Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

martedì 19 luglio 2016

Terra Tenebrosa - The Reverses



Terra Tenebrosa nasce dalle ceneri degli eccellenti Breach (tra i loro tanti ottimi dischi sono da recuperare senza indugi almeno Friction, It's Me God e Venom, assolutamente imperdibili) nel 2009. La misteriosa nuova entità prende vita, forma e sostanza, con il primo splendido "The Tunnels" e prosegue il cammino con l'altrettanto riuscito "The Purging". In questi giorni è giunto il tempo anche del terzo sigillo, il nuovo album "The Reverses" fresco di stampa per la Debemur Morti Productions.
La band svedese affina i coltelli e riesce a ottenere una miscela pregiata del proprio magma incandescente a base di post-hardcore, black metal, dark ambient, industrial e noise, ancora più spettrale, urticante e pericolosa di prima.
Tomas "The Cuckoo" Halborn ha deciso di continuare l'esplorazione sonica dei suoi Terra Tenebrosa seguendo la scia del precedente The Purging, dove il ritmo era cresciuto rispetto all'opera prima e le chitarre hardcore-post-black si erano incattivite. "The Reverses" si avvale di un campionario inquietante di effetti, campionamenti e rumori di matrice dark ambient squarciati da chitarre affilate, violente accelerazioni, voci strazianti, sussurri e demoni di ogni sorta.
Per raggiungere questo risultato "The Cuckoo" si è avvalso della partecipazione di alcuni ospiti eccellenti provenienti dalla scena estrema europea: Vindsval dei grandiosi Blut Aus Nord; Jonas A Holmberg dei This Gift Is A Curse; Alex Stjernfeldt dei The Moth Gatherer e MkM dei Antaeus e Aosoth.
Il viaggio in questi paesaggi spettrali e affascinanti, quanto mai inospitali e oscuri, ha inizio con gli inquietanti rumori di Makoria, che introducono l'ascoltatore alla giusta atmosfera, e si chiude con l'apice del disco: gli epici 16 minuti black di Fire Dances.

In conclusione un gran bel disco, probabilmente il migliore dei tre gioielli marchiati Terra Tenebrosa.

Tracklist:

01.Makoria
02.Ghost At The End Of The Rope
03.The End Is Mine To Ride
04.Marmorisation
05.Where Shadows Have Teeth
06.Exuvia
07.Fire Dances

2016 - Debemur Morti Productions




venerdì 15 luglio 2016

Nizza 14 luglio 2016, fuochi di sangue...


La guerra infinita continua senza pietà, senza un senso. Questa volta è accaduto a Nizza, tra la folla di 40.000 persone, famiglie, anziani, giovani e bambini che assistevano ai fuochi d'artificio in occasione della celebrazione del 14 luglio.
Il mostro, l'infame, la bestia, il responsabile di questa ennesima strage di innocenti è ancora una volta (come sempre) un musulmano, tale Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco-tunisino di 31 anni. 84 morti.

Se questo è il risultato della tanto lodata (e sponsorizzata) integrazione "modello Europa" c'è da riflettere.

Vive la France!




martedì 12 luglio 2016

Rumori dal Sottosuolo: Mini-LP, 7", Ep, singles & demo 2016 - parte 1


Dopo una lunga pausa finalmente riprendo la materia musica come previsto dalla tradizione popolare di queste parti. La (quasi) rubrica, che nasce ed esce quando gli pare e quando gli astri sono favorevoli, "Rumori dal Sottosuolo", ha sempre avuto come unico scopo quello di far conoscere band emergenti (o quasi) dell'underground mondiale, senza molte chiacchiere di contorno. Spazio alla musica quindi, come sempre di vari generi, sottogeneri, nicchie e nazionalità.

Le band di questa puntata: Dark Blue (Philadelphia, USA), Dlina Volny (Minsk, Bielorussia), Geuxx (Kiev, Ucraina), Moth (Copenaghen, Danimarca), Sievehead (Londra, UK), Tombs (New York, USA), Black Bolt (Boise, USA), Bosna (Madrid, Spagna), G.L.O.S.S. (Olympia, USA), Maudin (Atlanta, USA), Troika (Madrid, Spagna), Blazing Eye (Los Angeles, USA), Gerten (Mosca, Russia).

