Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

venerdì 30 dicembre 2016

Duchess Says - Sciences Nouvelles


Come sempre accade da queste parti a fine dicembre le ultime recensioni sono riservate ai migliori dischi dell'anno, quando mi dedico a smaltire gli arretrati prima dei botti di fine anno. Non fa eccezione questo disco, trovato per caso tra le pile di file non ancora aperti.
Science Nouvelles è il titolo del nuovo album dei Duchess Says, band di Montreal in attività dal 2003. Questo disco è stato preceduto dagli album "In A Fung Day T!", pubblicato nel 2011, e "Anthologie Des 3 Prechoirs" del 2008. Questi due primi dischi non li conosco (cercherò di rimediare al più presto possibile) ma ho avuto la fortuna di sentire questo nuovo. Perché trattasi di un album assolutamente micidiale, una bella botta per svegliarsi e, soprattutto, per digerire tutti i pasti extra large di queste feste. I quattro canadesi del Quebec offrono come digestivo un superbo concentrato di electro punk che profuma di 77 e anni 80 ma possiede un piglio moderno e sperimentale niente affatto male.
Con un largo uso di tastiere e l'apporto fondamentale della keytar (la tastiera da spalla, come una chitarra), ritmi sintetici, chitarre distorte e un'inventiva fuori dal comune, piazzano 10 tracce bellissime tra le quali spiccano le atmosfere cangianti, elettriche e oscure, quasi dark punk di Negative Thoughts,  la notturna I'm an Idea, puro post punk carico di tensione e sospinto da un ritmo entusiasmante, il furioso assalto hardcore punk di Pink Coffin, piacevolmente sporcato da rumori molesti, le due splendide Inertia poste in apertura, caratterizzate da un'andatura new wave-no wave-electro a dir poco stupefacente, e le contorsioni sperimentali e abrasive della traccia di chiusura The Family Physicians.
In conclusione, nonostante le coraggiose e riuscitissime scelte sperimentali che corrono lungo tutta la scaletta, e soprattutto nelle due tracce strumentali Poubelle e Talk in Shapes, il disco si fa ascoltare che è un piacere, un gran piacere.
Da collocare tra i migliori dischi del 2016.

Tracklist:

01.Inertia
02.Inertia part II
03.I Repeat Myself
04.Negative Thoughts
05.Poubelle
06.Travaillez
07.Talk In Shapes
08.I'm An idea
09.Pink Coffin
10.The Family Physicians 



giovedì 29 dicembre 2016

Terminal Gods - "Wave / Form"


Dopo una lunga serie di EP e singoli i Terminal Gods danno alla luce il primo album, intitolato "Wave / Form." Il nuovo disco esce quasi in contemporanea con la raccolta di singoli ed EP " Outlaw Love: Five Years Outside The Law", formando un'ottima accoppiata da non lasciarsi sfuggire.
La band londinese è riuscita in questi cinque anni di vita a costruirsi un proprio suono, sicuramente debitore degli 80's, del post punk storico, del gothic rock come di certa wave, ma l'approccio alla materia ha sicuramente una forte impronta personale.
"Wave / Form" si apre alla grande con la scarica elettrica di "Shockwave", potente ed energica quanto coinvolgente nel contrasto con il robusto ritmo dark punk, il lavoro di rifinitura dei synth e il gran dispiego di melodie e cori, vero marchio di fabbrica di casa Terminal Gods.
Il disco decolla definitivamente con la successiva "Changing The Guard" e non lo ferma più nessuno: questa canzone con le sue chitarre da corsa e la melodia penetrante come un martello pneumatico s'insinua nel cranio e non ti lascia più.
La scaletta è quanto mai varia e interessante; si trovano tracce più sintetiche e minimali come "Connection & Rupture", momenti più riflessivi e oscuri come nella più soffice ma inquieta "Monolith", una ballad notturna e sinuosa. Ma sono ancora le canzoni dove il ritmo cresce a lasciare il segno come il garage punk vibrante e vorticoso di "Discovery" o la meravigliosa e irresistibile "Electric Eyes". 
Il disco si chiude con altre due perle: i fuochi d'artificio vocali di "Cold Life" e la tenebrosa "Hey Day", lenta e ipnotica con la quale cala il sipario su uno dei dischi più belli e interessanti di questo tormentato 2016.


Tracklist:

01.Shockwave
02.Changing The Guard
03.Monolith
04.Movement
05.Connection & Rupture
06.Discovery
07.Electric Eyes
08.Cold Life
09.Hey Day

2016 - Heavy Leather Sex





mercoledì 28 dicembre 2016

Lost System - No Meaning No Culture


I Lost System provengono da Grand Rapids nel Michigan, sono in quattro: Michael McFarlane, voce, Matthew Maier, tastiere, Michael Houseman, batteria, e Adam Niemara al basso. Questo "No Meaning No Culture" è il loro disco di debutto. Si tratta di un EP, o meglio un Mini-Lp con 7 tracce, pubblicato in formato digitale e su cassetta dalla Chromatin Records.
È uno degli ultimi botti di questo fine anno, un disco assolutamente splendido che staziona perennemente nel mio stereo tra un'abbuffata e l'altra di queste feste infinite. Sette tracce fantastiche a base di post punk vibrante e dinamico che si snoda su un tappeto elettronico particolarmente azzeccato. Si respira aria buona da queste parti; il fiume in piena di synth punk accompagna le eccellenti architetture melodiche e i ritmi quasi sempre tirati che hanno il sapore del meglio del post punk d'epoca, della darkwave e della new wave degli 80's come anche dell'elettronica moderna. Non ci sono chitarre in questi solchi ma non se ne sente la mancanza, l'energia e l'impeto non mancano affatto e i suoni sono una meraviglia. Poi la grandiosa voce indolente e ispiratissima di McFarlane chiude il cerchio splendidamente.
Graditissima sorpresa. Assolutamente raccomandato.

