste parti é ben superiore; c'è l'urgenza del punk originale, l'attitudine DIY, ben marcata nei suoni come nella grafica in grezzo bianco e nero, oltre a un'energia invidiabile e irresistibile. 
13 ottime tracce, brevi e aggressive, che si divorano in un colpo solo con grande soddisfazione di tutto il sistema sensoriale.
Da sparare al volume più alto possibile. 

Tracklist:

01.Cold Sweat
02.Paranoia Love
03.Own Myth
04.Solitary Whistle
05.Beat On You
06.Koma
07.Past Your Time
08.Hostility
09.Ospelt
10.Distressful Youth
11.Bliss On A Leash
12.Wear Me Out
13.Athica

2016 - Rockstar Records



mercoledì 21 dicembre 2016

Sluur - Choice


Di questi ultimi anni, tra le altre cose, resterà sicuramente traccia nel tempo per quanto concerne la fioritura e l'esplosione di decine, forse centinaia, di formazioni dedite alla rilettura del post punk. Si tratta di un genere di nicchia, è vero, ma la nicchia inizia a stare un po' stretta con tanto affollamento e, soprattutto, con il tasso qualitativo che sta crescendo in modo esponenziale. Di sicuro l'aggancio al business del mainstream, come è avvenuto nei primi anni 2000 con Editors, Interpol e compagnia bella, ora non è più possibile. Il trend è mutato, come sempre accade. Però c'è da dire che nell'underground più vero e puro è tutto un ribollire di ottime band e ottimi dischi che hanno poco o niente a che fare con il "revival" pop-post punk di qualche anno fa. Basta dare un'occhiata a questo umile blog, per esempio, per trovare pane (oscuro) e bassi (corposi) per i propri denti; una buona fetta delle recensioni presenti su queste pagine, infatti, riguardano proprio questo genere musicale. Negli ultimi tre-quattro anni ho cercato più volte di dare visibilità a questa scena tanto succulenta quanto variegata. Ma ogni volta che abbozzavo un post sullo stato dell'arte del post punk mi sono ritrovato con tanto di quel materiale da mandare a puttane un eventuale post-sunto, fatto come dio comanda, sul genere e i suoi nuovi alfieri e alla fine è venuto fuori sempre qualcosa di monco e incompleto. Non sono sicuro di riuscirsi neanche quest'anno che, ormai, sta volgendo inesorabilmente al termine.
Intanto, cazzate a parte, questo disco oggetto di questa piccola e strampalata recensione è il lavoro d'esordio dei Sluur, da El Paso, Texas. Si tratta di un EP, o meglio un Mini Album composto da 7 tracce pubblicato in versione digitale e su cassetta."Choice" è un'eccellente concentrato di suoni e umori del passato riletti in chiave moderna. In queste splendide 7 tracce s'incontrano il post punk più puro  e oscuro  con  scorie indie, punk, darkwave, shoegaze e chi più ne ha più ne metta. Il disco funziona alla meraviglia e garantisce un'ottima durata nel tempo grazie alle sue atmosfere cangianti, alle sue sferzate elettriche e ai momenti più introspettivi e sognanti.
È da alcune ore che va avanti in rotazione perpetua nel mio stereo acquisendo spessore e fascino a ogni passaggio.
Gran bel disco...


Tracklist:

01.Necktie
02.Choice
03.Talk To Death
04.Imposed
05.Dead Eyes
06.Into The Night
07.Razorblades

2016




lunedì 19 dicembre 2016

Soviet Soviet - Endless


"Endless" è il secondo attesissimo album dei Soviet Soviet. Il nuovo disco giunge sugli scaffali a tre anni di distanza dal capolavoro "Fate", pubblicato sempre per l'americana Felte. Nei mesi scorsi c'era stata anche una succulenta serie di ristampe che ha ridato lustro e visibilità (e soprattutto lussurioso vinile) ad altri due eccellenti dischi della band pesarese: "Nice" e "Summer, Jesus", il primo era stato rilasciato originariamente dall'etichetta italiana Tannen records su cd nel 2011 e conteneva l'ep omonimo e l'ep "No Title", autoprodotti, risalenti al 2009; il secondo era stato pubblicato anch'esso nel 2011 dalla stessa etichetta veronese in formato digitale.
Il nuovo album prosegue l'inarrestabile cavalcata in progress del trio (Alessandro Costantini, chitarra, Alessandro Ferri, batteria, e Andrea Giometti al basso e voce) con risultati eccezionali. L'evoluzione del power trio italico ha fatti sì che il potente suono post punk, pur sempre fedele alle proprie radici, si sia arricchito di spessore, colore e calore e di un'ottima vena melodica. Già l'apertura con "Fairy Tale", basso corposo, sezione ritmica martellante e chitarre ricamate splendidamente, potrebbe essere sufficiente a collocare l'album tra i pezzi migliori sfornati in questo 2016. Ma "Endless" ha molto altro da offrire peri timpani esigenti che non si accontentano della solita sbobba sonora: il singolo "Endless Beauty", la favolosa "Remember Now" e "Going Through" sospinta da un basso dopato e da scariche elettriche irresistibili per poi sfumare in una seconda parte più melodica e psichedelica, costituiscono un trittico invidiabile. Per non parlare di una bomba sonora come "Pantomime."
Tuttavia ritengo sia inutile stare lì a passare al pettine la scaletta, queste 9 tracce sono quanto di meglio c'è a disposizione nel panorama musicale indipendente per trascorrere una quarantina di minuti goduriosi. Post punk, indie pop, wave e shoegaze amalgamati con cura per un risultato che non teme confronti con niente e nessuno.

Tracklist:

01.Fairy Tale
02.Endless Beauty
03.Remember Now
04.Going Through
05.Star
06.Pantomime
07.Rainbow
08.Surf A Palm
09.Blend

2016 - Felte