I dischi: Dark Blue "Vicious Romance" - 7 pollici; Dlina Volny "Neizmerima" - EP; Geuxx "II" - EP; Moth "Measured Time/Silk Ribbon" 7 pollici; Sievehead "Buried Beneath" -7 pollici; Tombs "All Empires Fall" - EP; Black Bolt "Comfort of the Grave" - EP; Bosna "Jamás el see Humano" - EP; G.L.O.S.S. "Trans Day of Revenge" - 7 pollici; Maudin "Maudin" - cassetta; Troika "Troika K7" - cassetta; Blazing Eye "Lonely Corpse" - 7 pollici; Gerten "Gerten" - EP.

Tutti i dischi sono stati pubblicati quest'anno. Buon ascolto...




















lunedì 11 luglio 2016

Portugal campeão da Europa 2016




Questo è un piccolo (ennesimo) post fuori tema rispetto ai "classici" contenuti di questo blog, giusto per rendere omaggio al Portogallo campione d'Europa 2016. Di certo non è né il primo né sarà l'ultimo tra i post più o meno atipici, inerenti sport, attualità, cazzate o politica, che spesso infilo in queste pagine tra una recensione, un pittore underground o un post di viaggi o fotografia. 
In questo caso però la soddisfazione è doppia un po' perché l'avevo previsto in qualche modo (vedi: http://bochesmalas.blogspot.it/2016/06/gli-europei-di-calcio-e-il-calcio.html) e soprattuto perché, visto l'andamento degli europei e la finale che ne è venuta fuori, questo è il risultato migliore per quanto mi riguarda. Non me ne vogliano i "cugini" francesi, ma la nazionale di Deschamps non l'ho mai digerita: troppa boria per i miei gusti...
Sicuramente qualche settimana  fa pensavo a un risultato ben diverso: le "mie" nazionali preferite, a partite dalla nostra (magari non fortissima, ma sicuramente coraggiosa, unita e combattiva) Italia e dall'Inghilterra, per finire con l'eccezionale Islanda e lo spumeggiante Galles, hanno fatto le valigie un po' troppo presto. Ma alla fine il Portogallo, pur arrivato terzo e senza vittorie nel girone, non ha rubato assolutamente nulla e, anzi, ha portato a casa la sua prima coppa meritatamente e con mia "viva e vibrante soddisfazione." 

Una bella soddisfazione sotto molti punti di vista...









Alla prossima...

sabato 9 luglio 2016

Tenebre


Il primo giorno il cielo divenne lattiginoso, come se una foschia densa avesse avvolto gli astri di tutto il firmamento con un manto candido dalle trame fitte.
Il secondo giorno il candore pallido della volta celeste mutò in un grigiore diffuso che andava a nascondere il sole e a offuscarne la luminosità.
Il terzo giorno arrivarono le tenebre…

Il mondo sottostante e i suoi abitanti non ebbero il tempo di reagire né di capire cosa stesse realmente accadendo al di sopra delle loro teste. L’evoluzione fu talmente rapida da cogliere di sorpresa anche i più eminenti scienziati, dotti e sapienti, in ogni angolo della Terra.

Il buio avvolse il sole, la luna e le stelle e ogni altra cosa. Anche le popolazioni nordiche abituate alle notti polari, ai lunghi inverni senza sole, vennero private dell’aurora boreale e del soffitto di stelle.
A ogni latitudine si ebbe un notevole incremento del consumo di energia elettrica per compensare con l’artificio l’assenza di luce. I pannelli solari divennero inutilizzabili. Ma erano soprattutto le piante e le coltivazioni di ogni genere a subire più di tutto il resto gli effetti del buio, in un primo tempo. Ben presto, però, gli effetti collaterali dell’oscurità andarono a colpire ogni singolo aspetto del pianeta e della vita dei suoi abitanti.

