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Bochesmalas

sabato 23 aprile 2016

Death Index - Death Index


I Merchandise una volta erano un band punk-post-punk dalle grandi potenzialità poi hanno voltato pagina e si sono si sono trasformati in qualcos'altro, una creatura indie pop rock (più pop che rock a dire il vero) che non ha più granché da spartire con la musica delle origini. Ma, evidentemente, il vocalist Carson Cox non ha rimosso dalla coscienza le origini e oggi ritorna in pista con un progetto, i Death Index, che in quelle sonorità (punk, hardcore, post-punk) ci sguazza alla grande.
In questo nuovo progetto musicale Cox collabora con il batterista italiano Marco Rapisarda, da sempre impegnato in campo hardcore-punk con diverse formazioni (Ohuzaru, L'Amico di Martucci,  Smart Cops, Sgurd, Archaic, La Piovra) tra Venezia e Berlino.
I due in questa occasione si dividono tutto l'armamentario strumentale, lasciando a Cox l'esclusiva al microfono e devo dire che la sua voce svolge il compito nel miglior modo possibile per riprendersi la scena.
"Death Index" è stato inciso in giro per il mondo tra Tampa, New York, Berlino e Venezia ed è quasi equamente diviso tra attacchi hardcore vecchia scuola e splendidi oggetti sonori mutanti intrisi di post-punk. Nei primi tre brani c'è già tutta l'essenza di questo disco: l'apertura affidato ai 50 secondi di Fast Money Kill è un'assalto hardcore in stile Minor Threat che da la scossa giusta per tuffarsi nella mischia. La seconda traccia, Dream Machine, è più quadrata e rifinita con un ottima melodia con un leggero gusto gotico-orientale. The Meal, piazzata la posto giusto (pare il seguito della traccia precedente) è un ottimo post punk sospinto da percussioni marziali.
Il resto dell'album prosegue su questa scia con grandi bordate hardcore (Fuori Controllo, Little'n'Pretty, We've Got A Number) e oscure e ammalianti divagazioni post punk come la splendida Lost Bodies, dove pare di sentire il miglior Gary Numan degli ultimi anni, o l'altrettanto riuscita JFK, tetra, ricolma di feedback e carica di tensione.
Chiude il lavoro "Patto Con Dio" che a dispetto del titolo (come del resto accade anche nella scheggia impazzita "Fuori Controllo") si avvale di liriche in inglese e che, nei suoi sofferti 7 minuti di svolgimento, rappresenta la summa di quanto contenuto nel disco: una sorta di originale ibrido tra sonorità storiche e modernità, tra gli Iceage e i Minor Threat o i Circe Jerks. Un po' come se The Jesus and Mary Chain si fossero messi a suonare crust-hardcore.
Un gran bel disco...

Tracklist:

01.Fast Money Kill
02.Dream Machine
03.The Meal
04.Fuori Controllo
05.FUP
06.Little'n'Pretty
07.Lost Bodies
08.We've Got A Number
09.JFK
10.Patto Con Dio

2016 - Deathwish Inc.







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