La Dinamo-Banco di Sardegna si arrende - forse ancora prima di scendere in campo - alla storica rivale Venezia e probabilmente saluta definitivamente la Serie A. La sesta sconfitta consecutiva, quella del colpo di grazia, è avvenuta sul palcoscenico di un PalaSerradimigni per la prima volta abbastanza pieno, ma stavolta non ci sono attenuanti: la Dinamo è entrata in campo già rassegnata, senza energie né orgoglio né voglia di lottare, e la logica conseguenza è stata l'ennesima batosta questa volta più che meritata. Si sono salvati il solo Ceron, l'unico forse ad aver dato veramente tutto, McGlynn e in parte Beliauskas; tutti gli altri non pervenuti, probabilmente erano già in vacanza o stavano pensando al prossimo anno e quindi ad un'altra maglia. In questo momento la Dinamo è ultima con i suoi miseri 14 punticini (che poi sarebbero 16 se si dovessero contare quelli presi - e poi tolti - contro Trapani) ma Cantù e soprattutto Treviso in questo momento giocano molto meglio di Sassari e forse meritano di più la permanenza in Serie A. Solo la matematica tiene ancora in vita gli uomini di Mrsic, ma bisogna fare affidamento solo sulle disgrazie altrui (di Cantù e Treviso in questo caso) perché sono altri ad avere il destino in mano. Il Banco può solo fare da spettatore, con il turno di riposo la prossima settimana e poi Bologna e Brescia, quindi altre due sconfitte quasi sicure. Dispiace soprattutto per il presidente Sardara e per tutta la società che ha cercato di stare dietro alle big, investendo tanto e sperando molto, ma ora servirebbe davvero un miracolo...
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