Il decimo giorno smise di muoversi anche l’aria. Il vento cessò di soffiare. Le pale eoliche si fermarono e lo smog si adagiò sopra le città, definitivamente.
L’aria, ferma, immobile, nera e pesante, divenne malsana e irrespirabile molto velocemente.
Molte specie vegetali e alcune animali perirono e sparirono già al ventesimo giorno. Mentre le specie notturne proliferarono in modo esponenziale.
Il ventunesimo giorno venne instaurato, in quasi tutte le nazioni, il coprifuoco, perché l’oscurità stava facendo aguzzare la vista a rapinatori, ladruncoli e criminali di ogni risma.
Nel volgere di poco tempo l’energia elettrica venne razionata, e molte industrie e attività commerciali chiusero bottega, a iniziare con quelle che avevano in qualche modo a che fare con il sole o il mare. In effetti non aveva più molto senso acquistare ombrelloni, occhiali da sole, costumi da bagno o creme solari. L’intera industria vacanziera cessò di esistere. E il buio ne approfittò, si insinuò dentro le anime portandosi dentro il pesante fardello della depressione e altre turbe attinenti all’oscurità.
Il numero di morti aumentò rapidamente e inesorabilmente, sia a causa dell’incremento della criminalità, sia per mano della depressione che spingeva al suicidio i più deboli. E quella voce, quella spinta, l’avvertirono in molti; era una tentazione irresistibile seppur irreversibile. Del resto in molti, moltissimi, persero il lavoro e videro, nonostante la scarsa illuminazione, i propri risparmi andare in fumo.
In molte città iniziò a scarseggiare il cibo. I prodotti della terra, frutta, verdura, ma anche carne e pesce sparirono dagli scaffali molto velocemente.  Seguiti dagli alcolici che, ormai, si vendevano più del pane. Resistettero più a lungo il cibo in scatola e i prodotti industriali in genere.
Come conseguenza inevitabile della carenza di cibo iniziarono a scoppiare rivolte e saccheggi in quasi tutte le città del mondo.
I morti e il fuoco ricoprivano gran parte dei centri abitati.

- Cazzo, ma che hai combinato?
- Io? Niente. Stavo solo pulendo il pannello di controllo.
- Guarda di sotto, imbecille! Guarda che casino hai combinato!

L’assistente scostò le nubi e guardò in basso.

- Accidenti che puzza. È tutto nero…
- Presto, accendi la ventola e la luce. Muoviti, cazzo!
- Si, Signore, corro…

L’assistente si precipitò ad ali spiegate verso la cabina di comando e ripristinò l’energia solare e il vento. Lentamente i motori si rimisero in moto e l’oscurità andò sfumando, là sotto lo strato di nuvole candide.

- Fatto, Signore.
- Fatto un cazzo! Stronzo infame!

Detto questo, Dio che era si giusto e misericordioso, ma quando gli giravano le palle erano cazzi amari per tutti, afferrò l’assistente per le ali e lo scagliò giù dal cielo.

L’angelo decaduto attraversò l’atmosfera, le tenebre sempre meno fitte e l’aria sempre meno ferma, e raggiunse il suolo spiaccicandosi con un pesante tonfo nel bel mezzo di una piazza affollata di gente incredula.
Il mondo era con il naso all’insù, gli occhi arsi dal sole, le narici ricolme di aria, odori e profumi sospinti dalla brezza, i visi pallidi ed emaciati ma felici. 

Intanto gli animali notturni e i vampiri correvano disperatamente alla ricerca di un riparo dalla luce.

E nella piazza la folla si riunì intorno ad uno strano individuo di bianco vestito e di ali munito. Dopo qualche istante di timore e imbarazzo alcuni umani presero coraggio (e qualche randello) e si lanciarono sull’essere piovuto dal cielo. Lo massacrarono di botte e infine lo spennarono come una gallina prima del pranzo della domenica.

E le tenebre sparirono per sempre…





lunedì 4 luglio 2016

Tokyo, Giappone


Con questo post dedicato a Tokyo chiudo definitivamente questa lunga serie di report "fotografici" sul Giappone e finalmente tutti voi potrete tirare un sospiro di sollievo.
Questo minuscolo paesino conta oltre 15 milioni di abitanti, 35 milioni se si tiene conto di tutta la grande area di Tokyo e i suoi circa 14 mila chilometri quadrati di estensione. È un posto immenso e immensamente bello. Ma anche qui, come in tutto il resto del Giappone, regna l'ordine, la pulizia, il traffico scorrevole, le auto "scatoletta", l'aria limpida, il fascinoso connubio antico-moderno e tutto il campionario di delizie made in Japan. Però, ad essere pignoli, qui qualche piccola e insignificante sbavatura si trova, probabilmente a causa del sovraffollamento o forse per colpa della massa di turisti che ne infesta le vie. A Tokyo, nei posti più affollati, ho trovato anche qualche pezzo di carta e alcuni mozziconi di sigaretta per terra e, poi, ho contato almeno sei barboni. Due eventi rarissimi da queste parti dove nessuno si sognerebbe neppure di buttare qualcosa per terra e dove la disoccupazione praticamente non esiste e, conseguentemente, neanche i senza tetto  non avrebbero ragione di esistere.

