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Bochesmalas

mercoledì 9 febbraio 2011

Un cadavere in cantina, one more time

Qua ci doveva essere il video "Un cadavere in cantina 3.2" ma alla fine ho deciso di non inserirlo nel post per non rischiare l'incolumità dei passanti. Non che sia uscito particolarmente orrendo, ma sono del parere che se non si migliora è inutile presentare qualcosa all'esigente popolo che frequenta le mie pagine. La versione 3.0 era decisamente meglio perché la novità ha il suo peso, la sua importanza. La versione 3.1 è rimasta nel limbo perché, pur usufruendo di un editing video decisamente migliore della versione precedente, non diceva granché per quanto riguarda la novità o la capacità di trasmettere emozioni e sensazioni. La versione 3.2, invece, ha guadagnato in originalità ma non è uscito granché bene come finiture e ottimizzazione e allora ho deciso di cestinarlo per la gioia di grandi e piccini.
Grazie per l'attenzione.


La tana del cadavere:



La versione digitale in Wattpad:

Un assaggio "random":

"Il processo...
   ...Nel convento dei frati domenicani alle ore undici...
   Tonino Tuppons arrivò in catene, scortato da quattro guardie svizzere e seguito da una lunga teoria di frati biancovestiti con il cappuccio nero calato sugli occhi, e una fiaccola ardente in mano. Un organo a canne sottolineava la solennità dell’evento e accompagnava il canto cupo dei frati, il quale echeggiava sinistramente nei lunghi e stretti corridoi di pietra grezza. L’imputato era stato privato degli abiti civili, e anche la tenuta da carcerato non era ammessa, indi era stato ricoperto da un saio di panno grezzo aperto ai fianchi e corto sulle ginocchia. Gli avevano rasato i capelli e ai piedi portava dei sandali di alcune misure più grandi. I corridoi erano umidi e freddi e scarsamente illuminati, ed erano attraversati da svariate diramazioni laterali sottili come capillari che si estendevano dall’arteria principale verso il buio assoluto. Le arterie principali si congiungevano in degli slarghi illuminati da alcuni lumi ad olio e decorati da delle nicchie dove dimoravano delle statue di santi, arcangeli e madonne. Il passo marziale delle guardie svizzere rimbombava come fosse una mandria di gnu, le loro corazze lucidissime brillavano al riflesso delle fiaccole. I frati, invece, pareva che non toccassero neanche terra a giudicare dall’assenza di rumore dei loro passi, se ne udiva solo il lugubre canto. Tonino non disse una parola, chiuse gli occhi per ascoltare meglio il suo cuore in tumulto, il clangore delle armi e delle corazze e le melodie diatoniche dei domenicani. Le sue ginocchia pallide cedettero più volte e i due svizzeri che gli stavano ai fianchi lo sorressero con le mani inguantate sotto le ascelle, sino a portarlo di peso come un anfora. Dopo alcuni chilometri il corridoio si aprì come la foce di un fiume e la luce lo inondò. Tonino aprì gli occhi e con fatica si guardò intorno, vide stucchi e decorazioni di ogni tipo, arazzi, specchi immensi e candelabri d’oro, ma solo per un attimo, poi si ritrovò nella Sala d’Armi: immensa, grigia come la pietra che costituiva le sue pareti, ornata da numerose alabarde, archibugi, balestre e lance di ogni foggia. In fondo alla sala si trovava un grande trono rosso ornato da un baldacchino, intorno ad esso vi erano diverse forme di vita: un cardinale, svariati frati capitanati dal nero inquisitore, un notaio, altre guardie svizzere, l’imam con alcuni loschi tirapiedi e il boia con i suoi tre assistenti, tutti incappucciati. Accanto al trono c’era un tavolino di legno grezzo con sopra carta, penna e computer,  degli sgabelli di legno e dei macchinari decisamente poco rassicuranti. Appena l’imputato si avvicinò il cardinale prese posto sul trono, le spie di quattro telecamere si accesero, insieme ad alcuni registratori digitali e al computer sul tavolino. L’organo e i canti gregoriani cessarono e i giudici presero posto sugli sgabelli. L’odore dell’incenso invase la sala e una campana rintoccò sinistramente. La marcia delle guardie svizzere con il prigioniero si arrestò al centro, di fronte al trono tra due bracieri ardenti e davanti alla ferramenta del boia e dei suoi assistenti, i quali erano impegnati nella sistemazione dei ferri del mestiere su un banco di legno. Ad un cenno dell’inquisitore anche il rumore di ferraglia cessò e il silenzio rilasciò i suoi sfinteri. Si udiva solo il crepitio del fuoco nei bracieri e l’ansimare dell’imputato che, nel frattempo, era stato invitato ad inginocchiarsi. Un frate gli si accostò con una bibbia in una mano e una croce nell’altra.
   - Liberate te ex inferis... "




Ringraziamenti particolari da parte del "cadavere":
Biagio Satgia e Marco di "Brillantina" ora "Mieleamaro"
Pasquale Pinna
Dino Sanna del "Café del Corso"
Tore Fois
Mauro Pintore e il Nursind
Il fans club Wattpad
i 3.800 (sino a oggi, ma crescono tutti i giorni) lettori di Wattpad, soprattutto quelli che hanno votato
I numerosissimi lettori lulu.com




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