Tracklist:

01.Medical Study
02.No Regrets
03.Discipline
04.Lost System
05.Exit Strategy
06.False Companion
07.Future Shock

2016 - Chromatin Records



martedì 27 dicembre 2016

Rumori dal Sottosuolo: Mini-LP, 7", Ep, singles & demo 2016 - parte 6



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Blazing Eye - "Ways To Die" - 7inch - 2016 - Los Angeles, California




Porvenir Oscuro - "Demo 2016" - New York, New York




Putrefaction - "Scavenger" - EP - 2016 - Dublino, Ireland




RA - "Then I Woke Up In Paradise" - EP - 2016 - Malmö, Sweden




Ritual Order - "Ritual Order" - demo - 2016 - Denton, Texas




Subversive Rite - "5 Track Cassette" - tape - 2016 - Brooklyn, New York




Terminus Cursus - "ON OFF" - EP - 2016 - Florida




Traitrs - "Rites And Ritual" - Mini-LP - cassette - 2016 - Toronto, Ontario




Uniform - "Ghosthouse" - 12inch - 2016 - New York, New York




Vastation - "Vastation" - 7inch - 2016 - Portland, Oregon




Whispering Sons - "Performance/ Strange Identities" - 7inch - 2016 - Brussels, Belgium


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venerdì 23 dicembre 2016

¡Feliz Navidad




Il Natale che si avvicina ha già portato un paio di doni graditissimi, seppur in anticipo sui tempi. Si tratta di due morti, due ex esseri umani, o meglio: due ex teste di cazzo; di certo una tipologia di regalo che mal si sposa con la pioggia di buonismo pirotecnico che di solito nasce, vive e cresce in perfetta simbiosi con la festa religiosa, ma anche con quella laica a base di luci sfavillanti e consumismo sfrenato. A Natale si è tutti "più buoni" per definizione ma, fortunatamente, non è sempre così; a volte è necessario, se non di vitale importanza, uscire fuori dagli schemi precostituiti e dal gioco dell'ipocrisia d'ordinanza e mettere da parte il buonismo e l'altra guancia.
Ma veniamo al dunque. Il primo morto è arrivato in largo anticipo, addirittura il 10 dicembre e ha fatto appena in tempo a trovare un'adeguata dislocazione tra i doni sotto l'albero appena tirato su. Si tratta del veterinario killer Luciano Ponzetto che dopo aver fatto strage di animali protetti, l'ultimo dei quali il leone in Tanzania (http://bochesmalas.blogspot.it/2015/11/bestie-contro-bestie.html) finalmente ha pagato il suo conto. Per ironia della sorte, dopo aver (vigliaccamente) ucciso animali forti e possenti, la sua morte è stata causata da una caduta mentre cercava di raggiungere un camoscio per ammazzarlo. 
Dopo questa splendida notizia, e dopo aver ringraziato la Natura e il camoscio, veniamo all'altra salma dentro il pacco natalizio: Anis Amri, il terrorista musulmano responsabile della strage di Berlino, è stato eliminato da una pattuglia della polizia a Sesto San Giovanni. La bestia islamista era riuscita ad attraversare indisturbata (e armata) mezza Europa, Germania e Francia, prima di incontrare due agenti in servizio notturno nel milanese.
La cosa allucinante è che questo tizio abbia varcato i confini d'Europa, dai barconi di Lampedusa sino ai mercatini di Natale di Berlino, come pregiudicato per reati gravissimi. Aveva bruciato un centro d'accoglienza in Italia, aveva fatto ricerche su come fabbricare bombe (e non petardi per i botti di fine anno) ed era stato segnalato come integralista radicalizzato. Nonostante questo si trovava tranquillamente in un centro per profughi richiedenti asilo in Germania.
Ma, oltre i buchi della legislazione di tutta Europa e l'allucinante sistema di controllo e gestione dei presunti profughi, un'altra ciliegina sulla torta è stata la facilità disarmante con la quale l'uomo più ricercato del mondo, per giunta armato, sia riuscito ad attraversare mezza Germania e una buona fetta della Francia, prendendo mezzi pubblici come un comune passeggero.
Che poi sia riuscita la tanto bistrattata polizia italiana a fermare la bestia non mi meraviglia, perché se anche è vero che dispone di mezzi scarsi, pochi soldi e poca benzina, funziona sicuramente meglio di quelle francesi, belghe e tedesche messe assieme.
Un'altra considerazione da fare riguarda il discutibile governo Gentiloni (o meglio il Renzi bis) che "tutto il resto" a parte (su tutti il disastroso Poletti) almeno il ministro Minniti, il nuovo responsabile dell'Interno, è al posto giusto. Dopo Alfano e Romina non è che ci voglia poi tanto, ma devo dare atto che il nuovo ministro appena visto in conferenza stampa non dispiace affatto.
Comunque in questa triste vicenda di Berlino ci sono almeno tre eroi da ringraziare: il camionista polacco che, nonostante le torture e la violenza subita, ha cercato di opporsi all'ennesima strage islamista, e i due agenti della Polizia di Stato che hanno fermato il tunisino.

Grazie e Buon Natale a chi ha ancora voglia di festeggiare.





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Un po' di consigli (musicali) per gli acquisti per chi non sa ancora cosa mettere sotto l'albero:



















































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