A parte questo la città di Tokyo è una delle meraviglie del mondo; è talmente ricca di attrattive, cose da fare e vedere, cose strane e affascinanti, che ci vorrebbe almeno qualche mese per apprezzare appieno tutto quello che offre.
Nella capitale è d'obbligo prendere subito confidenza con la metropolitana più affollata del mondo e non farsi travolgere dall'imponente (ma ordinato) flusso di migliaia di esseri umani in rapido movimento. Una volta capito il sistema la città è vostra e niente può sfuggirvi.

Si può partire con Shibuya, il mitico incrocio nei pressi della fermata dell'omonima stazione, dove migliaia di persone attraversano contemporaneamente la strada in modo spettacolare e indescrivibile. Qui c'è anche la statua del mitico cane Hachiko, il cane di razza Akita diventato noto al grande pubblico grazie a un film giapponese e, soprattutto, al remake americano con Richard Gere. 
Hachico si recava tutti i giorni ad accogliere il padrone (il professor Hidesaburo Ueno) alla stazione di Shibuya, e anche dopo che questi morì continuò ad andare lì per aspettare il suo amico uomo per ben nove anni sino a quando (l'otto marzo del 34) morì anche lui, di fronte alla stazione.
Oltre questo il quartiere di Shibuya è noto per l'arte del cosplay e il genere musicale Shibuya-kei (una sorta di j-pop con una forte componente elettronica).
Da non perdere poi il quartiere Harajuku dove soprattutto nella zona di Takeshita regna la moda alternativa e  dilaga il look stravagante delle Harajuku girls, tra punk, gothic, lolita style, visual key e cartoni animati.
Ma in giro per Tokyo ce ne sono tante di piacevoli stranezze come ad esempio i Maid Café, un tipo di caffetteria stravagante dove le ragazze, le maid, sono vestite con pizzi, calze a rete, giarrettiere e merletti in stile primi del novecento. Sono luoghi strani e buffi dove ci si ritrova in una sorta di limbo tra il mondo dei fumetti e il cosplay e una specie di erotismo pupazzesco.
Un altro mistero di Tokyo (e in quasi tutti gli altri agglomerati urbani giapponesi) è il groviglio di cavi elettrici che si trova su ogni palo della luce. Sembra il tipico caos di fili in stile asiatico (Nepal, Vietnam e Cina sono pieni di queste enormi matasse) ma qui questi intrecci volanti non hanno la stessa spiegazione. In Giappone non c'è l'approssimazione e la confusione che regna altrove, non si cerca di allacciare "al volo" i numerosissimi nuovi arrivati di volta in volta. Semplicemente i cavi non sono sotto terra perché si tratta di una zona (molto) sismica e i tecnici devono intervenire velocemente per il ripristino dell'energia elettrica.
All'inizio mi ha colpito molto, perché in un paese ipertecnologico come questo non ci aspetta di trovare questo tipo di colpo d'occhio modello "dalla Cina con furore". Ma poi tutto si spiega e qui, in Giappone, tutto ha sempre un senso e una sua logica. Bisogna solo sintonizzarsi sulle frequenze d'onda giuste.

Arigatou.





























Il video qui sotto è la versione più grezza e compressa di quello che doveva essere il "pezzo forte"(beh, più o meno) di questo post. Purtroppo però questa volta ho perso la battaglia con iMovie e con il sistema di carico video di blogspot e ne è venuto fuori questo abominio indegno. Sorry guys...
Il brano musicale che accompagna le immagini è "Mon Amour Tokyo" dei Pizzicato Five, ottima band nipponica purtroppo estintasi all'alba degli anni 2000.